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Attualità

Francesca Menarini: "Non vendiamo ma ben venga un socio di minoranza"  

Bologna City News - Innamorata del calcio, di questo mondo, dell’ambiente, ma soprattutto del Bologna. Niente vendita della società, dunque, ma se arrivasse un socio di minoranza tutto sarebbe ancora più bello. Così Francesca Menarini, presidente del Bologna, ai microfoni di Sky, delinea il suo pensiero all’indomani della vittoria sul Napoli che proietta la sua squadra in una tranquilla posizione di classifica, così che a 11 giornate dalla fine del torneo la salvezza sembra quasi realtà. «Personalmente non ho mai pensato di sbarazzarmi del Bologna -ha detto la Menarini-, ho sempre pensato, però, che sarebbe auspicabile avere al nostro fianco qualcun altro, anche come socio di minoranza. Io posso dire che mi sono innamorata del Bologna, di questo mondo e della volontà di riuscire a gestire nel modo migliore una società di calcio. Certo, il ruolo di presidente comporta l’essere sempre sottoposti a critiche, che ovviamente vanno accettate per quelle che sono, ma se credi in quello che hai fatto devi avere la forza ed il coraggio per andare avanti». E tra le scelte vincenti di questa stagione c’è l’ingaggio di Franco Colomba, chiamato a sostituire Papadopulo quando la squadra si trovava al terz’ultimo posto. Adesso, i recenti risultati fanno dell Bologna una delle squadre più in forma del momento e tra le prime in classifica nel girone di ritorno. «Ho sempre creduto in Franco come uomo, come allenatore, come uomo di fiducia, uomo squadra, in grado di dare quel valore aggiunto al Bologna che in quel momento aveva bisogno e così è stato». Ancora, però, non è il caso di festeggiare perchè manca la matematica a sancire la salvezza. «Teniamo ancora i piedi per terra -ha detto ancora la Menarini-, finchè non vedo 39/40 punti non sono serenissima, tuttavia ci sono tutte le premesse e le prerogative per dire che le restanti 11 gare ce le possiamo giocare in maniera serena e toglierci qualche soddisfazione in più che non sia il quart’ultimo posto. In verità, stiamo facendo un girone di ritorno trionfale, con Colomba abbiamo ottenuto una media punti straordinaria ed abbiamo fatto vedere il miglior Bologna da diversi anni a questa parte. Ci possiamo permettere di giocare senza Di Vaio, ma senza per questo poter dire che non sia un giocatore imprenscindibile per noi. Aspettiamo con ansia il suo ritorno».
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 09/03/2010

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Investito e ucciso fuori dal Giostrà Automobilista positiva all'alcoltest  

Bologna City News- Aveva nel sangue una concentrazione di alcol pari a 1,08, ben oltre il limite di legge ed era al volante della sua auto quando ha travolto e ucciso Alessandro Grieco. E’ infatti risultata positiva all’alcol test la 48enne, originaria del ferrarese e residente nel bolognese, che sabato notte a Bologna ha investito il trentunenne originario di Potenza ma da tempo residente nel capoluogo emiliano. Il ragazzo, da poco uscito da una discoteca, stava camminando sul ciglio della strada, in via Mattei, quando e’ stato travolto dalla Nissan Micra condotta dalla donna. Fin da subito le condizioni del ragazzo sono apparse disperate e a nulla e’ servito il tempestivo intervento del 118: il decesso e’ avvenuto pochi minuti dopo l’arrivo in ospedale. Gli esami cui e’ stata sottoposta la donna hanno evidenziato una concentrazione di alcol nel sangue pari a 1,08, ben oltre il limite di legge. Secondo la prima ricostruzione della polizia municipale, la vettura, che proveniva dal centro citta’, ha travolto il giovane alle spalle, mentre camminava nella stessa direzione sul ciglio destro della strada. La donna dovra’ rispondere di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza. Un altro decesso ha segnato un weekend nero sulle strade bolognesi: non ce l’ha fatta la ragazza di 27 anni rimasta coinvolta ieri pomeriggio in un frontale tra due auto sulla nuova Bazzanese, alla periferia del capoluogo emiliano. Ricoverata in gravissime condizioni, e’ deceduta ieri in ospedale. E’ ancora in pericolo di vita il bambino moldavo di dieci anni investito sabato in via Benedetto Marcello, zona San Ruffillo, mentre attraversava sulle strisce pedonali. by antonio medugni
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 09/03/2010

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Palazzo D'Accursio, la Cancellieri fa ripartire la lotta  

Bologna City News- Riparte la lotta ai graffiti, con una serie di interventi di ripulitura da mettere in cantiere fin da subito. Il commissario straordinario di Bologna, Anna Maria Cancellieri, ne ha parlato questa mattina con il presidente della Camera di commercio Bruno Filetti. Un incontro di circa un’ora nell’ufficio del commissario, dal quale Filetti è uscito con un indicazione chiara: il piano anti-graffiti che fu approntato dall’ex sindaco Flavio Delbono non rimarrà senza seguito nei mesi del commissariamento. Tornano dunque gli interventi di pulizia dei muri e il tutto sarà eseguito “non con i tempi della politica - precisa Filetti - ma con quelli della volontà di fare davvero le cose, questo è il credo del commissario”. Certo la pulizia “non si potrà fare ovunque”, ma l’intenzione è “valutare cosa fare e farlo”, andando insomma al di là degli annunci. “Questo- assicura il numero uno di Piazza della Mercanzia - mi è piaciuto moltissimo”. Filetti non svela la tempistica del piano. “La più bella cosa - dice ai cronisti - sarà avere tempi rapidi che sorprendano. Ma non sarà domani mattina”. Prima, spiega ancora Filetti, “ci dovrà essere un’ampia squadra” al lavoro. Ma i presupposti ci sono tutti. “Ho sentito attenzione nei confronti dei graffiti, della pulizia della città. Credo che su questo ci potrà essere una connessione”, tra Comune e Camera di commercio. Questo intervento “comincerebbe a rispondere ad un malessere molto diffuso in città”. Filetti, che nelle settimane scorse aveva messo insieme le forze economiche della città sul tema del voto anticipato a Bologna, non rinnega affatto quella scelta. “La caratura del commissario mi ha tranquillizzato, ma non sine die. Il commissariamento è un processo, non sostitutivo”. Glissa sul mercanteggiamento in base al quale il caos sulle liste a Roma e in Lombardia potrebbe portare Bologna al voto in primavera (“Sono contento di non fare il politico”), ma chiarisce: “Oggi tutto è nelle mani del Governo. Probabilmente ciò che abbiamo detto allora (Filetti ricorda che venne definito ‘un teatrino’, ndr) oggi ha la sua rilevanza. Ma noi non vogliamo dettare l’agenda, sovrapporci, intrometterci”. In ogni caso il giudizio nei confronti del commissario è molto buono. “Fa piacere colloquiare con persone che hanno una visione della concretezza delle esigenze. Spero di essere una piccola tessera che il commissario potrà utilizzare nei tanti compiti che ha”. Filetti ha trovato in Cancellieri “un grande attenzione nei confronti della città, che non deriva solo dalla funzione, ma dai principi”. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 05/03/2010

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Università: irregolare un concorso da ricercatore Quattro persone denunciate  

Bologna City News- Sono accusati di aver favorito una candidata, risultata poi vincitrice del concorso, sospendendo la prova d’esame nel momento in cui aveva dimostrato di avere delle difficoltà, per poi riascoltarla dopo aver sentito gli altri partecipanti. Alle rimostranze di questi ultimi, il presidente della commissione esaminatrice avrebbe tentato di indurli a non presentare ricorso. I carabinieri del Nas di Bologna, coordinati dal pm Antonello Gustapane, a conclusione delle indagini per verificare il corretto svolgimento di un concorso per un posto da ricercatore in campo farmaceutico che si è svolto nel febbraio dello scorso anno presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna (dipartimento di farmacologia), hanno proceduto con denunce nei confronti di quattro persone, per le quali è già stato chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta dei tre membri della commissione esaminatrice, accusati di falso e abuso d’ufficio, perché ritenuti responsabili di aver omesso di indicare nei verbali d’esame l’interruzione della prova orale della concorrente, poi risultata vincitrice. Nel corso dell’esame non sarebbe stato inoltre rispettato l’ordine cronologico dei concorrenti. La candidata vincitrice dovrà rispondere di concorso in abuso d’ufficio, mentre nei confronti del solo presidente di commissione è scattata la tentata concussione ai danni degli altri partecipanti al concorso, in totale meno di una decina e tutti interni all’università. by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 05/03/2010

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Silvia Bartolini da Santiago:  

Bologna City News Apprensione in Emilia-Romagna per una delegazione di amministratori presente in questi giorni in Cile, dopo le notizie sul fortissimo terremoto avvenuto nella notte (alle 7.30 circa in Italia). Ma da Santiago arrivano notizie confortanti: “Noi stiamo tutti bene”, spiega al telefono Silvia Bartolini, presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, che si trova in un albergo nella capitale cilena dove domani avrebbe dovuto aprirsi la Conferenza dei giovani emiliano-romagnoli nel mondo, con la partecipazione di una novantina di ragazzi provenienti da vari Paesi ma soprattutto dal Sud America. Ed e’ rientrato anche l’allarme su un assessore del Comune di Pavullo (Modena), Antonio Parenti, che si trova a Capitan Pastene, localita’ del Cile meridionale praticamente fondata da emigrati pavullesi, e con cui in un primo momento si erano persi i contatti: “Sono riuscita a parlare con Parenti per telefono verso le 14.30 ora italiana- riferisce Bartolini- e ho gia’ avvertito i suoi familiari e anche il Comune”. Anche la Provincia di Modena si era immediatamente attivata e le notizie confortanti su Parenti vengono confermate dallo staff del presidente Emilio Sabattini. “La terra ha tremato fortissimo per un minuto e mezzo- racconta Bartolini dall’albergo a Santiago- per un’ora e mezza siamo rimasti senza luce e solo all’alba abbiamo avuto la percezione dei danni causati dal terremoto. Ora e’ andata via anche l’acqua, le comunicazioni telefoniche sono difficili, siamo senza internet ma riusciamo ad inviare sms”. Ora la preoccupazione di Silvia Bartolini e’ di bloccare tutti i giovani emiliano-romagnoli nel mondo attesi a Santiago per la conferenza, in calendario dal 28 febbraio al 3 marzo: “Ci risulta che qualcuno fosse gia’ partito- spiega- quindi io e gli altri componenti della delegazione della Consulta resteremo qui finche’ non saremo sicuri che tutti i ragazzi sono o rimasti nei loro Paesi oppure, se gia’ partiti per arrivare in Cile, sono rientrati”. by ANTONIO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 28/02/2010

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Sequestrati integratori e tonnellate di cacao scaduto  

Bologna City NewsBlitz del Nas di Bologna in tre aziende emiliane nel campo della produzione e distribuzione di integratori alimentari e prodotti dietetici: sequestrate 30mila confezioni di integratori dietetici pericolosi e 150mila scaduti, 21 tonnellate di cacao e prodotti al cacao scaduti, il tutto per un valore di un milione di euro. Le indagini sono partite da un`ispezione in un deposito del riminese utilizzato da una società di logistica, nel corso della quale sono state trovate quasi 30mila confezioni di integratori alimentari, a cui l’etichetta attribuiva presunte proprietà rinvigorenti e contro l`invecchiamento, distribuitiin Italia da un'azienda di Milano ma contenenti il composto chimico solfato di vanadio, una molecola in passato utilizzata per le sue proprietà “brucia grassi”, vietata dal 2008 da un decreto del ministero della Salute per le sue caratteristiche di tossicità. Nel corso della stessa operazione i carabinieri operanti hanno trovato circa 150mila confezioni di cioccolato dietetico, per un peso di quasi 2 tonnellate, con un termine minimo di conservazione superato anche di alcuni mesi, ma fraudolentemente 'aggiornato' a date successive per poterlo vendere ancora. Gli ispettori del Nas emiliano si sono concentrati su quest`ultimo prodotto e hanno risalito la filiera alimentare portandosi arrivando alla ditta produttrice, in provincia di Ravenna: qui i militari hanno trovato in giacenza 19 tonnellate di materie prime, semilavorati e prodotti finiti a base di cacao, tutti in procinto di essere immessi nel ciclo produttivo nonostante fossero tutti scaduti da tempo e sprovvisti di ogni requisito di identificazione e rintracciabilità. Tutte le confezioni di integratori e alimenti irregolari individuati, per un valore di 1 milione di euro, sono state immediatamente sottoposte a sequestro. Ai titolari delle aziende sono state contestate violazioni amministrative che vanno dall'immissione in commercio di integratori contenenti sostanze proibite alla mancata attuazione di procedure di autocontrollo alimentare, che prevedono il pagamento di decine di migliaia di euro. by Antonio Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 28/02/2010

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Piano anti-buche, primo ok della 'sindaca' Oltre 6 milioni di euro per asfaltare le strade  

Bologna City News- In campo 6,3 milioni di euro per asfaltare le strade di Bologna, riempite di buche da un inverno peggiore degli altri: cantieri straordinari da aprile ad ottobre, che riguarderanno in particolare le maggiori radiali, come via Murri-Toscana, via Stalingrado, via Massarenti e via San Mamolo. Il piano e’ la principale decisione uscita dalla prima riunione della “giunta” di Anna Maria Cancellieri, tenuta questa mattina a Palazzo d’Accursio. Un’oretta di lavoro con il vice Sergio Porena e il subcommissario Michele Formiglio (assenti gli altri due componenti della squadra) e coi super-dirigenti di urbanistica, lavori pubblici e finanze Giacomo Capuzzimati, Raffaela Bruni e Stefano Bigi. Ne e’ uscita la scelta di andare oltre i normali “rattoppi” e procedere ad una asfaltatura sistematica delle strade, che si prolunghera’ per tutta la primavera e l’estate. Dopo un inverno “difficile” la manutenzione delle strade “e’ uno degli argomenti che stanno piu’ a cuore delle persone”, ha spiegato il commissario incontrando la stampa al termine della riunione. Come spiega Capuzzimati, l’indicazione e’ avviare i lavori “entro marzo”, sfruttando lo stanziamento straordinario previsto dal piano delle opere. Da un lato si faranno interventi di “messa in sicurezza” eliminando le buche, dall’altro si procedera’ ad interventi piu’ complessivi “su alcune radiali importanti”. Gia’ gli uffici comunali hanno compiuto un primo screening sulle strade. Ora, spiega ancora Capuzzimati, “sulla base delle indicazioni del commissario e dei subcommisari definiremo una proposta operativa”. I finanziamenti per il piano anti-buche erano naturalmente gia’ presenti a bilancio, ma ora scegliendo “un arco di tempo lungo per fare le lavorazioni”, si tratta di “dare gambe a questa previsione”. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 26/02/2010

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Delbono torna in cattedra Studenti: 'Portaci in vacanza' L'ex sindaco:  

Bologna City News- Contestato alla prima lezione l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono, che oggi e’ tornato in cattedra a Economia. Ha dovuto pero’ fare i conti subito con i giovani del Pdl, che hanno inscenato una protesta fra i banchi universitari. Una decina di ragazzi sono entrati in aula cantando “Delbono portaci in vacanza”, indossando un sombrero, suonando le maracas e lanciando coriandoli. Su uno striscione anche la destinazione del viaggio: “A Cancun, tanto paga la mamma”. Il leader di Azione universitaria, Mattia Kolletzek, ha consegnato a Delbono un finto tesserino universitario a forma di bancomat. La protesta e’ durata qualche minuto, prima che l’ex sindaco cominciasse la sua lezione. Poi, appena usciti i giovani del Pdl, Delbono si e’ scusato pubblicamente con i suoi studenti. “Mi spiace per questa sceneggiata di cattivo gusto- afferma Delbono- mi scuso di aver importato involontariamente questo trambusto e questo disagio” by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 25/02/2010

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Tasse, la Regione al terzo posto 265 euro in più rispetto alla media nazionale  

Bologna City News- Duecento e 65 euro in più rispetto alla media nazionale: è il «peso» della pressione fiscale locale in Emilia Romagna (1.584 euro pro capite per abitante contro i 1.319 procapite in Italia) che per il terzo anno consecutivo si conferma tra le più alte a livello nazionale, dopo Lazio e Lombardia. È quanto emerge dal terzo rapporto di monitoraggio sulla fiscalità locale redatto dalla Cisl regionale, che a fronte del dato rileva in positivo un welfare di qualità ma invita comunque a definire un percorso di riforma fiscale che riduca le tasse a pensionati e lavoratori. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 24/02/2010

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Sacrati non paga gli stipendi La Fortitudo si ribella  

Bologna City News- I GIOCATORI della Fortitudo salgono sull’Aventino. La dura protesta, sfociata nella scelta di non allenarsi ieri, nasce da una serie di mancati pagamenti che si stanno accumulando. Fra questi, anche gli stipendi di gennaio della prima squadra. Nelle scorse settimane il presidente dell’Aquila Gilberto Sacrati si era impegnato a saldare quanto dovuto il 22 febbraio, vale a dire lunedì scorso, ma allo scadere del termine indicato nessuno ha visto nulla. Così ieri mattina la squadra, tornata in palestra per la seduta atletica e preoccupata per l’ennesima scadenza non rispettata, ha chiesto di avere comunicazioni direttamente dalla proprietà, minacciando di non allenarsi fino a quando la situazione non si sarà chiarita Sacrati si è recato nel pomeriggio al PalaDozza e ha parlato ai giocatori, ma i chiarimenti richiesti dalla squadra non sono stati soddisfacenti. A quanto si è appreso, il patron avrebbe riferito che la Fortitudo attualmente non ha la sufficiente liquidità per onorare gli impegni presi, e oltrettutto non è possibile prevedere quando i soldi saranno in cassa. Davanti alla richiesta di una proroga in bianco, la squadra ha scelto di non allenarsi e di chiudersi nello spogliatoio insieme a tutto lo staff per un lungo confronto durato più di due ore. Una reazione che potrebbe sembrare esagerata, ma da tempo la società continua a rimandare svariati impegni economici. Basti dire che per alcune forniture è stato lo stesso staff a dover anticipare i soldi, senza ricevere i relativi rimborsi. CON I GIOCATORI riuniti in assemblea nello spogliatoio, Sacrati ha incontrato i tecnici e i dirigenti del settore giovanile, ma anche in questo caso non è stato in grado di dare certezze sulla tempistica con cui saranno saldati gli arretrati. Per questa ragione, gli allenamenti delle squadre giovanili rimangono dimezzati. Al termine della lunga riunione, dallo spogliatoio biancoblù è uscito un comunicato stampa firmato da giocatori e staff in cui si esprime tutto lo stato di sofferenza e di esasperazione che attraversa la squadra. «A seguito dell’incontro con Gilberto Sacrati - si legge nel comunicato -, esaperati dall’ennesimo tradimento nella nostra pazienza e nella nostra fiducia, continuando il presidente a NON adempiere agli impegni economici presi nei nostri confronti, vogliamo comunicare la nostra rabbia e il nostro disagio per questa situazione che mina la nostra concentrazione e tranquillità e rischia di compromettere il lavoro che tutti stiamo svolgendo. Al momento, per rispetto della nostra professionalità, della storia del club e del suo popolo, decidiamo comunque di continuare a svolgere con il massimo impegno la nostra attività. Attendiamo in ogni caso tempestive e concrete azioni da parte della proprietà, affinchè venga ristabilito un clima che ci consenta di investire tutte le nostre energie per riportare la Fortitudo ai massimi livelli». Parole che vanno nel senso della trasparenza e che vogliono evitare la situazione della passata stagione, quando si scioperava in modo ‘silenzioso’, senza però assumersi alcuna responsabilità. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 24/02/2010

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La neo-commissaria distribuisce le deleghe Per sè tiene la sicurezza  

Bologna City News Anna Maria Cancellieri si occupera’ personalmente del problema sicurezza, del centro storico, della cultura (teatro Comunale compreso) e dei rapporti con l’Universita’. Dopo una riunione con due dei nuovi collaboratori, il neo-commissario di Bologna vara la suddivisione dei compiti all’interno della sua “giunta”. E’ lei stessa a leggere alla stampa l’elenco delle deleghe: Cancellieri tiene per se’ la Cultura, le Istituzioni e i beni artistici e culturali e la delega alla Citta’ storica che nei sette mesi di Delbono fu di Luciano Sita. Al commissario anche la sicurezza, gli Affari e le riforme istituzionali, la Comunicazione (e le relazioni istituzionali), i rapporti con l’Universita’ e la trasformazione urbana delle aree demaniali. Una delega, quest’ultima, molto importante perche’ dovrebbe riguardare partite delicate come le aree ex militari e la nuova stazione. Anche Delbono, a suo tempo, tenne per se’ quel capitolo. Compiti molto meno pesanti invece per il vicecommissario Sergio Porena: Citta’ metropolitana, Decentramento, Partecipazione, Coordinamento quartieri. Ma soprattutto il numero due dovra’ aiutare il commissario “nelle funzioni ad esso assegnati dalla legge e dallo Statuto” e svolgere i compiti “di tutore e curatore nei casi deferiti alla competenza del commissario”. Mentre, come era facile immaginare alla luce del suo curriculum, a Maria Antonietta Dionisi spetteranno tutte le questioni economiche dell’amministrazione (Bilancio, Programmazione, Entrate, Patrimoniio, Partecipazioni societarie), sono molto vasti i compiti assegnati ai “bolognesi” Raffaele Ricciardi e Michele Formiglio. A Ricciardi, una sorta di super-assessore a Welfare ed istruzione, toccano l’Infazia, la Scuola, le Pari opportunita’, l’Integrazione interculturale, i Servizi demografici, il Lavoro, le Politiche giovanili, i Servizi socio-sanitari, quelli per gli anziani, i rapporti con associazionismo e volontariato, le Asp, la Casa, la Protezione civile e la Sanita’. A Formiglio, invece, spetteranno la Mobilita’, l’Urbanistica, l’Ambiente, i Lavori pubblici, lo Sport, le Attivita’ produttive, il Commercio e il Turismo. Parlando coi cronisti dopo il summit con Cancellieri, i due “assessori” hanno spiegato che al piu’ presto vedranno i dirigenti dei settori a loro assegnato. “Faremo al piu’ presto questo incontro. Ci metteremo subito al lavoro”, spiega Formiglio, che e’ giu’ stato commissario ad Argelato (Ricciardi invece e’ stato subcommissario a Mogliano Veneto). Successivamente, spiegano i due sub-commissari, verranno consultate “anche le categorie” economiche e gli ex amministratori di Palazzo d’Accursio. I due conserveranno gli incarichi che gia’ avevano (Formiglio e’ capo di gabinetto della Prefettura di Parma, Ricciardi vice di quella di Bologna), facendo da spola con Palazzo D’Accursio. In ogni caso il nuovo compito, spiegano, sara’ svolto “nel modo migliore, nell’interesse della comunita’ e col massimo impegno”. Tra i primi problemi da affrontare c’e’ quello dei finanziamenti per il metro’. “E’ una delle questioni che dovranno essere affronate”, dice Formiglio.
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 22/02/2010

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Sciopero dei trasporti Venerdì a rischio bus e treni  

Bologna City News- Autobus a rischio venerdi’ a Bologna. Per domani, infatti, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl trasporti, aderendo allo sciopero nazionale del trasporto locale, ferroviario e servizi proclamato dalle rispettive segreterie nazionali, hanno indetto uno stop di quattro ore che, per il personale viaggiante di Atc, andra’ dalle 12.30 alle 16.30. Dunque, avverte l’azienda di via Saliceto in un comunicato, in questi orari “i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti”. Piu’ precisamente, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 12.15. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall’autostazione, fino alle 12.20. L’Atc assicura che “adottera’ ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un piu’ celere ed integrale ripristino del servizio”. Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantiti i servizi “riservati scolastici”, le attivita’ di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta, nei consueti orari di apertura degli sportelli, al call center telefonico 051-290290, la presenza di un operatore fino alle 13 e dalle 16 al termine del servizio. by ANTONIO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 19/02/2010

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Le prime ore da commissario  

Bologna City News- Pochi minuti prima di mezzogiorno Anna Maria Cancellieri, commissario prefettizio di Bologna, ha fatto il suo ingresso a Palazzo D’Accursio. Arrivata col treno a metà mattina sotto le Due Torri, Cancellieri e’ entrata in Prefettura alle 10.30, dove il prefetto Angelo Tranfaglia ha decretato la sospensione del Consiglio comunale e la nomina di Cancellieri a commissario, “per la provvisoria gestione del Comune”, conferendole i poteri di sindaco, Giunta e Consiglio comunale. Vestita con un impermeabile blu notte, una gonna verde oliva, scarpe marroni e borsa viola, dopo quasi un’ora e mezza Cancellieri e’ uscita dalla Prefettura e si e’ diretta a Palazzo D’Accursio, in compagnia del segretario generale Caterina Grechi. “Ma quanti siete?”, e’ stata l’esclamazione del commissario uscendo dal palazzo di piazza Roosevelt, trovandosi davanti giornalisti, fotografi e cameraman. LE PRIME PAROLE DEL NUOVO "SINDACO" La prima impressione di Bologna e’ “straordinaria”. Anna Maria Cancellieri poco dopo le 13 ha lasciato Palazzo d’Accursio sempre in compagnia del segretario generale del Comune, Caterina Grechi. Attorniata da fotografi e cronisti, Cancellieri ha fatto un breve giro in piazza del Nettuno, concedendo qualche scatto sotto la statua. “Non fatemi troppe foto che vengo male” si schernisce il commissario. Poi, camminando, si lascia andare a un commento sulla citta’. “L’impressione e’ straordinaria- afferma Cancellieri- e’ davvero bellissima, non ci sono parole. La vedo nella sua forma piu’ smagliante”. Quanto al suo mandato, il commissario sostiene che “sara’ un bell’impegno: ce la metteremo tutta”. E, a chi le chiede se la sua opera fara’ bene a Bologna, risponde: “Speriamo, che Dio mi aiuti”. Buona anche la prima impressione sul clima respirato oggi a Palazzo d’Accursio dove oggi e’ stata accolta dall’ex vicesindaco Claudio Merighi. “Ho trovato grande gentilezza e disponibilita’”, afferma Cancellieri. Il commissario e il segretario generale del Comune si sono quindi diretti all’albergo Novecento, in piazza Galilei. “Sono casa e bottega”, scherza il commissario, che tra i sorrisi confida ai giornalisti la sua paura di ingrassare per il buon cibo di Bologna. “Ho fatto il commissario a Parma per tre mesi e ho preso cinque chili”, ride Cancellieri. IN PALAZZO D'ACCURSIO "Sono entusiasta di questo incarico di cui sento appieno la responsabilità. So che non sarà un compito facile, ma farò tutto quello che c’è da fare perchè i cittadini di sentano garantiti e non manchi loro nulla". "Mi interessa molto sentire voi e ascoltare, per capire, sarò come una spugna" prosegue Cancellieri, rivolgendosi ad una Sala Savonuzzi gremita di cronisti, tra i quali c’erano anche esponenti politici come l’ex presidente del consiglio comunale Maurizio Cevenini (Pd), l’ex capogruppo del Pdl Lorenzo Tomassini e il grillino Giovanni Favia. "Non mi discosterò un minuto dai principi della legalità" assicura, preannunciando che già domani incontrerà il vicesindaco Claudio Merighi e forse anche Cevenini. Per i prossimi giorni, spiega inoltre "sono in programma incontri istituzionali e subito dopo anche con gli esponenti politici". Il commissario garantisce che incontrerà anche i cittadini e, infatti, rimarca "chiunque troverà la porta aperta". Riferendo poi di non aver ancora sentito l’ex sindaco Flavio Delbono Cancellieri glissa le domande sul ‘Cinzia gate' e sulle dimissioni del primo cittadino. Su questo, replica ai cronisiti, "non mi faccio idee". Quanto alla città, ammette, "so che per Bologna è un’esperienza nuova, la affronterò con molta umiltà cercando di capire e di farmi capire". LA SQUADRA DEL COMMISSARIO Anna Maria Cancellieri non sarà sola nel suo operato, ma verrà affiancata da una squadra di quattro persone. "La sto organizzando in queste ore, sarà composta da un vice e da tre subcommissari a cui daremo le deleghe della giunta", ha spiegato sempre nel corso della conferenza stampa di presentazione. Il neocommissario si riunirà una volta a settimana con il suo staff come un esecutivo ordinario. "Saranno persone di fiducia, appartenenti all’amministrazione dell’Interno" ha chiarito, aggiungendo che "qualcuno verrà da Bologna, qualcuno da fuori". La Cancellieri ha anche fatto sapere che sta mettendo a punto la sua agenda di incontri: "Innanzitutto istituzionali (il primo sarà con l’ex vicesindaco Merighi, ndr), poi vedrò tutti gli esponenti politici". Ma, ha sottolineato, "chiunque voglia vedermi troverà la mia porta aperta", perché "credo sia fondamentale capire la realtà dove opero e per farlo dovrò ascoltare molto". by Antonio Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 19/02/2010

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Baraldi, ansia per l'arbitro Caos biglietti: 3mila ritirati  

Bologna City News – Da anni i bolognesi aspettano la partita con la Juve per verificare lo stato di salute del nostro calcio. Quasi sempre, se ne vanno a casa pensandola così: è ancora ammalato. Il Bologna e il suo pubblico hanno protestato, hanno sbraitato, hanno cercato di richiamare l’attenzione sugli episodi che certificano l’esistenza di figli e figliastri e mai sono stati ascoltati. Peggio: a margine del processo sportivo a “Calciopoli” chiesero un risarcimento dei danni, morale o pratico non faceva differenza, e la corte li trattò con disprezzo, come se, esaminando il caso, fossero costretti a buttare via il loro tempo prezioso. Quel processo, comunque, una svolta l’ha sancita. Prima, arbitri e federazione, tutti insieme facevano finta che la disparità dei giudizi fosse un’ossessione tipica degli sconfitti, poi rinvii a giudizio e condanne hanno sdoganato il problema che da occulto è diventato evidente: ora se ne parla liberamente. Lo fanno la Lazio e il Genoa e lo fa, di rimbalzo, pure l’Inter. I bolognesi, più di chiunque altro, sono legittimati a chiedere un arbitro che non decida di vedere soprattutto ciò che vuole vedere e anche se nessun giudice ha mai pensato al Bologna come a una vittima dei potentati calcistici, se non altro il designatore Collina sa che per questa partita dovrà attingere al piccolo serbatoio degli uomini impermeabili a qualunque condizionamento o tentazione. Lo deve fare per scongiurare una ricaduta nel ridicolo da parte della categoria che rappresenta. La partita con la Juve, anche se quella ereditata da Zaccheroni può lottare solo per la Champions, è comunque la più sentita dai bolognesi, quella che, di solito fa scattare la corsa al biglietto. Era successo anche lunedì scorso: al pronti via della prevendita, se n’erano andati seimila biglietti. Ma in serata è arrivata la restrizione dal Casms per i tifosi della Juve: la tifoseria organizzata rimane a casa e i biglietti non possono essere venduti fuori dall’Emilia Romagna. Ieri il Bologna ha dovuto richiamare in fabbrica i circa tremila biglietti “difettosi”, che erano già partiti per Torino, ovviamente rimborsando chi li aveva acquistati ma è poi stato costretto a rinunciarvi. Di conseguenza, è sorto il problema di riempire il Dall’Ara, cosa che senza la presenza degli juventini non può avvenire. Quindi, via alla promozione: nel settore ospiti, quello ritagliato in mezzo alla curva San Luca, accederanno i bolognesi alla modica cifra di cinque euro. Una limitazione: potranno acquistarne non più di quattro a testa soltanto gli abbonati al Bologna. Baraldi non si è disperato: “A me l’idea di uno stadio tutto rossoblù piace parecchio”, ha detto il direttore generale. Rimane l’impressione che fretta a paura inducano all’errore chi deve contrastare il problema della violenza: gli juventini di Torino o di Pesaro non potranno andare a Bologna a vedere la Juve, ma quelli di Cattolica, ancora dentro i confini della Romagna, sì. Poi il caso di Livorno, quello del razzo sparato verso la curva dei bolognesi, fortunatamente uscito dallo stadio. Gli inquirenti lo hanno esaminato e archiviato, mentre quello del tifoso bolognese che al Franchi di Firenze si calò i pantaloni portò alla denuncia del “colpevole” e al divieto di entrare negli stadi. Evidentemente, quel tifoso aveva un sedere atomico, mentre il razzo del “Picchi” era un messaggio di amore per il giorno di San Valentino. by Antonio Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 17/02/2010

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Ecco la 'sindaca' di Bologna Pdl: 'Lavoro già ostacolato' Pd:  

Bologna City News- «SONO PRONTA al dialogo con la città». Anna Maria Cancellieri, prima donna prefetto in Italia, domani dovrebbe fare il suo ingresso in Comune nella veste di commissario straordinario. La sua nomina è data per certa. Ma lei, «per correttezza istituzionale», preferisce usare ancora il condizionale: «Aspettiamo, non mi considero ancora in carica. Anche perché di ufficiale non so nulla». Alla mezzanotte di oggi, le dimissioni del sindaco Flavio Delbono diventano definitive. Con lui, decadono la giunta e il consiglio comunale. Il commissario — proposto dal prefetto al Viminale, che lo indica al Capo dello Stato per la nomina — entra in carica un momento dopo. «Se mi chiamano — commenta la Cancellieri — sarò a Bologna giovedì a fine mattina, al massimo nel primo pomeriggio». IN PENSIONE dal 2009 per effetto del ‘decreto Brunetta’ che ha abbassato l’età pensionabile dei prefetti con 40 anni di anzianità (il primo impiego è del 1962, al Consiglio dei ministri), la Cancellieri ha un curriculum di tutto rispetto. Se le cose non cambiano, resterà in carica fino alla primavera del 2011. Cioè la prima data utile prevista dalla legge per andare al voto. La presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera ha infatti bocciato ieri gli emendamenti al decreto Enti locali presentati da Salvatore Vassallo (del Pd, che chiedeva di andare alle urne a giugno) e da Gianluca Galletti, Udc, che proponeva un turno elettorale a ottobre. Per superare lo stallo, Vassallo ha subito presentato un progetto di legge — «identico all’emendamento dichiarato inammissibile», dunque con l’ipotesi di voto anticipato entro il 15 giugno — firmato da Galletti e da Silvana Mura, deputata dell’Italia dei valori. «Se fossero rispettate le prerogative che il regolamento della Camera riconosce all’opposizione — spiega Vassallo — il calendario dei lavori parlamentari ancora consentirebbe un’approvazione del progetto di legge in tempi utili a evitare a Bologna un anno di commissariamento». LA CANCELLIERI è pronta alla chiamata del Viminale. «Considero questo incarico, se mi sarà affidato, una cosa molto bella, ma anche molto impegnativa». Ammette di sapere poco di Bologna, «se non le tante belle cose per cui la città è conosciuta e apprezzata». Sa di arrivare in una città la attende con curiosità. Ma anche, in parte, con diffidenza. «Incontrerò tutti, sono pronta al dialogo con i bolognesi», assicura lei. Che, già subcommissario a Milano, è stata commissario a Parma. «Esperienze molto positive — afferma —. Anche se poi ogni città ha le sue caratteristiche, la sua storia, i suoi problemi». Chi la conosce, assicura che i bolognesi dovranno abituarsi a vederla per strada. «Serve sempre l’umiltà per capire e, poi, agire. Per un po’ me ne vado in giro, in mezzo alla gente, per capire», affermò da neo prefetto di Genova. La promessa, dicono, è stata mantenuta. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 17/02/2010

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Minacce alla Cracchi  

Bologna City News- «Morirai presto». Una minaccia condita da insulti di vario genere: «Str..., pezzo di m..., idiota». E’ questo il contenuto di due lettere anonime arrivate ieri alla donna che ha fatto cadere l’ex sindaco Flavio Delbono. Cinzia Cracchi ha ricevuto i due messaggi, scritti in stampatello, a casa e al Cup, dove lavora. Le minacce («Devi morire») sono rivolte anche ai suoi familiari. Dall’inizio del polverone politico-giudiziario culminato con le clamorose dimissioni di Delbono, Cinzia non aveva mai ricevuto nulla di simile. E adesso ha paura: «Non sono una che si spaventa facilmente — dice —, ma stavolta ho paura. Non tanto per me, quanto per i miei cari. Non si sa mai quali pazzi possano esserci in giro. Adesso prenderò delle precauzioni». Ieri mattina, poco dopo aver trovato le missive, Cinzia è andata in Questura e ha sporto denuncia alla Digos, che già sta indagando sul caso Delbono. Ha consegnato i messaggi agli investigatori, che ora valuteranno l’attendibilità delle minacce e il grado di pericolosità di chi le ha scritte. Potrebbe naturalmente (probabilmente) trattarsi di un mitomane o di un burlone in vena di scherzi di cattivo gusto. Per non parlare di qualcuno arrabbiato per la caduta della giunta di centrosinistra. Ad ogni modo, sempre di minacce si tratta e non si possono sottovalutare. Per Cinzia non è un periodo facile. Questi mesi sono stati per lei molto stressanti. E’ stata sui giornali di tutta Italia e sui tg delle televisioni nazionali. Il suo volto è apparso ovunque, a Bologna e fuori. In molti l’hanno presa in simpatia e hanno fatto il tifo per lei: su Facebook è nato addirittura il suo fan club. Evidentemente, però, non tutti si sono schierati dalla sua parte e qualcuno ha pensato bene di farle paura in modo anonimo. «Non penso nulla in particolare — si sfoga Cinzia —, sarà la polizia a dirmi cosa c’è di concreto sotto quelle minacce. Certamente, però, non fa piacere sapere che c’è la fuori qualcuno che si prende la briga di scrivere una lettera anonima contro di me e poi va a imbucarla». Come ormai noto, fu proprio Cinzia, ex fidanzata segretaria di Delbono, a far scoppiare lo scandalo che ha poi preso il suo nome, Cinza gate, appunto. Rivelò a Daniele Corticelli, braccio destro di Alfredo Cazzola, candidato sindaco di Pdl e Lega, che ai tempi della loro relazione Delbono la portava in viaggio in giro per il mondo gratis. Cazzola, in campagna elettorale, durante un dibattito alla radio accusò apertamente Delbono, candidato del Pd, di aver portato in vacanza la sua ex compagna a spese dei cittadini. Cinzia, peraltro, quando la relazione finì venne trasferita da un giorno all’altro dalla Regione al Cup. Le indagini della Procura, dopo una prima fase in cui l’inchiesta sembrava avviata verso l’archiviazione, hanno poi preso una piega ben diversa. Sono emersi riscontri su viaggi all’estero e in Italia da cui risulterebbe che Delbono, ai tempi della vicepresidenza della Regione, portò in effetti Cinzia in viaggio pagando (almeno in parte) con soldi pubblici. Questo filone d’inchiesta è ormai alla fine. Gli altri filoni, dal Cup 2000 al famoso bancomat del ‘compagno di salsicciate’ Mirko Divani, sono ancora tutti da esplorare. Dopo la caduta di Delbono e l’affiorare dei veleni (lettere anonime su presunte raccomandazioni al Cup), ora arrivando anche le minacce. Il Cinzia gate non cessa dunque di riservare sorprese. Anche di pessimo gusto, come le minacce a Cinzia. «Spero si tratti solo di qualcuno che voleva divertirsi alle mie spalle e che non ci sia nulla di più», conclude l’interessata. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 16/02/2010

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L'addio di Delbono Il commissario dovrebbe essere l'ex prefetto di Genova  

Bologna City NewsLa seduta di oggi e’ stata l’ultima occasione per mettere in fila i provvedimenti da affidare al commissario. "Il sindaco è venuto in giunta ci ha portato un saluto e un ringraziamento, esprimendo un giudizio positivo svolto fino e dicendosi rammaricato per l’esperienza venuta a cessare". A riferire le parole del sindaco dimissionario di Bologna Flavio Delbono, che da giovedì sarà ufficialmente sostituito dal commissario che ne prenderà il posto dopo il suo addio dovuto al ‘Cinzia gatè, è stato oggi l’assessore alle Attività Produttive e alla Cultura Luciano Sita Intanto, da voci sempre più insistenti, dovrebbe essere l’ex prefetto di Genova Anna Maria Cancellieri il commissario che guidera’ Bologna. La nomina sara’ ufficiale da dopodomani, quando scadra’ il termine entro il quale Delbono puo’ ritirare il suo addio, ma a confermare le voci degli ultimi giorni e’ stato un suo assessore, l’ex presidente di Granarolo Luciano Sita, all’uscita dell’ultima riunione di giunta: ‘’Non sappiamo ancora niente di ufficiale ma sembra che sia lei, dovrebbe arrivare dopodomani mattina’’. Verso la Cancellieri o chi verra’ al suo posto Sita ha rinnovato la volonta’ di collaborazione della giunta: ‘’Dipende da lei, noi restiamo a sua disposizione’’. Con l’ultima riunione, gli ha fatto eco Simonetta Saliera, assessore alla mobilita’, ‘’abbiamo lavorato per creare una situazione senza intoppi e rendere la vita piu’ facile al commissario’’. Anche cosi’, ha proseguito, ‘’avra’ comunque molto da fare, dalle opere strategiche come la stazione alle piccole cose come la pulizia delle strade’’. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 16/02/2010

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Università, studentato da 240 posti: pronto il progetto, via ai lavori entro l'anno  

Bologna City News Duecentoquaranta posti letto per 6.500 mq di superficie utile, con spazi dedicati a studio-biblioteca, riunioni, sala internet, mensa, lavanderia e palestra; poi parcheggi coperti per 240 biciclette, una per ospite, oltre a 157 moto e 24 auto. È il progetto del nuovo studentato universitario in zona Fioravanti a ridosso della stazione ferroviaria di Bologna e della nuova sede comunale, presentato oggi alla stampa. LAVORI - Dovrebbe essere imminente il via libera ministeriale, così entro l’estate dovrebbero essere aggiudicati i lavori, che partirebbero entro il 2010 per concludersi in due anni, all’interno dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo che prevede anche il ’Trilogia Navilè, un progetto per la costruzione di insediamenti di edilizia residenziale e sociale, oltre uffici e servizi vari, con l’interramento di parte di via Gobetti in un quartiere, la Bolognina, che sarà sempre più polifunzionale. Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà * Il nuovo studentato: come sarà INVESTIMENTO - L’investimento economico è di 25,6 milioni di euro: 11,2 arriveranno dal ministero per l’Università, 3,3 dall’Università di Bologna, 3 dalla Regione Emilia-Romagna, 1,6 da Er.go (azienda regionale per il diritto agli studi superiori), mentre il Comune («Che non ha un euro», ha detto l’assessore alle attività produttive Luciano Sita) ha concesso il terreno (valore 6,5 milioni) che, insieme al fabbricato, verrà concesso in diritto d’uso all’ateneo per 99 anni. ALLOGGI - Sei su dieci degli studenti alloggiati (152) occuperanno camere singole, doppie gli altri, e tutti avranno servizi igienici indipendenti e oltre il 70% (174) fruirà di cucina autonoma: 75 all’interno di miniappartamenti di una o due camere, e 99 in nuclei integrati di due o cinque camere con servizi comuni. Attualmente la retta agevolata per un posto negli studentati Er.go va da un minimo di 161 euro mensili ad un massimo di 233, utenze incluse, a fronte di prezzi di mercato mediamente di 300 euro, utenze escluse. I nuovi posti letto incrementeranno del 17% l’offerta a Bologna, che ora ne conta 1.436 in diciassette studentati gestiti da Er.go. BY antonio medugno
Fonte: corriere di bo - Pubblicato il giorno 12/02/2010

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Ristoratore reagisce a rapina si azzuffa con il bandito e parte un colpo d'arma Il gestore del ristorante di Tivoli, frazione di San Giovanni  

Bologna City News - Poteva trasformarsi in tragedia la tentata rapina messa a segno la notte scorsa in un bar ristorante della frazione Tivoli di San Giovanni in Persiceto. Un bandito, travisato con un passamontagna e armato di doppietta, è entrato nel locale intorno mezzanotte e minacciando il titolare ha chiesto l'incasso. Il ristoratore, un bolognese 55enne, si è rifiutato di consegnare i soldi urlando ‘’non te li do assolutamente’’, e ha ingaggiato una colluttazione con il malvivente. Durante la lite il gestore e’ rimasto lievemente ferito all’arcata sopracciliare dal calcio dell'arma mentre, all'improvviso, è partito un colpo che non ha fortunatamente raggiunto l'uomo ma, si è conficcato in uno degli arredi del ristorante. A quel punto, forse anche spaventato dal sangue comparso sul volto della vittima, il rapinatore e’ fuggito. Il ristoratore guarira’ in cinque giorni. Non e’ stato in grado di fornire una descrizione del rapinatore, che pero’, a suo dire, aveva la pelle delle mani scura. Indagano i carabinieri della Compagnia di San Giovanni in Persiceto. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 12/02/2010

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Studenti contro la riforma Gelmini Ecco la 'mappa' delle scuole occupate  

Bologna City News - Anche al liceo Minghetti di Bologna è partita un’occupazione per protestare contro la riforma delle scuole superiori: è scattata alle 17 di oggi, come spiega Davide Di Noi, presidente della Consulta provinciale studentesca iscritto proprio al liceo di via Nazario Sauro. “Il Minghetti ha appena occupato- dichiara- e so che stanno occupando anche il Mattei, l’Aldrovandi Rubbiani, il Belluzzi e il Malpighi”. Al Polo artistico, invece, “l’occupazione e’ stata impedita - riferisce sempre Di Noi- perche’ il preside ha minacciato di chiamare la Polizia, pero’ ci riproveranno”. Anche il Righi ha deciso di occupare, spiega il rappresentante degli studenti Stefano Natali, e in queste ore e’ in corso un confronto con il preside. Al Galvani, invece, l’idea di occupare sembra sfumare: domani ci sara’ un’altra assemblea e “la linea prevalente e’ quella di non occupare- spiega un rappresentante degli studenti, Eugenio Soliani- faremo qualcosa di alternativo, basato sulla sensibilizzazione, per ottenere l’attenzione dei media”. Il Sabin, intanto, si appresta a terminare l’occupazione. Oggi le acque si sono agitate dopo un “colloquio dai toni accesi” con la preside, spiega Nicola Mapelli, altro rappresentante degli studenti; “la preside ha minacciato di chiamare la Polizia” ma anche “proposto di realizzare iniziative di altro tipo”. Alla fine, la Polizia non e’ arrivata ma gli studenti hanno deciso che, finita l’assemblea con le altre scuole in programma nel pomeriggio, avrebbero ripulito i locali per far riprendere da domani le lezioni. Tornando al Minghetti, Di Noi spiega che nel primo faccia a faccia “il preside e’ apparso abbastanza tranquillo. Gli consegneremo un nostro documento”. Proprio al Minghetti, domani, si terra’ un incontro con i rappresentanti e non di tutte le scuole per “creare un movimento unitario". by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 11/02/2010

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Ore 18, via Indipendenza Tunisino tenta stupro Catturato dalla polizia  

Bologna City News – L’intervento di una passante e di un poliziotto libero dal servizio ha permesso di sventare una violenza sessuale tentata ieri sera a Bologna. Verso le 18 un tunisino di 36 anni, regolare e incensurato, residente a Cremona, ha avvicinato una trapanese di 44 anni, residente nel capoluogo emiliano, che percorreva la centralissima via Indipendenza in direzione di piazza XX Settembre. L’uomo, che aveva un bottiglione di vino vuoto, l’ha affiancata per qualche metro e raggiunta via Boldrini l’ha spinta in un cantiere e lì ha cercato di violentarla. La donna ha chiesto aiuto e ha tentato di sfuggire al maghrebino e per questo ha subito contusioni che i sanitari dell’ospedale Maggiore hanno giudicato guaribili in 20 giorni. Le grida di aiuto della siciliana sono state udite da una bresciana di 33 anni che passava di lì e che si è avvicinata al cantiere dove ha visto la vittima per terra e l’uomo con i pantaloni calati. Nel frattempo è giunto anche un poliziotto del reparto prevenzione crimine libero dal servizio che si stava recando nella vicina caserma Smiraglia. Nel tentativo di fuggire, il maghrebino ha reagito con violenza causando lesioni per 15 giorni all’agente. Dopo una breve fuga è stato catturato da una Volante del 113 e arrestato nei pressi dei giardini Fava. Deve rispondere di violenza sessuale, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni finalizzate alla resistenza. È accusato anche di rapina aggravata perchè ha strappato il cellulare alla vittima per impedirle di chiamare le forze dell’ordine. Oggi il pm Marco Mescolini chiederà la convalida dell’arresto al gip. L’udienza potrebbe essere tra domani e venerdì. ''Era sconvolta, aveva i pantaloni abbassati e la maglietta strappata''. E' il racconto del poliziotto che è intervenuto. L'agente era dall'altra parte del viale insieme alla sua famiglia, quando ha sentito delle grida provenire da un cantiere edile. ''Ho visto un uomo con i pantaloni calati - ha raccontato - Ho urlato 'polizia' e mi sono avvicinato''. A quel punto ha visto la vittima rannicchiata a terra, ''sconvolta, con i pantaloni abbassati e la maglietta strappata che le faceva uscire un seno''. Il poliziotto ha spiegato di aver sbattuto contro un'inferriata l'aggressore, che pero' si e' divincolato ed e' fuggito. Per inseguirlo, e' caduto e ha battuto un ginocchio contro il marciapiede, ma si e' rialzato e ha continuato a rincorrerlo. Nel frattempo un altro passante ha rallentato la fuga del tunisino, raggiunto poco dopo dall' agente, che l'ha trattenuto fino all'arrivo dei colleghi. La donna, sotto choc, e' stata portata al pronto soccorso. ''Sono salito in ambulanza con lei - ha continuato il poliziotto - Non parlava e aveva lo sguardo perso''. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 11/02/2010

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Voto, l'appello di Filetti ai parlamentari: «Non si chiamino fuori»  

Bologna City News «Non si possono chiamare fuori, c’è molta tensione in città su chi parla e chi sta zitto, tra chi c’è e chi non c’è». La Camera di commercio lancia un appello ai parlamentari bolognesi. PREOCCUPAZIONE - L’economia cittadina pretende risposte e certezze sul ritorno alle urne. «Perchè tra l’altro Bologna è tra le province italiane con la quota più elevata di cassaintegrati. Significa tanti posti di lavoro a rischio», rimarca Bruno Filetti, numero uno di Palazzo della Mercanzia dove oggi si è riunito il mondo dell’economia: commercianti e industriali, imprenditori e costruttori. INCONTRO - Tutti concordano con il presidente della Camera di commercio: «Prima si vota e meglio è». Di qui la decisione di fissare per lunedì prossimo un incontro con i parlamentari bolognesi nella «più oggettiva delle sedi», ovvero nella Camera di commercio. La prima finalità è ascoltare le loro posizioni: «Non è nostra intenzione dettare l’agenda, ma c’è la necessità di ridurre i tempi», ribadisce Filetti; vale a dire evitare che si arrivi al 2011 per poter avere un governo della città. Filetti sottolinea, parlando con i cronisti al termine del vertice, il rispetto per il commissario che arriverà, «certo una figura appropriata e competente». Ma sull'economia un lungo commissariamento avrebbe inevitabilmente «effetti negativi di freno»: «Non aggiungiamo crisi alla crisi», conclude Filetti senza giri d parole. by ANTONIO MEDUGNO
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 09/02/2010

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Nuove accuse per Delbono Nel mirino della procura tre brevi vacanze a Capri  

Bologna City News- Per il sindaco dimissionario di Bologna, Flavio Delbono, aumentano le accuse di truffa aggravata e peculato: oltre a quelle riguardanti le due vacanze fatte in Messico e a Santo Domingo e gli altri cinque viaggi-missioni in cui fece pagare alla Regione le spese per la sua compagna Cinzia Cracchi, ora nel mirino della Procura entrano anche tre settimane di vacanza a Capri, fatte da Delbono nell’agosto 2005, 2006 e 2007. Le spese di vitto e alloggio furono pagate privatamente da Delbono, ma l’ex primo cittadino si fece rimborsare dalla Regione i costi di trasporto e le spese di missione a fronte di incontri con amministratori locali che sarebbero avvenuti durante il soggiorno nell’isola. Per la Procura, pero’, quelle furono settimane di vacanza, e dunque Delbono avrebbe dovuto pagarsi anche il viaggio. In due casi, agosto 2005 e 2006, l’ipotesi del pm Morena Plazzi e’ truffa aggravata, perche’ Delbono chiese rimborsi indebiti; nel terzo, invece, quello dell’agosto 2007, il reato contestato e’ peculato, perche’ l’allora vicepresidente di viale Aldo Moro pago’ il biglietto aereo utilizzando la carta di credito della Regione. In questi tre nuovi viaggi finiti sotto la lente della Procura, le spese fatte ricadere sulla Regione sono di alcune centinaia di euro e riguardano il trasporto (in treno o in aereo) di Delbono oltre a una minima parte di diaria. Per quanto riguarda invece gli altri weekend in Italia di Delbono e Cracchi (fu la donna a parlarne in Procura), il lavoro degli inquirenti sui documenti della Regione non ha permesso di trovare riscontri o tracce del fatto che usarono soldi pubblici per pagare spese private. Se crescono i reati di peculato e truffa di cui Delbono dovra’ rispondere, viene invece meno l’accusa di abuso d’ufficio. Questo reato era contestato al sindaco dimissionario per il fatto che fosse stato lui stesso, dal 2004 al 2008, a firmare i ‘congedi’ con cui autorizzava Cracchi a mettersi in ferie per i giorni in cui poi, di fatto, la donna era (privatamente) in viaggio con lui. Se in un primo tempo la Procura aveva ipotizzato un’irregolarita’ nel firmare questi permessi, e dunque un abuso d’ufficio da parte di Delbono, ora questa ipotesi e’ caduta. Gli inquirenti hanno infatti appurato che l’ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna non commise nessuna violazione alla legge regionale nel concedere i permessi per le ferie a Cracchi. Si trattava infatti di un compito che secondo la legge regionale spettava a lui (e non avrebbe potuto farlo nessun altro) per via dei suoi incarichi dirigenziali. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 09/02/2010

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Rubano del pesce da un tir in sosta Arrestata una banda dalla polizia stradale  

Bologna City News– La polizia stradale di Bologna ha arrestato una banda composta da dieci pregiudicati pugliesi, che avevano rubato sei bancali di pesce da un camion fermo nell'aria di servizio di Bevano Est, nel forlivese. Gli agenti hanno intercettato i malviventi sulla A14, all'altezza di Fano-Pesaro Urbino. Gli inquirenti sospettano che i dieci siano anche gli autori di una serie di furti avvenuti nelle ultime settimane ai danni di tir parcheggiati nelle arie di sosta lungo il tratto emiliano -romagnolo della A14. La squadra della polizia giudiziaria del compartimento di Bologna è entrata in azione insieme ai colleghi di Forlì alle prime luci dell'alba, quando ha visto la banda 'prelevare' il pesce, del valore di 30 mila euro circa, da un autotreno greco in sosta nell'area di servizio. I malviventi si sono poi allontanati a bordo di un autocarro e di due auto, verso le Marche in direzione sud. Il gruppo è stato intercettato all'altezza del km 168, grazie anche al supporto della stradale di Fano. Per i dieci, tutti originari di Andria (Bari) è scattato l'arresto in flagranza di reato, mentre la merce rubata è stata restituita al legittimo proprietario. Infine sono stati posti a sequestro i tre mezzi utilizzati dal gruppo, insieme ad arnesi da scasso e due scanner utilizzati per captare le comunicazioni della polizia. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 07/02/2010

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Scandalo a palazzo, Cracchi per sette ore in procura  

Bologna City News- Prosegue la vicenda giudiziaria che vede coinvolto l'ormai ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono, e la sua principale accusatrice Cinzia Cracchi, come lui indagata per peculato e abuso di ufficio. L'ex segretaria ed ex compagna del primo cittadino è stata interrogata per la terza volta oggi. Un interrogatorio fiume durato ben sette ore per un confronto diretto con l’assessore comunale al Welfare Luisa Lazzaroni, chiamata in causa dalla stessa Cracchi. A rendere necessario il faccia-a faccia tra l’ex compagna di Delbono e l’assessore comunale uscente sono due buste (contenenti in tutto 5.000 euro) che il sindaco ha spiegato di aver fatto recapitare a Cracchi tramite Lazzaroni, che questa conferma di aver consegnato (senza conoscerne il contenuto) ma che Cracchi nega di aver ricevuto. Versioni confermate - e quindi rimaste discordanti - anche al termine del faccia a faccia, durato meno di un’ora nel mezzo del lungo interrogatorio a cui Cracchi è stata sottoposta oggi in piazza Trento e Trieste. L’ex compagna del sindaco di Bologna, in presenza del suo avvocato Guido Clausi Schettini, ha risposto a tutte le domande poste dal pm e all’uscita si è detta “serena”. L’assessore Lazzaroni è stata sentita come teste, è arrivata in Procura senza avvocato e non è indagata. Dai tabulati telefonici, intanto, emergerebbe che era principalmente Delbono a cercare Cracchi e non viceversa, mentre oggi Plazzi ha cominciato a raccogliere elementi anche sulle missioni istituzionali in Italia (al centro dell’inchiesta, finora, sono diversi viaggi all’estero). Tutti elementi su cui Delbono dovrà essere riascoltato, anche se al momento il suo legale Paolo Trombetti spiega di non aver ricevuto una nuova convocazione. Intanto Trombetti ha chiesto che la magistratura faccia rispettare il segreto di indagine impedendo le "continue violazioni". "Anche oggi - ha detto - come ormai da settimane, assistiamo impotenti alla pubblicazione sulla stampa cittadina di notizie (questa volta i tabulati telefonici) che, vere o false che siano, dovrebbero essere coperte dal segreto di indagine, mentre in verità vengono selezionate e usate sempre e solo in chiave accusatoria a sostegno di una preconcetta tesi colpevolista". by BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 07/02/2010

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Sindaco, Cicchitto chiude la partita: «Si vota nel 2011»  

Bologna City NewsBologna verso il voto nel 2011. Questa è la linea del Pdl portata questa mattina sotto le Due Torri dal capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, uomo vicinissimo a Silvio Berlusconi. «Se il sindaco si fosse dimesso il 21 gennaio- spiega riferendosi a Flavio Delbono- si poteva fare a marzo. Non si è dimesso e allora non è che le elezioni le facciamo quando lo dice il Pd». Quindi si va nel 2011? «Quindi si segue la legge, vale per Bologna come è valso per tutte le città italiane». La legge, appunto, prevede che la prossima finestra utile per il voto sia nella primavera dell’anno prossimo. Dunque sembra ormai un’impresa impossibile quella messa in campo dal Pd attraverso un emendamento al decreto sugli enti locali presto in discussione a Montecitorio per anticipare il voto a giugno. Che la svolta sia ormai arrivata lo dimostrano le parole del coordinatore bolognese del Pdl Fabio Garagnani, che solo ieri aveva aperto sull’emendamento presentato dal democratico Salvatore Vassallo. «C’è la legge, rispettiamo il termine fissato dalla legge: salus republicae suprema lex». Quindi 2011? «2011». by antonio medugno
Fonte: repubblica - Pubblicato il giorno 06/02/2010

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Bologna e i Menarini, verso lo stop alla trattativa con la Meleam  

Bologna City NewsBologna, 5 febbraio 2010 - Ancora pochi giorni o poche ore per sapere se questa storia delle Meleam pronta ad acquistare il Bologna sta in piedi oppure no. Lunedì 8 febbraio scadono i termini dell’accordo. Liberi gli acquirenti e libero il Bologna di chiudere seduta stante o di andare avanti. Meleam è una società con diverse sedi in Puglia, che fornisce servizi per le imprese. Nei mesi passati ha preso contatti con Gallipoli e Bari per rilevarne le quote, prima di puntare con decisione sul Bologna. Ebbe udienza da Renzo Menarini a fine novembre, nei giorni successivi all’ingresso in società di Luca Baraldi. Dapprima il Geometra si mostrò scettico, ma con il passare dei giorni cambiò atteggiamento e decise di varare un progetto di ricapitalizzazione che lasciava spazio all’ingresso di nuovi azionisti, anche di maggioranza. L’uomo di spicco della Meleam è l’avvocato napoletano Raffaele Di Monda. Egli stesso si è dichiarato tifoso juventino ed estimatore di Luciano Moggi. Alla ribalta calcistica Di Monda balzò quando impugnò la sentenza della Federcalcio che il 27 luglio del 2006 revocò alla Juventus lo scudetto marchiato “Calciopoli” per consegnarlo all’Inter. Non esistono elementi certi per sospettare che dietro a questa vicenda, nella veste di ispiratore, ci sia Luciano Moggi. Solo indizi. Il principale è questo: quando, subito dopo l’ingresso di Luca Baraldi nel Bologna, la Meleam contattò Renzo Menarini, il “Carlino” interpellò il Geometra che elargì un consiglio: “Lasciate stare”. Chi o che cosa lo abbia poi indotto, un mese fa, a chiedere a sua figlia Francesca e a suo figlio Alessandro (presidente di Aktiva, la finanziaria di famiglia) di firmare il preliminare di accordo con la Meleam e di concederle la visione dei conti, non è dato di sapere. E non è detto che sia lecito formulare questa equazione: se la Meleam è amica di Moggi e se Menarini è amico di Moggi, la Meleam e il Bologna possono diventare amici. Un altro indizio non probante lo ha fornito lo scetticismo manifestato pochi giorni fa da Francesca Menarini: “Per me questa storia non ha ancora la dignità di una trattativa vera e propria. E non l’avrà finché non sapremo con precisione chi siano i nostri interlocutori”. Ce n'è abbastanza per capire che Francesca da questa Meleam ne voglia meno di zero. Luca Baraldi sta con lei. Tutto il Bologna sta con lei. Anche il Geometra sembra, oggi, più propenso a chiudere questa complessa partita, piuttosto che ad andare a vedere le carte. I dirigenti temono che la squadra entri nello stesso limbo creato la scorsa estate dalla trattativa con Taci. Lunedì è vicino, ma di mezzo c’è la partita con il Milan: non è il caso di concedersi distrazioni. La Meleam offre 20 milioni per l’intero pacchetto azionario e si dice disposta a onorare l’impegno entro il 2013. Ha sperato di agganciare Giovanni Consorte, la sua banca d’affari e ancor di più il suo teorico progetto di azionariato popolare, che prevede (o prevedeva) uno zoccolo duro e la partecipazione di tanti piccoli azionisti, ma ha giocato d’anticipo, provocando la smentita dello stesso Consorte. In breve: “Non sono regista di alcuna operazione e mi sono del tutto sconosciuti i protagonisti di questa vicenda”. Qualcuno disposto a presentare Meleam a Consorte c’era, ma si sarebbe adoperato solo se il potenziale acquirente del Bologna avesse rivelato la propria identità e dimostrato di avere un capitale in grado di reggere nel tempo l’onda d’urto delle spese. Molto presto, al più tardi lunedì prossimo, ma non è da escludere che il Bologna giochi d’anticipo, sapremo se sulla scena entra la Meleam e dalla stessa scena scompare Baraldi o viceversa. Fossimo nei panni di uno scommettitore, punteremmo con decisione sul “viceversa”. BY BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 05/02/2010

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Delbono non ci ripensa  

Bologna City News- ’Le mie dimissioni sono irrevocabili, ma il Governo sembra non voler riaprire la finestra elettorale di primavera’’ costringendo Bologna ad oltre un anno di commissariamento. Il sindaco dimissionario di Bologna Flavio Delbono e’ tornato - con una nota - a parlare pubblicamente, anche dopo le voci che parlavano di un probabile ritiro delle dimissioni. ‘’Mi appello al senso di responsabilita’ di tutte le forze politiche - ha detto - affinche’ permettano ai bolognesi di tornare al piu’ presto alle urne. Ricordo che ho dato le dimissioni il 28 gennaio, subito dopo l’approvazione del bilancio e subito dopo che il ministro Maroni aveva dichiarato di ritenerle indispensabili per licenziare un decreto che unisse le elezioni comunali a quelle regionali del 28 marzo. Successivamente, ho scritto al ministro per ribadire che non intendevo tornare sulla mia decisione, che confermo: le mie dimissioni sono irrevocabili’’. Il risultato, secondo Delbono, ‘’e’ che il governo non ha approvato alcun decreto per unificare le elezioni comunali e quelle regionali. Soprattutto, sembra non volere neanche riaprire la finestra elettorale di primavera, che permetterebbe di votare tra il 15 aprile e il 15 giugno. Non posso credere che, per cinici calcoli elettorali, si costringano i bolognesi a piu’ di un anno di commissariamento, quando si potrebbe andare alle urne entro pochi mesi grazie a un semplice decreto che non entrerebbe in conflitto con alcun principio costituzionale’’. Per tutta la mattinata, esponenti del suo entourage assicuravano che dal primo cittadino sarebbe arrivata oggi una parola definitiva sull’ipotesi di un suo ritiro delle dimissioni, dopo l’allungamento dei tempi per il voto e la prospettiva di un lungo commissariamento della città. Ma uscendo dal suo ufficio a fine mattina, Delbono la parola definitiva non l’ha detta. “Dichiaro quando voglio io”, ha risposto il primo cittadino ai cronisti che lo interpellavano sull’ipotesi di ritiro delle dimissioni da parte sua (possibilità concessa dalla legge fino al 17 febbraio, 20 giorni dopo l’annuncio dell’addio). by ANTONIO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 05/02/2010

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Sirio trasloca da via D’Azeglio Fino al 19 febbraio è in via Tagliapietre  

Bologna City News- Sirio trasloca per due settimane, da via D’Azeglio a via Tagliapietre. Il varco della zona a traffico limitato, controllato dal vigile elettronico, e’ stato infatti spostato in seguito alla chiusura temporanea di via D’Azeglio, causata dai lavori di ripavimentazione stradale legati alla realizzazione del nuovo parcheggio interrato. Per questo, fa sapere in una nota il Comune di Bologna, e’ stato riattivato in via Tagliapietre il varco Sirio che consente il transito ai soli veicoli dotati di contrassegno per l’accesso alla Ztl. Al termine dei lavori, previsti per venerdi’ 19 febbraio, via Tagliapietre verra’ di nuovo e definitivamente chiusa al traffico. Sirio sara’ dunque trasferito un’altra volta in via D’Azeglio, che sara’ riaperta alla circolazione. by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 03/02/2010

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Croara, studente scomparso Oltre cento uomini sulle tracce di Mariano  

Bologna City News- Dall'alba di oggi sono in corso le ricerche di Mariano Cologna, lo studente universitario di 28 anni, di origine trentina, scomparso a Bologna il 25 gennaio. Circa 150 persone sono impegnate in una vera e propria battuta in un vasta zona della Croara, il parco dei Gessi e la localita’ Madonna dei Boschi. A ormai dieci giorni dalla scomparsa nel capoluogo emiliano sono arrivati anche gli uomini del Soccorso Alpino e della Protezione Civile di Trento, con cani da ricerca, per unirsi a carabinieri, vigili del fuoco e volontari che da giorni cercano lo studente, la cui bicicletta e’ stata ritrovata, giovedi’ scorso, legata a un palo alla Ponticella di S.Lazzaro di Savena, da dove potrebbe essere partito per fare jogging sui colli. Proprio in queste settimane Mariano avrebbe dovuto sostenere gli ultimi esami all’universita’ di Bologna prima della laurea in Antropologia. I carabinieri, che indagano sulla sua scomparsa, tendono ad escludere l’ipotesi di un allontanamento volontario: il giovane aveva lasciato a casa, in via Dagnini, il telefono cellulare, e non ha prelevato denaro dal conto corrente. Intanto, conta gia’ oltre 2.000 iscrizioni il gruppo creato su Facebook dagli amici dello studente, per diffondere le sue foto e raccogliere segnalazioni. Mariano Cologna e’ alto circa 1.80 e ha i capelli lunghi, solitamente raccolti in una coda. Quando e’ scomparso indossava pantaloni da tuta neri con scarpe da ginnastica e un giaccone verde-beige. Tra i segni particolari: due tatuaggi tribali, uno sull’avambraccio destro e uno sulla schiena, e vari piercing sul corpo. by antonio medugno
Fonte: www.bolognacity.it - Pubblicato il giorno 03/02/2010

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I lavoratori del Cup in protesta sit-in in Regione l'8 febbraio  

Bologna City Newslavoratori del Cup 2000 in una "partecipatissima assemblea" hanno deciso nette misure di protesta: lo stato di agitazione del personale, un presidio sotto la Regione per l'8 febbraio e un percorso informativo all'utenza. Questo dopo la bufera mediatica e anche giudiziaria che ha coinvolto l'azienda in merito al Cinzia-gate. Il Cup infatti è finito coinvolto nell'inchiesta che ha portato alle dimissioni del sindaco Flavio Delbono: al Cup venne trasferita, dopo la rottura della relazione, Cinzia Cracchi, ex compagna ed ex segretaria di Delbono quando era vicepresidente della Regione, e le cui rivelazioni hanno originato l'inchiesta; del Cup e' consulente Mirko Divani, titolare del bancomat aperto nei 2001 con un conto corrente online acceso in Farbanca che Delbono aveva dato in uso a Cinzia. ''L'assemblea - spiega il comunicato - ha discusso dei gravi fatti che hanno investito le cronache delle ultime settimane e che hanno riguardato il Cup stesso''. In conclusione e' stata approvata una mozione in cui si dice che ''i lavoratori e le lavoratrici Cup, riuniti in assemblea, esprimono sdegno e preoccupazione per i gravi fatti emersi in queste settimane che hanno portato alle dimissioni del Sindaco e al blocco dei finanziamenti al Cup da parte della Regione. Questi avvenimenti hanno messo in luce la totale mancanza di trasparenza e di regole certe nella gestione del bene pubblico come in quello del personale. Fatti gravi che chiamano direttamente in causa i vertici Cup e la Giunta regionale e che non possono in alcun modo essere scaricati sulle spalle dei lavoratori Cup che svolgono quotidianamente il proprio lavoro con correttezza e professionalità''. by antonio medugno
Fonte: repubblica bo - Pubblicato il giorno 02/02/2010

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Da oggi spenta Rita in via Farini  

Bologna City NewsLa telecamera di Rita in via Farini è stata spenta oggi: lo ha appena confermato l'assessore al Traffico Simonetta Saliera. La telecamera serviva per filmare chi, autorizzato a entrare in centro, percorreva la corsia preferenziale destinata agli autobus. Anche la preferenziale sparisce per lasciare libero transito ai mezzi autorizzati. Per entrare in centro per una ventina di giorni l'accesso non è da via D'Azeglio ma da via Tagliapietre, causa lavori: è comunque attivo Sirio, che sanziona chi entra in centro senza permesso. "Anche a seguito delle richieste di residenti e commercianti della zona", l'amministrazione "ha mantenuto fede all'impegno di revocare la corsia preferenziale in via Farini con la conseguente disattivazione del varco Rita di telecontrollo posto in prossimita' di Piazza Galvani". Il provvedimento "e' attivo da oggi" e, pertanto, "tutti i mezzi autorizzati alla Ztl potranno transitare in tale tratto di strada". Spiega Simonetta Saliera, assessore al Traffico: "Avevamo detto che entro la fine di gennaio saremmo intervenuti e cosi' e' stato. Abbiamo mantenuto fede ad uno degli impegni assunti nei mesi scorsi per semplificare il traffico in questa parte di citta'. Come sempre ci ha guidato l'idea di rendere il piu' semplice la vita ai cittadini".
Fonte: repubblica bo - Pubblicato il giorno 31/01/2010

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Oltre tremila neonati nel 2009 Non accadeva da trent'anni  

Bologna City NewsTanti fiocchi rosa e azzurri nel 2009 a Bologna: lo dimostrano le statistiche del Comune che segnano un bel +5.8% di nascite rispetto al 2008: il livello più elevato dal 1978. Del resto, da due anni a questa parte, gli uffici del Comune registrano un'inversione di tendenza rispetto alla trentennale emorragia demografica registrata in citta'. Il 'record' e' dovuto principalmente a cittadini non italiani: sono infatti 752 i figli di coppie di nazionalita' straniera (quasi un neonato su 4), cui si aggiungono 262 nati da coppie miste (un genitore italiano e uno straniero). Lo scorso anno il numero di straniere divenute mamme e' aumentato del 21,5% rispetto al 2008, mentre le neo madri italiane sono rimaste sostanzialmente stabili (+0,2%). Di contro si rileva una leggera flessione dei decessi, 51 in meno (in tutto 4.765) nel confronto del 2008. La dice lunga sui tempi che corrono anche l'analisi fatta dall'Ufficio Statistica di Palazzo D'Accursio sui nuovi genitori: 2.101 bambini sono figli di coppie coniugate (66,1% del totale), mentre piu' di uno su tre sono nati al di fuori del matrimonio (in complesso 1.076 pari al 33,9%), una quota piu' che raddoppiata nell'a by antonio medugno
Fonte: repubblica di bo - Pubblicato il giorno 31/01/2010

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Delbono, un impiegato esclude che le spese per la Cracchi fossero separate dalle altre  

Bologna City News- Una “particolare attenzione” raccomandata da Flavio Delbono al suo staff per evitare di confondere le spese relative a Cinzia Cracchi con quelle istituzionali, come riferito ai magistrati dallo stesso Delbono? Non proprio, almeno a quanto emerge dal nuovo interrogatorio svolto questa mattina nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alle dimissioni dell’ormai ex sindaco di Bologna. Il pm ha ascoltato un impiegato della Regione Emilia-Romagna, più precisamente uno degli otto componenti della segreteria dell’allora vicepresidente di viale Aldo Moro. Un ex collega di Cinzia Cracchi, dunque, l’ex compagna di Delbono anche lei indagata nell’inchiesta portata avanti da piazza Trento e Trieste. La persona sentita stamattina aveva il compito di compilare materialmente la documentazione delle spese di missione affrontate da Delbono. Ad indicare il suo nome ai magistrati è stato lo stesso ex sindaco, nel corso dell’interrogatorio svolto la scorsa settimana. In Procura l’uomo ha spiegato le procedure relative ai rimborsi: prima dei viaggi l’apertura delle pratiche e il visto del presidente della Giunta, poi al rientro l’acquisizione di tutte le ricevute presentate da Delbono, la divisione delle spese di missione da quelle di rappresentanza e l’invio di tutta la documentazione all’ufficio incaricato di liquidare i rimborsi. Delbono (come gli altri assessori) non era tenuto spiegare nel dettaglio la natura delle spese di rappresentanza, rientranti all’interno di un budget stabilito anno per anno dalla Regione. Nei documenti sequestrati in viale Aldo Moro relativi alle missioni per le quali Delbono è indagato per peculato (Parigi, Gerusalemme, New York, Pechino e Praga) il nome di Cracchi non compare, visto che l’ex compagna di Delbono lo accompagnava a titolo personale (in quei periodi veniva messa in ferie). Quello che l’impiegato della Regione ha spiegato oggi, però, è di non aver mai scorporato dalle spese dichiarate da Delbono somme da non rimborsare perché relative a Cracchi e quindi a carico personale del sindaco. Nessuno, in sostanza, gli ha mai detto di operare una distinzione di questo tipo. Un aspetto che non combacia con quanto dichiarato dal legale di Delbono, Paolo Trombetti, al termine dell’interrogatorio dell’ex primo cittadino: “Il fatto che Delbono e Cracchi fossero una coppia era risaputo da tutti in Regione” e quindi “Delbono aveva raccomandato ai funzionari del suo staff di fare una particolare attenzione nella compilazione dei rimborsi spese delle missioni a cui partecipavano insieme, affinché non si facesse confusione tra le spese istituzionali sue e quelle riferibili a Cracchi, per cui il sindaco pagava di tasca sua”. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 30/01/2010

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Mazzuca: "Accetto per amore della città"  

Bologna City News«Ho deciso di accettare la richiesta, improvvisa e pressante, dei tre coordinatori nazionali del Pdl, d'intesa con i coordinatori regionali Filippo Berselli e Giampaolo Bettamio, di candidarmi a sindaco di Bologna per cercare di dare una risposta immediata e sollecita alla situazione di stallo in cui vive la città dopo le dimissioni di Flavio Delbono». È quanto dichiara l’on. Giancarlo Mazzuca, candidato ufficiale del Pdl alla carica di sindaco di Bologna. «Accetto la designazione con spirito di servizio e per l'affetto verso la città in cui vivo da anni perché credo che, in questo momento molto difficile e delicato, tutti debbano cercare di impegnarsi in prima persona per ridare anima e slancio a una città che sta ripiegando sempre più su stessa. Un impegno - ha detto Mazzuca - molto gravoso che richiederà la collaborazione fattiva di tutti coloro che crederanno nel mio progetto. Da settimane ero già impegnato nella campagna elettorale per le Regionali come candidato presidente e, a malincuore, rinuncio ora a questa sfida che consideravo e considero particolarmente stimolante: lo faccio per l'amore di Bologna. Ringrazio i vertici del Pdl per l'ulteriore attestato di fiducia che mi hanno dimostrato. Ringrazio anche tutti coloro che mi stavano aiutando nella mia corsa alle Regionali, a cominciare dagli amici della Lega, che hanno dimostrato di credere moltissimo nella mia candidatura, e di coloro, bolognesi e romagnoli in primis, che mi hanno già dato prova di simpatia e di affetto. Spero di aver fatto la cosa giusta». by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 30/01/2010

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Delbono chiede scusa ai suoi assessori Loro: siamo delusi. Qualcuno piange  

Bologna City News Tutti presenti gli assessori in giunta: facce scure e tanta amarezza per come si è conclusa la vicenda. Flavio Delbono, di fronte alla sua squadra prossima allo scioglimento, si è scusato per le dimissioni e, soprattutto, per la modalità con cui ha rimesso l'incarico. AMAREZZA - Si è detto dispiaciuto in particolare per non aver potuto avvisare tutti gli assessori sulla scelta che stava per compiere. E nelle riunione di giunta del dopo dimissioni anche gli assessori hanno mostrato la loro amarezza: «Ognuno ha espresso il dispiacere - spiega uscendo dalla riunione Villiam Rossi, assessore al Bilancio - che si sia interrotto il percorso di una squadra che stava lavorando con impegno». SCELTA PERSONALE - Amarezza per una decisione che certamente tutti rispettano, ma, come è già emerso ieri, non tutti condividono e molti certamente non si aspettavano. «È una scelta personale - commenta ancora Rossi - ma ci sono casi di amministratori su cui sono uscite indiscrezioni ben più gravi che non si sono dimessi. Se potevamo prevederlo? Io personalmente non mi sarei dimesso». Così anche Milena Naldi, titolare della delega alla Casa, ha chiesto qualche spiegazione in più al sindaco: «Gli ho chiesto di chiarire la sua decisione, se ci fosse qualcos'altro che potesse chiarire la sua scelta. Ma Delbono ha ribadito quanto affermato nel suo discorso in consiglio, che si dimette per il bene della città. Non posso che prenderne atto». DELUSIONE - Certo è, racconta Naldi, che «siamo dispiaciuti per il lavoro che si interrompe. Non è stata una riunione felice, è stato molto triste per tutti. La delusione era sul volto di tutti gli assessori e le lacrime sono la cosa migliore per definire il nostro stato d’animo». Al termine della riunione Delbono ha abbandonato Palazzo D’Accursio imboccando velocemente le scale, senza rilasciare dichiarazioni. Inseguito dalle telecamere anche nel cortile del municipio, è salito sull’auto di rappresentanza e se n’è andato senza dire nulla. Altri assessori hanno lasciato il palazzo con le facce scure. LAVORO - Nicoletta Mantovani, assessore alla Promozione culturale, si è limitata a dire che «si continua a lavorare», mentre Simona Lembi, titolare della delega alla Scuola, ha riassunto: «Abbiamo messo in fila le cose da portare a casa in queste settimane». La preoccupazione adesso è almeno di non mandare a monte i progetti già avviati. «Si è parlato di come evitare il blocco delle attività in corso, lo stallo per questa situazione», ha commentato l'assessore all'Urbanistica Maurizio Degli Esposti, che a chi gli ha chiesto sulle reazioni in giunta per la scelta di Delbono ha risposto: «Non fatemi dire altro, evitiamo un accanimento terapeutico» by Antonio Medugno
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 28/01/2010

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Cofferati: «Temo che sotto inchiesta ci sia un sistema. Sarebbe grave»  

Bologna City News «Pare di capire che il lavoro della magistratura si collochi su un orizzonte più vasto dei meri rapporti intercorsi fra due persone». Parla del caso Delbono l'ex sindaco Sergio Cofferati, ora europarlamentare Pd, in un’intervista al Corriere della Sera. SISTEMA - Spiega che si tratta di capire «se gli episodi di cui si parla prefigurino una idea di gestione della rappresentanza di un singolo o se invece si collochino in un quadro di sistema», ipotesi che «se confermata» dalla magistratura «sarebbe grave». VITA PRIVATA - Cofferati non entra nel merito della questione personale del primo cittadino di Bologna, ma afferma che «chi svolge una funzione pubblica deve essere valutato dai cittadini anche per la sua vita privata» pur se nel rispetto della privacy. A Delbono ha nuociuto la pratica comunicativa: «Negare quotidianamente fatti che invece venivano confermati a distanza di poche ore non ha giovato». DIMISSIONI - Intervistato anche dal Secolo XIX, Cofferati sottolinea che le dimissioni «sono un comportamento dovuto» della vita politica: «può essere doloroso, ma confidare nel giudizio della magistratura e nell’onestà del tempo risulta anche vantaggioso nel medio periodo». Almeno su questo, insiste, la sinistra può rivendicare la «propria diversità». IL DOPO FLAVIO - Nell'intervista al Corriere, Cofferati lancia le primarie per la scelta del candidato sindaco («Assolutamente sì. Statuto del Pd alla mano, che non mi pare sia stato ancora modificato, vanno fatte») e butta lì un nome: il suo ex assessore Virginio Merola. Cofferati traccia l’identikit del successore di Flavio Delbono: «Un amministratore esperto, capace di gestire in modo fermo il dopo-trauma, perchè è di un trauma che stiamo parlando. Aggiungerei: un uomo in grado di interloquire con il complesso sistema che governa Bologna». NOMI - Quanto ai nomi, «il primo che mi viene in mente è Luciano Sita», l’ex presidente di Granarolo che però si è già sfiliato in favore di un «giovane». «So che non intende candidarsi, spero che ci ripensi», dice Cofferati. Ed ecco spuntare, in seconda battuta, il nome di Merola, a cui proprio Cofferati preferì Delbono alle primarie Pd di un anno fa. Dice Cofferati: «Un’altra persona di valore è Virginio Merola, il mio ex assessore all’Urbanistica. Competente, conosce e ama Bologna come pochi. Ma spero di non nuocergli con questa mia proposta...». by Antonio Medugno
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 28/01/2010

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Nicoletta Mantovani querela Secolo XIX per gossip su Delbono  

Bologna City News- «Ho già dato mandato ai miei legali di sporgere querela in merito alla notizia che mi riguarda apparsa oggi su Il Secolo XIX e ripresa da diverse televisioni». E' quanto afferma in una comunicato, diffuso oggi da Palazzo D'Accursio a Bologna, l'assessore alla Cultura, Nicoletta Mantovani. La vedova di Giuliano Pavarotti reagisce così a un articolo pubblicato dal quotidiano di Genova, in cui si sostiene l'esistenza di una relazione sentimentale con il sindaco di Bologna, Flavio Delbono, in procinto di dare le dimissioni dopo le accuse riguardanti alcuni viaggi in compagnia della sua ex compagna Cinzia Cracchi.
Fonte: ilmessaggero - Pubblicato il giorno 28/01/2010

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BOLOGNA ROSA-MORMORA BOLOGNA LA ZOZZONA: L’ULTIMA FIAMMA DI FLAVIO DELBONO?  

Bologna City NewsNicoletta Mantovani, vedova Pavarotti, nega: «Non scherziamo»! E però, che il sindaco Flavio Delbono si fosse invaghito del suo assessore alla Cultura, la vedova Pavarotti, appunto, in queste ore lo sussurrano in parecchi: a conferma del fatto che in una città forse amorale, ma certo moralista come Bologna, non ci si mette niente a scaricare i gaudenti poco discreti. Magari infierendo: e dileggiando chi non c'entra, nel rincorrersi del gossip, come la povera segretaria dell'assessore Mantovani che si chiama, pensa te, Lucia Poligamia: «Mio marito - la butta in ridere lei - mi ha sposato per questo». Ma torniamo a Nicoletta, scelta dal sindaco contro la volontà del Partito Democratico, come perfidamente facevano notare i commenti ieri mattina, e dunque sospetta sin da subito. Poi, non è stata lei a precipitarsi per prima nello studio del sindaco dimissionario, in lacrime, dopo l'annuncio? «Non voglio parlare. I giornalisti continuano a cercarmi, ma io ho già detto che non rilascio interviste ». Tant'è. Certo, a lei, erede del patrimonio Pavarotti, il sindaco tombeur de femmes non dovrebbe corrispondere nessun tipo di aiuto economico, né durante né dopo l'inevitabile fine della relazione
Fonte: www.dagospia.com - Pubblicato il giorno 27/01/2010

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Toto- candidati Cevenini: "Prima parlo col partito" Pdl: "Poker di nomi" Il presidente uscente del Consiglio co  

Bologna City News- Diversi colleghi in consiglio comunale riconoscono che se si votasse a fine marzo, con l’eco del Cinzia-gate ancora nelle orecchie degli elettori, l’unico che potrebbe farcela di sicuro e’ lui. E sulle sue pagine di Facebook piovono ormai da ieri messaggi su messaggi che lo invitano a correre come primo cittadino. Maurizio Cevenini, “mister preferenze” e sindaco si’, ma “dello stadio”, presidente uscente del Consiglio comunale per il Pd, per ora non si sbottona su una sua possibile disponibilita’, ma non esclude nemmeno una sua corsa per Palazzo D’Accursio. “Non parlo prima di averne parlato nel partito”, dice dando appuntamento per la direzione di giovedi’ sera. Intanto, mostra tutto il suo scetticismo per le primarie-lampo per il candidato sindaco. “E’ vero che c’e’ pochissimo tempo per individuare un candidato forte e condiviso. Le primarie devono avere un minimo di tempo”. Ex Ds, Cevenini potrebbe essere avvantaggiato proprio dal fattore-tempo. “Se si voterebbe subito sarebbe sicuramente una bella notizia per Bologna. Significa che alla nostra richiesta di tempi rapidi e’ arrivata una risposta positiva”. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 26/01/2010

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"Pronto a lasciare subito così si vota a marzo" La resa di Delbono, dì la tua  

Bologna City News- Il sindaco di Bologna, Flavio Delbono, sarebbe disponibile a rimettere il suo incarico in tempo utile per consentire al Governo di decretare le elezioni anticipate sotto le Due Torri. Lo affermano sia il portavoce del primo cittadino sia l’assessore alla Mobilita’ del Comune di Bologna, Simonetta Saliera, al termine della riunione di Giunta di questa mattina. E’ questa dunque la replica alle parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che questa mattina da Prato si e’ detto disponibile a un provvedimento d’urgenza, a patto che ci sia il consenso di tutte le forze politiche. Dall’amministrazione di Bologna, dunque, anche se non per bocca del sindaco (Delbono si e’ rifiutato di rispondere alle domande dei cronisti), arriva dunque una prima risposta. “Se esiste un decreto che permette l’accorpamento con le elezioni regionali- precisano dallo staff del primo cittadino- ci saranno determinate conseguenze. Altrimenti si fara’ di tutto per evitare la paralisi amministrativa della citta’ durante il periodo di commissariamento”. Saliera chiarisce il concetto. “Il sindaco ha gia’ messo a disposizione il suo mandato- sottolinea l’assessore- se c’e’ la disponibilita’ del Governo a farci votare il prima possibile, ben venga. La speranza e’ di votare il prima possibile: l’amministrazione e’ a disposizione della citta’ e chiede al Governo di tenere conto di questa situazione”. Andando alle elezioni a marzo, tra l’altro, “si potrebbe evitare il commissariamento della citta’”, sostiene Milena Naldi, assessore comunale alla Casa. “Il sindaco si dimette e al suo posto subentra il vicesindaco- spiega Naldi- mentre la Giunta resta in carica fino alle elezioni per l’ordinaria amministrazione”. by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 26/01/2010

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La Mps passeggia sulla Virtus 100-70: i senesi restano imbattuti  

Bologna City News Vittoria casalinga consecutiva numero 58. Conserva l’imbattibilità senza particolari problemi la Montepaschi Siena, che al PalaMensSana stritola anche una delle grandi pretedenti alla finale scudetto come la Canadian Solar Bologna. La Virtus si arrende con un pesantissimo 100-70 e coach Lardo, che la settimana scorsa aveva confessato di voler violare il parquet toscano, incassa un’autentica lezione di basket dal collega Pianigiani, ct part-time della Nazionale. A far la differenza, in casa biancoverde, è un immenso Sato, che con i suoi 23 punti (8/11 dal campo) spiana la strada alla Mps, che ha anche 13 punti da Domercant e Lavrinovic e 12 da Hawkins e McIntyre. Vu Nere dunque ‘asfaltate' nonostante Collins, alla fine, vada a referto con un bel bottino (21 punti). Vittoria scaccia-crisi invece per la Lottomatica Roma, che nell’anticipo di mezzogiorno ritrova il feeling con il suo pubblico battendo per 83-64 la rivelazione Pepsi Caserta con 23 punti di un rinato Jaaber, 16 di Hutson e 15 di Minard (21, tra i campani, di Ere). "Questa è solo una delle 15 gare che ancora ci mancano - ha detto il coach di Roma, Boniciolli - e la squadra deve giocare così fino almeno a quando non ci sarà un altro assetto. Mi auguro che la gara con Bologna sia stato lo spartiacque della stagione. Lo stato di allerta però rimane, sono rimasto scottato da quella prestazione. Il mercato? Il momento è difficile per tutti dal punto di vista economico, ma se è possibile fare un minimo intervento ritengo sarebbe meglio. Altrimenti si andrà avanti così". Se nell’anticipo di ieri l’Armani Jeans Milano si era imposta per 80-73 bocciando l’assalto alla Final Eight della Benetton Treviso, si guadagna un posto nella Tim Cup la Sigma Coatings Montegranaro, che va ad espugnare, in un autentico spareggio, il parquet della Banca Tercas Teramo per 63-61 con i rimbalzi (15) ed i punti decisivi di Brunner. Sempre in chiave Coppa Italia, l’ultima testa di serie è la Ngc Medical Cantù, che scherza con gli under della Martos Napoli sino al 128-37 conclusivo, un risultato davvero imbarazzante da commentare. Con i 23 punti di Childress, la Cimberio Varese sconfigge in volata per 89-86 la Scavolini Spar Pesaro, che per ben due volte, con le triple di Hicks, fallisce l’aggancio all’overtime. Successi casalinghi, infine, per la Carife Ferrara e l’Air Avellino, che vincono le sfide con l’Angelico Biella (89-78, 19 punti di Aradori) e con la Vanoli Cremona (71-63, 19 di Brown). by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 25/01/2010

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Rubata una foto di nudo artistico in Galleria Cavour  

Bologna City NewsFURTO notturno nel tempio dello shopping bolognese. Questa volta, però, a essere preso di mira dai ladri, non è stato uno dei tanti punti vendita delle griffes che popolano i corridoi della Galleria Cavour, bensì una foto. E, per essere più precisi, una foto di donna: nuda, e ritratta in posizione distesa, da dietro. Vittima del singolare episodio è la fotografa brasiliana Monica Silva, 44 anni, nata a San Paolo ma da anni residente sotto la Due Torri, che venerdì, in Galleria Cavour, aveva appena finito di preparare l’esposizione fotografica ‘On my skin’ — progetto sponsorizzato da Open Project in collaborazione con la galleria Stefano Forni — realizzata in occasione di ‘Arte Fiera Off 2010’. L’IMMAGINE, di circa 120 centimetri per 85, dal titolo ‘Seta Barricco’, era stata installata insieme ad altre quattro della fotografa brasiliana lungo una delle pareti della galleria, a un’altezza di circa tre metri. «Per montare tutto avevamo usato un’impalcatura — dice l’artista —, non ci posso ancora credere che abbiano rubato una foto posizionata così in alto. Non so proprio come abbiano fatto: hanno addirittura staccato la barra di alluminio che sosteneva l’immagine». Ad accorgersi del furto, ieri mattina verso le 6.30, è stato uno degli addetti agli allestimenti in Galleria Cavour. L’uomo, che era appena sceso dal 13 e si stava recando al lavoro, ha visto un uomo in bicicletta che si allontanava dalla galleria, tenendo sotto braccio un pannello con la catena ancora appesa. LA FOTO deve essere davvero piaciuta molto all’ignoto ladro, che, se non altro, non potrà nemmeno rivenderla e guadagnare qualche soldo dalla sua azione. Il valore dell’immagine è infatti pari a zero, per il semplice motivo che la fotografa brasiliana non aveva ancora né firmato né numerato alcuna delle immagini da esporre. «Lunedì porterò una nuova stampa della foto, firmata, numerata e autenticata dalla galleria — dice Silva — così l’unica mia immagine ufficialmente in circolazione sarà quella». Da martedì, dunque, la foto sarà di nuovo esposta al pubblico, questa volta, però, dentro il bar della Galleria, che si è offerto di ospitarla. Il furto dell’altra notte è stato denunciato alla polizia, che ora indaga sul caso. A quanto risulta sul luogo dell’esposizione non ci sono telecamere per la videosorveglianza. by antonio medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 25/01/2010

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Il sindaco oggi chiarisce in Consiglio  

Bologna City NewsNel giorno in cui il Cinzia-Gate approda in consiglio comunale, il sindaco fa un passo indietro. Flavio Delbono non è più pronto ad affermare: «Non mi dimetto neanche in caso di rinvio a giudizio». «Vorrei dire una cosa chiara e senza equivoci - afferma il sindaco che oggi ha convocato i cronisti dopo il consiglio - per me l´interesse della città viene prima di tutto, anche prima di me». L´immagine rimandata dalla stampa e dalle televisioni di un sindaco che proclama: «Non lascio a nessun costo» non corrisponde più alle intenzioni del primo cittadino. Che anche all´interno della sua giunta aveva già chi gli chiedeva di rimettere il giudizio ad un assemblea «più ampia, collegiale», che traesse le conseguenza politiche della vicenda. Ad aprire la prima crepa nel fronte della maggioranza, l´uomo forte voluto da Delbono, il manager messo a capo dell´assessorato al centro storico, l´ex «mister Granarolo» Luciano Sita. Che dice di «essere a disagio», di trovarsi nella stessa situazione «cui ha fatto riferimento il sindaco parlando dei sentimenti di tutta la città» e chiede che sia il Pd ad esprimersi adesso, collegialmente. «A questo punto vale la pena di avere l´espressione di qualche organo collegiale, è il momento che le sedi istituzionali e il Pd si esprimano su questa vicenda - dice Sita interrompendo un diplomatico silenzio che durava ormai da una settimana - bisogna fare una valutazione politica. Parlo di valutazioni oggettive e collegiali alle quali prenda parte anche Delbono». Del resto la posizione del sindaco deciso a non indietreggiare nemmeno davanti a un rinvio a giudizio, non può andare bene neanche agli alleati dell´Idv. «Quella frase sul rinvio a giudizio, Delbono se la poteva risparmiare - diceva ieri Silvana Mura - questa è una fuga in avanti. Se sa qualcosa per cui dovrebbero rinviarlo a giudizio, non si capisce perché non ce lo dice. Spero che gli fosse solo sfuggita. Che fosse un lapsus». Il centro destra in consiglio non porrà la mozione di sfiducia, ma è una questione di tattica. «Sarà il Pd a costringere Delbono a farsi da parte - dice il deputato Pdl Giuliano Cazzola - noi con la sfiducia rischieremmo solo di compattare la maggioranza. È inutile forzare». by antonio medugno
Fonte: repubblica bologna - Pubblicato il giorno 25/01/2010

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Mazzuca (Pdl) ''Il caso Delbono dimostra l'arroganza del potere in Emilia''  

Bologna City News- Il ‘Cinzia gatè, che vede indagato il sindaco di Bologna Flavio Delbono e la sua ex compagna Cinzia Cracchi, "è un problema dei giudici. Io non baserò la mia campagna elettorale sulle disgrazie di Delbono e sulle ripercussioni che queste avranno su Vasco Errani, ma sui fatti pratici". È quanto premette il deputato del Pdl Giancarlo Mazzuca, ufficializzando oggi a Bologna, la sua discesa in campo per la corsa alla presidenza della Regione Emilia Romagna. La vicenda giudiziaria che agita Palazzo D’Accursio e in via qualche modo anche Viale Aldo Moro, aggiunge però il candidato sostenuto anche dalla Lega Nord, "dimostra come l’arroganza del potere del centrosinistra aveva raggiunto livelli impensabili, perchè credevano che nessuno li controllasse". "La questione politica non c’entra, si tratta di una questione morale", scandisce Mazzuca che ribadisce: "Delbono deve chiarire se c’è stato o no un ‘Cinzia gatè". "Non intendo spargere veleni - rimarca, sarcastisco, lo sfidante di Errani - ma mi chiedo: quanti viaggi fanno questi membri della giunta regionale? Possibile che in due anni un assessore vada in Cina, in America, in Messico e poi diverse volte in Bulgaria e ancora in altri Paesi all’estero?". Quanto al presidente uscente e ricandidato al terzo mandato, Mazzuca ammette "stimo Errani e giudico positiva la sua iniziale gestione, ma quello che è in corso a Bologna è un caso che riguarda tutto il modo di gestire il potere che, parafrasando Andreotti, logora chi non ce l’ha, ma evidentemente logora anche chi ce l’ha". by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 23/01/2010

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Cinzia-Gate, la Procura convoca Delbono per domani E per il sindaco scatta anche l'accusa di truffa aggravata Il legale del sindaco:  

Bologna City News- Il sindaco di Bologna Flavio Delbono, indagato per peculato, abuso d’ufficio e truffa aggravata in relazione ad alcuni viaggi compiuti quand’era vicepresidente della Giunta regionale, sarà interrogato domani mattina in Procura a Bologna dal pm Morena Plazzi, titolare dell’inchiesta insieme al collega Massimiliano Serpi. Dovrà dar conto, in particolare, di sette trasferte istituzionali compiute in compagnia della sua ex compagna ed ex segretario Cinzia Cracchi, anche lei indagata per peculato e abuso d’ufficio. Novità importante nel quadro dell’indagine, Delbono è ora indagato anche per truffa aggravata. Questa ipotesi di reato contestata al sindaco di Bologna è in relazione a due missioni ufficiali per conto della Regione compiute in Messico nel 2005 e nel 2007 in compagnia della Cracchi, la quale per conto suo risultava in ferie. Nel primo viaggio in Messico, secondo l’ipotesi d’accusa, Delbono avrebbe soggiornato per alcuni giorni in un villaggio turistico in località diversa da quella della missione istituzionale. Nel secondo caso, si sarebbe recato a Santo Domingo. In entrambi i casi avrebbe percepito la diaria istituzionale. L’ipotesi della truffa aggravata - hanno spiegato in Procura - si giustifica con il presunto danno arrecato da parte di un pubblico ufficiale ad un ente pubblico. A questo proposito, secondo il legale di Delbono Paolo Trombetti, si tratta di “una cifra modesta, sotto i 1.800 euro”. “Questi numeri smentiscono all’evidenza che si tratti di una truffa, al massimo potrebbe essersi trattato di un errore nella contabilità”. Trombetti ha anche aggiunto: “Non esiste che Delbono abbia fatto una truffa da mille euro”. Per gli altri cinque viaggi contenuti nel capo d’imputazione (Parigi, New York, Pechino, Israele e Praga), l’accusa che la Procura muove al primo cittadino sono peculato e abuso d’ufficio. A questo proposito sulla non verrebbe però quantificata una cifra, sostiene il legale. Il reato di truffa è stato ipotizzato dalla Procura d’iniziativa e potrà rimanere in piedi anche per il futuro. E’ infatti un reato procedibile d’ufficio, che non necessita di querele. Insomma, poco importa che, ad oggi, sul tavolo dei magistrati non sia arrivata nessuna querela da parte della Regione Emilia-Romagna, che sarebbe in questo caso la prima parte lesa della situazione. by antonio medugno
Fonte: repubblica bo - Pubblicato il giorno 23/01/2010

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Bologna City NewsCinque incontri tra dicembre e gennaio, l´ultimo nella tarda, tardissima serata di venerdì scorso, ovvero poche ore prima che Cinzia Cracchi fosse in Procura per il suo primo interrogatorio da indagata. Cosa si sono detti il sindaco e la signora, di cosa hanno parlato gli ex fidanzati, oggi divenuti l´accusato e colei che punta il dito contro di lui, e per farlo arriva ad autoaccusarsi? Chi è stato a sollecitare per primo «con insistenza» quei rendez vous, e perché li ha voluti? Questa e altre risposte (sui viaggi pagati dalla Regione), Cinzia le ha offerte ieri pomeriggio alla pm Morena Plazzi nel suo secondo interrogatorio lungo quattro ore abbondanti, più o meno quanto il primo, confermando quanto anticipato ieri in un´intervista al Corriere di Bologna. «Delbono mi stava addosso per vedermi – ha detto - era sempre lui a cercarmi. L´ultima volta è stato venerdì sera. Avevo promesso al mio avvocato Guido Clausi Schettini che non l´avrei incontrato, ma alla fine ho ceduto. Voleva che gli restituissi la carta bancomat che mi aveva dato ai tempi della nostra relazione, offrendomi in cambio una consulenza da 1500 euro e una macchina nuova». Delbono avrebbe cominciato a farsi vivo con la signora chiedendo di vederla, appena saputo di essere indagato per peculato e abuso d´ufficio nella seconda fase dell´inchiesta: «Mi ha offerto aiuto economico». Non solo: alla pm, Cinzia ha fatto anche i nomi e i cognomi di persone che sarebbero state testimoni, o tramite di quegli incontri. Proposte di quattrini e minacce da parte del sindaco? No, il discorso va rovesciato: sarebbe stata Cinzia a chiedere prebende all´ex fidanzato, in cambio del suo silenzio. La reazione di Delbono arriva per bocca del suo avvocato difensore Paolo Trombetti. «Gli incontri tra i due, (finora smentiti, ndr) se anche ci sono stati, non mi sembrano gravi. Mi sembra grave che si parli di minacce e offerte di danaro, perché è un´assoluta falsità. Più che delle offerte di Delbono, Cracchi dovrebbe parlare delle richieste da lei avanzate». Si tratterebbe dunque di un tentativo di estorsione, forse un ricatto? E´ a questo che allude Trombetti? Nessuna conferma esplicita, piuttosto una precisazione: «Se le parole di Cracchi significano pressioni del sindaco su di lei, già da ora le escludo categoricamente. Così come escludiamo che ci siano stati viaggi privati pagati dalla Regione, escludiamo che ci fossero ragioni per cui Delbono avesse interesse a far star zitta Cracchi su qualcosa». Dunque querele in vista? Sarebbe normale, è in ballo l´onore del sindaco. Prima però Trombetti vuol vedere cosa ha dichiarato la signora alla pm: «Ognuno si assume la responsabilità di quello che dice, responsabilità civili e penali, se si configurano profili di diffamazione o magari di calunnia». La Procura intanto va alla ricerca dei riscontri. Verranno acquisiti i tabulati telefonici di Cinzia dai quali sarà possibile capire chi dei due ha preso l´iniziativa di chiamare l´altro per fissare gli appuntamenti avvenuti tra dicembre e la settimana scorsa. Saranno sentiti anche i testimoni degli incontri, due al bar, citati dalla signora. Martedì notte la Digos ha aspettato sotto casa per portarlo in Questura Mirko Divani, l´intestatario del bancomat che Delbono aveva messo a disposizione di Cinzia negli anni della loro relazione. Il consulente del Cup, amico del sindaco, è stato interrogato per quasi quattro ore come testimone e ha consegnato tutti gli estratti conto legati a quella carta. «Quel bancomat è mio – dice – l´ho attivato in Federbanca nel 2001. Serviva per le spese dei miei figli. No, non sapevo che lo usasse Cinzia, Delbono non me lo aveva detto». Ma perché Divani e Delbono avevano un conto insieme, utilizzato dal primo per le spese familiari? E chi lo alimentava? «L´ho detto alla Polizia, si chiarirà tutto». Intanto proseguono le indagini sui viaggi di Flavio e Cinzia e sui rimborsi della Regione. Anche sulla strana missione a Santo Domingo dove la coppia sarebbe andata in vacanza, ma facendosi pagare la diaria (ma non i biglietti aerei) da via Aldo Moro: 450 euro per una trasferta che non appare tra le carte dell´ente di cui Delbono era vicepresidente. bu bruno medugno
Fonte: repubblica di bo - Pubblicato il giorno 21/01/2010

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Molesta due ragazzine per strada, denunciato un 35enne  

Bologna City NewsA dare l'allarme è stata la nonna Ha molestato pesantemente due ragazzine di 13 anni, avvicinandole per strada con apprezzamenti volgari e tentativi di palpeggiarle. Nei guai è finito un italiano di 35 anni, con precedenti specifici, denunciato dalla polizia per violenza sessuale. L'APPROCCIO - L’uomo, in sella a uno scooter per la consegna delle pizze, in ben due occasioni ha preso di mira le due amiche che camminavano lungo le vie Emilia Ponente e Battindarno, alla periferia della città. Prima con alcuni complimenti, poi con toni spinti e alcuni tentativi di allungare le mani. Le due ragazzine sono state costrette a rifugiarsi in un bar per chiedere aiuto. L'INTERVENTO DELLA NONNA - Poco dopo la nonna settantaquattrenne di una di loro, avvertita telefonicamente, ha dato l’allarme alla polizia. Il molestatore, che lavora per una pizzeria della zona, è stato rapidamente rintracciato dagli agenti del commissariato Santa Viola, che lo hanno denunciato. BY BRUNO MEDUGNO
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 20/01/2010

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Cinzia- gate, missioni al setaccio Conti e agenzie di viaggio sotto la lente  

Bologna City News Sotto la lente della Procura che indaga sul cosiddetto Cinzia-gate, ora ci sono anche estratti conto e biglietti aerei emessi da agenzie di viaggio. Proseguono anche gli accertamenti sul bancomat che il sindaco, Flavio Delbono, avrebbe dato in uso alla sua ex compagna (ed ex segretaria) Cinzia Cracchi, intestato a un suo amico e sequestrato ieri dalla Digos. L'obiettivo è capire da dove proveniva il denaro che alimentava quel bancomat e perchè era intestato a una terza persona. IL BANCOMAT - La tessera bancomat sequestrata è stata emessa da Farbanca, piccolo istituto di credito con sede legale in via Irnerio a Bologna, rivolto principalmente al mondo delle farmacie e della sanità e che fa parte del gruppo Banca popolare di Vicenza. È intestata a Mirko Divani, come rivelato dallo stesso Delbono in una nota diffusa ieri in tarda serata, e definito «un mio caro amico». Inizialmente il titolare sembrava essere un dipendente del Cup (Centro unificato prenotazioni sanitarie, dove la Cracchi è stata trasferita dopo l'addiO al suo compagno e anche al lavoro in Regione), ma l’azienda l’ha smentito precisando che Divani «non ricopre alcun ruolo dirigenziale» all’interno dell’azienda, ma «ha un incarico per l’installazione di computer presso gli studi medici». Il bancomat è stato usato dalla ex collaboratrice dal 2004 al 2008 per prelievi mensili fino a 1.000 euro e bloccato quando è finita la relazione fra i due. Ma la donna lo ha conservato. Presto gli inquirenti potrebbero sentire Divani, mentre l’interrogatorio di Delbono potrebbe slittare di qualche giorno. I VIAGGI - Accertamenti stanno proseguendo anche sulla documentazione dei viaggi, in particolare si stanno controllando i biglietti aerei emessi da alcune agenzie. Era circolata la notizia che un viaggio fatto in Israele da Delbono e Cracchi sarebbe stato sponsorizzato da Save the children. Ma la onlus smentisce «con forza»: «Non abbiamo nessun progetto in Israele. Si tratta di una notizia assolutamente priva di fondamento». Forse l'equivoco può essere nato dall'assonanza tra il nome dell'associazione e un progetto intitolato «Saving Children», promosso dal Peres Center for peace, a cui partecipa anche la Regione. LA CARTA DI CREDITO - In più, sono stati acquisiti degli estratti conto della carta di credito aziendale intestata a Delbono, documenti riferiti agli anni compresi fra il 2003 e il 2009. Si tratta della carta di credito che, secondo un’ipotesi dell’accusa, era a disposizione dell’ex vice presidente della Regione e con la quale avrebbe fatto spese private, facendole poi figurare come spese di rappresentanza. Cosa che il sindaco ha negato ripetutamente. DELBONO - Intanto, Delbono smentisce «nel modo più assoluto» di aver incontrato la Cracchi la sera prima del suo interrogatorio, come riportato da un quotidiano. E attacca i media: «Il mio atteggiamento di riserbo viene utilizzato per riempire i giornali di notizie false, distorte o addirittura inventate di sana pianta». Ma il Cinzia-gate pare sia arrivato anche in giunta: «Dimostrerò che è tutta una montatura», avrebbe detto il sindaco ai suoi assessori, secondo quanto si dice nei corridoi di Palazzo d'Accursio. ERRANI - E sul tema interviene anche il presidente della Regione, Vasco Errani. A chi gli chiede se il Cinzia-gate influenzerà le prossime Regionali, risponde: «Penso che i cittadini avranno tutti gli elementi per giudicare e per dare un giudizio al governo». Anche perché, ha aggiunto, «ai cittadini interessa la sostanza e Delbono ha detto come stanno le cose con molta chiarezza». by ANTONIO MEDUGNO
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 20/01/2010

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Bologna sempre più sporca Graffiti e schifezze ovunque  

Bologna City News– I progressi sono pochi e il piano stenta a decollare. Palazzo Pepoli - il grande edificio di via Castiglione dove, lo scorso ottobre, il sindaco Flavio Delbono ha dato simbolicamente il via alla fase operativa armato di pennello - è stato tirato a lucido da capo a piedi (sia pure con qualche settimana di ritardo sulla tabella di marcia). Ma, per il resto, la battaglia contro i graffiti e le ‘tag’ che deturpano muri e colonne della città segna il passo. Anche se ora l’amministrazione comunale conferma la promessa di iniziare a ripulire il centro storico entro la fine del mese. Per toccare con mano la situazione, basta buttare l’occhio sulle strade che compongono il percorso del ‘Museo della città’, progetto della Fondazione Carisbo che punta a valorizzare i più antichi palazzi di Bologna. Le stesse arterie - una decina in tutto - che la giunta comunale aveva già promesso di ripulire entro Natale, mettendo in programma più di 400 interventi. L’antica via Galliera, che si allunga dall’incrocio con via Manzoni fino a piazza XX Settembre, è praticamente nelle stesse condizioni di un anno fa. Lungo i portici della strada è possibile rintracciare la maggior parte dei graffiti immortalati già lo scorso gennaio da una nostra precedente inchiesta. Sullo storico palazzo Aldrovandi Montanari, al civico 8, campeggia ancora la scritta che inneggia al collettivo ‘Crash’. Poco più avanti, su una colonna del civico 14, resta perfettamente visibile la lunga filastrocca che comincia ‘con un panino alla mortadella…’. Scritte nuove compaiono, invece, all’entrata del fastoso Palazzo Tanari, all’altezza del civico 126. Ma sono una caso sporadico. E se, qua e là, qualche edificio pare rimesso a nuovo, vedi l’antica Casa delle Tatue o Palazzo Felicini, tutto il resto è rimasto al suo posto: come le scritte che deturpano il civico 35° (‘mangiati sta saker’) o la faccia che compare su una colonna di fronte al numero 24. La musica non cambia neanche a spostarsi nelle stradine del vecchio ghetto ebraico, dove la passata amministrazione ingaggiò la prima battaglia contro i graffiti. La lunga via Marsala è sfregiata da un capo all’altro. Ci sono 'segnacci' sui muri del civico 34, che ospita la Fondazione Mariele Ventre e sotto l’immagine della Madonna al termine del portico. Altre scritte (‘meno uomini, più animali’) compaiono sulle pareti del civico 30, dove sorge il Centro studi di psicologia e sociologia applicate. Per non parlare del ‘Pucca t’amo’ che campeggia all’altezza del numero 20 e di tutti gli sgorbi che lordano le colonne del portico di fronte alla chiesa di San Martino. Dulcis in fundo, anche nella centralissima via Altabella non c’è traccia della brusca e del pennello promessi dall’amministrazione, mentre abbondano le testimonianze del passaggio dei writers. C’è un graffito fresco di pittura sui muri del civico 1, proprio all’incrocio con via Indipendenza. Ma ce ne sono anche di stagionati, come quelli che deturpano le colonne del civico 3, i muri dell’edificio all’altezza del numero 7 e un’intera parete della Casa dei Ghisilieri, storico palazzo del XV secolo, all’angolo con via Sant’Alò. by BRUNO medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 19/01/2010

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Cinzia-Gate, l'appello di Delbono  

Bologna City News«La Procura mi ascolti il prima possibile». Dopo l´appello ai cittadini per «ribadire» la propria innocenza, Flavio Delbono fa appello ai magistrati perché gli consentano di raccontare la sua verità. Al più presto. Stanco degli interrogatori degli altri, dall´avversario Alfredo Cazzola alla ex fidanzata Cinzia Cracchi. Sfinito dalle troppe voci - «insinuazioni, strumentalizzazioni, notizie false» - su bancomat sequestrati e viaggi con la fidanzata pagati con i soldi della Regione, il sindaco passa al contrattacco. Rivendica il «giusto riserbo» di queste settimane e confessa «la sofferenza connessa a una storia privata», ma cambia passo. E´ la pietra tombale sulla strategia del silenzio, che arriva nel giorno in cui il pressing del Pdl cresce, con la richiesta formale, in consiglio comunale, di rendere pubblici gli atti dell´inchiesta. Crolla il desiderio di tenersi ai margini, di lasciar fare alla magistratura, nella speranza che tutto si chiuda nelle aule giudiziarie. Una tattica che ha cominciato a franare sabato, sotto il piccone di Cazzola sugli schermi di è-tv. Ma la capitolazione definitiva arriva ieri mattina, quando il sindaco detta al suo portavoce Marco Girella una nota che fa appello ai pm del Cinzia-Gate, Morena Plazzi e Massimiliano Serpi. «Ho dato mandato al mio avvocato - scrive il sindaco - di chiedere ai magistrati di essere ascoltato il prima possibile». Un appello ad essere convocato a Piazza Trento Trieste. Delbono giustifica il suo prolungato silenzio come una scelta di riservatezza - dovuta alla «sofferenza» per una vicenda privata e «al rispetto per la magistratura» - e attribuisce la scelta di parlare «all´ignobile speculazione che la destra bolognese, presunta garantista solo quando le conviene, ha fomentato contro di me». Questo, spiega, «mi impone di lasciare meno spazio possibile al giochetto delle insinuazioni, delle strumentalizzazioni e delle notizie false, fatte filtrare apposta per montare una campagna politica rivoltante sulla vicenda. Non ho mai utilizzato fondi pubblici a scopi personali - ribadisce quasi con le stesse parole di due giorni fa - e sono perfettamente in grado di dimostrarlo quando mi verrà chiesto nelle sedi opportune». Ma il centrodestra non ci sta a passare per anti-garantista. «Delbono cerca di buttarla in rissa» è la spiegazione del consigliere Pdl Galeazzo Bignami, che dai microfoni di Radio Tau rispedisce al mittente le accuse: «Il sindaco dovrebbe invece apprezzare il fatto che non lo attacchiamo sull´inchiesta». by Bruno Medugno
Fonte: repubblica bologna - Pubblicato il giorno 19/01/2010

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IL BOLOGNA FA L'IMPRESA A FIRENZE  

Bologna City NewsL’ultima volta che il Bologna aveva vinto a Firenze, c’era ancora il Muro di Berlino. Era il 5 novembre 1989, quattro giorni prima del crollo, e Geovani firmò l’impresa rossoblù. Vent’anni e due mesi dopo, torna a brindare al ‘Franchi’ e si prende la prima vittoria esterna della sua stagione: fuori casa non passava dal 28 gennaio (1-0 a Bergamo). Colomba vola sulle ali di Gimenez e Di Vaio, la strana coppia che s’� è inventato in settimana e che l’ha ripagato stendendo i viola nello spazio di 45 minuti. Splendida l’acrobazia con cui l’u ruguaiano, finora in campo solo per mezzora e stavolta schierato centralmente fra le due linee, firma il vantaggio, con una mezza girata al volo di sinistro in area piccola. Allo scadere, proprio Gimenez innesca Di Vaio per il contropiede che sblocca il capitano e piega la Fiorentina. In mezzo, due episodi da rivedere: un contatto Gamberini-Di Vaio, che Banti punisce col rigore prima di consultare il guardalinee e far retromarcia, e uno sospetto fra Lanna e Marchionni. Vince il Bologna, alla fine, dopo un primo tempo chirurgico e una ripresa in cui gli affanni, prevedibili, arrivano puntuali. Vargas è una furia, dopo neanche sei minuti si beve Raggi e apparecchia per Mutu che di testa riapre il match. Nell’occasione, il terzino rossoblù si fa male e chiede il cambio, aprendo la scena al debutto di Buscè, che s’arrangia con le cattive sul peruviano. Colomba non aspetta per esaurire i cambi: mette i chili di Zalayeta e Mudingayi, tira fuori Gimenez e Guana. Prandelli cambia tutta la difesa: De Silvestri e Natali per Comotto e Gamberini, poi Pasqual nel finale per uno spento Gobbi. L’assedio viola, però, viene sempre ricacciato dal Bologna: Viviano c’è sempre, su Mutu (colpo di testa al 15’), Gilardino (diagonale al 19’), Vargas (40’) e Montolivo (48’). Lui, tifoso della Viola, il nome che ha dato a sua figlia, alla fine è il re del pomeriggio, protagonista nello stadio in cui finora era stato solo spettatore. FIORENTINA-BOLOGNA 1-2 FIORENTINA (4-2-3-1): Frey, Comotto (16' st De Silvestri), Gamberini (19' st Natali), Felipe, Gobbi 5 (34' st Pasqual), Montolivo, Santana, Marchionni, Mutu, Vargas, Gilardino. A disp. Avramov, Jorgensen, Acosty, Carraro. All. Prandelli. BOLOGNA (4-4-1-1): Viviano, Raggi (11' st Buscè), Portanova, Britos, Lanna, Casarini, Mingazzini, Guana (17' st Mudingayi), Valiani, Gimenez (17' st Zalayeta), Di Vaio. A disp. Colombo, Bombardini, Moras, Adailton. All.: Colomba. ARBITRO: Banti di Livorno 5. RETI: 28' pt Gimenez, 45' pt Di Vaio, 6' st Mutu. NOTE: spettatori: 24.913, incasso 503.371,50 (paganti 4564, incasso 60.223; abbonati 20.349, quota 443.148,50). Angoli: 12-0 per la Fiorentina. Recupero: 1' e 4'. Ammoniti: Buscè (B) e Mudingayi (B). by bruno medugno
Fonte: REPUBBLICA DI BO - Pubblicato il giorno 18/01/2010

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Grillo, show in piazza  

Bologna City News- "Vedete, mi sono messo l’elmetto, che se mi arriva il Nettuno...". Beppe Grillo a tutto campo in un comizio show in piazza Nettuno a Bologna affollato di giovani che ha visto la presentazione dei candidati di tutta l’Emilia Romagna del Movimento 5 stelle: Giovanni Favia, 28 anni in testa, già eletto consigliere comunale a Bologna ( la lista superò lo scoglio del 3% alle passate comunali) e ora candidato dai 'grillini' a Presidente per la Regione Emilia Romagna. Contestualmente in Piazza è stata avviata la raccolta firme per la presentazione della lista alle prossime regionali. "Non abbiamo possbilità di vincere, di fare il governatore - spiega il comico agli intirizziti della piazza - ma se mettiamo dentro anche solo uno di questi ragazzi mettiamo dentro un social network...". Sì perchè il movimento, incalza Grillo mentre la piazza si riempe, è la rete, portatrice di una nuova democrazia in politica "dove un voto equivale a una persona". E i giovani che hanno deciso (idealmente) di mettersi come lui l’elmetto (qualcuno, a dire la verità, ci prova) sono pronti a battersi per i punti chiave del programma a 5 stelle: acqua come bene di tutti, energie alternative con un netto no al nucleare, mobilità sostenibile (muoversi meglio e il meno possibile), rifiutti zero, politiche a favore della diffusione di internet e della democrazia partecipativa nelle scuole, un deciso no alla casta e ai suoi sprechi e alla trasparenza in politica. Al giovane Favia vanno le lodi di Grillo per essere stato dichiarato lo scorso 12 gennaio dall’associazione Controllo Cittadino, all’analisi dei primi sei mesi di lavori consiliari, il consigliere più attivo di tutto il consiglio comunale di Bologna. Lui si schermische. "Ringrazio Beppe - dice - ma si sono limitato alla normalità, è la normalità che oggi è straordinaria..". Alla piazza Grillo non lesina nemmeno qualche rimbrotto, dopo aver spiegato come a parer suo vanno le cose. "È questa la politica che vi fanno credere, non sapete un c..., lo vedo dalle vostre facce". Qualcuno ironizza, qualcuno applaude, qualcuno è passato per caso e ascolta. L’invito per tutti è a firmare "altrimenti scendo e vi vengo a prendere..". «Vedete, siamo noi i veri conservatori - conclude Grillo a sopresa alla fine dell’incontro - una sorta di Lega futuribile... ". Ma in piazza piovono pure le battute sui temi di attualità "’Gheddafi e Putin non erano così prima di conoscere ‘colui che ama’, guardate cosa è successo in Irlanda: stiamo esportando il nostro modello in tutto il mondo", dice Grillo in un passaggio. "Ormai mi aspetto di tutto - ha continuato il comico genovese - dalla Merkel che corrompe un giudice e va con un ventenne, a Brown che cena con un mafioso o a Sarkozy che va con i trans". Lo show di Grillo, applaudito da una folla spontanea di 3-400 persone, non si è fermato li’: "In Irlanda la Robinson prima sta con un ventenne e poi gli presta pure i soldi del marito". E’ la prova, ha spiegato Grillo, "che stiamo esportando il nostro modello in tutto il mondo: bisogna mandare a casa tutta questa gentaglia, il nostro e’ un governo illegale e anticostituzionale, manca la base della democrazia". BY ANTONIO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 17/01/2010

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Amore & viaggi: è ‘assedio’ al sindaco Flavio Delbono  

Bologna City News- C’E’ ARIA di tempesta nella città delle Due Torri. Il sindaco Flavio Delbono è sotto inchiesta per peculato e abuso d’ufficio insieme all’ex fidanzata-segretaria Cinzia Cracchi. I pm Massimiliano Serpi e Morena Plazzi stanno indagando per verificare un presunto utilizzo irregolare di denaro pubblico: Delbono, secondo l’accusa,avrebbe portato in giro per il mondo Cinzia (che era in ferie) pagando con la carta di credito della Regione. Si trattava di trasferte istituzionali in Cina, Israele, Stati Uniti, Francia e Messico, oltre a diversi viaggi in Italia, negli anni 2003-2008, quando l’attuale sindaco era vicepresidente regionale. Ieri è stata interrogata Cinzia: entrata in Procura alle 8,30, ne è uscita sorridente e rilassata, a mezzogiorno. «Sono serena — ha spiegato, avvolta nel suo cappotto nero con il collo di pelliccia — è stato un bellissimo interrogatorio e la pm Plazzi è davvero una persona deliziosa. Sul contenuto non posso dire nulla, è stato tutto secretato». LA CRACCHI ha parlato di tutto: dei viaggi, delle auto blu, del suo improvviso (e da lei contestato) trasferimento dalla Regione al Cup 2000 deciso da Delbono dopo la burrascosa rottura della relazione, nel 2008. E ancora, di un bancomat intestato a un funzionario del Cup dato a Cinzia da Delbono e da lei usato per anni, spendendo da 500 a mille euro al mese. Gli investigatori stanno lavorando. Sui viaggi ci sarebbero già i primi riscontri documentali. Dalle carte acquisite in Regione, risulterebbero pagamenti di cene e hotel di Cinzia fatti con la carta di credito aziendale di Delbono. Anche sui biglietti aerei della donna ci sono forti sospetti. «Pagava sempre lui — ha detto Cinzia al pm — ma non so che soldi usasse». Delbono, dal canto suo, ieri ha rotto un lungo silenzio, durato sei mesi: «Ribadisco ai bolognesi che non ho mai usato denaro pubblico a fini personali. E sono pronto a dimostrarlo nelle sedi competenti». La prossima settimana toccherà a lui essere interrogato. Da giorni nei palazzi della politica non si parla che del Cinzia-gate. La bufera sta montando e lo scontro politico è sempre più acceso. Pdl e Pd, da fronti opposti, sono ai ferri corti. Per Delbono, Pd, si tratta di «una campagna» orchestrata dal rivale delle scorse elezioni, Alfredo Cazzola (sostenuto da Pdl-Lega): «Cazzola ha toccato il fondo: il suo modo di fare politica, come quello della destra, è rivoltante. Una destra berlusconiana che riesce solo ad affidarsi a Cazzola per lanciare insinuazioni, fare illazioni e attaccare sulla vita privata». FU PROPRIO Cazzola, a giugno, a far scoppiare il caso accusando in un dibattito alla radio Delbono. Delbono lo querelò, salvo poi ritirare la denuncia una volta vinte le elezioni. La Procura, nel frattempo, aveva aperto un primo fascicolo (contro ignoti) sui viaggi in Regione. A settembre i pm chiesero l’archiviazione, ma a dicembre il gip l’ha respinta, ordinando nuove indagini. E così si è ripartiti, stavolta a spron battuto. Delbono e Cinzia indagati, via agli interrogatori. Si chiuderà tutto entro gennaio. Cazzola: «Se le accuse saranno provate, chiederò le dimissioni del sindaco». L’ex patron del Motor Show ha tirato in ballo anche il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani. Per un’inchiesta — archiviata nel ’98 dalla Procura — sull’affitto di un appartamento pagato dall’allora vicepresidente della Regione. «Cazzola — chiude Delbono — non ha trovato di meglio che rovistare nel pattume per trovare qualche rifiuto contro Bersani. Non c’è riuscito». by BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 17/01/2010

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Bologna diventa sempre più sporca Graffiti e schifezze dovunque in città  

Bologna City News– I progressi sono pochi e il piano stenta a decollare. Palazzo Pepoli - il grande edificio di via Castiglione dove, lo scorso ottobre, il sindaco Flavio Delbono ha dato simbolicamente il via alla fase operativa armato di pennello - è stato tirato a lucido da capo a piedi (sia pure con qualche settimana di ritardo sulla tabella di marcia). Ma, per il resto, la battaglia contro i graffiti e le ‘tag’ che deturpano muri e colonne della città segna il passo. Anche se ora l’amministrazione comunale conferma la promessa di iniziare a ripulire il centro storico entro la fine del mese. Per toccare con mano la situazione, basta buttare l’occhio sulle strade che compongono il percorso del ‘Museo della città’, progetto della Fondazione Carisbo che punta a valorizzare i più antichi palazzi di Bologna. Le stesse arterie - una decina in tutto - che la giunta comunale aveva già promesso di ripulire entro Natale, mettendo in programma più di 400 interventi. L’antica via Galliera, che si allunga dall’incrocio con via Manzoni fino a piazza XX Settembre, è praticamente nelle stesse condizioni di un anno fa. Lungo i portici della strada è possibile rintracciare la maggior parte dei graffiti immortalati già lo scorso gennaio da una nostra precedente inchiesta. Sullo storico palazzo Aldrovandi Montanari, al civico 8, campeggia ancora la scritta che inneggia al collettivo ‘Crash’. Poco più avanti, su una colonna del civico 14, resta perfettamente visibile la lunga filastrocca che comincia ‘con un panino alla mortadella…’. Scritte nuove compaiono, invece, all’entrata del fastoso Palazzo Tanari, all’altezza del civico 126. Ma sono una caso sporadico. E se, qua e là, qualche edificio pare rimesso a nuovo, vedi l’antica Casa delle Tatue o Palazzo Felicini, tutto il resto è rimasto al suo posto: come le scritte che deturpano il civico 35° (‘mangiati sta saker’) o la faccia che compare su una colonna di fronte al numero 24. La musica non cambia neanche a spostarsi nelle stradine del vecchio ghetto ebraico, dove la passata amministrazione ingaggiò la prima battaglia contro i graffiti. La lunga via Marsala è sfregiata da un capo all’altro. Ci sono 'segnacci' sui muri del civico 34, che ospita la Fondazione Mariele Ventre e sotto l’immagine della Madonna al termine del portico. Altre scritte (‘meno uomini, più animali’) compaiono sulle pareti del civico 30, dove sorge il Centro studi di psicologia e sociologia applicate. Per non parlare del ‘Pucca t’amo’ che campeggia all’altezza del numero 20 e di tutti gli sgorbi che lordano le colonne del portico di fronte alla chiesa di San Martino. Dulcis in fundo, anche nella centralissima via Altabella non c’è traccia della brusca e del pennello promessi dall’amministrazione, mentre abbondano le testimonianze del passaggio dei writers. C’è un graffito fresco di pittura sui muri del civico 1, proprio all’incrocio con via Indipendenza. Ma ce ne sono anche di stagionati, come quelli che deturpano le colonne del civico 3, i muri dell’edificio all’altezza del numero 7 e un’intera parete della Casa dei Ghisilieri, storico palazzo del XV secolo, all’angolo con via Sant’Alò. by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 16/01/2010

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Fini alla Coop: ''Caduti i muri ma rimangono i pregiudizi''  

Bologna City News- Gli ex esponenti di Forza Italia per rispetto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, hanno deciso di non partecipare oggi a Bologna alla presentazione dell’ultimo libro di Gianfranco Fini “Il futuro della libertà”. Il presidente della Camera all’inizio dell’incontro alla libreria Coop Ambasciatori getta acqua sul fuoco: “Certe polemiche e alcune dichiarazioni mi sembra che rientrino nella scuola di Nanni Moretti” che nel film ‘Ecce Bombo’ dice “mi si nota di più se vado o non vado? Evidentemente qualcuno l’ha pensata così, ma adesso parliamo di cose serie”. Diversi sono gli esponenti del Pdl che oggi hanno voluto boicottare l’incontro di Fini, tra tutti il parlamentare Fabio Garagnani e il consigliere comunale Lorenzo Tomassini. All’incontro però erano presenti tra gli altri, Italo Bocchino e Gianfranco Mazzucca, candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna. Pur volendo evitare le polemiche il presidente della Camera ha ribadito che quello di oggi è stato un confronto “oltre i pregiudizi”, un’occasione anche per riflettere sulla necessità di rimanere al passo con i cambiamenti dopo la caduta del muro di Berlino 20 anni fa. “Bisogna evitare - spiega - di vivere perennemente il trionfo della tattica, pur indispensabile nel periodo elettorale ed evitare la propaganda che non può sostituire la politica. I politici non devono usare la specchietto retrovisore anche perché in molti casi la politica, nelle sue invettive, usa espressioni che non significano più nulla per i giovani”. Il presidente della Camera si è poi soffermato sul tema della laicità, “un valore - ha detto - in cui si riconoscono tantissimi italiani cattolici”. “Alcune leggi su temi eticamente sensibili - ha continuato - sembrano fatte più in ragione di precetti e dogmi di tipo religioso piuttosto che dei principi della libertà, dell’etica della responsabilità, della laicità delle istituzioni. Perciò si depongano le scimitarre della propaganda e ci si confronti col massimo rispetto dell’opinione altrui”. Ad una domanda in particolare sul caso Englaro, il presidente ha ricordato: “Alla Camera tra qualche settimana riprenderà il dibattito sul biotestamento. Vedremo se ci sarà maggiore serenità, francamente. Me lo auguro”. Anche perché, aveva premesso: “A volte si legifera su certe questioni sull’onda dell’emozione dovuta a fatti di cronaca”. Fini ha poi esortato il mondo della politica: “Cerchiamo di legiferare nel rispetto del grande valore della religione, ma senza timori nei confronti della scienza, del progresso e della libertà delle persone, perché non sono scelte che possono essere demandate ad altri se non alla propria coscienza. Usciamo dalle etichette perché sono grandi questioni sulle quali ogni singolo cittadino, ogni deputato, si comporta come gli detta la coscienza e basta”. L'ex leader di An ha detto anche che il tema dell’immigrazione va affrontato “non con la carta della propaganda”, soprattutto ora che siamo alla vigilia delle elezioni regionali: non bisogna evitare la discussione “sennò si perdono voti”. “Mi piacerebbe – ha poi concluso Fini - che quando si discute di immigrazione e integrazione la politica si confrontasse. Bisognerebbe ideare un modello o almeno averlo in mente. Chi si illudeva, di affrontare il problema riferendosi a modelli continentali sbaglia perché la storia ha dimostrato che l’assimilazionismo fallisce”. by BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 16/01/2010

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Regionali, lo sfogo di Bernardini (Lega): «Sto pensando di lasciare la politica»  

Bologna City NewsE' arrabbiato, il segretario della Lega in città. Con i suoi. Con i dirigenti regionali del Carroccio, più che altro. «Mi hanno fatto il vuoto attorno», dice, in un'intervista radiofonica che diventa uno sfogo (un’ora e mezza di diretta, con telefonate a sostegno di simpatizzanti e fuoriusciti dal partito). SCONTRI - Il motivo dei dissapori sono gli scontri all'interno del partito per le liste per le Regionali di marzo, dalle quali Bernardini è rimasto escluso. Scontri tanto aspri, evidentemente, che lui è tentato di mollare tutto: «Sto pensando di tornare a fare l’avvocato», dice a Radio Tau. O almeno, di mollare il Carroccio. La Lega resta il suo «primo amore», premette, ma senza escludere cambi di casacca: «La vita non sai mai quello che ti porta». Anche perché, aggiunge in un passaggio dell'intervista, «se volessi cambiare partito avrei la fila, forse perchè mi ritengo valido come persona. Ma come me ce ne sono tantissimi altri». by bruno medugno
Fonte: corriere della sera - Pubblicato il giorno 14/01/2010

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Cazzola: «Delbono si dimetta se le accuse saranno accertate»  

Bologna City News Se la magistratura accertasse i fatti per i quali è indagato, il sindaco di Bologna Flavio Delbono dovrebbe dimettersi. Lo sostiene Alfredo Cazzola, il primo accusatore del sindaco quando era suo sfidante alle elezioni comunali. Sul caso indaga la Procura. Delbono, insieme alla sua ex segretaria ed ex compagna Cinzia Cracchi, è indagato per peculato e abuso d’ufficio nell'ambito del cosiddetto Cinzia-gate. Del tema, Cazzola (che è già stato sentito in Procura), ha parlato in una conferenza stampa. Durante la quale ha più volte ripetuto di essere stato solo l'ultimo di una serie di persone a cui Cinzia Cracchi avrebbe raccontato la sua storia. Anche la Cracchi torna sulla vicenda: precisa che, quando Cazzola fece scoppiare il caso in radio, disse cose che «non era autorizzato a riferire, dato che io ne avevo parlato solo a Daniele Corticelli», all'epoca vice sindaco in pectore per la lista di Cazzola. SU DELBONO - Il colpo più duro, l'ex patron rossoblù lo riserva a Delbono. «Auspico - dice - che il sindaco sia in grado di dare prova della sua situazione, credo che i cittadini di Bologna abbiano il diritto di sapere se il sindaco è sereno sotto questo aspetto: è la città che lo chiede. Se a queste denunce ci saranno dei riscontri, non credo che Bologna possa avere un sindaco così. Se tutto ciò venisse accertato allora io sarei il primo ad andare in piazza Maggiore con un cartello per chiedere le dimissioni». Cazzola, poi, si definisce «soddisfatto» per la «conduzione esemplare» dell'inchiesta da parte dei pm: «Sono soddisfatto - dice- come quanto è tornato il Bologna in serie A». SU CRACCHI - Quanto alla sua ricostruzione di quanto avvenne la scorsa estate, «io sono l'ultimo - aggiunge Cazzola - di una filiera di più persone che hanno raccolto dichiarazioni e confidenze (della Cracchi). Ritengo verranno chiamate a testimoniare, se non lo sono già state, e avranno la possibilità di confermare quanto anch'io ho confermato». Per la Cracchi, però, Cazzola disse cose «non era autorizzato a riferire, dato che io ne avevo parlato solo a Daniele Corticelli». LA RISPOSTA DEL PD - Ancora una volta, il sindaco sceglie di non rispondere. Lo fa il capogruppo pd in consiglio, Sergio Lo Giudice: «Cazzola - si legge in una nota - intepreta la destra nel tempo del berlusconismo: inquinare i rapporti fra la magistratura e la politica per creare confusione fra i cittadini». L'AVVOCATO DEL SINDACO - Poi arriva la dichiarazione dell'avvocato del sindaco, Paolo Trombetti: «Cazzola sta tentando di strumentalizzare per fini di propaganda una vicenda che ha poco o nulla di giudiziario e molto di personale, cosa che dà ragione all'attaggiamento di riservo che il professor Delbono, su mio consiglio, ha deciso di tenere». by bruno medugno
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 14/01/2010

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Vigili elettronici, le multe non calano Previsti 36 milioni nel budget 2010  

Bologna City News Non calano le multe sotto le Due Torri, nonostante i vigili elettronici Sirio, Rita e Stars siano attivi ormai da diversi anni. Anche nel 2009 infatti si sono registrati dati simili a quelli dell’anno precedente e il medesimo andamento è previsto per quest’anno. Tanto che la giunta Delbono ha previsto nel budget 2010 la stessa cifra degli ultimi 12 mesi, 36 milioni di entrate dalle multe, di cui 10 per il recupero delle vecchie contravvenzioni. LA MANOVRA - «Io giro in macchina e purtroppo il tasso di violazioni è altissimo. Purtroppo è così, è la realtà», allarga le braccia l’assessore comunale al Bilancio, Villiam Rossi. Questa mattina l’assessore ha illustrato la manovra economica in commissione, aprendo il percorso di udienze in commissione che sfocerà nel voto finale nell’aula di Consiglio, previsto per il 29 gennaio. Sulle multe, ha spiegato Rossi, «se le persone continuano a prenderle ... L’andamento del 2009 conferma gli stessi dati. Ci sono tutti gli elementi per confermare quelle soglie», cioè appunto 36 milioni di euro. by antonio Medugno
Fonte: corriere di bo - Pubblicato il giorno 14/01/2010

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Cinzia-gate, Cazzola in procura: «Interrogatorio secretato»  

Bologna City News «Ho risposto a tutte le domande, è stato un incontro molto bello durato un paio di ore se non sbaglio, ovviamente tutto l’interrogatorio è stato secretato e non possiamo dire altro». Queste le parole di Alfredo Cazzola, ex candidato a sindaco di Bologna, al termine dell’interrogatorio che ha reso oggi in Procura come persona informata sui fatti, nell’ambito del cosidetto Cinzia-gate. Cioè dell'inchiesta per peculato e abuso d'ufficio in cui sono indagati il sindaco, Flavio Delbono, e la sua ex compagna ed ex segretaria Cinzia Cracchi. L'INTERROGATORIO - Quando i cronisti gli chiedono se davanti ai magistrati (che lo hanno ascoltato per la prima volta) ha confermato le dichiarazioni rilasciate nel corso della campagna elettorale sulle trasferte dell’attuale sindaco Flavio Delbono in compagnia dell’ex compagna e segretaria Cinzia Cracchi, Cazzola ripete: «Non posso parlare, è stato secretato». Il legale di Cazzola, Bruno Catalanotti, ha spiegato che l'ex patron rossoblù non ha consegnato documenti ai magistrati. DELBONO - L'avvocato di Delbono, Paolo Trombetti, giudica la decisione della Procura di secreatre l'interrogatorio di Cazzola un «provvedimento opportuno e corretto»: «Sicuramente è dovuto al fatto che l'enorme interesse mediatico rischiava di turbare le indagini - ha detto - e forse anche per tutelare la privacy». Al momento, nè Delbono nè la Cracchi hanno ricevuto convocazioni dalla Procura. by ANTONIO MEDUGNO
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 14/01/2010

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Per le buche nelle strade il Comune ingaggia i taxisti  

Bologna City News Taxisti ed autisti delle auto blu in campo contro il pericolo delle buche sulle strade, moltiplicate a Bologna dal maltempo di inizio inverno. Il vicesindaco della città con delega ai Lavori pubblici, Claudio Merighi, ha ottenuto questa mattina la disponibilità delle associazioni di categoria perchè gli addetti segnalino tempestivamente all’amministrazione le strade in cui ci sono buche pericolose sull’asfalto. L'ACCORDO - I taxisti infatti, molto più dei vigili urbani che già svolgono quest’opera di segnalazione, hanno sott’occhio in tempo reale il deterioramento delle strade, anche quelle con meno traffico. «Abbiamo concordato con Cotabo, Cosepuri e Saca- spiega il vicesindaco uscendo dalla riunione di giunta- la segnalazione delle buche. Da questo momento la flotta delle tre aziende sono a disposizione e faranno a noi le segnalazioni, in modo che le informazioni possano essere trasmesse al Global service, a cui spetta il monitoraggio e la chiusura delle buche». Merighi esprime apprezzamento per «l’immediata disponibilità riscontrata» da parte delle associazioni: si tratta di «un’operazione di grande collaborazione da parte di chi usa le strade per lavoro». Il Comune ha iniziato da qualche giorno a intervenire sulle strade più disastrate dalle buche dopo i danni prodotti dal gelo e il sale sparso nelle settimane scorse. by ANTONIO MEDUGNO
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 13/01/2010

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Scacco matto alla 'ndragheta Bellocco tramava da Granarolo  

Bologna City NewsIl ragazzotto che faceva il capopopolo nella rivolta contro gli immigrati a Rosarno non è un "figlio di nessuno" e ha un nome importante: Antonio Bellocco, 30 anni, è il nipote di Carmelo, potente capoclan della "ndrina" calabrese che fa soldi con la droga e le estorsioni e che l´anno passato s´era trasferito con moglie e figli a Granarolo, nel ventre della ricca Emilia. Un capoclan a Bologna, ufficialmente in prova ai servizi sociali, al lavoro in un´azienda ortofrutticola di un parente. Un "Signore delle ndrine" che mentre era in prova ai servizi sociali dopo un arresto per droga, da Bologna curava gli affari di famiglia in Calabria, aveva una calibro 38 in casa e stava organizzando una risposta armata a un clan rivale che aveva osato sfidarlo sotto il suo tetto. L´indagine della Mobile di Bologna e della Procura di Reggio Calabria, che ha arrestato 14 persone per associazione a delinquere di stampo mafioso, rivela ancora una volta la capacità di penetrazione della ndrangheta nel tessuto economico del norditalia e la sua vocazione ad eliminare i rivali. Ma il lavoro degli uomini del dirigente Fabio Bernardi getta anche una luce diversa sulla "rivolta" di Rosarno: l´arresto del giovane Antonio, nei giorni scorsi durante i disordini in Calabria, suggerisce che la ndrangheta probabilmente quei disordini li ha "gestiti". Forse perché la manodopera dei clandestini non serviva più. E´ la stessa logica "di guerra" che la famiglia Bellocco stava cercando di mettere in campo nello scorso giugno, quando a Granarolo finirono in carcere Carmelo, la moglie Maria Teresa D´Agostino, i figli Umberto e Domenico, un nipote e il fratello. Cercavano forse un´altra Duisburg, i sei morti nella pizzeria "Da Bruno" nel Ferragosto 2007 per una guerra fra clan. Allora c´era da rispondere all´affronto di alcuni uomini del clan rivale degli Amato, che avevano avuto l´ardire di venire a parlare proprio con Carmelo, da Reggio Emilia al mercato ortofrutticolo del Caab, buttando lì una fase sibillina. «Ci devi due vite, siamo venuti a riprenderle». Il riferimento è a due "soldati" degli Amato scomparsi vent´anni prima. Da Bologna, il vecchio Carmelo ha continuato a gestire gli affari del clan ben nascosto sotto l´etichetta dell´affidamento ai servizi sociali. Ma le intercettazioni scoprirono che nella casa di Granarolo s´era tenuto un consiglio di guerra per vendicare l´offesa. «Rosarno è nostra - ha "spiato" una cimice in casa - A questo punto ce la vediamo noi, siamo capaci di intapparne (fare violenza fino all´omicidio, ndr.) cento al giorno». «Rosarno è nostra». Pare di ascoltare le parole del giovane Antonio Bellocco, filmato dalle tv a Rosarno mentre si scaglia contro un immigrato e aggredisce i carabinieri. by bruno medugno
Fonte: repubblica di bologna - Pubblicato il giorno 13/01/2010

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Eridania Sadam, 8 ore di sciopero Partecipazione totale dei lavoratori  

Bologna City News- Il 100% dei lavoratori del gruppo saccarifero Eridania Sadam ha aderito allo sciopero nazionale di 8 ore indetto per oggi da Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uila per protestare contro il mancato rinnovo da parte dell’azienda dell’accordo sull’integrazione degli ammortizzatori sociali necessari a supportare il processo di riconversione degli ex zuccherifici dismessi a seguito della riforma europea dell’Ocm. Lo sciopero è stato accompagnato da un presidio nazionale sotto la sede dell’azienda a Bologna, al quale hanno preso parte centinaia di lavoratori provenienti da tutta Italia. A margine del presidio si è tenuto un incontro tra le organizzazioni sindacali e l’azienda nel corso del quale si è convenuto di riaprire il tavolo il prossimo 22 gennaio per cercare di trovare una soluzione che sia in grado di tutelare il reddito e l’occupazione dei lavoratori. L’azienda si è, inoltre, impegnata a prendere in esame la richiesta del sindacato di non sfilarsi dall’accordo sugli ammortizzatori sociali il prossimo 18 gennaio in occasione del consiglio di amministrazione del gruppo. "La mobilitazione dei lavoratori -ha dichiarato Ettore Ronconi della Flai-Cgil nazionale- ha prodotto il primo importante risultato della riapertura del tavolo di trattative con Eridania Sadam. Solo il prossimo incontro potrà stabilire con certezza se gli impegni assunti oggi potranno essere definiti concreti e rivolti alla difesa dei lavoratori dipendenti del gruppo". "Qualora l’azienda dovesse continuare a sostenere le sue posizioni -ha rimarcato Ronconi- la avvisiamo fin da subito che saremo pronti ad intensificare ulteriormente le iniziative di lotta fino a che non otterremo la firma dell’accordo sull’integrazione degli ammortizzatori sociali anche per il 2010". by Antonio Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 12/01/2010

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Auto pirata uccide anziano in centro a Sasso Marconi  

Bologna City News - Drammatico incidente a Sasso Marconi, un uomo di 86 anni e’ stato travolto e ucciso da un’auto sulla statale Porrettana, sul primo Appennino bolognese. Secondo le prime informazioni, il conducente non si sarebbe fermato a prestare soccorso. L’incidente e’ avvenuto all’angolo di via Kennedy, nelle vicinanze di un bar, nel centro del paese, che e’ tagliato in due dalla statale. E’ intervenuto il 118 di Bologna soccorso, che pero’ non ha potuto fare nulla per l’anziano, che e’ morto sul colpo. Indagano i carabinieri. by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 12/01/2010

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Taçi ritorna sul Bologna I Menarini prendono tempo  

Bologna City NewsLa voce aleggiava da alcuni giorni, la notizia l'ha pubblicata qualche ora fa Tuttomercatoweb.com ed ha subito trovato conferme nell'ambiente rossoblù. Rezart Taçi sarebbe ancora disposto a rilevare il Bologna ed ha dato due settimane di tempo alla famiglia Menarini per decidere se vendere. Il petroliere albanese era stato ad un passo dall'acquistare il pachetto di maggioranza del Bfc in estate, salvo poi fare un clamoroso dietrofront a inizio agosto, avvalendosi di una clausola d'uscita prevista dal preliminare siglato con i Menarini. Da parte sua, Renzo Menarini partirà domani, andrà all'estero (probabilmente alle Mauritius) e rientrerà solo fra due settimane. Di certo c'è che Taçi ha mandato dei segnali negli ultimi giorni, segnali che la proprietà del Bologna ha recepito e valutato per poter dare una risposta. I rapporti fra le parti sono rimasti cordiali e non è escluso che i Menarini siano disposti a riaprire la trattativa. Luca Baraldi, direttore generale rossoblù, ha invece parlato a fine gara delle strategie dei Menarini, confermando l'intenzione della proprietà di rinforzare la squadra: "La priorità è la salvezza, poi verrà il bilancio". by bruno medugno
Fonte: repubblica - Pubblicato il giorno 11/01/2010

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La Virtus piega Pesaro Match dai due volti e finale con brivido  

Bologna City NewsCasalecchio di Reno (Bologna), 10 gennaio 2010 - Brividi finali, ma la Virtus sconfigge la Scavolini Pesaro per 82-80. Quello che si è giocato a Casalecchio è un match dai due volti. Bologna domina fino a metà del secondo quarto, grazie ai lampi di Koponen, che poi si affievolisce. Segue la rimonta dei marchigiani. Protagonista Cvetkovic, miglior realizzatore con 23 punti, cinque volte a segno da tre. Pareggio e sorpasso nel terzo quarto, concluso con sei di vantaggio. Ma la Virtus non cede e nell'ultima frazione torna avanti. Un attimo prima, un tecnico a Sakota dopo un’infrazione di passi. Ma soprattutto, subito dopo, un antisportivo a Cvetkovic, su Collins lanciato, costano il tecnico alla panchina, ormai infuriata. E’ ancora il serbo a tenere a galla i suoi. Poi però ci pensa Sanikidze, con una schiacciata a due mani, a ridimensionare speranze marchigiane. Un libero di Collins porta la Virtus a più tre a trenta secondi dalla fine. Hicks ne segna uno e Pesaro prende il rimbalzo offensivo. E' Flamini, zero punti, a prendersi l’ultimo tiro, che però esce. Il match lascia anche strascichi polemici: "Sono stati usati due metri diversi", per il tecnico Andrea Dalmonte, che aggiunge però di non essere "così schifoso e vigliacco da dire che la partita è stata decisa dagli arbitri". TABELLINO CANADIAN SOLAR: Collins 13, Koponen 10, Moss 15, Hurd 4, Maggioli 10, Fajardo 9, Sanikidze 6, Moraschini, Prato 5, Vukcevic 10, Righetti ne, Fontecchio ne. All. Lardo. SCAVOLINI SPAR: Green 13, Cvetkovic 23, Hicks 2, Sakota 13, Williams 18, Tomassini 3, Flamini, Shaw, Cinciarini 8, Ciribeni ne, Gjinaj ne, Amici ne. All. Dalmonte. Arbitri: Taurino, Duranti e Crescenti. Note - Tiri liberi: Canadian Solar 28/40, Scavolini 17/25. Tiri da tre: Canadian Solar 4/16, Scavolini 9/27. Rimbalzi: Canadian Solar 29, Scavolini 37. Usciti per cinque falli: Green al 39’28’’. Fallo antisportivo di Fajardo al 33’, Cvetkovic al 36’. Spettatori 7.734. by BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 11/01/2010

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INCIDENTI STRADALI: AUTO TAMPONA TIR, BIMBO 4 ANNI MUORE A BOLOGNA  

Bologna City NewsUn bimbo di quattro anni e' morto in ospedale dopo aver riportato gravi ferite per un incidente avvenuto ieri sera lungo l'autostrada A14 in direzione sud, nel tratto che fiancheggia la tangenziale di Bologna. L'auto sulla quale viaggiava il bimbo insieme alla madre e al compagno di lei ha tamponato un mezzo pesante. Nell'impatto il piccolo, che era tenuto in braccio dalla madre sul sedile anteriore, ha subito ferite profonde ed e' stato immediatamente trasportato all'ospedale Maggiore di Bologna dove e' deceduto nella notte. Contusioni leggere per la mamma del bimbo, originaria del teramano, che e' stata dimessa questa mattina; rimasti illesi il compagno della donna ed il conducente del mezzo pesante. by Bruno Medugno
Fonte: agi - Pubblicato il giorno 09/01/2010

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La crisi si abbatte sugli impiegati Per loro mobilità o prepensionamento  

Alla mitica Ducati Motor di Borgo Panigale da settimane si parla di 60 esuberi tra gli impiegati. Alla Datalogic i tecnici e i colletti bianchi inviati in pensione anticipata sono ottanta. Alla Caterpillar di Budrio è in arrivo un taglio di 73 persone, anche in questo caso negli uffici e non nei capannoni. E´ un fenomeno sempre più generalizzato. Alla Maccaferri, alla Minarelli, alla Cesab, alla Gs, gran parte del personale messo in mobilità lavora o lavorava dietro una scrivania. Effetti della crisi economica che dopo essersi abbattuta come uno tsunami sui precari, poi sulle piccole imprese artigiane (seimila i posti cancellati nell´industria), dopo aver messo in cassa integrazione 30mila operai metalmeccanici, ora colpisce pesantemente, come non era mai successo prima, anche gli impiegati: 600-700 nelle ultime settimane, secondo la Fiom, e sarebbe soltanto l´inizio. Un vero e proprio processo di rottamazione dei colletti bianchi. Gente sopra i 50 anni, vicina alla pensione: non solo personale di segreteria, ma anche tecnici ed esperti informatici. Sono loro uno dei principali obiettivi della ristrutturazione cominciata nelle ultime settimane in molte industrie bolognesi. Per contenere i costi e far fronte alla riduzione dei fatturati provocata dalla crisi, i vertici aziendali puntano per la prima volta a dimagrire anche la componente "terziaria" dell´impresa. Fuori i tecnici e i quadri i cui servizi possono essere acquistati anche altrove. Sta accadendo dietro le scrivanie, ciò che vent´anni fa è accaduto nelle linee produttive: interi pezzi di produzione vengono esternalizzati. L´anello debole? Il personale degli uffici vicino alla pensione che può essere lasciato a casa, senza tensioni troppo forti in fabbrica, magari con qualche incentivo (20-30 mila euro di buonuscita, in molti casi) e integrazioni del salario fino alla pensione. Condizioni che possono essere offerte solo a chi ha già 35 anni di lavoro alle spalle per arrivare fino a 40 e non trovarsi con una pensione ridotta ai minimi termini. Un processo inedito che preoccupa i sindacati. Per questo frenano sugli esuberi dichiarati dalle aziende e sono disposti a firmare accordi di ristrutturazione, come è accaduto in queste settimane alla Cesab, alla Minarelli, alla Datalogic, solo se la messa in mobilità avviene su base volontaria. Altrimenti il fenomeno diventerebbe socialmente esplosivo perché per chi esce a 50 o 55 anni le possibilità di trovare un altro lavoro sono oggi vicine allo zero. Un altro effetto indesiderato della crisi economica che intanto continua a falcidiare posti di lavoro. Tra le crisi della Titan, della Giuliani, dell´ex Demm, della Gs, della Reno Press, le 48 industrie in cassa "speciale" che hanno annunciato esuberi, le 400 piccole aziende artigiane in difficoltà, i posti di lavoro a rischio sono, stima la Fiom, 4000. by bruno medugno
Fonte: repubblica - Pubblicato il giorno 08/01/2010

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Il più ricco Sita, la più povera Lazzaroni Le denunce dei redditi degli assessori  

Bologna City NewsSe il consigliere comunale più ricco è Alfredo Cazzola, l'assessore dalla denuncia dei redditi più alta è Luciano Sita, con oltre mezzo milione di euro di reddito. L'ex numero uno di Granarolo, oggi assessore al Patrimonio culturale, ha dichiarato al fisco oltre 510mila euro di reddito, per un'imposta netta di 211mila euro. Battuto, dunque, anche lo stesso Cazzola, che ha dichiarato 450mila euro sull'anno 2008. A nome di Sita, che una volta nominato in municipio ha abbandonato la carica di consigliere di Hera (si era gia' dimesso da presidente Granarolo il 27 maggio 2009), non figurano al momento partecipazioni azionarie o incarichi societari. L'unica proprietà elencata nella dichiarazione compilata per obbligo di legge da consiglieri e amministratori (e diffusa dal sito internet di Palazzo D'Accursio) è quella di un appartamento a Castelmaggiore. Sita batte anche Nicoletta Mantovani, che lo scorso anno ha dichiarato un reddito di quasi 380mila euro (per un'imposta netta di 156mila). Mantovani è intestataria di numerose proprietà immobiliari: sono sedici, quasi tutte a Modena. Tra queste c'è anche un ristorante. La dichiarazione di Mantovani elenca inoltre una serie di partecipazioni societarie, tra cui il 100% nella Pavarotti international srl, di cui è amministratore. Medaglia di bronzo per l'assessore al Bilancio Villiam Rossi, con 178mila euro. Proveniente dall'Agenzia delle Entrate, Rossi vanta un pacchetto di undici partecipazioni societarie. Gli altri assessori della giunta Delbono: Claudio Merighi 50mila euro, Maurizio Degli Esposti quasi 55mila, 65mila Simona Lembi, poco di più Plinio Lenzi (67mila euro). La denuncia dei redditi più magra? Quella di Luisa Lazzaroni, 23mila euro. La supera di poco Milena Naldi, 25mila; Simonetta Saliera arriva a 39mila euro by bruno medugno
Fonte: repubblica - Pubblicato il giorno 08/01/2010

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IN ARRIVO LA NEVE  

Bologna City NewsNon c'è sosta, la neve scenderà ancora in Emilia-Romagna, sia sull'Appennino sia in pianura, da Piacenza a Bologna. Lo fa sapere la Protezione civile regionale che avvisa della nuova allerta maltempo. Dalle prime ore della sera di giovedì nevicate interesseranno i rilievi e le pianure dell' Emilia. Le nevicate si intensificheranno nella notte assumendo intensità moderata in pianura, moderata-forte sui rilievi emiliani, soprattutto quelli piu' occidentali. Si prevede un tipo di neve pesante e bagnata, con accumulo al suolo con valori intorno o superiori ai 30 cm nelle zone montane, fino a 15-20 cm nelle pianure di Parma e Piacenza, le piu' interessate. Sulla Romagna la precipitazione sara' nevosa a quote collinari, ma nel corso della notte lo zero termico e' previsto in deciso rialzo con quota neve intorno ai 1.500 metri nella mattina di venerdi'. Le nevicate in pianura tenderanno ad esaurirsi dal primo pomeriggio di venerdi', quando le precipitazioni tenderanno a diventare deboli e trasformarsi in pioggia anche sulle provincie piu' occidentali. Nelle successiva 48 ore la tendenza sara' all'attenuazione. BY BRUNO MEDUGNO
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 07/01/2010

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Blocchi al traffico: finite le feste, di nuovo tutti a piedi il giovedì  

- Dopo l'Epifania tornano i provvedimenti per la qualità dell'aria. Da giovedì 7 gennaio 2010, a seguito dell’accordo di programma per la qualità dell’aria sottoscritto da Regione, Province e Comuni il 15 ottobre 2009, scatta la seconda fase dei provvedimenti di limitazione alla circolazione dei veicoli. Tale fase, che terminerà mercoledì 31 marzo 2010 , prevede nelle giornate del giovedì, il blocco del traffico nell’area del centro abitato dalle 8,30 alle 18,30. Quindi già da giovedì 7 gennaio, potranno circolare solo i veicoli a benzina Euro 4 ed Euro 5, i veicoli a diesel Euro 4 ed Euro 5, i diesel Euro 3 dotati al momento dell’immatricolazione di filtro, i veicoli diesel con installazione di filtro successivo all’immatricolazione e inquadrabili ai fini dell’inquinamento da massa di particolato almeno Euro 4, ciclomotori e motoveicoli conformi alla direttiva Euro 2. Nelle giornate del lunedì, martedì, mercoledì e venerdì non potranno circolare gli autoveicoli non Euro, gli autoveicoli diesel Euro 1, gli autoveicoli diesel Euro 2 sprovvisti di filtro. Non potranno inoltre circolare le moto a due tempi non Euro. Rispetto al periodo precedente (3 novembre / 5 gennaio) oltre al blocco del giovedì, il divieto di circolazione è esteso ai veicoli omologati Euro 2 funzionanti a gasolio sprovvisti di filtro antiparticolato. Restano valide le deroghe per i veicoli a gpl, metano, elettrici, car-sharing, autoveicoli omologati a quattro o più posti che eseguono car-pooling con tre persone a bordo ovvero autoveicoli omologati a due/tre posti con due persone a bordo. Ricordiamo che si potranno percorrere le principali direttrici in entrata/uscita dalla tangenziale ai parcheggi scambiatori P+BUS, per l’accompagnamento scolastico resta valido il tetto massimo di n. 3 autorizzazioni per singolo alunno. "Si tratta – spiega l’assessore al Traffico Simonetta Saliera – di proseguire su un percorso ormai condiviso che ha come unico obiettivo quello di migliorare la qualità della vita in città. Si tratta di obiettivi che hanno il grande sostegno dei bolognesi" by BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 07/01/2010

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Inflazione in picchiata nel 2009 E in dicembre prezzi immobili  

L'inflazione è ferma. Mentre, a livello nazionale, arriva la notizia che l'indice dei prezzi al consumo nel 2009 ha segnato la variazione più bassa degli ultimi 50 anni (+0.8 per cento), a Bologna il crollo è ancora più deciso: nel 2009 si è fermata a un +0.4, chiudendo l'anno con un livello di gran lunga più basso rispetto all'anno scorso (+2.8). E in dicembre, se in Italia l'Istat ha registrato un +0.2 per cento nell'indice dei prezzi, +1 su base tendenziale, sotto le Due Torri l'ultimo mese dell'anno i prezzi sono rimasti addirittura immobili. I DATI - Lo rileva il settore Statistica del Comune, precisando che i dati sono provvisori: l’indice dei prezzi al consumo in dicembre ha fatto registrare una variazione mensile nulla e un tasso tendenziale anch’esso nullo. In novembre la variazione mensile era risultata del -0,4% ed il tasso tendenziale del +0,1%. I SETTORI - Di seguito, l'inflazione settore per settore. Prodotti alimentari e bevande analcoliche: -0,1%, e anche il tasso tendenziale scende, per la prima volta, su un valore negativo (-0,1%). Bevande alcoliche e tabacchi: è il capitolo con la variazione mensile più elevata (+1,7%) dovuta soprattutto all’aumento della voce tabacchi. Il tasso annuo sale dal +2,9% di novembre al +4,4% di dicembre, diventando il più alto dell’intero indice. Abbigliamento e calzature: nulla la variazione mensile del capitolo e stabile al +1,4% il tasso tendenziale. Abitazione, acqua, elettricità e combustibili: il leggero calo del gasolio da riscaldamento non ha influenzato il tasso mensile che risulta nullo. La variazione annua, pur rimanendo la più bassa dell’intero indice, sale leggermente portandosi al -6,1%. Mobili, articoli e servizi per la casa: +0,1% la variazione mensile e +0,5% quella tendenziale. Servizi sanitari e spese per la salute: nulla; +0,3% il tendenziale. Trasporti: il capitolo registra un forte aumento dei trasporti aerei e ferroviari solo in parte compensato dai cali della benzina e del gasolio per auto, nonchè delle autovetture. La variazione mensile risulta pari al +0,5% e il tasso annuo sale, passando dal -0,5% di novembre al +1,3% di dicembre. Comunicazioni: il calo delle apparecchiature e materiale telefonico e dei servizi di telefonia fa registrare al capitolo una variazione mensile del -0,3% e una annua di valore nullo. Ricreazione, spettacoli e cultura: +1,2%, tendenziale +2%. Istruzione: nulla la variazione mensile e stabile al +1,7% il tasso annuo. Servizi ricettivi e di ristorazione: registra la variazione mensile più bassa a seguito dei cali che hanno interessato gli alberghi, solo in parte compensati dagli aumenti dei servizi di ristorazione e degli altri servizi di alloggio. Complessivamente il capitolo registra una variazione mensile del -2,2%, mentre il tasso tendenziale scende dal +0,9% di novembre al -3% di dicembre. Altri beni e servizi: +0,7%, tendenziale +3,8%. BILANCIO 2009 - Il 2009, invece, chiude a Bologna con un indice dei prezzi al consumo che si ferma al +0,4%. Rispetto al 2008, segnala l’Osservatorio dei prezzi del Comune di Bologna, risultano stabili in città i prezzi di hotel e ristoranti, mentre diminuisce l’inflazione per le comunicazioni (-0,8%), bollette e combustibili (-1,1%) e trasporti (-2,6%). Sono invece le bevande alcoliche e i tabacchi a far registrare l’aumento più significativo (+3,9%), seguiti dal capitolo che riunisce «altri beni e servizi» (di cui fanno parte anche le spese per oreficeria, igiene personale e assicurazioni di mezzi di trasporto), che fa registrare una crescita annuale del 2,8%. Segno più anche davanti al capitolo istruzione (in aumento dell’1,9%), ai prodotti alimentari e di abbigliamento (+1,5%). Rincari, ma meno significativi, per mobili e articoli per la casa, cultura e spettacoli, spese per la salute e servizi sanitari. E se l’inflazione nel 2009 è nettamente in calo rispetto al 2008 (la più bassa degli ultimi 50 anni a livello nazionale), rispetto al mese scorso i prezzi in dicembre a Bologna non sono cambiati: la variazione mensile dei prezzi risulta infatti nulla by bruno medugno
Fonte: corriere di bo - Pubblicato il giorno 05/01/2010

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Uno Bianca, Fabio Savi trasferito La rabbia dei parenti delle vittime  

Bologna City NewsI genitori dei ragazzi in divisa ammazzati a vent´anni, i parenti di chi porta ancora sul corpo i segni del piombo degli "assassini in divisa", l´hanno saputo ieri mattina mentre la neve cadeva sul cippo dei carabinieri uccisi al Pilastro, nel diciannovesimo anniversario della strage. Fabio Savi, il "lungo" della Banda della Uno bianca, ha ottenuto ciò che voleva e che a più riprese aveva chiesto al dipartimento dell´amministrazione carceraria: ha lasciato il carcere di Voghera ed è stato trasferito in quello di Spoleto, più vicino alla donna che ha sposato anni fa e che vive a Firenze. Per l´associazione dei familiari delle vittime della Uno bianca, che la notizia l´hanno appresa dai giornalisti ieri mattina, una mazzata. «Non solo il ministro Alfano, al quale avevamo chiesto un incontro, non ci ha mai risposto - attacca la presidente Rosanna Zecchi - Adesso veniamo anche a sapere che lo Stato ha accordato questo "privilegio" a un assassino che non si è mai pentito. Lo so, non è un permesso-premio e nemmeno un´attenuazione della detenzione. Ma è una cosa che fa male. Noi non siamo stati nemmeno interpellati. Vi pare possibile? Il nostro parere non conta nulla? Non è forse un "privilegio", quello che gli hanno accordato? Riunirò subito il direttivo per chiedere ancora una volta un incontro al Guardasigilli: devono dirci perché è stato concesso il trasferimento a Fabio Savi. Questa volta il ministro ci deve rispondere». Un silenzio che pesa, quello del ministero, e che colpisce anche il sindaco Delbono. «E´ meglio che rispondano - dice - l´Amministrazione la pensa esattamente come i familiari delle vittime. A Bologna, il solo sentir pronunciare il nome dei Savi mette ribrezzo a tutta la città». Il silenzio di Alfano, il trasferimento del "lungo" della banda della Uno in un carcere più vicino al luogo dove vive sua moglie, la scarcerazione di Pietro Gugliotta, tornato in libertà nel luglio dell´anno passato dopo aver scontato 14 anni in galera, toccano i nervi scoperti dei familiari. L´associazione chiede chiarimenti. E Anna Maria Stefanini, la mamma di Otello, uno dei tre carabinieri uccisi la sera del 4 gennaio ´91 in via Casini, non si dà pace. «Non ci credo. Non può essere vero. Ma di quali diritti parliamo? Questo signore ha ammazzato 24 persone, ne ha ferite più di cento, e non ha avuto pietà per nessuno. Però parla come una persona "normale": quando chiedeva di essere trasferito, diceva che non era giusto tenerlo in un carcere assieme a dei mafiosi. E lui che cos´è? Sono amareggiata, distrutta. Non so nemmeno come dirlo a mio figlio Alessandro, che aveva 20 anni quando suo fratello fu ucciso. Il dolore è troppo grande. L´impressione è che in questo Paese la legge protegga più i criminali, delle vittime. La certezza della pena vale solo per noi che abbiamo perso i nostri figli». by bruno medugno
Fonte: repubblica - Pubblicato il giorno 05/01/2010

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Torna la neve, nuova allerta meteo Il Comune: «Pronti i mezzi per pulire»  

Bologna City News Ancora allerta meteo in regione. Secondo le previsioni, potrebbe nevicare fino a domani. E sull'onda dei problemi già causati dal maltempo prima di Natale, il Comune corre (in anticipo) ai ripari, suggerendo ai bolognesi di limitare al minimo l'uso dell'auto e pre allertando gli spazzaneve. NEVE - La Protezione civile ha diramato una nuova allerta meteo, per neve, per l'Emilia Romagna: la colpa è delle correnti occidentali in arrivo dall'Altantico, che, insieme alla presenza di aria fredda al suolo, favoriscono le precipitazioni nevose. E la neve, secondo le previsioni, potrà raggiungere i 40 centimentri sulla dorsale appenninica, ma scenderà (come già sta succedendo da questa mattina in città) anche in pianura. PREVISIONI - Secondo l'Arpa, la neve potrebbe continuare a scendere a Bologna per tutto il giorno, con temperature tra i -2 e i 2 gradi (per lo più stazionarie), e potrebbe tornare anche domani, quando le temperature dovrebbero aggirarsi tra i -1 e 2 gradi. Le precipiazioni, comunque, dovrebbero essere lievi. IL COMUNE - Ed ecco allora i suggerimenti del Comune: ridurre al minimo indispensabile l’uso dei mezzi privati, controllare radiatori, contatori e caloriferi per evitare che il ghiaccio frutto di ondate di freddo provochi danni, spargere il sale sui marciapiedi e nelle altre aree di propria pertinenza in caso di ghiacchiate. È un primo decalogo di azioni suggerite ai cittadini diffuso oggi dall’amministrazione comunale. Palazzo D’Accursio suggerisce anche - sulla scorta della forte nevicata del 19 dicembre e dell’emergenza gestita in ritard o- di non parcheggiare per strada in modalità che ostacolino il lavoro dei mezzi antineve, non parcheggiare sotto gli alberi, pulire i marciapiedi di fronte alla propria abitazione. «Come di consueto - assicura l’amministrazione - sono già pronti i mezzi spazzaneve e spargisale di Hera e tutte le altre attività atte alla rimozione delle neve. Motori accesi anche per il piano freddo, con le strutture attive ormai da settimane e anche un locale pubblico in cui le persone senza fissa dimora possano trovare riparo anche durante il giorno e non solo di notte». by bruno medugno
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 04/01/2010

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Saldi, partenza col botto tutti in coda per lo sconto  

Bologna City NewsUna partenza eccellente, migliore dello scorso anno, bagnata nel tardo pomeriggio dalla pioggia. Il commercio bolognese brinda alla prima giornata di saldi, un «gran sabato» che ha fatto registrare il boom di vendite. Da via Indipendenza al Quadrilatero, passando per le mete dello shopping del lusso come la Galleria Cavour e via Farini, i negozi sono stati presi d´assalto fin dalle prime ore del giorno. Tutti a caccia dell´affare, del cappotto o delle scarpe adocchiati durante le compere natalizie, ancora in vetrina ma con un sconto del 30 o del 50%, nel migliore dei casi. Soddisfatte le associazioni di categoria cittadine, che confermano che il trend è «decisamente migliore» rispetto alle scorse vendite di fine stagione. Oggi si prevede un´altra giornata di super acquisti, con la maggior parte dei negozi aperti: la speranza dei commercianti è che si continui così almeno fino a fine mese, per dare una prima iniezione di fiducia al 2010. «Per essere il primo giorno, è andata molto bene - raccontano da Piquadro, in via D´Azeglio - per ora facciamo sconti del 30% e, anche se altri fanno già metà prezzo, abbiamo venduto molto più dell´anno scorso». Pochi metri di distanza, stessi sorrisi. «C´è stato tanto movimento, anche troppo - scherzano da Giusti, in via Castiglione - per ora stiamo andando benissimo, speriamo di proseguire su questa via». Nei punti vendita delle grandi marche come H&M, Zara o Benetton si è dovuta fare parecchia fila alle casse prima di poter pagare e ributtarsi nella mischia, in una via Indipendenza così gremita che la gente, soprattutto nel pomeriggio, evitava l´imbottigliamento sotto i portici sparpagliandosi in strada con buste e pacchettini. Per avere i primi dati sulle vendite e fare un bilancio si dovrà aspettare ancora qualche settimana, ma intanto la certezza che l´esordio sia dei migliori c´è già. «E´ stata una grande giornata - commenta Enrico Postacchini, presidente Ascom - lo scorso anno la partenza era capitata sì di sabato, ma era il 4 gennaio: questi due giorni di anticipo hanno aiutato la partenza, che è stata particolarmente positiva». Anche Confesercenti si dice soddisfatta delle vendite di ieri, sottolineando la diretta continuità con quelle di Natale, appena concluse. Secondo il presidente Sergio Ferrari, infatti, a dare una mano a questo primo sabato di sconti sono stati «il tempo, tutto sommato buono per quasi tutta la giornata e il fatto che le scuole siano ancora chiuse: negli anni passati molti negozi non vendevano nulla per tutta la prima settimana di gennaio». Infine, il grande evento di fine anno, che per l´associazione di Ferrari ha fatto da traino al boom di presenze. Tra concertone e gemellaggio con Firenze, i turisti in giro per il centro storico che hanno approfittato dei saldi sono stati tanti, anche stranieri. «Bologna deve tornare sulla bocca di tutti - conclude il numero uno di Confesercenti - il Capodanno è stato un buon modo di cominciare, ora ci aspettiamo che si continui su questa strada». Una partenza eccellente, migliore dello scorso anno, bagnata nel tardo pomeriggio dalla pioggia. Il commercio bolognese brinda alla prima giornata di saldi, un «gran sabato» che ha fatto registrare il boom di vendite. Da via Indipendenza al Quadrilatero, passando per le mete dello shopping del lusso come la Galleria Cavour e via Farini, i negozi sono stati presi d´assalto fin dalle prime ore del giorno. Tutti a caccia dell´affare, del cappotto o delle scarpe adocchiati durante le compere natalizie, ancora in vetrina ma con un sconto del 30 o del 50%, nel migliore dei casi. Soddisfatte le associazioni di categoria cittadine, che confermano che il trend è «decisamente migliore» rispetto alle scorse vendite di fine stagione. Oggi si prevede un´altra giornata di super acquisti, con la maggior parte dei negozi aperti: la speranza dei commercianti è che si continui così almeno fino a fine mese, per dare una prima iniezione di fiducia al 2010. «Per essere il primo giorno, è andata molto bene - raccontano da Piquadro, in via D´Azeglio - per ora facciamo sconti del 30% e, anche se altri fanno già metà prezzo, abbiamo venduto molto più dell´anno scorso». Pochi metri di distanza, stessi sorrisi. «C´è stato tanto movimento, anche troppo - scherzano da Giusti, in via Castiglione - per ora stiamo andando benissimo, speriamo di proseguire su questa via». Nei punti vendita delle grandi marche come H&M, Zara o Benetton si è dovuta fare parecchia fila alle casse prima di poter pagare e ributtarsi nella mischia, in una via Indipendenza così gremita che la gente, soprattutto nel pomeriggio, evitava l´imbottigliamento sotto i portici sparpagliandosi in strada con buste e pacchettini. by BRUNO MEDUGNO
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 04/01/2010

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Menarini si scrolla di dosso Sabatini  

Stufo delle ormai quotidiane punture di Claudio Sabatini sulla sua pessima guida del Bologna, Renzo Menarini s'è svuotato le scarpe di tutti i sassolini l'ultimo dell'anno, rimpallando il patron bianconero sul sito ufficiale rossoblù. «Non sapevo - ha ironizzato - che per gestire il Bologna servisse fare un corso accelerato da Sabatini. In ogni caso lo tranquillizzo: la situazione finanziaria del Bologna è sotto controllo. La mia famiglia ha sempre fatto fronte alle esigenze economiche del club e continuerà a farlo. Per la scelta di mia figlia Francesca come presidente, fu fatta al momento dell'acquisizione dell´intero pacchetto azionario e non c´è mai stato un giorno in cui me ne sia pentito. Se poi lui ha in mente strategie più convincenti, c´è un modo solo per metterle in pratica, come prospettato nei due recenti incontri: farsi avanti con capitali adeguati e non coi proclami sui giornali». Fora i baiuc, si dice qui, e all'indomani, cioè ieri, rimbeccando, Sabatini ha fatto un passo indietro e due avanti: più bastone che carota, insomma, pur partendo con la prima. «Sulla presidenza di Francesca, riflettevo a voce alta: roba generale, non personale. E ripeto: io, un mio caro alla presidenza non l'avrei messo. Al massimo una suocera». E l'accusa di far solo "proclami", invece, più indigesta. «Ecco come andò. Il 13 agosto incontrai Menarini. Mi chiese 30 milioni per la società, e la Cogei sarebbe rimasta, in minoranza, per gestire l´intera operazione del nuovo stadio e del centro commerciale adiacente: un affare da 300 milioni. Tornai al mare». Tanto per tenersi in forma, Sabatini s'è pure scambiato colpi con Roberto Mascellani, presidente di Ferrara. Che giovedì aveva dichiarato: «Non solo noi, anche la Virtus ha chiesto alla Lega la restituzione della tassa d'ingresso da 350 mila euro il 20 maggio scorso». Tradotto: se i soldi tornano a casa, Sabatini mica ritira la mano. Secca la replica. «Ferrara e le altre hanno fatto un grosso sgarbo, minando il futuro della Lega. A Mascellani faccio i migliori auguri per il 2010. Però, prima di parlare, levi la sua Carife dal penultimo posto. Io, con la Virtus terzultima, nel 2008 stetti zitto da febbraio a metà luglio...».
Fonte: repubblica di bologna - Pubblicato il giorno 02/01/2010

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Brindisi col sindaco e Dalla, ventimila in piazza Maggiore  

- Oltre ventimila persone hanno atteso in piazza Maggiore a Bologna l’arrivo dell’Anno nuovo con la musica di Lucio Dalla. E questo, nonostante la pioggia. Successo, dunque, per l’inconsueto concerto-ponte tra Bologna e Firenze che ha visto alcuni artisti del calibro di Lucio Dalla e dei Negrita darsi il cambio tra Firenze e il capoluogo emiliano grazie al collegamento in 37 minuti con il treno Frecciarossa. Il treno dell’alta velocità ha trasportato gli stessi artisti da Bologna a Firenze e viceversa nello spazio di 37 minuti. Ha cominciato Dalla esibendosi in piazza Stazione a Firenze, mentre i Negrita ‘aprivanò a Bologna per poi darsi il cambio con gli Stadio prima di partire per Firenze. Percorso inverso per il cantante bolognese, che ha chiuso il concerto in Piazza Maggiore. Sul palco di piazza Maggiore anche i Filarmonici del Teatro Comunale, gli Stadio e i Sensi di colpa. Poco prima di mezzanotte il sindaco Flavio Delbono e’ salito sul palco durante l’esibizione di Lucio Dalla e ha brindato allo scoccare del nuovo anno. "Un augurio per un 2010 di gioia e serenita’ - ha detto Delbono al microfono -. Sono molto contento di essere qui con voi, i bolognesi sono sempre i numeri uno’’. Delbono ha poi raggiunto piazza Santo Stefano dove era stato organizzato uno spettacolo per bambini e dove e’ stato bruciato il tradizionale ‘vecchione’. Ma la festa, sempre a base di musica e spettacolo, si e’ svolta anche in altre quattro piazze e sulla scalinata del Pincio. Tutte novita’ che, nonostante il tempo inclemente, hanno avuto buon successo e, secondo i primi riscontri, non sono state turbate da incidenti gravi. ‘’Sono contento - ha commentato il sindaco - e’ una sfida che abbiamo vinto bene. Ha vinto la citta’’’. CAPODANNO TRANQUILLo ‘’E’ stato un Capodanno tranquillo. Il nostro bilancio e’ positivo’’. E’ il commento del questore di Bologna, Luigi Merolla, sulla situazione dell’ordine pubblico in citta’ durante e dopo i festeggiamenti dei bolognesi per l’ultimo dell’anno. Per la Polizia, infatti, non si sono verificati particolari incidenti, a parte una lite, in cui uno straniero e’ stato ferito con un coltello al volto in modo lieve. L’uomo e’ stato medicato nella tenda del 118 in piazza Re Enzo e poi portato all’ospedale Maggiore. In piazza Maggiore e dintorni, dove al momento del brindisi c’erano circa ventimila persone, dagli agenti in servizio sono stati identificati dieci stranieri. Di questi, quattro marocchini sono stati accompagnati in questura e sono stati fatti accertamenti per applicare loro un provvedimento di espulsione. Tra Bologna e provincia, poi, i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme in una decina di cassonetti dell’immondizia e due serrande, che avevano preso fuoco a causa di petardi. Segnalate anche due fughe di gas, in strada e senza conseguenze: una a Sasso Marconi, l’altra alla periferia della citta’, in via Alfieri. Verso l’1.30 Bologna Soccorso aveva portato 22 persone da piazza Maggiore agli ospedali, tutte per traumi lievi (soprattutto piccole ustioni da petardi o contusioni per cadute). Due gia’ prima delle 22.30 ma soltanto per eccesso di cibo o alcolici. Altre 40 persone sono state visitate nella tenda allestita nei pressi del palco. Centocinquanta tra poliziotti e carabinieri hanno vigilato sul centro della citta’ e anche il Comune ha mobilitato in forze il personale. Forse anche la pioggia ha contribuito ad evitare incidenti gravi, almeno nella prima parte della notte, perche’ la piazza si e’ in gran parte svuotata poco dopo la fine www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 02/01/2010

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La Tarsu non aumenta per il 50% delle famiglie  

Bologna City NewsCirca la metà delle famiglie bolognesi non pagheranno l’aumento dell’1,8 per cento della tassa sui rifiuti previsto per il 2010. Sindacati e Comune sono arrivati ieri a un accordo che salva 50-60mila nuclei familiari con un reddito procapite sotto i 14mila euro e prolunga le misure anticrisi. L’esenzione verrà applicata in modo automatico dal Comune sulla base delle dichiarazioni dei redditi 2007 «senza far impazzire le famiglie», sottolinea l’assessore al bilancio Villiam Rossi, perché viene accantonato il sistema della certificazione Isee che avrebbe causato costi aggiuntivi e disagi per ottenere i documenti necessari a non pagare i 30 centesimi medi in più al mese richiesti per la Tarsu. Ma nell’accordo è contenuta anche la proroga per tutto il 2010 delle misure anticrisi: sostegno agli affitti, sostegno alla regolarizzazione delle badanti ed esenzione dalle rette scolastiche per l’anno 2010-2011. Previsto anche l’avvio del progetto “Badando” siglato nell’aprile scorso e partito solo in parte che prevede formazione delle badanti e gestione del rapporto di lavoro da parte di associazioni accreditate, mentre resta da sciogliere il nodo dei tagli al personale. «È un accordo importante - spiega Mauro Alboresi della Cgil - perché accoglie la nostra richiesta di esentare le famiglie più deboli dall’aumento e rende strutturali gli interventi per combattere la crisi». Soddisfatto anche Alessandro Alberani della Cisl, che sottolinea «l’esito positivo del primo incontro con la giunta» e l’unitarietà dell’accordo raggiunta dopo «tanti litigi tra sindacati». by bruno medugno
Fonte: repubblica di bologna - Pubblicato il giorno 28/12/2009

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Castel Maggiore, ubriaca si getta nel canale Navile Salvata con il fidanzato  

- Una bolognese di 35 anni con problemi psichici e ubriaca, ieri sera, poco dopo la mezzanotte, si è gettata nel canale Navile a Castel Maggiore, frazione alle porte di Bologna dove risiede. Il gesto, però, non è passato inosservato e alcune persone hanno chiamato i carabinieri. Gli uomini dell'Arma, insieme a chi aveva dato l’allarme, sono riusciti a gettare una corda alla donna e a trascinarla a riva. Prima che il salvataggio fosse completato, però, è giunto sul posto il fidanzato 36enne della donna. L'uomo si è svestito e si è lanciato in acqua per portare soccorso alla compagna, ma si è trovato in difficoltà anche perché morso da un ratto che stanno nel canale. I militari hanno quindi tratto in salvo anche lui. La coppia soccorsa è stata poi trasportata all’ospedale Maggiore. L’uomo, che aveva un principio di ipotermia, è stato anche vaccinato per il morso del ratto.
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 28/12/2009

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Dico all'emiliana, la Regione approva La Curia: "Non c'è nulla da aggiungere"  

Bologna City NewsLa Regione dà il via libera ai "Dico all´emiliana", le associazioni per i diritti degli omosessuali festeggiano e il presidente Vasco Errani difende la finanziaria che «estende i diritti per l´accesso al welfare». Una manovra varata tra le perplessità della Curia ma il presidente della Regione valuta di «aver dato conto del sostegno alla famiglia con il provvedimento sull´Isee che ha tra gli indicatori il numero dei figli». Intanto da via Altabella fanno sapere che «quello che c´era da dire è stato detto e se nulla è cambiato allora non cambia nemmeno la posizione di Caffarra», che aveva definito potenzialmente «devastanti» gli esiti del provvedimento. La manovra che contiene l´ormai celebre articolo 48, definito dal governatore «norma antidiscriminatoria», è stata votata ieri dall´Assemblea legislativa di viale Aldo Moro con un micro-emendamento per sostituire la parola «persone» alla parola «individui» ma senza l´appoggio dei cattolici del Pd Mauro Bosi e Damiano Zoffoli. Il primo l´ha definito «un comma ideologico che porta ad una visione individualistica della società». Ieri sera Errani durante il brindisi per gli auguri di Natale è tornato a difendere la manovra. «La Regione non legifera sulla famiglia, si tratta di una competenza dello Stato - ha precisato - la nostra è una norma che non fa discriminazione sull´accesso ai servizi». Le richieste del Cardinale Carlo Caffarra sono quindi rimaste inascoltate? «Mi sono confrontato e poi mi sono comportato con linearità e serietà - ha risposto Errani - ho riconosciuto la piena legittimità di sua eminenza il Cardinale nell´esprimere sulla piazza democratica le sue opinioni e poi ho dimostrato, anche con il provvedimento sull´indicatore Isee, il pieno sostegno alle famiglie». Le associazioni per i diritti Lgbt, di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, festeggiano per l´approvazione di una norma che «supera la discriminazione delle coppie omosessuali nell´erogazione dei servizi». Anche per Franco Grillini, ex presidente Arcigay, si tratta di «un importante passo avanti nell´affermazione dei diritti» mentre l´attuale presidente Arcigay, Aurelio Mancuso, invita il Parlamento a «cogliere questo messaggio di dignità e laicità». Il nuovo anno per Errani significherà anche una nuova campagna elettorale per il terzo mandato da presidente, una «gara sul merito delle proposte», fatta incontrando tutti i candidati ma «senza conferenze stampa congiunte». Ma anche nell´atmosfera degli auguri di Natale c´è chi merita il carbone e per Errani si tratta delle Ferrovie. «I pendolari che vivono una condizione di disagio hanno ragione - ha scandito il governatore - la risposta di Trenitalia è per noi insoddisfacente e inadeguata, per cui inaccettabile. L´alta velocità non deve rappresentare la messa a regime di una doppia velocità, per cui i servizi maggiori sono per chi va in Frecciarossa e i servizi dequalificati per i pendolari». Anche in questi giorni di allarme maltempo «il problema ha riguardato soprattutto i servizi ferroviari». www.bolognacity.it
Fonte: repubblica bologna - Pubblicato il giorno 23/12/2009

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Baraldi a colloquio con Sacchi per un futuro rossoblù  

- IL 2 DI DICEMBRE Luca Baraldi è entrato nel Bologna. In conferenza stampa ha raccontato della sua amicizia e della sua stima per Arrigo Sacchi. Pochi giorni più tardi il nuovo dg era già a Fusignano a parlare con l’allenatore che, per due volte, lo aveva raggiunto a Parma, prima agli ordini di Tanzi poi del «commissario» Bondi. L’idea di Baraldi è quella di portare Sacchi a Bologna per affidargli il coordinamento tecnico di tutte le squadre, dalla prima a quelle del settore giovanile, perchè su tutte regni un solo disegno, perchè i metodi di lavoro siano omogenei, perché la valutazione che i dirigenti danno al lavoro dei tecnici sia uniforme e prescinda dai personali punti di vista. In quei giorni, interpellato dal nostro giornale, Sacchi disse che per il momento non esiste alcuna possibilità di vederlo a Bologna ma che, in futuro, mai dire mai. Sacchi, va ribadito, non sarebbe un’alternativa a Colomba. L’ultima sua panchina risale al 2001, quando allenò il Parma per qualche giornata, prima di dire definitivamente basta alle partite vissute sul campo. Troppo stress, spiegò l’ex Ct che aveva portato l’Italia alla finale di Pasadena contro il Brasile nel mondiale Usa del 1994. Perché Baraldi e Sacchi passino dalle parole ai fatti, si dovrebbero verificare alcune cose: la salvezza del Bologna, il risanamento di un bilancio che oggi non permette alcuna spesa extra budget e quella pace sociale all’interno della stessa società, che il Bologna si è faticosamento rimesso a inseguire nelle ultime ore. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 23/12/2009

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Elezioni regionali, Mazzuca attacca:  

- “L’Errani due, l’Errani tre... Sembra una dinastia faraonica”. Naufragata sul nascere l’iniziativa comune all’insegna del fair-play (“non voglio sicuramente andare a rimorchio di Errani”, chiarisce), il candidato del Pdl Giancarlo Mazzuca tira fuori gli artigli. In diretta questa mattina su Radio Tau, l’ex direttore del 'Resto del Carlino' sfodera il sarcasmo sulla terza candidatura e il quarto eventuale incarico ai vertici di viale Aldo Moro dell’attuale governatore (notando anche che perfino Errani è stato “a lungo indeciso se ricandidarsi: anche lui sente il bisogno di stimoli nuovi”). “Tra poco avremo un Vasco 14° - ironizza Mazzuca- ormai siamo ad una difesa della posizioni passate, un conservatorismo all’eccesso”. Ma in Regione, “vecchie incrostazioni e vecchi circoli di potere vanno cambiati”. Una questione che per Mazzuca va al di la degli schieramenti (“alternanza era importante anche in Lombardia”, risponde ad un ascoltatore) e riguarda la “rinfrescata” che dopo qualche tempo va data nelle istituzioni. “L’Emilia-Romagna - dice il candidato del centrodestra - è una bella addormentata” che va avanti “per inerzia” e “dopo sessant’anni di monarchia rossa e un ventennio rosso di Errani, è importante cambiare perché è necessaria l’alternanza”. Quindi “serve il cambiamento”. Il dominio della sinistra, concede Mazzuca, “ha funzionato bene nei primi anni di gestione, ma poi si è arroccato in posizioni di potere”. Ora, “Più che una Regione rossa, mi sembra sempre più una regione grigia che vive sulle rendite del passato”. E se gli elettori hanno finora continuato a votare per la stessa parte, questa è “un’abitudine che va cambiata”. Certo, “non nascondo che è difficilissimo espugnare questa Regione, ma io le cose impossibili le ho sempre affrontate”. Perché le probabilità di Mazzuca aumentino, serve il ritiro di Gianluca Galletti, candidato presidente per l’Udc. Infatti il berlusconiano torna a chiederlo. “Mi auguro che Udc e Galletti capiscano che è importante andare uniti”. Una scelta che il partito di Casini ha fatto in altre regioni ma non (per il momento) in Emilia-Romagna. “Questo mi sorprende perché nessuno come il sottoscritto è un uomo di centro”. Mazzuca punta comunque al bersaglio grosso e incalza Errani sull’accesso ai servizi alle coppie di fatto (“Questi dico all’emiliana sgretolano la base della società’ civile italiana”) e punge anche sull’urbanisitica. La sede Unipol in via Stalingrado, a Bologna, proprio a due passi dalla sede regionale, viene definita “una visione stalinista”. Per Mazzuca si fanno cose di questo tipo salvo “poi magari si bloccano i piccoli proprietari che vogliono allargare la villetta”. Il candidato sa di partire con un handicap importante. “Magari non ce la farò- replica ad un ascoltatore - ma ce ci riesco ci metterò quell’entusiasmo che questa amministrazione non ha più, o comunque è molto scemato. Errani è un animale politico. Io – rivendica - non sono un politico al 100% e non sono avvezzo alle sottigliezze dei politici che un giorno dicono una cosa e l’altro il contrario. Forse Errani per certe cose ne sa più di me, ma io guardo alle cose concrete, credo che con il mio entusiasmo, il mio pragmatismo e la mia voglia di fase si possano fare cose positive”. E ancora: “Sono un giornalista e Montanelli mi ha insegnato ad andare controcorrente. Lo farò anche alla Regione Emilia-Romagna”. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 23/12/2009

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Moggi, è guerra al 'Carlino': "Se il Bologna va in B è anche colpa vostra"  

Bologna City News - UN CICLONE: augurandoci che, alla fine, non faccia gli stessi danni. Luciano Moggi va alla guerra, attaccando un po’ tutti, com’è suo costume: da Luca Baraldi a Francesca Menarini, a Pier Giovanni Ricci, passando per il Carlino e Stadio Corriere dello Sport: rei, a suo dire, di essersi assunti una responsabilità pesante nell’alzare una diga contro l’avanzare dell’onda moggiana a Casteldebole. L’ex direttore generale della Juve ieri ha sparato ad alzo zero, nel quarto d’ora di diretta telefonica su Nuovarete, ospite della trasmissione ‘Casa Cotti’. Fin dalla partenza Moggi non c’è andato leggero: «Ammetto la mia amicizia con Renzo Menarini: mi sono stati chiesti dei consigli e io glieli ho dati. Consigli importanti, che probabilmente hanno evitato la retrocessione in B del Bologna». Capitolo Maglione: «A Renzo ho detto di mettere (vicino alla squadra, ndr) uno che s’intendesse di calcio, e ho indicato Francesco Maglione: mi sembra che per il campionato decoroso che sta facendo il Bologna i risultati si siano visti». Poi è arrivato Luca Baraldi, che si è insediato annunciando di voler allontanare ogni ombra moggiana. «Baraldi può allontanare poco — ha detto Moggi in tono sprezzante —. Perché due giorni prima di essere presentato a Casteldebole è venuto a casa mia a Torino: meglio che abbia la compiacenza di tacere. Parma, Lazio, Modena: dovunque è stato ha creato problemi. Ricordo quella volta a Parma... c’eravamo io e Giraudo in sede e il commissario Bondi lo fece uscire dalla stanza. E ricordo quando fece la strada fino a Torino per farsi raccomandare da noi dopo che era venuto via da Parma...». CE N’È ANCHE per la presidente Francesca: «Il licenziamento di Maglione è la conseguenza di una faida famigliare: ma come si fa a mandare via uno che aveva legato con la squadra? Io con Renzo conservo l’amicizia, ma con la figlia Francesca molto meno. Consigli per il mercato di gennaio? Non coinvolgetemi più, sennò a Francesca viene il nervoso e chissà cosa combina: lasciate a fare a lei». E ancora: «Lei e Baraldi hanno fatto delle scelte, vediamo se i subentranti faranno meglio di chi c’era prima. Solo i fatti diranno se hanno fatto bene o male: per me hanno fatto molto male. Non prevedo cose belle per il Bologna, se penso che in panchina adesso andrà Ricci: bravissima persona, ma un conto è essere una brava persona e un altro capire di calcio». LA DIAGNOSI di Moggi è impietosa: «Una squadra di calcio è lo specchio della società che ha dietro. Serve unità d’intenti, ma questo nel Bologna non esiste. Nel Bologna c’è la guerra civile: uno contro l’altro». E giusto per non farsi mancare nulla, c’è spazio anche per l’invettiva contro i giornalisti che non gli hanno fatto da scendiletto. «Anche i giornali a Bologna sono divisi — conclude Moggi —. Stefano Biondi del Carlino e Claudio Beneforti di Stadio hanno fatto una guerra contro di me assumendosi una bella responsabilità. A loro andranno tutti gli onori se il Bologna si salverà. Ma se così non fosse, loro sarebbero i responsabili della retrocessione». www.bolognacity.it by BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 21/12/2009

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Gelo, l'offensiva continua Treni e aerei nel caos Comune senza riscaldamento  

I piu’ sfortunati sono i viaggiatori diretti a Milano: il treno (espresso) sarebbe dovuto arrivare alla stazione di Bologna alle 7 di questa mattina, ma il tabellone segna 285 minuti di ritardo. Non se la passa meglio chi e’ diretto ad Ancona: il regionale ha 170 minuti di ritardo, ne’ chi e’ diretto a Roma (l’Eurostar delle 10:47 e’ in ritardo di 50 minuti). Ma nessuna corsa e’ risparmiata dallo scompiglio in cui la neve e il ghiaccio degli ultimi giorni hanno gettato Trenitalia. Il tabellone e’ un bollettino di guerra: Parma 45 minuti di ritardo, Venezia 30’, Napoli (Freccia rossa) 30’, Ferrara 10’, Ancona 15’, Lecce 55’, Crotone 35’. Ma i ritardi vengono aggiornati e crescono progressivamente sotto gli occhi dei viaggiatori. Qualcuno commenta: “E’ imbarazzante, mi viene da piangere. Ci sono solo 15 centimetri di neve, com’e’ possibile una situazione del genere?” SCUOLE CHIUSE La forte nevicata su Bologna e poi l’ondata di gelo ha fatto si’ che questa mattina cinque scuole su 223 non abbiamo potuto accogliere gli alunni per via del blocco delle caldaie. Aule chiuse dunque in conseguenza del gelo. Stessi disagi in molte case private, con conseguente mole di telefonate ai centri di assistenza degli impianti di riscaldamento. Vittima della situazione anche il vicesindaco di Bologna, Claudio Merighi, arrivato negli studi di Radio Citta’ del Capo coi due figli improvvisamente rimasti a spasso. L’inconveniente ha fatto si’ che Merighi abbia sostenuto la prima parte dell’intervista al telefono per poi arrivare negli studi dell’emittente coi bambini. “Siamo persone normali, ci succedono le cose che succedono agli altri che portano i bambini a scuola”, ha semplicemente spiegato Merighi mentre nel sottofondo della diretta si sentivano i figli chiamare “papa’, papa’...”. La situazione ha colto un po’ alla sprovvista. Ma la redazione ha rimediato al volo con una pausa musicale, utile a trovare fogli e colori per i due bambini (quattro e cinque anni) e dare modo al padre di concentrarsi sulle risposte da dare. RISCALDAMENTO Dato l’inasprirsi delle temperature per l’ondata di freddo che ha investito la citta’, il Comune di Bologna ha stabilito una deroga all’orario di accensione degli impianti termici che, fino al 26 dicembre 2009, potranno rimanere accesi, senza superare i 20 gradi centigradi, fino a 20 ore al giorno. TRAFFICO E FREDDO La circolazione su tutta la rete stradale e autostradale dell'Emilia-Romagna e' stata condizionata dall'eccezionale ondata di freddo. In molte localita', non solo in altura, si sono sfiorati i -25 gradi, ma mediamente sulla regione e' calato un freddo oltre i 10 gradi nella notte. I vigili del fuoco sono tempestati di richieste di interventi per neve e ghiaccio, e i loro stessi mezzi risentono delle avverse condizioni climatiche. DISAGI ALL' AEROPORTO Situazione critica per il gelo all’aeroporto di Bologna. Dopo le forti nevicate dei giorni scorsi e l’ulteriore abbassamento delle temperature di questa notte (ragiunti 13 gradi sotto lo zero), si è infatti reso necessario un utilizzo eccezionale del liquido antigelo per il trattamento de-icing degli aeromobili in partenza. Ora le difficoltà sono legate, quindi, all’approvvigionamento di nuove scorte, che unite al protrarsi delle condizioni meteorologiche negative, potrebbero provocare forti disagi ai passeggeri, con ritardi e cancellazioni di voli. Nello specifico, da venerdì ad oggi sono stati utilizzati circa 60 mila litri di liquido antigelo e le scorte potrebbero andare esaurite in giornata, in quanto i rifornimenti faticano ad arrivare in tempi brevi, a causa del maltempo. Situazioni analoghe si stanno registrando in numerosi aeroporti europei ed italiani, con cancellazioni e ritardi su tutta la rete dei collegamenti. Il ‘Marconì garantisce, tuttavia, che farà «tutto il possibile per ridurre al minimo i disagi». AUTOSTRADA A14 Intorno alle ore 7 di questa mattina è avvenuto un incidente sulla A14 Bologna-Taranto, nel tratto compreso tra Bologna Fiera e Bologna S. Lazzaro, in direzione di Ancona. A causa del sinistro, che ha visto il coinvolgimento di 5 mezzi pesanti che si sono tamponati, è stato necessario chiudere il tratto tra l’allacciamento con la A13 e Bologna Fiera per circa un’ora. Sono rimasti feriti tre conducenti, uno in condizioni di media gravita' ricoverato all'ospedale Maggiore di Bologna, due lievi, al Sant'Orsola-Malpighi. Sul luogo dell’incidente, dove il traffico scorre attualmente su una corsia e si registrano 5 km di coda, è intervenuto il personale della Direzione III Tronco di Bologna, i Vigili del Fuoco, le pattuglie della Polizia Stradale e i soccorsi meccanici e sanitari. Per gli utenti in viaggio in direzione di Ancona si consiglia di immettersi sulla A13, uscire successivamente ad Arcoveggio e rientrare in A14 a Bologna S. Lazzaro dopo aver percorso la Tangenziale. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840-04.21.21. by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 21/12/2009

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Mantovani: "nulla da nascondere sul veglione"  

Bologna City NewsUna giornata passata a dare spiegazioni e chiarimenti, prima in consiglio comunale poi al gruppo Pd. Chiamata a rispondere al Question time alle domande del centrodestra sui conti del suo Veglione milionario, Nicoletta Mantovani alla fine esce allo scoperto. Giudica «offensive» le critiche del Pdl sulla trasparenza, ma dopo giorni passati a trincerarsi dietro un ostinato silenzio sulle cifre di San Silvestro fornisce i documenti e il conto finale dell´evento, lievitato a 496mila euro. Non riesce però a dissipare tutti i dubbi sull´operazione Capodanno 2010. Dubbi che convincono il presidente della commissione Bilancio Galeazzo Bignami, Pdl, a convocare d´urgenza Lady Pavarotti. E che cominciano a impensierire anche frange del Pd. L´assessore alla Promozione culturale affronta il primo round in aula a Palazzo d´Accursio. Non si sottrae al confronto, «nonostante qualche linea di febbre». Ad attenderla tre domande di attualità del capogruppo Pdl Lorenzo Tomassini, dell´ex An Michele Facci, e del grillino Giovanni Favia. Tre quesiti per sapere una sola cosa: «Come verranno spesi i 100mila euro impegnati dal Comune sul Veglione e gli oltre 300mila degli sponsor?». Lady Pavarotti risponde puntigliosa. Punto per punto. A tratti ironica. Comincia dai numeri che le ha fornito Bologna Fiere Servizi (Bfs), senza le singole voci dei cachet dei cantanti: gli artisti costeranno 260mila euro, gli allestimenti delle piazze valgono 187mila euro, il bosco di Babbo Natale inaugurato ieri ben 49.600 euro. In totale si parla quindi, ora, di 496.600 euro. Più dei 400mila indicati nella delibera licenziata dalla giunta il primo dicembre, e più dei 470mila annunciati alla conferenza stampa sul Capodanno. «Di questi soldi - spiega la Mantovani - il Comune spende 100mila euro e gli sponsor 396.600. Non possiamo fornire il dettaglio di come saranno spesi i soldi pubblici, perché sono stati dati in gestione a Bologna Fiere Servizi». Perché la gestione esterna? Semplice, perché «se l´amministrazione avesse scelto una gestione diretta non avrebbe potuto creare il progetto, avendo a disposizione solo 100mila euro. Mentre senza i 100mila euro del Comune, che hanno fatto da leva per gli sponsor, i fondi dei privati sarebbero rimasti nelle loro tasche». Ecco perché, punta il dito la Mantovani, «le polemiche pretestuose sulla trasparenza sono offensive: non c´è e non ci può essere niente di segreto sulle spese, le delibere che fissano i criteri della partnership con Bfs sono pubbliche e gli atti dirigenziali pure. Volerle nascondere sarebbe stupido e inutile». Dopo appena un´ora arrivano sui pc dei consiglieri i documenti chiesti da tempo dal leghista Manes Bernardini e da Bignami, Pdl. Si tratta di tre atti. Oltre alla delibera PGN 290069 del primo dicembre in cui ancora si parla di un evento da 400mila euro, compare il "Progetto evento Bosco di Natale e Capodanno" spedito da Bfs al Comune il 2 dicembre, dove l´ammontare delle spese è già salito a 496.600 euro. In più, viene fornito anche un atto dirigenziale che porta la data di ieri mattina in cui viene erogata la spesa di 100mila euro del fondo di riserva del Comune per Bfs e l´esonero per la società dal pagamento della tassa di suolo pubblico. Manca invece "l´Accordo di Collaborazione" con Bfs citato in delibera e necessario a rendere effettiva la gestione dell´evento. «L´accordo è stato firmato da tempo» assicura l´assessore Mantovani, ma l´atto non è stato fornito ai consiglieri. «Perché mai?» si domanda Bignami, che ieri sera ha deciso di convocare la Mantovani in commissione Bilancio con urgenza: «L´assessore ci ha fatto votare il 25 novembre una variazione di Bilancio da 250mila euro per contenere i fondi di Capodanno e 5 giorni dopo ha stanziato 100mila euro per un evento che ha affidato a una società esterna sulla base di un "accordo" inesistente. C´è di che essere preoccupati». Ma non è finita, perché nel pomeriggio la Mantovani ha affrontato il secondo round con i consiglieri Pd riuniti al gruppo. Riunione ristretta con il capogruppo Sergio Lo Giudice e altre sei consiglieri che, a partire dall´ex assessore Giuseppe Paruolo e da Daniele Ara, hanno richiamato l´assessore a una maggiore «trasparenza», nel solco del regolamento delle sponsorizzazioni. Ma la Mantovani non ha ceduto di un millimetro, né ha promesso numeri più dettagliati. Una presa di posizione che non manca di creare tensioni nel Pd, tanto che Lo Giudice chiude il gruppo con un richiamo forte al silenzio: non commettiamo l´errore macroscopico di dividerci ora. www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: repubblica di bologna - Pubblicato il giorno 19/12/2009

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Quasi 100mila immagini pedopornografiche Uomo messo agli arresti domiciliari  

Aveva collezionato 90mila immagini e centinaia di video a contenuto pedopornografico. Un uomo di 58 anni, A.B., di origine di Rovigo ma abitante a Bologna, incensurato, è stato arrestato dal Pm Valter Giovannini e dalla Polizia Postale, che lo ha scoperto in una delle indagini a campione che vengono svolte. La maggior parte delle immagini titrattogono bambini di appena due anni. L'uomo - dipendente del Comune di Castel San Pietro, che vive da solo a Bologna - aveva due computer e sei hard disk con memorie molto potenti, che sono stati sequestrati. Su decisione del Gip Bruno Perla, come aveva chiesto l'avvocato difensore Ermanno Corso, è stato messo agli arresti domiciliari. Gli è stato imposto il divieto di comunicare con l'esterno. All'udienza di convalida ha detto di aver scaricato le foto solo per la qualità tecnica delle stesse e non per il contenuto. Il Pm aveva invece chiesto, oltre alla convalida dell'arresto, la detenzione in carcere vista l'enorme quantita' di materiale e considerato che vengono ritratti in atti sessuali bambini in tenera eta'. Questo per evitare reiterazioni del reato e approfondire se si e' trattato di sola detenzione o se c'e' stata diffusione del materiale, anche non sorretta da fini di lucro. La Procura, comunque, si riserva di capire se attraverso il sistema ci sia stata condivisione delle immagini con altri. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: repubblica di bo - Pubblicato il giorno 18/12/2009

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Stranieri, la famiglia si allarga  

Bologna City NewsStranieri meno soli a Bologna: arriveranno sempre più numerosi figli, coniugi e genitori. Raddoppiano le richieste di ricongiungimento familiare in tutta la provincia. Dalle 1.700 nel 2008, a fine settembre si era già a quota 2.200, e per la fine dell'anno si prevede il giro di boa. Stranieri e straniere richiedono l'arrivo in Italia soprattutto dei figli lasciati in patria, seguono le domande per le mogli, quelle per le madri, quelle per i padri, e, in ultimo, quelle per i mariti. E' l'effetto del progressivo radicamento di chi è riuscito a trovare un lavoro e sceglie di stabilizzarsi qui, un fenomeno che riguarda tutte le comunità a seconda dei tempi di insediamento. L'Osservatorio provinciale delle immigrazioni - che ha fotografato i ricongiungimenti in un'indagine - spiega come ucraini e moldavi, i più freschi di immigrazione, oggi chiedono solo in minima parte di poter portare qui figli e mariti. Nelle comunità marocchine, albanesi e cinesi, radicate da più tempo, i lavoratori dopo essere stati raggiunti negli anni scorsi da coniugi e figli ora allargano la richiesta di ingresso anche ai genitori. L'iter burocratico in questo caso non è semplice. Se per ottenere il ricongiungimento occorre avere il permesso di soggiorno e dimostrare di poter contare su reddito di almeno 8.000 euro per poter mantenere una persona, 10 mila per due persone, 12 mila per tre, per portare qui i figli maggiorenni e i genitori si deve dimostrare che in patria questi non abbiano alcuna forma di sostentamento. Gran parte dei 1.700 nuovi cittadini per i quali era stata presentata domanda nel 2008 si sono già riuniti alla loro famiglia a Bologna e provincia: per gli altri, i tempi di attesa sono lunghi. Occorrono in media undici mesi dalla richiesta al Ministero dell'Interno per arrivare a ottenere il permesso del soggiorno. I tempi cambiano a seconda del paese di provenienza che deve rilasciare il visto: i nigeriani aspettano fino a 21 mesi, i pakistani fino a 18, i cinesi fino a 15. Tempi minori, circa un mese, per Marocco, Tunisia, Filippine, paesi dell'ex Jugoslavia e Camerun. Altro dato interessante della ricerca è questo: il maggior numero di domande di mogli da ricongiungere arriva dalla comunità marocchina e da quella bengalese, mentre i mariti giungono soprattutto da Moldavia, Marocco e Filippine. Per quanto riguarda i genitori, i due Paesi che contano il maggior numero di ricongiungimenti sono Marocco e Albania, i quali concentrano assieme oltre la metà delle richieste. Tra i figli, le provenienze principali sono Moldavia e Pakistan, quindi Marocco. L'Osservatorio conta che solo su Bologna dalla scorsa estate all'inizio del 2010 sbarcheranno oltre 500 minorenni, di cui un quinto al quartiere Navile. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: repubblica di bo - Pubblicato il giorno 17/12/2009

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L'affitto o il mutuo da pagare Le famiglie bolognesi non ce la fanno più  

Bologna City NewsGli statistici non usano a definire «spaventosi» i numeri: a Bologna più della metà delle famiglie paga un affitto o un mutuo tecnicamente insostenibile per il proprio reddito. Chi è in prima linea ad ascoltare le storie di chi bussa per cercare aiuto, confessa di non riuscire a dormire la notte ricordando quanto gli viene raccontato. Dall´analisi avviata dal Comune sull´emergenza casa emerge, insomma, un quadro a tinte nerissime. «Sono dati spaventosi», esordisce Luca Dondi presentando l´indagine Nomisma sul tema: nel dettaglio, oggi il 75% delle famiglie bolognesi in affitto spende più di un terzo del proprio reddito per la pigione, oltre la soglia di sostenibilità. Nella stessa situazione anche il 50% delle famiglie che hanno un mutuo per la casa di proprietà. Complessivamente, una su due ha problemi. Non è solo colpa della crisi economica, che tra cassa integrazione e licenziamenti abbatte i redditi mentre le spese per la casa continuano a rimanere le stesse. Il problema è cronico: negli ultimi 20 anni gli affitti sono aumentati del 75%, a fronte di un +18% medio dei redditi familiari. La recessione ha solo portato i nodi al pettine, lasciando oggi, conta l´istituto di ricerca, 35.000 famiglie residenti che hanno bisogno urgente di un aiuto pubblico, che sia una casa popolare o un contributo per l´affitto. Senza contare chi sfugge alle classificazioni, un mercato nero di almeno 12 mila locazioni. Una delle emergenze principali però sono gli sfratti, aumentati del 30% in un anno. Entro fine mese si arriverà, da gennaio, a quota 3.000, di cui il 90% per morosità. «Ci sono 13.000 famiglie che letteralmente non ce la fanno più - spiega Ivano Trentini del sindacato inquilini Sunia - e questa è solo la prima ondata, perché la crisi continuerà». Il sindacalista ha cominciato il suo intervento nella commissione consiliare convocata ieri con le associazioni di rappresentanza rivelando che, ormai, il problema ha dimensioni tali da togliere il sonno a chi è in prima linea per cercare un sostegno a chi è in difficoltà. «Arrivano da noi storie terribili, chi ci racconta della madre che si è buttata giù dalla finestra per disperazione, o che si è bevuto un´intera bottiglia di trielina per opporsi allo sfratto. Personalmente ho accompagnato l´altro giorno una famiglia sfrattata all´albergo del Pallone: dormiranno lì per una settimana, ma dopo chissà. Il problema - denuncia Trentini - è che questa situazione viene scarsamente percepita dalle istituzioni e dall´opinione pubblica». Quello che riescono a fare gli enti pubblici per risolvere l´emergenza casa appare come una goccia nel mare. «Pur confermando il nostro impegno mentre il Governo taglia tutto, gli strumenti che abbiamo a disposizione sono pochi, le 11.500 abitazioni Erp, i 4,36 milioni che abbiamo destinato al fondo affitto, i 220 mila euro stanziati tra le misure anticrisi straordinarie per sostenere chi ha perso il lavoro - illustra l´assessore comunale alla Casa Milena Naldi - Occorre studiare forme di intervento nuovo, ed è quello che www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: repubblica di bo - Pubblicato il giorno 17/12/2009

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In una telecamera del Comune un fotogramma con i rapinatori  

Bologna City NewsL´occhio elettronico li ha inquadrati una manciata di secondi prima delle 10 del mattino di sabato scorso: si vede un tizio alto, con un "Borsalino" scuro in testa, uscire dal negozio e piegare subito a sinistra, in direzione di via Orefici, seguito dal compare, anche lui con un cappello scuro, ma di foggia meno classica. Sulle spalle di entrambi, due borsoni chiari. Lì dentro, ma nessuno sotto i portici poteva immaginarlo, c´era un tesoro: orologi griffatissimi e gioielli per un milione di euro. Il bottino della rapina alla gioielleria Veronesi. Chiamarlo "film" è eccessivo, ma una telecamera del Comune ha immortalato per qualche istante gli autori del clamoroso assalto all´oreficeria sotto il Pavaglione. I loro visi non sono riconoscibili, ma gli investigatori della Mobile, che finalmente sono riusciti a scaricare le immagini dall´impianto di videosorveglianza dell´Amministrazione, grazie a quei pochi fotogrammi stanno ipotizzando le possibili vie di fuga dei banditi. Seguendo questo labile filo controlleranno tutti gli occhi elettronici fra via Orefici e le strade circostanti, sperando di individuare "scatti" più nitidi. Frammenti di una fuga filmata che verranno incrociati con le memorie dei sistemi "Sirio" e "Rita". Traccia investigativa incerta come le molliche di Pollicino, ma per ora bisogna accontentarsi di questo: i banditi, che certamente avevano fatto un sopralluogo nei giorni precedenti, hanno portato via la "cassetta" del sistema di sorveglianza interno del negozio. Inutile, almeno per ora, l´album fotografico dei "soliti sospetti" mostrato ai commessi che erano in bottega quella mattina. Un breve film della fuga che gli agenti hanno potuto vedere in larghissima "differita", 48 ore dopo la rapina: il sistema di videosorveglianza del Comune non brilla per flessibilità. Per questo il questore Merolla ha esortato Palazzo d´Accursio ad accelerare la sostituzione delle "camere" di vecchia generazione con altre più aggiornate. L´appello ha colto nel segno: ieri l´assessore alla Sicurezza Plinio Lenzi ha incontrato il questore per fare il punto sugli occhi elettronici. «L´incontro era stato fissato una decina di giorni fa», puntualizza Lenzi. E il questore conferma. «Non posso dire di più - dice Merolla - ma è stato un contatto utile». C´è un´idea, qualcosa di più di un´ipotesi di lavoro. «Faremo una mappa di tutte le telecamere presenti in città, quelle pubbliche e private - annuncia l´assessore Lenzi - per individuare con precisione tutte le zone videosorvegliate. Sarà una banca dati con tutti i numeri telefonici di riferimento». Per metterla a punto, però, servirà l´ok dei privati e non sarà il Comune a raccogliere le immagini, che verranno utilizzate solo su richiesta della magistratura. Un occhio alla sicurezza e alla prevenzione, insomma, l´altro alle rigide norme sulla privacy, dopo i nuovi limiti imposti proprio in questi giorni dal Garante. «Ci stiamo lavorando col nostro ufficio legale - conferma Lenzi - Ed è una materia spinosa: ci sono vincoli persino per le telecamere finte». by bruno medugno
Fonte: repubblica - Pubblicato il giorno 16/12/2009

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Disordini a Bologna per il concerto nazirock Restano in carcere due degli arrestati  

Restano in carcere dei dei tre giovani arrestati dopo i disordini di sabato sera a Bologna, durante la manifestazione contro il concerto di un gruppo nazirock. Il Gip di Bologna Bruno Perla, durante l'udienza di convalida, ha deciso che restino in carcere il romeno di 29 anni, abitante a Bologna, e il trentenne modenese. Va agli arresti domiciliari l'altro giovane modenese, 19 anni, che è senza precedenti. Durante l'udienza di convalida un gruppoetto di compagni degli arrestati ha manifestato davanti al carcere della Dozza per esprimere solidarietà ai tre. La protesta contro il concerto del gruppo rock di estrema destra (che si è poi tenuto regolarmente al Club Anni ‘80 di via Riva Reno) era stata organizzata dall’Assemblea antifascista di Bologna che comprende varie sigle e che aveva chiesto l’annullamento dello spettacolo perché programmato in concomitanza con il quarantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana. La zona era stata blindata fin dal pomeriggio da polizia e carabinieri. Verso le 20, alcuni dei manifestanti, riuniti in un corteo, nella centrale via Marconi si sono scontrati con le forze dell’ordine contro cui hanno lanciato bottiglie, sassi e petardi. Ci sono state cariche e il centro e’ rimasto paralizzato per un paio d’ore by Bruno Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 16/12/2009

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Monteveglio sarà il primo Comune a fare a meno del petrolio  

Bologna City NewsLa sfida ai cambiamenti climatici e allo spreco di energia si combatte non solo a Copenaghen, ma anche nelle periferie lontane dai centri di potere. Monteveglio, 5000 abitanti, ha deciso di diventare "la prima comunità italiana (per quanto sappiamo la prima nel mondo) a incamminarsi fortemente verso l'abbandono della dipendenza dal petrolio e dai combustibili fossili. Monetveglio, in sostanza, vuole diventare un "Comune post carbon". L'intenzione sta diventando azione concreta. La delibera comunale parla chiaro: tutti i tetti di proprietà pubblica, dalla scuola al centro sociale, saranno coperti con pannelli fotovoltaici. Poi si passerà alla mappatura dei consumi energetici degli edifici privati. Il progetto del Comune di Bentivoglio prevede anche una campagna per ridurre i rifiuti (Monteveglio raggiunge già il 70% di raccolta differenziata) attraverso l'iniziativa "Porta la sporta" per diffondere borse della spesa riutilizzabili. "Vogliamo far nascere a Monteveglio - è scritto nella delibera comunale - un grande esperimento di riprogettazione progressiva del territorio con l'obiettivo di adattarsi e cogliere le opportunità di uno scenario in cui le risorse naturali ed energetiche saranno meno disponibili, dando al contempo il nostro concreto contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra". "E' meglio essere preparati per tempo al futuro che ci aspetta", è l'intento dell'amministrazione comunale - "quindi bisogna far sì che la nuova zona residenziale richieda bassi consumi energetici e che l'energia comunque necessaria provenga da fonti rinnovabili e produca la minor quantità possibile di emissioni nocive. In questo modo le bollette di chi abiterà in quelle case non dipenderanno da impennate improvvise del prezzo del petrolio o dalla chiusura dei metanodotti". L'operazione "Comune post carbon" riguarda diversi aspetti della quotidianità; a partire dalla spesa: "E' meglio per Monteveglio aumentare il consumo di prodotti del territorio, riabituandoci alla loro stagionalità", puntando sulle "nostre aziende agricole" e orientandole a coltivazioni sostenibili e biologiche, "perché non sarà più possibile trasportare cibo fin qui dall'alta parte del mondo". by bruno medugno
Fonte: repubblica - Pubblicato il giorno 14/12/2009

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Elezioni regionali, l'anti-Errani del Pdl è Giancarlo Mazzuca ex direttore del Carlino  

- L'anti-Errani, nella corsa alle elezioni regionali, sarà il deputato Pdl Giancarlo Mazzuca. Lo ha deciso il Pdl dell’ Emilia-Romagna all’unanimità durante il coordinamento regionale che si è riunito a Bentivoglio. Forlivese, 61 anni, Mazzuca è stato direttore del ‘Resto del Carlino’ e di QN per sette anni e ha lasciato l’ incarico quando è stato eletto alla Camera nelle liste del Pdl, nella primavera 2008. Se l’Emilia-Romagna tocchera’ al Pdl, Mazzuca sara’ il candidato ufficiale del centro destra. "La nostra regione è una bella addormentata - ha dichiarato Mazzuca - E' una grandissima regione che negli ultimi anni ha perso colpi, dall’ economia al turismo. Ci sono anche problemi legati all’ immigrazione, allo sviluppo delle citta’, alla viabilita’, alle infrastrutture. Con un comitato che verra’ varato nei prossimi giorni - ha annunciato - cercheremo di elaborare un programma molto importante per dimostrare che il Pdl e’ pronto alla sfida e ad andare avanti’’. by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 14/12/2009

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Tre cortei in un giorno solo La Cgil: SIAMO 20.000  

Bologna City NewsUn «successo da 20mila persone» secondo le stime ottimistiche della Cgil, vernice e petardi dell´Onda contro il consolato greco e una lezione improvvisata con Stefano Bonaga per gli studenti anti-Gelmini. È il bilancio della giornata di proteste di ieri, che ha visto incrociarsi per le vie del centro lavoratori, precari, studenti e pensionati a ranghi separati ma con più di un unico obiettivo. La Cgil archivia lo sciopero in solitaria convinta di aver dimostrato di non essere sola, con percentuali stimate di partecipazione nelle aziende e negli enti pubblici tra il 40 e il 100 per cento. Il segretario Cesare Melloni dal palco in piazza Verdi parla di «20mila persone in corteo nonostante la cassa integrazione». E dietro lo striscione "Sciopero generale contro la crisi. Più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti" rivendica di rappresentare «il più grande sindacato di Bologna, con tutto il rispetto per le altre sigle». Poi si rivolge alla Cisl: «La vera responsabilità sta nel non lasciare soli i lavoratori nella crisi». Nel corteo ci sono gli striscioni di Gd, Breda Menarini e Magneti Marelli, di Banca Delta, Coop, Cineteca, Hera e dei Comuni coinvolti dallo sciopero nazionale del pubblico impiego. Poi i partiti con Pdci-Prc, Sinistra per Bologna, Idv e tutto il direttivo Pd (il segretario Andrea De Maria dice di «aver versato la paga di 4 ore ma per mia scelta - assicura - non come risposta al segretario della Cisl Alberani»). Il numero uno delle tute blu Bruno Papignani spiega che «i metalmeccanici sono più di 3mila, ma oggi valgono i contenuti, non i numeri». Quando la testa del corteo arriva in piazza Verdi la coda è in via Indipendenza, poi c´è il concerto dei Modena City Ramblers, e rimangono i più giovani. L´Onda fa il blitz con vernice rossa e petardi davanti al consolato greco. Studenti e precari, circa 300, sono partiti da piazza Verdi alle 10.30 dietro lo striscione "Reddito contro la crisi" e hanno percorso via Zamboni, Rizzoli e Indipendenza al grido «Noi la crisi non la paghiamo». Dopo due "performance comunicative" (un graffito sul pannello sotto le Due Torri per Alexis, lo studente ucciso in Grecia l´anno scorso, e gli adesivi "Yes we cash" sulle vetrine Unicredit in via Rizzoli) il corteo è arrivato davanti al consolato greco di via Indipendenza dove i ragazzi hanno lanciato decine di gavettoni di vernice sui carabinieri. Gli studenti chiedono reddito minimo garantito e hanno ribadito che il loro è un «corteo autonomo» staccato da quello della Cgil e dei sindacati «che si svendono le lotte sociali». Critiche anche per la «campagna di criminalizzazione dei writer» del sindaco. Gli studenti delle superiori (un migliaio) sono invece partiti da piazza San Francesco dietro allo striscione "No ai tagli assassini" e hanno terminato la manifestazione in piazza Santo Stefano ascoltando Bonaga che ha presentato il "Manifesto dei concordi" sulla «virtù gratuita della gentilezza» scritto con Morgan BY BRUNO MEDUGNO
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 13/12/2009

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Domani debutta il Frecciarossa sulla tratta Bologna-Firenze  

Bologna City NewsParte l´alta velocità e partono anche i rincari dei biglietti del treno, con tariffe che si moltiplicano imboccando la strada delle offerte, delle carte fedeltà, dei "pacchetti". Le compagnie aeree e quelle di telefonia hanno fatto scuola e, insieme al Frecciarossa, domani verranno inaugurati il nuovo orario, le nuove tariffe verso un nuovo modo di fare il biglietto. Mentre si aspetta che questo si traduca anche in un nuovo modo di festeggiare il Capodanno: sarà presentato oggi infatti il primo brindisi ad alta velocità tra Bologna e Firenze, che da domani saranno distanti solo 37 minuti con 70 collegamenti al giorno. Il rovescio della medaglia è l´aumento dei prezzi, anche sulle tratte dove l´alta velocità c´era già. Da Bologna a Milano, prenotando su Internet oggi si spendono 37,10 euro per la seconda classe del treno veloce, mentre da domani se ne spenderanno 41 per lo stesso treno, sommando l´aumento del prezzo e la fine dello sconto del 5% per chi prenota on-line. Per arrivare da Bologna a Roma serviranno solo 2 ore, ma bisognerà pagare 58 euro invece dei 50,40 di oggi. Per Firenze, infine, il Frecciarossa costa quasi 6 euro in più del treno veloce di oggi (24 euro contro 18,10). Con l´Intercity si impiegano 20 minuti in più ma si risparmiano 14,50 euro. Le Ferrovie assicurano che si tratta di aumenti relativi al miglioramento del servizio, con treni che ormai sono appendici dell´ufficio. L´amministratore delegato Mauro Moretti ha annunciato che entro il 2010 i treni veloci saranno tutti dotati di wi-fi. Ma prima di partire bisogna scegliere la tariffa. Se si acquista il biglietto 15 giorni prima c´è uno sconto del 30%, se ci si pensa 7 giorni prima c´è uno sconto del 15%, ma bisogna valutare la convenienza perché con il carnet elettronico si possono comprare 10 biglietti al prezzo di 8. Rimborsi e cambi di prenotazione non hanno le stesse regole, per cui bisogna essere sicuri di partire prima di scegliere l´offerta Speciale 48, che assicura fino al 28 febbraio un prezzo fisso di 48 euro con cui da Bologna si possono raggiungere Roma, Napoli e Salerno. Andata e ritorno in giornata può costare 99 euro in seconda classe con il forfait A/R (da Bologna è interessante per Roma). Parte anche la raccolta punti attraverso la Carta Freccia, che può essere anche carta di credito. L´Adiconsum distribuisce i nuovi diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario, tra i quali quello di essere informati sulla tariffa più economica. E non sarà più così semplice come sembra by BRUNO MEDUGNO
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 13/12/2009

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'Città mobili', Bologna è un capoluogo 'pulito'  

- Bologna, fra le 15 città metropolitane, è quella con la minore densità di autovetture circolanti. Il capoluogo felsineo si distingue anche per l’elevato tasso di mezzi di trasporto pubblico ecologici. È quanto emerge dal Rapporto Cittalia 2009 sulle 'Città Mobili', che analizza tendenze, domanda ed offerta di mobilità nelle 15 città metropolitane del paese, operando anche un confronto con le principali realtà urbane internazionali in materia di mobilità ed infrastrutture. Secondo i dati di ‘Cittalia', struttura dell’ANCI che si occupa di ricerche, Bologna registra un flusso decrescente di pendolari in entrata dal 2001 al 2009 pari a circa lo -0,1%. E se da un lato la città emiliana nello stesso periodo riflette una domanda di trasporto pubblico lievemente crescente (+7% passeggeri annui trasportati dal 2000 al 2008), registra però anche un numero di passeggeri annui trasportati dai mezzi di trasporto pubblico per abitante pari a 255, più alta della media del paese (235) ma più bassa delle altre città metropolitane (369 passeggeri annui). Si aggiunge a questo il dato del tasso di motorizzazione, che per le autovetture ogni 100 abitanti nello stesso periodo di riferimento è diminuito di circa 8 punti percentuali in linea con le altre città, mentre si registra una densità veicolare pari a 1989 veicoli circolanti/kmq di superficie, valore che rimane inferiore alla media delle 15 città (2098) ma che è comunque enormemente superiore al dato medio italiano di 156. Bologna riporta in ogni caso, in linea con la media paese, un andamento crescente del tasso di motorizzazione per i motocicli del +23% dal 2002 al 2008, pari a circa 14 motorini ogni 100 abitanti. Il livello di congestione non sembra comunque particolarmente pesante per i bolognesi, i costi di congestione per autovettura sono infatti stimati in un valore pari a 399 euro parecchio al di sotto della media delle 15 città metropolitane (810 euro). Nonostante ciò, il costo sociale pro-capite annuo degli incidenti stradali risulta essere di 360 euro, maggiore sia rispetto alla media delle 15 città metropolitane (331 euro) sia rispetto alla media Italia (262 euro). Per quel che riguarda la composizione del parco autobus urbano, Bologna si colloca ai primi posti dal punto di vista degli standard emissivi: le vetture Euro 4 e 5 adibite al TPL su gomma rappresentano quasi l’8% del totale, rispetto ad una media delle 15 città di circa il 3%, e tra il 2000 e il 2007 la rete TPL su gomma ha subito una variazione positiva del 4% contro una media nazionale del 3% e una media delle 15 città di solo l’1%. Infine, il capoluogo dell’Emilia Romagna si distingue per densità delle piste ciclabili (+ 139% dal 2000 al 2007 in termini di km di rete per 100 kmq di superficie urbana). by bruno medugno www.bolognacity.it
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 11/12/2009

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Droga, gang sgominata Falsi impieghi per i pusher Nei guai due imprenditori  

- Corrieri della droga assunti fittizziamente come facchini per consentire loro di essere regolari in Italia, e poter svolgere in tutta tranquillità il trasporto e lo smercio della droga. È quanto è emerso dall’indagine della Guardia di Finanza di Bologna che ha portato all’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare (alcune operazioni sono ancora in corso, in particolare all’estero) per traffico internazionale di stupefacenti, a perquisizioni e sequestri di beni per un valore di circa un milione di euro. Sono stati sequestrati anche oltre 900 chili di hashish. A gestire il traffico erano i magrebini, in collaborazione con alcuni italiani, che fungevano da fiancheggiatori: l’organizzazione - che vedeva al vertice A.T., 32 anni, con famiglia in Italia, che risultava regolarmente assunto in una delle imprese compiacenti senza aver mai lavorato - poteva contare su luoghi e spazi da dedicare al deposito e alla custodia della voluminosa droga che arrivava in Italia, ma anche sull’intestazione di automezzi da affidare ai corrieri di volta in volta individuati per l’importazione dell’hashish. I magrebini si occupavano del rifornimento della droga dal Marocco e dalla Spagna, del trasporto e dello spaccio sulle varie piazze di destinazione. Coinvolte nel giro illecito, per i 'falsi' permessi di soggiorno, alcune ditte di medie dimensioni, tra cui una cooperativa di facchinaggio e pulizia, una impesa di verniciatura e una azienda di montaggio. Le indagini, coordinate dai pm Lucia Musti ed Enrico Cieri della Dda di Bologna, hanno portato anche al sequestro del patrimonio accumulato con i guadagni illeciti dagli indagati: case, garage, quote societarie, svariate automonili. La droga veniva smerciata per un quantitativo di circa 200 chili alla settimana anche nelle province di Modena e Reggio Emilia e nel Nord Italia, nelle province di Milano e Bergamo. Soltanto la droga sequestrata avrebbe fruttato all’organizzazione circa 4 milioni e mezzo di euro, con il confezionamento e la vendita di 1.800.000 dosi www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 11/12/2009

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Simulazione d'incidente in galleria Ultimo test per l'Alta velocità  

Bologna City NewsHanno sperimentato i «mostri della ferrovia». Prima di inaugurare la tratta dell´Alta Velocità tra Bologna e Firenze, operativa da domenica prossima, le prefetture delle due città, in gran segreto, il 25 novembre hanno organizzato le prove generali di emergenza e soccorso sulla galleria Raticosa, quella di valico, lunga 10 mila e 450 metri. Una decisione presa per controllare tempi e modi di un intervento in galleria in caso di incidente o di incendio, per essere sicuri che tutto funzioni in una area delicatissima, con oltre settanta chilometri in galleria. I vigili del fuoco hanno usato due mezzi speciali, mai stati usati prima almeno sulla ferrovia vicino a Bologna: due mezzi «bimodali», camion che si trasformano in «locomotori», sollevandosi da terra per correre sui binari. I due «mostri» sono partiti uno da Firenze, l´altro da Bologna e si sono incrociati a metà della galleria di valico, dove era già arrivato il «treno cavia», pieno di sessanta dipendenti delle Fs, partito dalla stazione di Bologna, che ha dato l´allarme per un principio di incendio a bordo, simulato. I passeggeri sono scesi dal treno e hanno imboccato la «finestra» centrale della galleria, un viadotto lungo oltre un chilometro, una delle vie di fuga, antifumo e dotata di telefoni. L´esercitazione è durata tutta la mattinata, con sessanta vigili del fuoco e mezzi del 118 e delle Fs. Spiega il comandante dei pompieri di Bologna Antonio La Malfa: «Abbiamo verificato i tempi di intervento (circa un´ora da Bologna, 20 minuti dal distaccamento di Monghidoro), che i mezzi speciali funzionassero a dovere, che possano entrare anche nei tunnel di soccorso e infine testato il coordinamento con le Fs. Una esercitazione doverosa, ma le statistiche parlano chiaro: incidenti di treni in galleria sono praticamente inesistenti. Uno scenario apocalittico è praticamente impossibile. In questa linea non viaggiano nemmeno sostanze pericolose, ma solo passeggeri». Questo anche se - come ricorda il responsabile della Protezione Civile Demetrio Egidi - «le nuove regole prevedono una galleria per ogni binario, mentre sull´Appennino la costruzione è iniziata prima e le gallerie sono a due binari». Ma le Fs garantiscono di aver rispettato le distanze minime tra una via di fuga e l´altra. Sui Frecciarossa sono già distribuiti gli opuscoli in cui si avvisa anche su «come comportarsi in caso di esodo dalle gallerie della linea ferroviaria Bologna-Firenze». Lungo le pareti delle gallerie ci sono cartelli con le indicazioni con i metri che mancano alla più vicina uscita di emergenza, cartelli con l´indicazione delle mascherine antifumo, dei telefoni e dei pulsanti di accensione delle luci. L´unico vero problema è quello già segnalato dalla associazione Idra, che cioè in una prima fase, dopo un incidente o una collisione, ci può essere solo l´autosoccorso: «I passeggeri devono poter scendere e raggiungere i punti di uscita autonomamente». E attraversare i binari se necessario solo dietro segnali del personale del treno. www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 10/12/2009

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La lettera di una coppia gay a Delbono  

Bologna City NewsUn appello semplice, ''Delbono sposaci!''. Ma a farlo non è una coppia eterosessuale: con una lettera aperta al sindaco il portavoce della Rete LaicaMaurizio Cecconi chiede che il primo cittadino lo sposi al compagno, con un ''gesto di civiltà'', sul modello del sindaco di Torino Sergio Chiamparino che ha accettato di celebrare, pure come atto privato e senza valore legale, il matrimonio tra due donne. Per Cecconi 'il messaggio che Chiamparino consegna all'Italia è di grande importanza per le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans): 'non siete cittadini e cittadine di serie B e avete diritto all'uguaglianza' - scrivono nel messaggio Cecconi e il compagno Tomas Kutinjac - Vorremmo che anche lei, sindaco della nostra città, facesse altrettanto, sposando una coppia omosessuale. La sua decisione di celebrare un'unione, per quanto simbolica, sarebbe un limpido segnale alla politica nazionale e al Parlamento, affinché si muova per legiferare a favore delle nuove famiglie gay italiane''. Ad accompagnare la lettera firmata da Cecconi anche le parole dei suoi genitori. Brunella e Mauro Cecconi scrivono al sindaco che sarebbero "felici di vedere dato a nostro figlio lo stesso diritto che hanno gli altri nostri figli eterosessuali: essere una coppia riconosciuta a tutti gli effetti dallo Stato. Comprendiamo che ciò non dipende da lei. Ugualmente, potrebbe dare un segnale importante, seguendo l'esempio del sindaco di Torino www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: repubblica di bo - Pubblicato il giorno 10/12/2009

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Affitti alti e il Quadrilatero perde i pezzi: «Giù i prezzi o sarà una strage»  

Alla faccia degli affitti troppo alti. Se anche Pollini, lo storico marchio di calzature che da circa trent’anni sta lì ben saldo in via dell’Archiginnasio, se ne deve andare perché (è la versione ufficiosa, ma non ufficializzata) gli affitti nel Quadrilatero e dintorni sono troppo alti, è un problema. Ed è un problema, perché uno alla volta in tempi rapidi i negozi storici del «salotto» del centro hanno chiuso i battenti e se ne sono andati altrove. Pollini adesso è in fase di svendita totale, ha messo la merce a prezzi appetibili e in questi giorni di shopping pre-natalizio c’è addirittura la coda fuori dal negozio. Ma evidentemente non è sufficiente nemmeno questo a salvaguardare quella posizione carissima. Si parla di una strategia aziendale del gruppo Pollini, di uno studio accurato dei costi e dei benefici. E gira la voce di una trattativa in corso per spostare l’attività in un’altra location, probabilmente sempre al Pavaglione. Evidentemente qualcuno ha offerto un negozio a prezzi più contenuti e Pollini potrebbe cogliere l’occasione al volo. AFFITTI ALTI - Il ritornello è sempre lo stesso degli ultimi anni, in fondo. I contratti di locazione vanno in scadenza, il proprietario dell’immobile adegua l’affitto ai prezzi di mercato, i negozianti non ce la fanno più a sostenere i costi. Se poi il periodo è quello di una crisi economica in corso, l’addio o il trasloco dell’attività è pressoché assicurato. Basta una passeggiata nel Quadrilatero per rendersene conto a colpo d’occhio. Pollini è solo l’ultimo di una lunga lista (nera), che nei prossimi mesi potrebbe ulteriormente arricchirsi di qualche «vittima» illustre. Tra i ben informati circola anche il nome dello storico negozio di casalinghi e ceramiche di via De’ Toschi, Cevenini, che ha i suoi natali addirittura nel 1925. Il contratto di locazione sarebbe in scadenza e non è escluso che l’attività si debba prossimamente spostare altrove, per sostenere i costi dell’affitto. E poi, a sentire gli esercenti della zona, quella strada ormai è deserta, diverse attività hanno abbassato le serrande già da un po’, e la scarsa illuminazione non aiuta certo ad attirare clienti. La partita pare sia ancora tuttta da giocare, ma se i prezzi degli affitti non iniziano ad abbassarsi il problema è destinato ad espandersi ulteriormente. Si spera che le cose vadano a buon fine, come pare per il momento, anche per la storica ottica Paoletti di via Clavature, che ha il contratto in scadenza a breve. L'APPELLO - «Che Pollini lasci il Pavaglione — dice il presidente dei commercianti del Quadrilaterio, Nerio Nanni — è un segnale non certo positivo ed è davvero sorprendente per un marchio come quello. Siamo preoccupati per quello che sta accadendo e che accadrà nel Quadrilatero». Perché agli addii/traslochi si aggiunge il fatto che spesso i negozi svuotati non riescano ad essere riempiti da altre attività. «Ermenegildo Zegna, che per il Quadrilatero era un punto vendita di riferimento — spiega Nanni — è ancora chiuso e da due anni è chiuso anche Etro: so che ci sono state delle attività interessate a quello spazio e che sono state fatte delle offerte al proprietario, ma i canoni d’affitto sono davvero troppo alti». La responsabilità è dei privati proprietari degli immobili. «Ma anche del Comune — continua Nanni — perché sotto il Pavaglione molti negozi sono di proprietà dell’amministrazione: speriamo che faccia una politica illuminata per salvare le attività con il contratto in scadenza. Senza una diminuzione dei costi dei canoni di locazione saranno ancora in molti ad andarsene». Quindi una critica retroattiva: «È proprio per questo che l’Ambasciatori doveva restare uno spazio libero per i negozi di vicinato: adesso che scadono molti contratti di locazione, le aziende più piccole potevano essere ricollocate lì». Non è andata così. E adesso si spera che i tanti esodi (recenti e imminenti) non lascino il Quadrilatero uno scheletro vuoto. by bruno medugno
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 09/12/2009

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Banditi irrompono in casolare Anziani legati e rapinati  

— E’ CACCIA aperta a una banda di rapinatori che ha aggredito una coppia di anziani contadini nella loro casa, a San Pietro in Casale, frazione Poggetto. I coniugi, 81 anni lui, 82 lei, sono stati minacciati e condotti in camera, dove i banditi li hanno legati a mani e piedi e poi fatti stendere sul letto, lasciandoli in quella posizione mentre loro, dopo aver chiuso a chiave la stanza, frugavano dappertutto in cerca dei soldi. Il marito è stato anche picchiato, la moglie fortunatamente no. Erano quattro, a volto coperto, armati di una spranga trovata in cortile, italiani. Secondo le vittime, forse emiliani, sui 35-40 anni. Cercavano 40mila euro, convinti forse dalle voci di paese che la coppia tenesse in casa una simile somma. Si sono ‘accontentati’ di portare via 2500 euro, cioè le due pensioni degli anziani. L’INQUIETANTE episodio è avvenuto un mese fa, il 9 novembre, ma non è mai stato reso noto. Indagano i carabinieri, cui le vittime si sono rivolte la mattina successiva alla rapina. I banditi sono entrati in azione verso le 20. Gli anziani erano nel soggiorno di casa, in via Massumatico, a guardare il telegiornale alla tv. I rapinatori hanno rotto tre finestre al piano terra e sono saliti al primo piano, dove hanno aggredito la coppia. Al marito hanno detto in tono minaccioso: «Un tuo amico ci ha detto che tieni in casa 40mila euro. Dacci i soldi. Subito». Lui ha tentato di spiegare che quel denaro non l’aveva ed è stato picchiato. Poi i due ottantenni sono stati portati in camera e legati. I banditi hanno messo a soqquadro la casa e portato via, oltre alle pensioni, qualche catenina d’oro, poi abbandonata in giardino, su un trattore agricolo. Non volevano preziosi, cercavano solo soldi. I quattro si sono poi dileguati nella notte, attraverso i campi. La rapina è durata in tutto 15 minuti, che alle vittime saranno sembrate 15 ore. Quando la banda s’è dileguatao, i due anziani, pur terrorizzati, hanno tentato di liberarsi dalle corde. Non erano stati imbavagliati. Ci è riuscito l’uomo dopo quattro ore. Liberata anche la moglie: con un paio di forbici ha aperto la porta della stanza. Ha alzato il telefono, ma era stato tagliato. A QUESTO PUNTO la coppia ha atteso la mattina per andare dalla figlia, che abita in un paese vicino, e sono stati chiamati i carabinieri. «I miei genitori sono stati forti — dice la figlia —, è stata una cosa da infarto. Qui c’è da aver paura. Alle cinque di sera chiudiamo a doppia mandata la porta e ci barrichiamo in casa. So che nella zona ci sono state altre rapine, così come in altri paesi vicini. Siamo sempre all’erta, sperando non tocchi a noi». www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 09/12/2009

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Via al piano freddo per i clochard  

Sessantadue posti letto in più per i clochard. Un rifugio per i cani dei cosiddetti "punkabbestia". E prolungamento del tempo di permanenza nei dormitori pubblici per gli ospiti abituali. E´ partito da appena una notte il piano freddo del Comune preparato dal neo assessore al welfare Luisa Lazzaroni, ma c´è già chi teme che i letti aggiuntivi messi a disposizione dalla giunta non bastino a fronteggiare l´emergenza. Secondo i servizi sociali di Palazzo D´Accursio sono circa 50 le persone che di notte si trovano in mezzo alla strada. «Una stima troppo bassa» commenta Antonio Mumolo, consigliere Pd e presidente dell´associazione degli Avvocati di strada: «Per noi sono tanti di più. E c´è anche il problema degli extracomunitari senza permesso di soggiorno, che possono essere ospitati solo in casi eccezionali». Una opinione condivisa anche dal direttore della Caritas Paolo Mengoli: «E´ vero che tanti rifiutano di dormire in dormitorio, ma 62 posti sono pochi». Un piano che parte in salita insomma, accolto nei giorni scorsi con freddezza anche dal direttore dell´Antoniano Alessandro Caspoli: «Siamo già in ritardo». In concreto, la giunta ha allestito 53 posti letto in più per gli uomini e 9 per le donne. Di questi, 45 si trovano al "Capannoncino", 8 all´Opera Marella, 4 allo Zaccarelli e 5 in via Lombradia. Pronto un tetto anche per gli amici a quattro zampe di tanti clochard, che saranno ospitati al rifugio di via del Gomito. Prolungati inoltre i tempi di permanenza «per coloro che già usufruiscono di posti letto in strutture pubbliche». Soddisfatta la presidente della commissione sanità Teresa Marzocchi, Pd, che sdrammatizza: «Se i posti letto in più sono pochi si possono aumentare. Il piano è rodato» by Bruno Medugno WWW.BOLOGNACITY.IT
Fonte: REPUBBLICA DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 08/12/2009

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Eminflex, televendite nel mirino Antitrust Multa per pubblicità ingannevole  

A rovinare i sonni della Eminflex ci pensa l'Antitrust. Le televendite che, solitamente, mostrano belle ragazze comodamente sdraiate sui materassi «con l'elefantino» sono finite nel mirino dell’Authority per la concorrenza. Che ha multato per pubblicità ingannevole Cem, la società con sede a Granarolo che produce i materassi protagonisti sulle reti Mediaset e non solo, con una sanzione da 65 mila euro. L’istruttoria è stata aperta a giugno di quest’anno sulla base di diciotto segnalazioni da parte altrettanti consumatori, evidentemente convinti di non aver fatto un buon affare. In particolare, a Cem (63 milioni di euro di fatturato nel 2008) è stato contestato di aver fornito informazioni «inesatte» nelle televendite effettuate dal novembre 2007 al luglio 2009: nei caroselli non veniva specificato se il prezzo di vendita includesse o meno l’Iva, a quanto ammontassero le spese di spedizione (che incidono «per il 25 per cento sui prezzi pubblicizzati»). Ma nel mirino dell'authority finiscono anche i «regali» inclusi nell’acquisto, «risultati di scarsa qualità e, comunque - si legge nel provvedimento pubblicato nel bollettino di oggi dell’Antitrist - non conformi alle immagini mostrate, né alle dimensioni dei prodotti acquistati» (pare che le trapunte comprese nell’offerta non fossero delle stesse misure del materasso). Alla Cem si contesta anche l’aver fornito scarse informazioni sulla possibilità e le modalità per esercitare il diritto di recesso. LA REPLICA - Cem ha cercato di far valere le proprie ragioni, specificando che l’iva è inclusa nel prezzo finale e che da febbraio 2009 effettua solo telepromozioni e non più televendite (quindi, il contratto di acquisto viene formalizzato da un incaricato che si reca direttamente a casa del cliente). Sul verdetto finale dell’Antitrust, tuttavia, pesa anche il parere dell’Autorità per le telecomunicazioni, che, in data 29 ottobre 2009, sentenzia che la pratica commerciale di Cem «risulta idonea a falsare il comportamento economico dei consumatori, in quanto omette, ovvero non rende immediatamente evidenti informazioni che attengono ad aspetti essenziali della proposta commerciale pubblicizzata». Senza contare che, anche per quanto riguarda i regali inclusi nel prezzo, nota l’Antitrust, i messaggi sono veicolati «attraverso personaggi conosciuti dal grande pubblico», quindi la «formulazione risulta idonea ad instaurare nel consumatore la convinzione che il valore complessivo dell’acquisto è in misura sostanziale costituito anche dall’offerta congiunta del bene principale unitamente ai beni accessori». Per questo, «l’impossibilità per il consumatore di utilizzare gli articoli offerti in omaggio, a causa delle dimensioni differenti dai materassi acquistati o della oggettiva scarsa qualità rispetto a quella fatta percepire nella televendita, assumono una rilevanza particolarmente decettiva, incidendo sulla convenienza economica dell’offerta». Di qui la sanzione da 65 mila euro, scontata rispetto agli iniziali 75 mila per il «ravvedimento operoso» dell’azienda, che ha «provveduto rapidamente a interrompere la pratica contestata». by bruno medugno
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 08/12/2009

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Natale con Sirio spento  

Bologna City News- SERVIZIO PUBBLICO potenziato in città nei giorni festivi di dicembre. Domani sarà la prima giornata in cui, grazie agli accordi fatti dall’amministrazione comunale con le associazioni del commercio e dell’artigianato, verranno sospese le limitazioni al traffico nel centro storico e sarà spento il vigile elettronico Sirio. Gli altri giorni in cui non funzionerà sono l’8, il 13, il 20, il 24 e il 25 dicembre. Rimangono confermati tutti i divieti nella ‘T’ (via Indipendenza, via Rizzoli, via Ugo Bassi) e nella zona U, Zona Università. Inoltre, come annunciato dall’assessore al Traffico Simonetta Saliera, in queste giornate verrà potenziato e agevolato il servizio pubblico dei bus. In questo periodo è prevista una maggiore frequenza di corse sulle linee 11, 13, 14, 18, 19, 20, 25, 27. Le stesse modalità (sia per la mobilità, sia per l’aumento delle corse dei bus) saranno ripetute anche nelle giornate di martedì 8 dicembre , domenica 13, domenica 20, giovedì 24, venerdì 25 dicembre. by Bruno Medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 08/12/2009

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Grazie al fiuto di Kelly scoperto bazar della droga in via Corticella  

- Un calabrese di 42 anni, Mario Savoia, originario di Rossano Calabro, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per droga dalla polizia di Bologna. Nel suo appartamento di via Corticella, alla periferia del capoluogo emiliano, gli agenti della squadra mobile hanno scoperto un vero e proprio bazar della droga. I poliziotti si sono messi sulle sue tracce grazie a una fonte confidenziale che ha denunciato l’attività di spaccio. Dopo alcuni appostamenti ieri gli agenti hanno bloccato il 42enne all’entrata del palazzo. Una volta giunti al suo appartamento, Savoia ha urlato al suo coinquilino di gettare tutto perchè c’era la polizia. Grazie al fiuto di Kelly, il cane dell’unità cinofila, sono stati trovati e sequestrati 6 grammi di cocaina, un grammo di ketamina, 3 grammi di hashish e 23 grammi di metadone che Savoia nascondeva nella propria camera da letto. Altri tre grammi di hashish erano nascosti nel suo caravan parcheggiato in strada. Denunciato per lo stesso reato anche il suo coinquilino, un 29enne anche lui di Rossano Calabro. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 04/12/2009

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Trovati 140 mila falsi Hermes Denunciate cinque persone  

- La Guardia di Finanza di Bologna, a conclusione di laboriose indagini, ha portato a compimento una importante operazione contro la contraffazione dei marchi industriali, sequestrando 140mila articoli ed accessori scoperti in 11 perquisizioni compiute in diverse località di Emilia Romagna, Veneto e Toscana. Quasi tutti i prodotti recavano il marchio contraffatto della famosa casa di moda 'Hermes'. Le fiamme gialle hanno denunciato 5 persone che avevano ordito una rete di attività industriali e di esercizi commerciali per la produzione e la vendita degli articoli a falso marchio 'Hermes'. Tra i luoghi di attività dell’organizzazione scoperti dalla Polizia tributaria di Bologna c’erano Castel Maggiore e Argelato in provincia di Bologna, Padova e Scandicci. Sono stati rinvenuti anche decine di clichè, disegni, progetti cartacei e software relativi alla riproduzione illegittima del marchio. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 04/12/2009

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Esplosione alla Marconi Gomma: avviso di fine indagini per tre indagati  

- La Procura di Bologna chiude le indagini sull’esplosione alla ditta ‘Marconi gomma’ di Sasso Marconi (in provincia di Bologna) nella quale, il 17 novembre 2008, persero la vita l’ingegnere chimico Fabio Costanzi e l’operaio Ramjas Yadav, mentre altri quattro colleghi rimasero feriti. Degli otto indagati (quattro persone fisiche e quattro giuridiche) nell’inchiesta aperta dal pm Marco Mescolini per omicidio colposo e lesioni colpose, escono di scena solo il direttore dello stabilimento, Luciano Cardin e, come persona giuridica, la ditta francese Arnaud (perche’ non ha sede legale in Italia), distributrice del polimero utilizzato nella miscela che un anno fa esplose all’interno del ‘banbury’ (lo speciale macchinario per impastare composti chimici). Gli altri indagati, secondo la conclusione a cui e’ arrivato il pm Mescolini sulla base delle perizie dell’accusa, sono da ritenersi responsabili, perche’ non hanno fatto quello che avrebbero dovuto per garantire la sicurezza. L’avviso di fine indagine, atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, e’ arrivato al direttore generale dello stabilimento, Jader Righetti; al responsabile della sicurezza, prevenzione e protezione dell’azienda, Tiziano Boselli e il legale rappresentante della Arnaud. Inoltre, ma come persone giuridiche, le tre aziende in cui la Marconi gomma si articola: Marconi gomma group e le due ‘sorelle’ Marconi Special compounds e Marconi rubber compounds. Queste, a grandi linee, le responsabilita’ che la Procura attribuisce agli indagati: il legale rappresentante dell’Arnaud ha fornito alla Marconi gomma il polimero accompagnato da una scheda di sicurezza carente, che non riportava raccomandazioni sul rischio che poteva crearsi utilizzando il polimero in determinate combinazioni e condizioni. A sua volta, pero’, secondo il pm Mescolini, il direttore dello stabilimento Righetti e il responsabile aziendale per la sicurezza Boselli, non avrebbero dovuto accontentarsi di quella scheda incompleta e avrebbero dovuto insistere con la ditta francese per avere ulteriori delucidazioni sull’utilizzo di quel prodotto. A maggior ragione perche’, in altre schede preparate da altre aziende fornitrici, i rischi sono chiaramente esplicitati. Quel polimero (il fluoropolimero), quel giorno, si stava sperimentando per la prima volta alla Marconi gomma: prima di allora, era stato fatto solo un esperimento qualitativo, nel macchinario piccolo da laboratorio. Ma, aumentando le dosi, chi si occupa di sicurezza avrebbe dovuto prevedere che il rischio sarebbe cresciuto. Inoltre, ragiona la Procura, in letteratura la pericolosita’ del fluoropolimero e’ risaputa, tanto piu’ se combinato con grandi quantita’ di ossido di magnesio (come nel caso della Marconi gomma) e se sottoposto a forte pressione e ad alte temperature. E, in altre aziende, incidenti analoghi si erano gia’ verificati in passato. A gestire e seguire in prima persona l’esperimento, quel giorno, era l’esperto chimico Costanzi, che e’ morto. Ma, ragiona la Procura, se lui ha agito ignorando il rischio che correva, cio’ non esime il suo datore di lavoro e il responsabile della sicurezza a creare predisporre un piano per la verifica del rischio in caso di errore del tecnico. Cosi’ non fu fatto, altrimenti quel 17 novembre si sarebbe evitato di impastare il composto in quelle dosi e in quel modo. A causare l’esplosione fu proprio la tipologia del composto, con una quantita’ di ossidio di magnesio tale da favorire la formazione di bolle calde nella miscela, che il macchinario non e’ strutturalmente in grado di rilevare. Da qui l’esplosione. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 03/12/2009

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Viabilità: arriva una pioggia di fondi per le ciclabili  

- Che possano andare sotto i portici o meno, le bici a Bologna sembrano destinate ad aumentare, e di parecchio. Non solo perche’ il Comune si e’ impegnato sostanzialmente a raddoppiare l’uso di questo mezzo nell’arco del prossimo decennio (la Carta di Bruxelles, sottoscritta dalla giunta Delbono, prevede che si arrivi al 15% degli spostamenti in bicicletta entro il 2020). Ma soprattutto perche’, in tempi di vacche magre per i bilanci, tra i finanziamenti in arrivo dallo Stato ce ne sono alcuni piuttosto rilevanti per far fare un balzo in avanti alle biciclette. E’ il caso dei circa 5,5 milioni di euro da investire in nuove piste ciclabili (in media l’attuale rete di 120 chilometri dovrebbe essere aumentata di altri 10-15 chilometri) e del nuovo servizio di bike sharing, pensato sul modello di Parigi e Barcellona, che disseminera’ nel centro storico un migliaio di biciclette in affitto attraverso una tessera magnetica. Se ne e’ parlato questa mattina in commissione Bilancio, dove il vicesindaco Claudio Merighi ha portato questa mattina una variazione di bilancio urgente adottata martedi’ scorso dalla giunta per accogliere la terza tranche dei finanziamenti assegnati dal ministero dell’Ambiente per la mobilita’ pulita. Quest’anno, ai circa 3,7 milioni dal ministero si aggiungono circa 1,7 milioni di cofinanziamento dal Comune. Il pacchetto sara’ utilizzato per le nuove piste (3,2 milioni), ma anche per lanciare il bike-sharing (1,8 milioni) e per una campagna di promozione della mobilita’ ‘dolce’ e della sicurezza stradale (427 mila euro). Tra le piste ciclabili che vedranno la luce, ci sono quella lungo la linea ferroviaria della Casaralta, che attraversa la Bolognina, e la corsia da realizzare lungo via San Donato. “Altre- spiega Giancarlo Sgubbi del settore Mobilita’ di Palazzo D’Accursio- verranno sviluppate successivamente”. In tutto comunque, considerando un costo medio di 250.000 euro a chilometro, potrebbero essere realizzati oltre 10 chilometri di nuove piste in diverse zone della citta’. Su richiesta dell’opposizione, tra l’altro, il dirigente ha ricordato in commissione l’impegno del Comune sulle “zone 30” e sugli interventi “per la moderazione del traffico, che possa favorire la coesistenza tra il traffico veicolare e le due ruote”. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 03/12/2009

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Caffarra durissimo contro i Dico  

n una lettera rivolta al presidente dell'Emilia-Romagna Vasco Errani, alla Giunta e al Consiglio regionali il cardinal Carlo Caffarra attacca duramente la proposta di legge regionale che vuole estendere i servizi sociali anche alle coppie di fatto, cioè non unite dal matrimonio, omosessuali o eterosessuali che siano. "Onorevoli signori, è la mia coscienza e responsabilità di cittadino, di cristiano e di vescovo che mi induce a rivolgervi questo appello". Inizia così la lunga lettera del cardinale. "Nell'omelia promunciata in San Petronio il 4 ottobre dissi che chi non riconosce la soggettività incomparabile del matrimonio e della famiglia 'ha già insidiato il patto di cittadinanza nelle sue clausole fondamentali'. E' ciò che fareste, se quel comma fosse approvato: un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza [...]. L'approvazione eventuale avrebbe a lungo andare effetti devastanti sul nostro tessuto sociale. Il matrimonio e la famiglia fondata su di esso è l'istituto più importante per promuovere il bene comune della nostra regione. Dove sono erosi, la società è maggiormente esposta alle più gravi patologie sociali". Replica così chi nella Giunta vorrebbe con questa proposta di legge azzerare una discriminazione verso le coppie non sposate: "Se è ingiusto trattare in modo diverso gli uguali, è ugualmente ingiusto trattare in modo uguale i diversi". E conclude così: "Onorevoli signori, come cittadino, cristiano e vescovo, rispetto la vostra autorità [...] ma con la stessa forza e convinzione vi dico che vi possono essere leggi gravemente ingiuste, come sarebbe questo comma se venisse approvato, che non meritano di essere rispettate [...]. Vi chiedo di accogliere questo appello, di riflettere seriamente prima di prendere una decisione che potrebbe a lungo termine risultare devastante per la nostra Regione. Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare cio che è di Dio stesso". by Bruno Medugno
Fonte: repubblica di bologna - Pubblicato il giorno 02/12/2009

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Sì al preservativo nelle scuole bolognesi  

- Si’ alla diffusione del preservativo nelle scuole bolognesi. Nel giorno della lotta all’Aids il Comune invia un segnale nei confronti di Arcigay e delle altre realta’ in campo contro il virus Hiv. L’assessore comunale ai Servizi sociali, Luisa Lazzaroni, si e’ confrontata questa mattina coi responsabili Arcigay al banchetto allestito in piazza Ravegnana (i passanti hanno ‘smontato’ la scritta ‘Aids’ staccando i preservativi che la componevano su una lastra di vetro) e appoggia in pieno le loro richiesta di una campagna informativa a tappeto fin dai primi mesi dell’anno. “Piena disponibilita’, il preservativo e’ l’unica forma di contrasto e prevenzione di cui come amministrazione comunale ci dobbiamo fare carico”, spiega l’assessore. “Dobbiamo fare un’attivita’ di informazione e formazione, specie per i piu’ giovani, al piu’ presto possibile”, spiega Lazzaroni. Si potra’ fare anche distribuzione di preservativi nelle scuole, cosi’ come oggi in piazza? “Assolutamente: distribuzione, ma soprattutto formazione”, dice l’assessore che fissera’ un appuntamernto a gennaio con Arcigay (al banchetto c’e’ anche il capogruppo Pd Sergio Lo Giudice, gia’ dirigente dell’associazione). Insomma, il Comune promuovera’ il preservativo e non e’ questione di soldi. “Non sono necessarie grandi quantita’ di denaro- assicura Lazzaroni- basta mettere in rete tante attivita’ che vengono gia’ fatte”. Anche il capogruppo Pd in Provincvia, Raffaele Donini, ha partecipato alla manifestazione Arcigay staccando un profilattico. www.bolognacity.it By Bruno Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 02/12/2009

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Carceri, proteste contro il sovraffollamento anche la sezione femminile in agitazione  

Continuano le proteste dei detenuti contro il sovraffollamento nel carcere della Dozza di Bologna: se da sabato si sono verificate battiture di stoviglie e pentole contro le grate (ma anche lanci di alcune bombolette di gas da campeggio), da domani sera faranno sentire la propria voce anche le detenute della sezione femminile, anche loro sbattendo contro le sbarre dopo le 20.45. Ad annunciarlo è il Circolo Chico Mendes di Bologna, da sempre attento alla Dozza e attivo sulla tematica del carcere. Intanto, il coordinatore della la sigla della Uil che rappresenta la guardie, Domenico Maldarizzi, fa sapere che la situazione è molto tesa, ma finora è stata «tenuta sotto controllo dalla polizia penitenziaria». Tuttavia, avverte Maldarizzi, «il personale, che si adopera per gestire le emergenze e le criticità, non potrà certo reggere a lungo». Ecco perché, se da un lato la Uil si augura che le proteste non sfocino in una «degenerazione violenta», dall’altro fa appello a «chi ha competenze amministrative e politiche del sistema penitenziario» affinchè «si decida seriamente a fare qualcosa e non a limitarsi ai soliti annunci». La protesta dei detenuti, spiega Maldarizzi, «va avanti da sabato e trae origine dalle invivibili condizioni della Dozza che si protrae da circa un anno ormai». Nel carcere, la presenza di detenuti oltre il limite regolamentare «costringe la Direzione a prevedere materassi per terra: a fronte dei 494 posti regolamentari, a Bologna sono ristretti circa 1.180 detenuti con una percentuale di sovraffollamento di oltre il 137%». IL CARCERE PIU' AFFOLLATO D'ITALIA - Se il sovraffollamento è una piaga comune a tutte le regioni d’Italia, l’Emilia-Romagna è in cima alla classifica, con un surplus pari al 90,32%, spiega Maldarizzi. E il carcere di Bologna è «l’istituto più affollato d’Italia. I numeri parlano da soli - continua il sindacalista - e le condizioni di sofferenza del personale di Polizia penitenziaria pesantemente sott’organico non hanno più bisogno di commento». All’allarme lanciato più volte dai sindacati, l’Amministrazione penitenziaria ha risposto solo con «indifferenza, silenzio ed immobilismo» dice Maldarizzi. Il sindacalista conclude: «Noi stiamo monitorando la situazione ed esprimiamo sia al personale di Polizia penitenziaria che alla Direzione di Bologna la nostra vicinanza e totale solidarietà per i difficili momenti che è costretto ad affrontare ogni nel più completo abbandono e in una tristissima solitudine». www.bolognacity.it By Bruno Medugno
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 01/12/2009

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Ecco i 'Paperoni' di Palazzo D'Accursio: sul podio Cazzola e Guazzaloca  

Bologna City News- Il commercialista Felice Caracciolo deve cedere lo scettro. Per anni “Paperone” di Palazzo D’Accursio, il capogruppo guazzalochiano viene surclassato dall’arrivo in municipio del nuovo corso di esponenti politici premiato dalle elezioni amministrative di giugno. Tra i piu’ ricchi ci sono adesso proprio gli ex sfidanti di Flavio Delbono per la poltrona di sindaco. Batte tutti Alfredo Cazzola, che sfiora il mezzo milione di reddito l’anno. Nel 2008 ha dichiarato per la precisione 450.004 euro, per un’imposta netta di 186.580 euro. Tra l’altro dal 30 luglio 2009, cioe’ dopo le elezioni per Palazzo D’Accursio, Cazzola e’ tornato come consigliere in Intermedia holding spa (la societa’ guidata da Giovanni Consorte), da cui si era dimesso il 6 febbraio. Mentre dal 20 ottobre di quest’anno lo sconfitto del ballottaggio con Delbono e’ consigliere di Avm Private Equity 1 di Milano. Cazzola puo’ vantare anche una partecipazione in Finalca Srl per poco piu’ di 80.000 euro e una Porsche Ag 996 del 2002. Ma tra i piu’ ricchi spunta anche l’ex esponente dell’Antitrust Giorgio Guazzaloca. Lo scorso anno ha dichiarato al fisco 374.141 euro. Nella dichiarazione dell’ex primo cittadino civico-polista non figurano ne’ proprieta’ immobiliari ne’ auto. Ci sono invece 1.900 quote della macelleria Marconi, nell’omonima via del centro. Molto meno ricco il sindaco Flavio Delbono, che nel 2008 era vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. Ha dichiarato un reddito di 130.562 euro e un appartamento da cinque vani a Casalecchio di Reno. Scalzato, si diceva, Felice Caracciolo: ‘solo’ 357.869 euro di reddito, alcune proprieta’ immobiliari e diverse partecipazioni azionarie (tra cui 4.600 della Banca popolare dell’Emilia-Romagna e 102.960 della Contabile srl, l’azienda di famiglia, nominalmente poco meno di 103.000 euro). Caracciolo non e’ piu’ come in passato sindaco revisore dei Comuni di Malalbergo e Castenaso. Nel campo del centrosinistra tra i piu’ fortunati sono l’ex giudice Libero Mancuso (222.057 euro di reddito) e il medico Corrado Melega (220.441 euro). Ma tra le dichiarazioni piu’ interessanti c’e’ quella del cantante Pd Andrea Mingardi: detiene il 95% della Andrea Mingardi Snc e della Cidem sas e dichiara al fisco 187.337 euro. Ma soprattutto e’ una sorta di recordman delle proprieta’ immobiliari: la sua dichiarazione ne elenca addirittura 27, tra Bologna (la stragrande maggioranza), Sestola, Bellaria e Campo Elba. Mingardi ha anche una Mg del 1960, una Micra e una Ford Ka. Il presidente del Consiglio comunale, Maurizio Cevenini (Pd), dichiara invece poco piu’ di 80.000 euro. Possiede una Mercedes e azioni di Enel (5.000), Unicredit (5.000), Intesa San Paolo (2.000) e Deutsche Telecom (27). Meno ricco il segretario provinciale Pd Andrea De Maria, con 74.719 euro di reddito. Sempre piu’ di Amelia Frascaroli, ex Caritas, ferma a 17.117 euro. Tra le new entry di Palazzo D’Accursio c’e’ anche l’imprenditore Paolo Castelli, che dichiara 135.210 euro e risulta amministratore delegato di Modular e di Domodinamica srl (e’ anche nel cda della Fondazione Opizzoni). Una pagina a parte meritano i tanti dottori in legge del municipio. Si va dal vicepresidente Pdl dell’assemblea, Paolo Foschini, con 166.397 euro d’imponibile, al capogruppo berlusconiano Lorenzo Tomassini (57.369 euro e un’Audi coupe’ 2000). Molto piu’ ‘poveri’ l’ex finiano Galeazzo Bignami (26.359 euro di reddito) e il leghista Manes Bernardini (12.228 euro). Ma redditi ancora piu’ bassi fanno segnare altri consiglieri. Come il guazzalochiano taragato Udc Tommaso Bonetti, che ha 4.390 euro di imponibile e una borsa di studio per l’ultimo anno di dottorato in diritto amministrativo, da 13.638 euro. O come il grillino Giovanni Favia che dichiara 3.797 euro di reddito, ma annota: “Preciso che nel corso dell’anno 2008 ho effettuato diverse prestazioni le quali, causa i tempi prolungati di pagamento, mi sono state liquidate nel 2009”. La palma della piu’ povera spetta comunque ad Ilaria Giorgetti del Pdl, che a dispetto della quota di usufrutto su un fabbricato di otto vani a Cortina D’Ampezzo e di un’Honda Crv, dichiara appena 1.315 euro. www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 01/12/2009

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BOLOGNA CALCIO-BUON PUNTO DEL BFC  

Bologna City News- Si chiude a reti inviolate il match dell’Olimpico fra Lazio e Bologna. Un punto ad entrambe al termine di una gara sostanzialmente equilibrata. Partita vivace sin dai primi minuti: al 7’ gran destro al volo di Zarate respinto dall’attento Viviano. Al 12’ ancora Zarate salta due difensori del Bologna calciava forte da buona posizione e trova la respinta coi piedi dell’estremo difensore emiliano. Al 18' il Bologna sfiorava il vantaggio: Di Vaio approfitta di uno svarione difensivo della Lazio e davanti alla porta di Muslera calcia a lato sciupando la ghiotta occasione. Sul capovolgimento di fronte assist di Foggia per Rocchi che in spaccata alza troppo la mira. Al 20’ cross dalla sinistra di Zarate e debole deviazione di testa di Brocchi. Poi Colomba è costretto al primo cambio: fuori l’infortunato Mingazzini e al suo posto dentro Casarini. Al 34’ punizione da oltre venti metri di Baronio con palla alta sopra la traversa. Al 38’ altra punizione, questa volta di Zarate con traiettoria insidiosa ma fuori dallo specchio della porta di Viviano. Al 40’ contropiede di Guana e palla per l’accorrente Zalayeta con pessima conclusione dell’uruguaiano. Nella ripresa senza ulteriori cambi, il gioco non rallenta. Al 3’ punizione di Adailton da oltre venti metri bloccato senza difficoltà dall’attento Muslera. All’8’ pericoloso sinistro di Foggia con palla che sfiora il palo alla sinistra di Viviano. Al 16' Colomba toglie dal campo Adailton (buona la sua prova) e inserisce Bombardini nel tentativo di vivacizzare la manovra della sua squadra. Ballardini risponde al 21’ con l’inserimento di Meghni (altro ex di turno) al posto di Foggia. Al 25’ l'allenatore rossoblù gioca la carta Osvaldo (al posto di Di Vaio) ma è la Lazio a sfiorare il vantaggio con il sinistro in corsa di Kolarov respinto di piede da Viviano. Al 37' assist di Zalayeta per Osvaldo che calciava forte ma la palla termina a lato. Al 40’ destro in corsa di Meghni di poco fuori. Al 44’ splendida punizione di Kolarov con sinistro a girare che sfiora il palo alla destra di Viviano. Al terzo minuto di recupero Lichsteiner da buona posizione calcia fuori. Un pareggio prezioso per il Bologna, la Lazio invece manca la vittoria e da domani inizierà a preparare il derby con la Roma. TABELLINO Lazio (3-4-2-1): Muslera sv, Diakite’ 6 (27’ st Lichtsteiner 6, Stendardo 5.5, Radu 5.5, Brocchi 6, Baronio 5.5 (40’ st Eliseu sv), Matuzalem 5.5, Kolarov 6, Foggia 5 (21’ st Meghni 5.5), Rocchi 5.5, Zarate 5.5. All.: Ballardini 5. Bologna (4-3-1-2): Viviano 6.5, Zenoni 6, Moras 6, Portanova 6, Lanna 5.5, Guana 5.5, Mingazzini sv (24’ pt Casarini 5.5), Mudingayi 6, Adailton 5.5 (16’ st Bombardini 5.5), Di Vaio 5 (25’ st Osvaldo 5), Zalayeta 4.5. All.: Colomba 5.5. Arbitro: Bergonzi di Genova 6. Note - Angoli: 11 a 3 per la Lazio. Recupero: 1’ e 4’. Ammoniti: Mingazzini, Guana, Matuzalem, Foggia per gioco falloso: Osvaldo e Radu per reciproche scorrettezze. Spettatori: 18.000. by bruno medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 30/11/2009

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Regionali, l'Udc candida Galletti: corriamo da soli, ma mano tesa al Pdl  

Sarà Gian Luca Galletti il candidato per la presidenza della Regione Emilia-Romagna dell'Udc. Un nome su cui il partito di Pier Ferdinando Casini non esclude di costruire «un’intesa più ampia, di tutti coloro che vogliono un’alternativa a questa sinistra mummificata dell’Emilia-Romagna». Mano tesa dunque al Pdl, ma chiusura netta verso una Lega Nord che «ritiene di non dare la cassa integrazione agli extracomunitari». Sono queste le parole del leader nazionale dell'Udc, che ha aperto a Bologna gli stati generali del partito riunito proprio per parlare dell’appuntamento elettorale della prossima primavera. REGIONALI - Gian Luca Galletti, attualmente vicepresidente della commissione Bilancio della Camera «ha dimostrato nei fatti in questa regione e in Parlamento di lavorare con grandissima serietà e produttività». Secondo Casini in Emilia-Romagna «si deve cambiare aria e una discontinuità è necessaria». L’auspicio del leader dell’Udc è di poter costruire sulla candidatura di Galletti «un’intesa più ampia di tutti coloro che vogliono un’alternativa a questa sinistra mummificata dell’Emilia-Romagna». Casini ammicca «anche a chi nell’ambito del Pdl ritiene sia necessaria un'alternativa». Nessuna intesa possibile invece con la Lega Nord: «A chi ritiene di non dare la cassa integrazione agli extracomunitari non chiediamo di fare alcuna strada insieme perchè sono due idee incompatibili». Casini insiste: «A chi ha ritenuto che i problemi della sicurezza si risolvessero con le ronde non chiediamo di fare alcuna strada insieme. Perché queste sono grandi sciocchezze», conclude. IL CANDIDATO - «Abbiamo rotto gli indugi, con il Pdl ci vogliamo confrontare sul programma». È stato il commento di Gian Luca Galletti. Nel suo intervento, dal palco degli stati generali ha avanzato le sue proposte anticrisi, tutte all'insegna della famiglia: riduzione dell’addizionale Irpef, con l’applicazione del quoziente familiare per avvantaggiare le famiglie numerose; una revisione dell’Isee, introducendo un correttivo per sostenere le famiglie al crescere del numero dei figli; riduzione dell’Irap per le imprese; e una revisione del patto di stabilità per consentire a Comuni e Province virtuosi di utilizzare parte del bilancio regionale per fare investimenti sul proprio territorio. «Su queste cose ci vogliamo confrontare, non ci interessano tanto le soluzioni politico-geografiche - ha spiegato - che spostano le cose un po' più a sinistra o un po' più a destra... ci interessano le cose che riguardano i cittadini dell’Emilia-Romagna, perchè siamo preoccupati per il futuro di questa regione». E sulla mano tesa al Pdl, Galletti ha commentato: «Vedo che il Pdl è molto in ritardo sulle candidature, dipenderà molto da cosa vogliono fare. Oggi penso che la nostra posizione sia molto chiara: abbiamo un nostro candidato in campo». E a chi ha avanzato l’ipotesi di un suo ritiro in futuro in caso di accordo, ha risposto sorridente: «Scusate, mi sono appena candidato, mi volte far già ritirare? Lo trovo un po' prematuro». www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: www.corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 30/11/2009

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DALLA CITTA': La Dozza esplode  

- La situazione del carcere di Bologna "è sempre più preoccupante e allarmante". E' quanto si evince dall'ultimo bollettino, fornito dalla Garante delle persone private della libertà Desi Bruno e dalla presidente della Camera Penale Elisabetta D’Errico. Nella struttura sono presenti quasi 1.200 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 480, oltre 300 tossicodipendenti e una presenza di stranieri del 70% (quasi il doppio della media nazionale). I detenuti, ha spiegato la Bruno, "vivono ormai in una condizione disumana" e "stanno perdendo la speranza", perché alla ‘Dozza’, ha raccontato, "ci sono celle di nove metri quadri in cui vivono quattro persone che non possono stare in piedi contemporaneamente". Un’analisi sposata anche dalla Camera Penale, oggi in sciopero: "La nostra protesta continuerà, perché la situazione è ingestibile e chiediamo che siano garantiti i diritti minimi indispensabili", ha sottolineato la D’Errico. Due giorni fa ha iniziato lo sciopero della fame un detenuto albanese da dieci giorni in attesa dell’esito della sua domanda di liberazione anticipata, un ritardo che il Tribunale di Sorveglianza ha motivato con carenze di personale. Proprio la gestione di permessi e misure alternative del nuovo presidente Francesco Maisto è stata duramente attaccata: "Nel 2009 le richieste di permesso premio accolte sono crollate dal 27% al 14%", ha ricordato la Bruno. I magistrati di sorveglianza hanno visitato questa mattina la struttura, "un segnale positivo dopo che Maisto ha sempre ignorato i nostri inviti", ha sottolineato la D’Errico. Nel 2008, parlano i dati della ‘Dozza’, le domande di permesso premio accolte sono state 207 su 569, quest’anno solo 89 su 559, mentre i detenuti impegnati in misure alternative sono appena 29. Anche per il capogruppo Pd Sergio Lo Giudice "la situazione è stata lasciata allo sbando". Questi numeri, ha spiegato, "sono intollerabili per Bologna" e dimostrano "il fallimento delle politiche di contrasto alla tossicodipendenza e all’immigrazione clandestina". Lo Giudice si è detto "stupito" delle politiche del Tribunale di Sorveglianza, di fronte "a dati preoccupanti", augurandosi "possa esserci un’interlocuzione". Tra tante ombre c’è, però, almeno una luce: Conapi e Alcenero hanno deciso di donare al carcere venti alveari e metteranno a disposizioni operatori per fare formazione ai detenuti. www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 28/11/2009

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DALLA CITTA'-Traffico, su Iperbole cantieri e chiusure  

Dai disagi causati dai cantieri del Civis, alle chiusure del traffico previste per gli eventi del Motor Show. Lavori in corso e limitazioni stradali, segnalati in tempo reale sul web. È il servizio offerto dal Comune sulla rete civica Iperbole. Una «mappa della viabilità» in cui sarà possibile visualizzare tutti gli interventi in quel momento in atto in città. Inoltre, per essere aggiornati in tempo reale, sarà disponibile una newsletter specifica, già attiva con cadenza settimanale. SOCIAL NETWORK - E il sito di Palazzo d’Accursio invaderà anche i social network, a partire da Facebook e Twitter: sul primo con la possibilità di diventare «fan», sul secondo per fornire aggiornamenti, comunicati stampa e news dai quartieri.
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 28/11/2009

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LA PROTESTA: Quadrilatero, commercianti e residenti chiedono una pedonalizzazione più seria  

Bologna City NewsUna pedonalizzazione seria. O meglio, una chiusura al traffico più stringente. La chiedono residenti e commercianti del Quadrilatero. Perché le catene che dovrebbero chiudere l'accesso restano regolarmente aperte, lasciando passare chiunque. Ad affermarlo è l'assessore al Commercio Plinio Lenzi, in commissione Traffico a Palazzo d’Accursio. Sul tavolo dei consiglieri comunali, portato dall’esponente del Pdl Daniele Carella, è infatti arrivata una lettera aperta indirizzata al Comune da parte del comitato di residenti di via Clavature e via de' Musei, stanchi per gli schiamazzi notturni, il degrado sotto i portici e il mancato rispetto della chiusura della strada ai non residenti. Ogni giorno e soprattutto ogni sera, riferisce il portavoce del comitato, Primo Zani, le catene che dovrebbero chiudere al traffico via Clavature restano regolarmente aperte, lasciando passare chiunque. «I temi sollevati dai residenti assomigliano molto a quelli che vengono espressi dai commercianti», ha detto Lenzi. Anzi, gli esercenti chiedono di più: «Una maggiore pedonalizzazione del Quadrilatero - afferma l’assessore - oltre al contrasto degli accessi impropri e alla garanzia del rispetto delle regole esistenti». Lenzi assicura che si farà carico di questa «sintonia fra commercianti e residenti», portando la questione all’attenzione della giunta. In fondo, ricorda lo stesso assessore, è un argomento che riguarda non solo chi ha la delega al commercio, ma anche la mobilità, i lavori pubblici e l’assessorato al centro storico. POLEMICA - Fra i consiglieri comunali, però, la denuncia dei residenti scatena il dibattito, soprattutto sul tema della mancanza di controlli da parte della polizia municipale. A difesa dei vigili urbani interviene il presidente del Quartiere S.Stefano, Giuseppe Mioni, che assicura: gli agenti «si muovono e fanno multe», come conferma anche l’ispettore della polizia municipale Carmine Crispino che parla di 2.740 contravvenzioni per divieto di sosta in un anno al Quadrilatero, «quintuplicate rispetto al passato». Il problema, insiste Mioni, è che i vigili «sono troppo pochi e non bastano per presidiare tutto il territorio». Quanto ai residenti del Quadrilatero, il presidente del S.Stefano, che si dice d’accordo sulla necessità di «chiudere completamente la zona agli accessi», aggiunge: «Chi ha scelto di vivere in questa zona del centro deve mettere in conto qualche disagio». Secondo Carella, invece, «non serve militarizzare la città, è un problema di mancanza di credibilità da parte dell’amministrazione: ormai è passato il messaggio che si può fare quel che si vuole». www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 27/11/2009

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Zola, rogo doloso alla Sama Vanno a fuoco sette furgoni Telecamere riprendono tutto  

- Un maxi rogo, questa notte, ha distrutto sette furgoni frigorifero della ditta Sama di Zola Predosa, in provincia di Bologna, che si occupa di trasporto e distribuzione di gelati e surgelati. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme per oltre due ore. Il video girato dalle telecamere della Sama, che inquadrano il parcheggio antistante all’azienda dove i furgoni erano parcheggiati, non lascia dubbi sull’origine dolosa del rogo. Nelle immagini, infatti, non solo si vedono i sette mezzi (parcheggiati vicinissimi alla recinzione) prendere fuoco uno dopo l’altro, ma si intravedono anche sagome di persone, riferiscono gli investigatori. L’immagine, però, è talmente lontana e a bassa risoluzione da non permettere di intuire nulla sull’identità del colpevole. Non sono state trovate rivendicazioni né scritte e il titolare dell’azienda sentito (un secondo socio è momentaneamente all’estero), dicono i carabinieri, ha spiegato di non aver mai ricevuto minacce. La ditta di via Buonarroti, che si occupa di stoccaggio e distribuzione di gelati e surgelati, spiegano i militari, non risulta in deficit, non ha problemi e non ci sono stati licenziamenti. I titolari sono entrambi di Zola Predosa e sono incensurati. Il danno è ingente, nell’ordine di 500.000 euro: sette furgoni sono andati completamente distrutti e un ottavo ha riportato lievi danni. I carabinieri hanno dato una prima comunicazione del fatto al pm di turno Flavio Lazzarini. www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: RESTO CARLINO - Pubblicato il giorno 27/11/2009

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Pusher per neccessità Arrestato meccanico 29enne  

Bologna City News- Rimasto senza lavoro a causa della crisi ha avviato un’attività di spaccio all’ingrosso. Jonathan Rondelli, operaio meccanico bolognese di 29 anni, già noto alle forze dell’ordine per le sue posizioni nazifasciste e come ultrà del Bologna già colpito da un daspo (divieto di assistere agli eventi sportivi), non cedeva la droga ai singoli tossici bensì ai pusher che poi la vendevano in strada. Alla sua attività illecita hanno posto fine gli agenti del commissariato Santa Viola di Bologna. Dopo alcuni appsotamento lo hanno arrestato nel palazzo di via Martinelli, alla periferia del capoluogo emiliano, dove abitava. In cantina aveva nascosto 250 grammi di cocaina purissima. Droga che divideva in dosi che poi cedeva in confezioni da dieci agli spacciatori. A inizio anno Rondelli era finito a casa per via della crisi ma in ottobre l’azienda lo aveva richiamato al lavoro. Nel 2008 Rondelli è stato condannato a 5 mesi per lesioni personali. Nel 2001 insieme ad altri naziskin si era reso responsabile di un’aggressione avvenuta in via Marsala, nel centro di Bologna. Ora è nel carcere bolognese della Dozza a disposizione del pm Maria Gabriella Tavano. www.bolognacity.it bu bruno medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 26/11/2009

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Ancora grave il 40enne al Sant'Orsola  

Restano stazionarie le condizioni dei tre pazienti ricoverati al Sant´Orsola in rianimazione, colpiti da grave insufficienza respiratoria in conseguenza del contagio da influenza A H1N1. Preoccupano ancora le condizioni del bolognese di 40 anni, considerato «senza altre patologie preesistenti», che dopo avere avuto due giorni di febbre, si è presentato con difficoltà di respirazione al pronto soccorso ed è stato ricoverato una settimana fa. L´uomo si è aggravato durante il weekend, lunedì è stato trasferito in cardiochirurgia, per essere pronto per l´applicazione dell´Ecmo, la macchina per la respirazione extracorporea. Le sue condizioni sono leggermente migliorate tra lunedì sera e ieri, ma la prognosi rimane riservatissima. Il professor Gerardo Martinelli, direttore della Rianimazione del Policlinico, che ha in cura i tre pazienti, lancia comunque un messaggio tranquillizzante: «Forme così gravi sono estremamente rare e noi siamo in grado di affrontarle». Nella settimana dal 16 al 22 novembre sono state 9 in tutto le persone ricoverate in terapia intensiva in tutta la regione: un caso a Piacenza, tre a Parma, due a Modena e i tre di Bologna, di cui uno proveniente da Ferrara. Mentre al Sant´Orsola, scelto dall´assessore Giovanni Bissoni come centro di riferimento regionale per le gravi forme di insufficienza respiratoria, tre persone lottano ancora per la vita, la Regione registra un «calo consistente» del contagio nella scorsa settimana (16-22 novembre). L´incidenza è scesa dal 18 al 15 per mille WWW.BOLOGNACITY.IT BY BRUNO MEDUGNO
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 26/11/2009

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Puglisi nella segreteria nazionale del Pd  

Francesca Puglisi, 39 anni, consigliere comunale del Pd entra nella segreteria nazionale del Partito Democratico, composta da sei uomini e sei donne. E' infatti fra i 12 nomi annunciati dal segretario del partito Pierluigi Bersani al termine della direzione. Puglisi, che negli anni '90 e' stata responsabile nazionale Giovani per l'Ulivo, non sarà l'unica emiliana. Bersani infatti in una segreteria di 'giovani sperimentati' (eta' media 41 anni), ha chiamato come coordinatore il piacentino Maurizio Migliavacca, 58 anni www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: repubblica di bo - Pubblicato il giorno 25/11/2009

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Videopoker e slot truccate Truffa da milioni di euro Padre e figlio tra i 10 arrestati  

-Aveva un giro d’affari di molti milioni di euro il sodalizio criminoso sgominato dalla Guardia di Finanza di Bologna e specializzato nel noleggio e nella fornitura di slot machine e videopoker truccati. Al termine dell’indagine «Asso di cuori», coordinata dal pm della Procura felsinea Marco Mescolini e durata circa otto mesi, sono finiti in carcere i tre presunti promotori della maxi truffa, altri sette loro stretti collaboratori (tra cui tecnici informatici e tuttofare) sono agli arresti domiciliari e risultano indagati 33 gestori di bar e circoli (20 a Bologna) che nei loro locali avevano le infernali macchinette. I reati ipotizzati nelle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Alberto Gamberini sono l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa informatica aggravata ai danni dello Stato, l’accesso abusivo a sistema informatico e la violazione di sigilli. Ai domiciliari c’è anche un ispettore della Guardia di Finanza in servizio alla tenenza di Vignola (Modena) accusato di corruzione. Secondo l’accusa aveva il compito di avvertire quando ci sarebbero stati i controlli da parte dei suoi colleghi. E come lui è accusato di corruzione uno dei tre arrestati perchè durante un controllo ha provato a corrompere due militari della Finanza. L’operazione, effettuata in sinergia dal Nucleo di polizia tributaria e dal II gruppo, ha visto impegnati oltre 200 militari che all’alba di oggi hanno eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare (di cui tre in carcere) e oltre 60 perquisizioni nei confronti di fornitori di apparecchi da gioco, bar, circoli ed altri esercizi pubblici, in diverse province dell’Emilia-Romagna (Bologna, Modena, Ferrara), Veneto (Venezia, Vicenza, Padova), Lombardia (Milano, Bergamo, Varese) e Sicilia (Messina). Sono stati sequestrati 152 apparecchi da intrattenimento, 38 cambiamonete, varie migliaia di gettoni, tre autovetture di grossa cilindrata, 5 personal computer, 6 telefoni cellulari e due armi irregolarmente detenute. È stata sottoposta a sequestro pure una sofisticata apparecchiatura wi-fi, attivabile a distanza, nonchè copiosa documentazione contabile ed extracontabile tuttora al vaglio degli inquirenti. La truffa consisteva o nell’alterazione diretta degli apparecchi elettronici da gioco o attraverso l’installazione di un abbattitore che serviva ad inviare dati sbagliati sull’ammontare delle giocate ai Monopoli di Stato o inserendo una scheda aggiuntiva che riproduceva il gioco della slot machine o del videopoker e che veniva attivata con un telecomando a distanza. In tal modo un semplice videogame come «pacman» o «space invaders» diventava una vera e propria slot machine che permetteva il gioco d’azzardo con distribuzione di premi in denaro. Ma grazie all’ausilio di bravi tecnici informatici l’organizzazione aveva raggiunto la nuova frontiera della truffa. Non installava più schede contraffate nei videogame, ma si serviva del sistema wi fi per collegare la macchinetta alla scheda truccata posta all’esterno e che in tal modo era più difficile da trovare in caso di controlli. L’abbattitore serviva per inviare i dati di gioco modificati al Monopolio. In pratica ogni gestore deve pagare un’imposta in base all’ammontare delle cifre giocate. In tal modo le cifre risultavano molto più basse di quelle vere con l’evidente truffa ai danni dell’Erario. (segue) (Mea/Zn/Adnkronos) 24-NOV-09 18:53 NNN = (Adnkronos) - L’ammontare dell’evasione verrà quantificata nel prosieguo delle indagini anche se si parla di molti milioni di euro. Soldi che secondo l’accusa sarebbero stati inviati all’estero. Da qui l’avvio di numerose rogatorie internazionali. Il sodalizio criminale, radicato a Bologna, era capeggiato da Maurizio Maselli, bolognese di 62 anni e da suo figlio Gianluca di 31. Entrambi già noti alle forze dell’ordine. I due sono infatti risultati già coinvolti in una precedente indagine della Dda di Bologna e della Questura di Modena in cui erano indagati degli affiliati al clan dei Casalesi. In quell’operazione, denominata Medusa, iniziata nel febbraio del 2008 e conclusasi nel marzo 2009, i due erano stati indagati per associazione per delinquere, frode informatica e, solo nei confronti del figlio, detenzione abusiva di munizioni. Quest’ultimo, inoltre, è stato arrestato in giugno per detenzione e porto abusivo di armi. Quella pistola con matricola abrasa, secondo l’accusa, sarebbe potuta servire per una spedizione punitiva contro uno del gruppo accusato da padre e figlio di essersi impossessato di circa 300.000 euro dell’organizzazione. Temendo l’omicidio i finanzieri sono intervenuti arrestandolo ma senza mettere in pericolo l’indagine «Asso di cuori». Il terzo in carcere è il bolognese 50enne Gino Corticelli ce aveva procurato la pistola a Maselli. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 25/11/2009

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Bologna: per battere lo smog c’è chi va scuola a piedi  

Per andare a scuola si puo’ evitare di usare l’auto, e camminare, facendo del bene a se stessi e all’ambiente. Lo hanno dimostrato praticamente i genitori di una scuola elementare di Bologna, la Grosso, che hanno dato vita al progetto ‘Affacciati alla finestra’. Con l’aiuto di insegnanti e commercianti della zona, alcuni bambini di quarta e quinta vanno da circa un anno a scuola a piedi. ”Attualmente sono 43 alunni su 225”, ha spiegato Giampiero Mucciaccio del Centro Antartide, che ha portato il progetto come esempio di ‘buona pratica’ per illustrare un’iniziativa del Centro nata in questi giorni per stimolare i genitori a lasciare l’auto nell’autorimessa. Il Centro, Infea Emilia-Romagna, il gruppo di genitori della scuola Grosso, Comune e Azienda Usl di Bologna hanno inviato una lettera aperta ai genitori dei bambini che vivono in citta’ per invitarli a usare di piu’ i piedi. L’ iniziativa e’ in gemellaggio con Milano, dove a promuoverla sono i Genitori Antismog. ”Abbiamo realizzato 5000 cartoline e 500 manifesti”, ha detto Mucciaccio. Tornando al progetto, nato all’inizio del 2008, delle scuole Grosso (nel quartiere Navile), le famiglie hanno fatto conoscere ai figli il percorso da fare. Ogni mattina papa’ o mamma portano il piccolo a uno dei tre punti di raccolta che ci sono nel quartiere. Da dove, all’orario stabilito, i giovani studenti partono assieme. In ognuno dei tre punti c’e’ un adulto. I negozianti lungo il percorso vigilano al passaggio degli alunni e li aiutano nei punti piu’ critici. I bambini, spiega il centro, procedono in gruppo rispettando le regole della strada. Ogni gruppo e’ guidato da un alunno capogruppo fornito di paletta. Tutti indossano il cappellino con la scritta ‘non stirarci’. www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 24/11/2009

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'Grande fratello', avanti tutta Arrivano nuove telecamere  

- Quella di via Farini sparira’ a primavera, ma il Comune di Bologna e’ deciso a puntare sulle telecamere per il controllo del traffico e ad incrementarne il numero. “Ne vogliamo acquistare ancora- spiega l’assessore comunale alla Mobilita’, Simonetta Saliera- per metterle sulle corsie preferenziali di alcune zone dove ci sono linee di autobus ‘forti’”, cioe’ con molti passeggeri, specie quelle filoviare, ma anche per accenderle “dove ci sono dei varchi” da telecontrollare. Quante? “Non ricordo il numero esatto, ma almeno una decina”, risponde l’assessore dai microfoni di Radio Citta’ del Capo specificando che quelle che si compreranno sono “attrezzature di telecontrollo”. Si tratta, prosegue, “di un progetto che non conosco nel dettaglio” ma per il quale sono stati chiesti fondi al Governo e “penso che arriveranno”. Insomma, avanti tutta con gli occhi elettronici, ma anche con le preferenziali (“C’e’ l’obiettivo di aumentarle perche’ i mezzi pubblici possano viaggiare piu’ velocemente”) e la politica a favore delle biciclette. Saliera non chiude la porta, pero’, all’ipotesi di consentire l’accesso al centro storico alle auto euro 5, elettriche, a metano, insomma ecologiche. “E’ una possibilita’” sull’onda delle incentivazioni offerte a questi veicoli per la sosta (in alcuni casi dimezzata, in altri azzerata). Cosi’ come, l’assessore vorrebbe ragionare di come aiutare gli abitanti del centro (e anche per richiamarne altri) a trovare parcheggio dato che ora “neanche i due terzi delle auto” di chi vive entro le mura, trova spazio nell’offerta di stalli, sia su strisce blu che su strisce bianche. Fermo restando pero’ che Sirio, Rita, e il telecontrollo “non sono in discussione. Li apprezzo moltissimo e li ritengo utilissimi”, dice Saliera. Saliera ricorda che grazie a Sirio in centro storico gli ingressi di auto sono calati di cinque milioni all’anno e dunque si andra’ avanti cosi’: “Abbiamo appena presentato un progetto al ministero per rafforzare il sistema” con l’acquisto di nuove apparecchiature. “Il telecontrollo- aggiunge- ha dato risultati e s’ha da fare di piu’. Vorrei farlo dialogando, non in modo coercitivo. Sto tentando”. Come per la scelta di togliere la telecamera di via Farini, su cui “bisogna ragionare” perche’ in ballo non c’e’ solo il tema di quella strada, ma quello dell’arrivo del Tribunale e dell’apertura di un parcheggio pertinenziale. Insomma, una questione “complessa” su cui Saliera e’ ben disposta ad accogliere suggerimenti anche per, eventualmente, modificare la prima ipotesi e poi attuare il superamento della telecamera a primavera. Per questo, non si puo’ avere fretta (come invece hanno i commercianti di via Farini): “Serve un tempo di informazione, discussione e poi di attuazione”. Saliera conferma anche di voler arrivare a superare la soglia del 15% degli spostamenti sulle due ruote a pedali. Da poco, annuncia, sono stati oltrepassati i 120 chilometri di piste ciclabili. Finora “si e’ fatto molto”, ma su questo “dobbiamo migliorarci” anche per far si’ che “i bolognesi che non sono molto abituati ad andare in bicicletta, possano apprezzare di piu’ questo mezzo”. Ci sono gia’ 180 bici pubbliche a disposizione che hanno 3.000 utenti, ma “stiamo valutando se riusciamo a trovare fondi in bilancio per rinvigorire pesantemente il bike-sharing, vorremmo puntare a qualche centinaio di bici nella citta’”, dice l’assessore. Sulle piste ciclabili ci sono progetti in corso e un confronto con le associazioni dei ciclisti per progettare la “ricucitura dei percorsi”. WWW.BOLOGNACITY BY BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 24/11/2009

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BFC-Parla l'ex allenatore Arrigoni  

Bologna City NewsUn anno fa, il suo Bologna stentava assai, ma di quelle dieci giornate di A a Daniele Arrigoni è rimasto un alloro: è stato l´ultimo allenatore rossoblù ad aver battuto una grande. Era il Milan, prima di campionato, quando il neopromosso Bologna sbancò San Siro. Per ritrovare un successo sulle altre grandi, tocca risalire alla notte dei tempi: l´Inter nel 2002, poi più, la Juve addirittura nel ´98. Probabilmente, fare secca una big è ormai pressochè impossibile: però, all´indomani di una sconfitta nitida eppure accompagnata da tante carezze, il dibattito in casa rossoblù s´impone. E´ il caso di dire sempre "ragazzi, grazie lo stesso", o non si deve pretendere qualche cosa di più? Arrigoni, tre gol dall´Inter, che potevano essere cinque, e tutti contenti. Non sarà che si esagera troppo con l´entusiasmo? «Beh, diciamo che è normale perdere con una corazzata come l´Inter, non è il caso di strapparsi le vesti». Lei però vinse a San Siro e fece il contrario: smorzò subito gli animi. «Sono stato un giocatore e sono un allenatore, so come vanno queste cose». Già, come vanno? «Che ci si illude e si perdono di vista i veri obiettivi». Da queste parti, manco a dirlo, la salvezza. «Le squadre come il Bologna si salvano a 2-3 giornate dalla fine, non c´è niente da fare. Ci sarà da soffrire fino all´ultimo, come sempre». Però il Bari a Milano se l´è giocata e il punto all´Inter l´ha strappato. «Era presto, la stagione stava partendo. E comunque il Bari credo che sarà coinvolto nella lotta per non retrocedere, la serie A non fa sconti a nessuno. Certo, ha fatto una buona partenza, ma non è mica al sicuro: più avanti si vedrà». Mettiamola così: provarci contro le corazzate è inutile. «Non dico questo. Contro l´Inter puoi anche provare a pungere, come ha fatto Colomba schierando Di Vaio e Zalayeta con dietro Adailton. In fondo non s´ha nulla da perdere, ma si sa che loro prima o poi te la fanno pagare». WWW.BOLOGNACITY.IT By Bruno Medugno
Fonte: Repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 23/11/2009

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Pure per la Virtus i primi della classe stasera ci prova Lardo con Avellino  

Bologna City NewsNon c'è solo l´Inter al Dall´Ara, in questo week-end: ospiterà una capolista anche la Virtus, stasera alle 18.15 alla Station, l´Air di Pancotto, fin qui imbattuta nelle prime 6 partite. Una pratica non facile per Lardo, che riavrà Penn in condizioni accettabili, mentre per Fajardo restano dubbi, poiché la caviglia azzoppata con Milano duole ancora. Avrà altro spazio Sanikizde, uno dei protagonisti di Varese, e farà gli straordinari Vukcevic, anche se Righetti, rilevato Blizzard operato ieri, potrà dare, oltre ad una mano, pure i primi canestri stagionali. Servirebbero, soprattutto se il passo dovesse dettarlo l´Air, che una sola volta su 6 (con Roma) non ha superato gli 80 punti: una chimera, invece, per la Vu, accarezzata solo con l´Armani, ma in 45´, e perdendo. Sono due squadre agli antipodi, che si somigliano solo nella caccia ai rimbalzi (prima e terza nella classifica di specialità), e su un canovaccio che pare già scritto la Virtus potrebbe giocare a dissestare il sistema altrui. Toccherà a Penn e a Koponen, sotto pressione da qualche settimana, la missione più difficile: bloccare Dee Brown, mente e braccio (18.5 punti) dell´attacco irpino. Al PalaDozza alle 18 la Fortitudo attende Trento, allenata da Vincenzo Esposito, che ne ha vinte 4 delle ultime 5. Finelli dovrà fare a meno di Cittadini per altre cinque settimane: dentro Jordan Losi, guardia, e quindi cambierà l´assetto. Largo ai giovani dentro l´area, Quaglia centro titolare e poi Borra, ma in caso di emergenza da pivot giostrerà Gigena. WWW.BOLOGNACITY.IT BY BRUNO MEDUGNO
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 22/11/2009

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DALLA CITTA'-Legato, picchiato e derubato in casa Notte di paura per un anziano  

Lo hanno lasciato legato, in casa, dopo averlo percosso e derubato. E’ successo ieri sera, in una cascina di via Marco Emilio Lepido a Bologna, ad un pensionato 83enne. La Polizia lo ha trovato questa mattina, dopo che un nipote della vittima ha chiamato il 113 allarmato dal fatto che il nonno non rispondeva al telefono. Il pensionato sarebbe stato assalito da un gruppo di persone, descritte come stranieri dell’Est europeo. Dopo averlo malmenato e immobilizzato, i malviventi hanno rovistato nell’abitazione e nei locali adiacenti, ma non è chiaro cosa abbiano portato via. Il nipote stamane ha cercato di contattare telefonicamente il nonno e, non ottenendo risposta, ha dato l’allarme. Nel cascinale sono intervenuti gli investigatori della squadra Mobile e la polizia scientifica. L'uomo è stato ricoverato al maggiore in condizioni non gravi. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 22/11/2009

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CALCIO-INTER TROPPO FORTE PER IL BOLOGNA  

Bologna City News- L’Inter ha sconfitto il Bologna per 3-1 allo stadio ‘Dall’Ara’ di Bologna nell’anticipo pomeridiano della 13esima giornata del campionato di Serie A. I nerazzurri si sono imposti grazie alle reti dell’argentino Diego Milito al 22’, di Mario Balotelli al 42’ e dell’argentino Esteban Cambiasso al 72’. Dell’uruguaiano Marcelo Zalayeta al 23’ il gol del momentaneo 1-1 del Bologna. L’Inter ha chiuso il match in dieci uomini per l’espulsione del brasiliano Maicon al 91’. IL MATCH - L'Inter di fatto domina, creando occasioni a ripetizione (ci provano subito Chivu e Motta, poi Balotelli spreca tutto a tu per tu con Viviano) e andando a segno con Milito e Balotelli, sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Subito dopo la rete dell’argentino, all’ottavo sigillo, una disattenzione complica i piani dei Mourinho-boys: lancio lungo di Adailton (leit-motiv della gara) e Zalayeta, tra Lucio e Samuel, fa un figurone confermandosi nemico pubblico per i nerazzurri e facendo riscaldare un ‘Dall’Ara' che fin lì si era mostrato compatto soltanto contro Balotelli, beccato di continuo. I campioni d’Italia rischiano in un’altra occasione, quando Cambiasso salva in extremis su Di Vaio. E imprecano quando Stankovic, imbeccato da Thiago Motta, colpisce un clamoroso doppio palo prima che Viviano anticipi Cambiasso sulla linea. Insomma, il colpo di testa con il quale Balotelli riporta avanti i suoi appare moneta più che giusta. Si riparte con Eto'o per Balotelli (ammonito) e con un Bologna più intraprendente e un’Inter più guardinga. Ma sempre pronta a colpire, e allora Etòo fa un numero su Portanova, serve Milito che, complice la deviazione di Viviano, centra la traversa. Altri assalti firmati Maicon e Cambiasso, poi ci prova Stankovic: l’Inter, insomma, sembra non 'volere' chiudere il discorso. Mourinho è perplesso, perché la partita è sempre viva, anche se Julio Cesar ancora non si è sporcato i guantoni. Game over al 27’: Milito scatta sul filo del fuorigioco, attende l’inserimento di Cambiasso che sfrutta un’indecisione di Britos e fa secco Viviano con un sinistro in diagonale. Il Bologna prova generosamente a buttarsi in avanti, ma solo Osvaldo trova uno spiraglio. Nel finale espulso Maicon per proteste. LA CLASSIFICA - Grazie al successo odierno l’Inter consolida il primato in classifica e sale a quota 32 punti, otto in più rispetto alla Juventus, impegnata domani alle 20.45 a Torino contro l’Udinese. Il Bologna resta invece fermo a 12 punti con tre lunghezze di margine sulla zona retrocessione. TABELLINO BOLOGNA: (4-3-1-2): Viviano 6, Raggi 6, Portanova 5, Britos 5, Lanna 6, Mingazzini 6, Guana 5,5 (40’ st Zenoni sv), Valiani 5,5 (14’ st Mudingayi 5), Adailton 6,5, Di Vaio 5,5, Zalayeta 6,5 (25’ st Osvaldo sv). (15 Colombo, 10 Bombardini, 11 Vigiani, 41 Marazzina). All.: Colomba 5,5. INTER: (4-3-1-2): Julio Cesar 6, Maicon 5, Lucio 5,5, Samuel 6, Chivu 6, Zanetti 6,5, Cambiasso 7, Thiago Motta 6,5, Stankovic 6,5 (30’ st Vieira sv), Milito 7 (34’ st Mancini sv), Balotelli 6,5 (1’ st Eto’o 6,5). (1 Toldo, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 15 Krhin). All.: Mourinho 6,5. Arbitro: Rosetti di Torino 6,5. Note. Reti: nel pt 22’ Milito, 23’ Zalayeta, 41’ Balotelli; nel st 27’ Cambiasso. Angoli: 5-2 per l’Inter. Recupero: 1’ e 4’. Espulso: nel st 45’ Maicon per proteste. Ammoniti: Balotelli e Thiago Motta per gioco scorretto. Spettatori: 32.067 (di cui abbonati 12.832) per un incasso di 807.069 (di cui rateo abbonamenti 167.654). www.bolognacity.it by Antonio Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 22/11/2009

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NOTIZIE DALLA CITTA':I commercianti di via Farini:  

- La telecamera Rita in via Farini verra’ tolta, e con lei anche la corsia preferenziale che da anni (ben prima dell’introduzione del telecontrollo) vieta il passaggio ai mezzi privati. Ma non adesso: per arrivare allo spegnimento ci vorra’ “qualche mese”, probabilmente arrivera’ in primavera. Il Comune di Bologna dice insomma ‘no’ al comitato dei commercianti di via Farini, che hanno chiesto un incontro urgente al sindaco Flavio Delbono e all’assessore al Traffico Simonetta Saliera per sapere se lo spegnimento poteva arrivare in tempo per lo shopping natalizio. “No- fa sapere oggi la stessa Saliera- non si tratta di togliere seccamente Rita. C’e’ la preferenziale, c’e’ un ragionamento complessivo su via D’Azeglio per il trasferimento degli uffici giudiziari, c’e’ il garage all’angolo di via Tagliapietre”. Un pacchetto complessivo di misure a cui l’amministrazione sta lavorando e che verranno a breve girate al quartiere per l’acquisizione del parere. Un iter burocratico che, come ammette Saliera, impieghera’ “qualche mese”, rendendo plausibile un via libera “in primavera”, sempre che tutto vada liscio e si trovi l’intesa ad esempio con il quartiere. Non si tratta comunque, chiarisce l’assessore, della semplice rimozione delle telecamera voluta dall’amministrazione Cofferati per impedire l’attraversamento del centro storico. A saltare sara’ la corsia preferenziale. Ma i commercianti di via Farini, come detto, fanno pressing sui tempi del provvedimento “In un periodo in cui la crisi economica si fa ancora sentire ancora molto, nella quale gli esercizi commerciali soffrono, con inevitabili ripercussioni in ambito occupazionale sui posti di lavoro dei dipendenti degli esercizi stessi”, si legge nella nota rivolta ieri dal presidente del comitato Mauro Montaguti, il “comitato degli operatori economici di via Farini chiede che fine ha fatto il proposito del sindaco Delbono, prospettato nel programma elettorale, di eliminare la videosorveglianza della telecamera Rita in via Farini nel tratto tra piazza Cavour e via D’Azeglio”. Il comitato si chiede in particolare “se la suddetta telecamera sia veramente utile sia al miglioramento della viabilita’ sia della qualita’ dell’aria in citta’”. Infatti il tratto stradale in questione, “e’ lungo circa 150 metri; per raggiungere lo stesso punto, evitando la preferenziale, e quindi contravvenzioni da parte di Rita, occorre percorrere circa 2,5 chilometri”. www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 21/11/2009

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Spara e uccide pensionato Poi si consegna ai carabinieri  

- Un pensionato di 64 anni, della provincia di Bologna, è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca nella notte a Roma. Ad ammazzarlo è stato un 27enne, di origini calabresi ma residente a Bologna, che era insieme a lui. Dopo l'omicidio il giovane ha poi fermato un taxi in transito e si è fatto accompagnare dai carabinieri di piazza Venezia per costituirsi per omicidio volontario. I carabinieri hanno sequestrato la pistola una calibro 6,35. Dalle prime indagini sembra che i due avessero avuto già in passato dei dissidi. Il pensionato era incensurato, ma sono in corso indagini nell’ambito della criminalità organizzata. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 21/11/2009

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Arrestato deejay-spacciatore Sequestrati 94 chili di 'fumo'  

- Deejay e spacciatore. E' finita con l'arresto la carriera di ‘’Boomdraw’, nome d'arte per il dj bolognese noto negli ambienti dei festival reggae, finito in manette, insieme a un suo collaboratore e altre due persone, nell'ambito di una operazione delle Fiamme Gialle di Verona che ha portato anche al sequestro di di 94 chilogrammi di droga, tra hashish e maijuana, e di oltre 135mila euro. Il dj era stato tenuto sotto controllo durante diversi concerti reggae, in varie citta’ d’Italia e anche all’estero, come a Vienna. ’Boomdraw’, nome d'arte che in giamaicano significa ‘accendi una canna’ , è stato pedinato fino a quando è scattata l'operazione della Finanza che ha beccato l'uomo e il suo collaboratore in un appartamento di Bologna di fatto utilizzato come deposito e stoccaggio della droga. Da un controllo, dopo che i due si erano incontrati con altre due persone, e’ risultato che all’interno c’erano 13 chilogrammi tra hashish e maijuana. Una serie di altre perquisizioni, tra cui una nell’abitazione del Dj, hanno portato al ritrovamento di altri 81 chilogrammi di droga e di una ingente somma di denaro, ritenuta provento dello spaccio. Le banconote erano contenute in buste sottovuoto e termosaldate probabilmente per essere nascoste in qualche luogo umido, probabilmente sottoterra. E’ stata sequestrata anche un’auto di grossa cilindrata. WWW.BOLOGNACITY.IT BY BRUNO MEDUGNO
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 20/11/2009

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Uova a rischio salmonella 200 mila sotto sequestro Chiusi due ristoranti  

-Nell’ambito dell’attività di vigilanza e controllo sulla commercializzazione illecita di prodotti destinati all’alimentazione umana, i Carabinieri del Nas di Bologna hanno compiuto da settembre ad oggi circa 200 ispezioni in ristoranti, allevamenti, mercatini ambulanti, enoteche e cantine, rilevando più di 150 infrazioni e irregolarità. A Bologna, sono stati chiusi due ristoranti, uno di cucina italiana in via Riva Reno ed uno cinese nei pressi della stazione, dopo la verifica di circa 250 chili di cibo conservato in maniera inadeguata. A Bazzano, nel bolognese, attraverso il controllo di un venditore ambulante abusivo al quale sono state sequestrate 1.350 uova prive di ohni indicazione di rintracciabilità, si è arrivato al sequestro di 208.000 uova in un allevamento avicolo. Ulteriori controlli nell’Imolese permettevano di scoprire irregolarità in un importante centro di imballaggio di uova, con la conseguente sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Controlli anche in una cantina di Minerbio, con il sequestro di 400 ettolitri di vino ottenuto da operazioni di vinificazione abusiva e al di fuori di ogni requisito di sicurezza alimentare. www.bolognacity.it by Bruno Meugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 20/11/2009

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In calo gli incidenti, ma non i decessi Nel 2009 già 12 i morti sulle strade bolognesi  

- Meno incidenti ma stesso numero di morti. Nell’arco di un anno non dà segni di miglioramento la tendenza sulle strade bolognesi: nei primi sei mesi del 2009 hanno perso la vita 12 persone, lo stesso numero del periodo gennaio-giugno 2008. A rilevarlo è l’ufficio statistico del Comune di Bologna che, partendo dai dati ufficiali diffusi dall’Istat sugli incidenti stradali nel 2008 in Italia, ha fatto un’analisi sulla situazione sotto le Due Torri. Nel 2008 i sinistri con infortunio furono 2.506, provocando 20 morti e 3.237 feriti. Nei primi sei mesi dell’anno, gli incidenti in città erano già 1.246, con 12 morti e 1.633 feriti. Il picco fu registrato a maggio, mese in cui si verificarono 236 collisioni tra autovetture e ben sette morti. La tendenza appare simile nel periodo gennaio-giugno di quest’anno. Gli incidenti sono stati 1.142, un centinaio in meno rispetto al 2008, cosi’ come sono diminuiti i feriti (1.455). Restano invece allo stesso livello i decessi, 12 come l’anno scorso, con frequenza costante nell’arco dei sei mesi (2-3 ogni 30 giorni). Sul 2008, il Comune ha anche suddiviso i dati degli incidenti stradali a seconda dei Quartieri. E così emerge che la zona più pericolosa è il Porto, con un tasso annuo di cinque incidenti con infortuni ogni chilometro di strada. Segue il Quartiere S.Vitale, con tre sinistri al chilometro, e il Savena (2,69). La media cittadina è di 2,5 incidenti ogni chilometro. Dal punto di vista dei morti e dei feriti, invece, le zone più pericolose di Bologna sono il Navile (quattro decessi e 552 feriti) e S.Vitale (quattro morti e 520 feriti). Da notare anche il dato del centro storico (che raggruppa le zone Galvani, Irnerio, Malpighi e Marconi): dei 20 morti sulle strade a Bologna nel 2008, tre hanno perso la vita in centro (472 i feriti, 386 i sinistri). Il Quartiere Reno fa invece registrare uno zero nella casella dei morti ed è anche la zona di Bologna con meno incidenti e con meno feriti in termini assoluti. E’ invece Borgo Panigale che fa registrare il minor tasso annuo di incidenti per chilometro (1,2). Per il Comune di Bologna i dati definitivi del 2008 confermano un calo dell’8,6% nel numero di incidenti, una diminuzione molto più consistente dei decessi (-28,6%) e dei feriti (-10%). Secondo i dati ufficiali diffusi dall’Istat, nel corso del 2008 in Italia sono stati rilevati 218.963 incidenti stradali (-5,2% rispetto al 2007), che hanno causato il decesso di 4.731 persone (-7,8%) e il ferimento di altre 310.739 (-4,6%). Nel confronto con le altre grandi città Bologna è al 22esimo posto in graduatoria, con 6,7 incidenti ogni mille abitanti, alle spalle di Roma e prima di Bari, Genova, Reggio Emilia, Modena e Padova. Valori piu’ elevati si registrano invece per Firenze, Milano e Rimini. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 19/11/2009

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Raggirava le banche, truffatore seriale arrestato Una foto lo ha incastrato  

- Era un truffatore seriale, che da anni si impossessava dell’identità di imprenditori e amministratori con cui entrava in contatto. Spacciandosi per loro, raggirava le banche chiedendo finanziamenti e tentando di vendere immobili appartenenti alle loro società. L’uomo, L.P., un romano di 60 anni, era ricercato dal Tribunale di Roma, ma era latitante da mesi: nei giorni scorsi, però, è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Bologna mentre tentava di mettere a segno l’ennesima truffa a un istituto bancario sotto le Due Torri. A permettere la cattura è stato il ‘fiuto’ di un’impiegata della Cariparma di via Marconi, che si è insospettita di fronte alle insistenze del truffatore (da giorni chiedeva appuntamenti mostrando documenti societari), ma anche per colpa di una ingenuità che l’uomo aveva commesso. Alla banca aveva detto di essere un 35enne amministratore di una società e per dimostrarlo aveva esibito una carta d’identità falsificata: nel posto riservato alla foto, però, aveva messo la sua vera immagine, che lo ritraeva nei suoi 60 anni (un po’ troppo rispetto ai 35 anni che risultavano sulla carta). L’impiegata, accortasene, ha allertato la Finanza. Ora L.P., è stato arrestato e portato alla Dozza (il motivo tecnico dell’arresto è l’evasione dagli obblighi di firma prescritti dal Tribunale di Roma). Il maldestro tentativo di truffa alla Cariparma di Bologna, però, gli ha fatto guadagnare anche una lunga lista di ulteriori denunce: per sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, false dichiarazioni sull’identità e tentata truffa. Secondo quanto riferisce una nota delle Fiamme gialle, L.P. aveva messo a segno questo ‘giochetto’ almeno altre cinque volte: tanti sono, infatti, le identità di cui l’uomo in passato aveva cercato di appropriarsi, falsificando documenti di identità personale, ma anche le documentazioni relative ad aziende e società (vere) delle persone che lui fingeva di essere. Gli inquirenti hanno le prove che l’uomo, nella sua carriera di truffatore, abbia falsificato bilanci societari, oltre che visure camerali e catastali. L’obiettivo era sempre lo stesso: presentarsi alle banche con questi documenti nell’intento di ottenere finanziamenti e fidi legati alle società, oppure eseguire operazioni di vendita di immobili. www.bolognacity.it by bruno medugno
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 19/11/2009

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Quando Paramatti era il castiga-Inter  

Bologna City NewsCantava l´Andrea Costa: "Gioca bene, gioca male, Paramatti in Nazionale". E incubo dell´Internazionale. Dei 14 gol segnati in A in rossoblù, Michele Paramatti ne ha fatti 4 ai nerazzurri, in altrettante stagioni consecutive, dal ´97 al 2000. Macigni, perché quando timbrava lui il Bologna non perdeva, a San Siro come al Dall´Ara, dove sabato alle 18 arriva proprio l´Inter e solo ieri, primo giorno di prevendita, sono stati venduti 8 mila tagliandi. Sarà stipata, la casa rossoblù. Paramatti, ma l´Inter che le aveva fatto? «Nulla, ma contro di loro ero più stimolato. Andavamo tutti oltre, giocavamo con più attenzione. Certo, è un caso che abbia segnato per quattro anni di fila. E tutti gol belli e importanti». Ce li racconti. «Il primo fu una girata dopo uno stop di petto, valse il 2-2 finale, in casa. Il secondo fu forse il più importante: mi servì Baggio dall´area piccola e vincemmo a San Siro. Poi il successo nell´andata dello spareggio Uefa, nel ´99: là, siglai la rete del 2-0 con un bel diagonale dal limite, e di nuovo passammo. Infine, l´anno dopo, ancora fuori casa: 7´ alla fine, anticipai Blanc di testa su angolo, e fu l´1-1». E s´inchinò davanti alla Nord. «Sì, i tifosi dell´Inter mi temevano, mancava poco alla fine e fecero il coro: "Paramatti facci un gol". Segnai, e feci la riverenza». Il portiere dell´Inter, all´epoca, era Pagliuca. «Quando ci ritrovammo a Bologna, nel 2003, gli dissi: peccato che ora sei qui. Lui era sollevato, non potevo più fargli gol». Strane (e celebri) storie: Paramatti in A solo a 27 anni. «Ricordo l´estate del ´96. Dopo sei stagioni alla Spal m´allenavo coi disoccupati dell´Equipe Romagna. Mi volle Ulivieri, che mi aveva affrontato in C, e l´anno dopo esordii in A». Già, Ulivieri. Non sempre rose e fiori. «All´inizio lo soffrivo, perché mi stava troppo addosso, poi l´ho rivalutato. M´ha dato una grossa possibilità, e m´ha sempre spronato per farmi emergere». Il trionfo della volontà, insomma. «La fatica l´ho sempre fatta, applicazione e impegno devono essere le prime qualità di un calciatore. Nemmeno i talenti possono crogiolarsi troppo». Nemmeno Baggio e Signori? «Quel Bologna vinceva perché eravamo un buon mix. C´erano i campioni e i faticatori, come me, Nervo, Magoni. Qualità abbinata al sacrificio: correvamo per gli altri con piacere». Oggi si soffre e basta. «Al Bologna mancano i campioni, gente in grado di dare qualcosa in più e di fare da riferimento per i compagni. Vedo buoni giocatori, ma con rispetto non sono all´altezza». In difesa un Paramatti farebbe comodo. «Si potrebbe scommettere sui giovani o sui giocatori delle categorie inferiori. Non sarebbe mica un azzardo». Magari puntando su suo figlio Lorenzo, che gioca nei Giovanissimi Nazionali del Bologna e guarda in alto, in altissimo. «Beh, speriamo abbia una carriera migliore del padre…». www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: Repubblica di BolognA - Pubblicato il giorno 18/11/2009

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Delbono pronto a usare i fondi per il metrò su altre infrastrutture per la città  

Bologna City NewsPrima di vedere il ministro Giulio Tremonti da dirigente dell´associazione dei comuni italiani, il sindaco Flavio Delbono andrà oggi anche al ministero delle Infrastrutture. Non è la prima volta, anzi. E´ ormai una presenza riconosciuta in viale del Policlinico a Roma quella del primo cittadino di Bologna, da quando il ministro Altero Matteoli annunciò a Repubblica la sua disponibilità al dialogo per realizzare le infrastrutture che, ha ripetuto, «non sono di destra né di sinistra». Da allora tra sindaco e ministro i contatti, favoriti anche dalla mediazione dell´onorevole Enzo Raisi, sono stati frequenti. E diverse volte il sindaco è stato al ministero per parlare con i tecnici. Parecchie le cose in ballo, a cominciare dalla richiesta di autorizzazione alla possibilità di realizzare il metrò con i privati. Ma c´è un altro motivo che fino ad oggi non è stato mai rivelato. Delbono sta esplorando tutte le possibilità per disincagliare il metrò dal tunnel burocratico nel quale si è cacciato, compreso un vero e proprio piano B: una soluzione alternativa per salvare i 270 milioni di finanziamento dello Stato e dirottarli su altre infrastrutture bolognesi nel caso in cui l´operazione metrò non riuscisse a partire. Un´operazione complessa che si potrebbe realizzare solo con la collaborazione del governo e la condivisione di molte forze politiche e sociali in città. Anche a questo servono il piano strategico e il masterplan delle infrastrutture per i prossimi 20-30 anni che Delbono vuole realizzare nelle prossime settimane. Il nodo più delicato, la carta che rischierebbe di far cadere il castello del piano strategico è il metrò. E´ l´opera principale, ma è anche quella che rischia di bloccare tutto. Ci sono 270 milioni, infatti, ma ne occorrono altri 150-200, ha ricordato più volte Delbono. Il Comune al massimo ne può destinare 110, ma in realtà non può spenderli perché il patto di stabilità lo impedisce. Un paradosso che ferma tutto. Ma se anche il governo desse il via libera mancherebbe all´appello un bel gruzzolo. Per superare l´ostacolo Delbono ha aperto il ventaglio di tutte le possibilità, persino un coinvolgimento dei privati che appare però complicato da realizzare tant´è vero che il ministero, nonostante la disponibilità di Matteoli, non ha ancora dato il via libera. Se la risposta fosse negativa il metrò resterebbe un gigantesco monumento al nulla. E il principale ostacolo alla realizzazione di infrastrutture per la città. Ecco perché il sindaco, sta esplorando anche una seconda via, quella di un eventuale dirottamento delle risorse su altre infrastrutture cittadine per la viabilità. Quali? Un people mover fino alla Fiera come aveva ipotizzato lo stesso Delbono quando era ancora in Regione, provocando una dura reazione del sindaco Cofferati? Oppure l´utilizzo delle ferrovie dismesse che ancora esistono in città, a partire dalla Veneta? A questo servirà in ogni caso il masterplan delle opere bolognesi. «Finora si è proceduto per pezzettini, senza un disegno organico», ha ripetuto anche ieri Delbono. Serve un piano complessivo, condiviso. Ed è proprio questo il primo obiettivo concreto che si prefigge nei prossimi mesi il piano strategico. Operazione non facile né scontata, in una città che negli ultimi quindici anni ha visto fare e disfare progetti in continuazione, anche davanti al Cipe. Ma proprio per questo serve, ancora più del passato, una volontà politica comune e la collaborazione almeno di una parte dell´opposizione per poter avere il via libera del governo. Un´idea che Raisi ha condiviso dall´inizio ottenendo la benedizione di Matteoli. «Mi fa piacere che a Bologna destra e sinistra dialoghino sulle infrastrutture. Se c´è la volontà politica le soluzioni si trovano, il dialogo in questi casi è fondamentale». La ricerca è cominciata. Resta da vedere se si troverà la soluzione. www.bolognacity.it by Bruno Medugno
Fonte: repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 18/11/2009

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Lucciola uccisa a coltellate, il colpevole confessa E' un siciliano di 25 anni  

C’è un fermo per l’omicidio della prostituta romena di 22 anni avvenuto nella notte tra sabato e domenica in zona Borgo Panigale, alla periferia di Bologna. Si tratta di Francesco Stagnitto, incensurato di 25 anni, nato a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, con un lavoro regolare come operatore socio-sanitario. Dunque, è stato un cliente occasionale ad uccidere brutalmente la donna, sposata e madre di un bambino di 2 anni, che vive con il resto della famiglia in Romania. Verso le 4 di stamattina, incalzato dalle domande degli inquirenti, Francesco Stagnitto ha confessato. Ha ammesso di avere ucciso la donna al culmine di una lite. L’omicida verso la mezzanotte di sabato ha riaccompagnato la fidanzata nella sua abitazione di Loiano, sull’appennino bolognese. I due lavorano insieme in una casa di riposo di Pianoro, sempre sull’appennino bolognese, dove il siciliano vive. A quel punto, a bordo della sua Mercedes si è recato a Bologna in zona Borgo alla ricerca di una prostituta. In viale Togliatti, dopo un lungo quanto indeciso viavai, ha abbordato la 22enne con la quale ha contrattato una prestazione per 40 euro. I due si sono appartati in via delle Serre dove qualcosa non è andata per il verso giusto. Siccome il giovane si attardava la donna lo ha invitato a riportarla in viale Togliatti per continuare il proprio lavoro. Lui ha preteso indietro il denaro che le aveva dato e dopo le proteste della ragazza ha afferrato un coltello da cucina che aveva in auto (acquistato a suo dire per un parente) e l’ha colpita ripetutamente prima alla pancia e poi alla spalla. Infine l’ha gettata in strada ed è scappato. Nella colluttazione è rimasto ferito anche lui all’addome e al polso. In un primo momento ha provato ad automedicarsi ma siccome la ferita andava suturata ha chiamato la fidanzata raccondandole di essere stato accoltellato da un rapinatore mentre andava a comprare le sigarette. Lei ha chiesto aiuto ad una dottoressa nella casa di riposo in cui lavoravano, ma siccome neppure il medico era in grado di fare qualcosa ha chiesto l’intervento del 118 che ha accompagnato il siciliano all’ospedale Sant’Orsola di Bologna dove è stato medicato e giudicato guaribile in 10 giorni. Come da prassi, il 118 ha allertato i carabinieri di Pianoro segnalando la rapina in cui era rimasto vittima il giovane siciliano. A quel punto gli inquirenti si sono messi sulle sue tracce e l’hanno accompagnato in caserma ha confessato il delitto. Al pm Giuseppe Di Giorgio ha poi spiegato di avere accoltellato la donna perché lo avrebbe deriso e insultato rifiutandosi di restituirgli i 40 euro. È stato lui stesso a dire di aver gettato il coltello, poi recuperato dalla polizia, nei pressi di una rampa della tangenziale. Il pm ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di fermo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e già oggi chiederà la convalida al gip. Abbandonata in strada, in gravissime condizioni, ieri mattina la ragazza aveva chiesto aiuto a un suo amico 60enne che poi aveva allertato sia il 113 che il 118. Soccorsa da un’ambulanza la giovane è poi morta durante il trasporto in ospedale. by Bruno Medungo
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 17/11/2009

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BOLOGNA COME NAPOLI?  

Bologna City NewsSacchi della spazzatura depositati fuori dai cassonetti, vicino agli alberi e alle auto parcheggiate. E' quello che ha fotografato venerdì un lettore di Repubblica Bologna, Antonio Imvrenda: "Oltre a sottolineare lo scarso civismo di chi deposita le immondizie fuori dagli appositi contenitori, c’è, purtroppo, da segnalare che il servizio della raccolta dei rifiuti in città è alquanto carente, come si può osservare in moltissime strade. Nel caso di via Zampieri il fatto è forse ancora più grave: la strada si trova nelle immediate vicinanze della nuova sede degli uffici del Comune di Bologna, come si può vedere vedere sullo sfondo di entrambe le fotografie".
Fonte: REPUBBLICA DI BO - Pubblicato il giorno 17/11/2009

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Gazzoni contro il processo breve  

NON SO come definire questa mossa politica se non prendendo a prestito l’espressione già utilizzata dal mio illustre concittadino Pierferdinando Casini: è un’autentica porcheria». Giuseppe Gazzoni Frascara, 74 anni, come suo costume non usa mezze parole. L’ex patron rossoblù ha sempre detto le cose in faccia, senza fare sconti. Per questo si è fatto tanti nemici, specialmente nel mondo del pallone. Ora quel mondo, che a suo tempo l’ha emarginato e poi colpito, è a processo nel tribunale di Napoli. Ma lo scandalo Calciopoli, messo in piedi (secondo l’accusa) da Moggi, Giraudo e tanti altri, rischia di finire con un nulla di fatto, azzerato dalla nuova legge sul ‘processo breve’. I reati si prescriveranno e le parti lese, Bologna in testa, resteranno con un palmo di naso. Dottor Gazzoni, finirà all’italiana, con il solito nulla di fatto? «Certo. I media hanno giustamente rilevato come la nuova norma, se dovesse trovare applicazione, cancellerebbe in un solo colpo processi di grande rilevanza per il cosiddetto popolo dei risparmiatori, come il processo Cirio, Parmalat, Giacomelli. E ancora più odioso sarebbe privare del processo le vittime delle tragedie Thyssen e Casale. Ma c’è un altro processo che verrebbe insabbiato, ed è quello che riguarda i fatti di Calciopoli. Non mi permetto di paragonare la drammaticità della vicenda Thyssen con quella vissuta dal mio Bologna, ma resta il fatto che Calciopoli ha causato gravissimi danni economici a me e molte altre persone che, con grande generosità e passione, avevano investito ingenti risorse economiche e, mi permetto di dire, sentimentali, a sostegno dello ‘sport più bello del mondo’». Il Bologna nel 2005 è retrocesso. Poi la sua finanziaria, la Victoria 2000, è fallita. Qual è l’entità del danno che avete subito? «Sono parti civili a Napoli sia i curatori di Victoria 2000 sia il Bologna di Menarini. Il Bologna chiede 52 milioni di euro, Victoria 32. In sede civile si vedrà poi come spartirli. Secondo me il danno primario lo ebbe Victoria, Menarini prese il Bologna quando era già in serie B. Comunque questo si vedrà in futuro». Intanto bisognerebbe avere il risarcimento. Con il ‘processo breve’ cosa succederà? «Il colpo di spugna. Se passa questa norma cadrà tutto, il caso sarà archiviato». Quindi? «Si potrà comunque ricorrere in sede civile. Ma un conto è avere subito una provvisionale e poi andare in sede civile con un provvedimento penale alle spalle. Un altro è ripartire da zero. Con i tempi della giustizia civile, peraltro». Lei cosa propone? «Bisogna bloccare sul nascere questa pseudo-riforma della giustizia, anche perché, se pure dovesse subire la bocciatura della Corte Costituzionale, ciò avverrebbe dopo un lasso di tempo tecnico necessario alla Corte per la valutazione, mentre i processi sarebbero cancellati subito dopo l’entrata in vigore della legge e nemmeno l’incostituzionalità della norma potrebbe riaprirli». Chi potrebbe bloccare la riforma? «L’unica speranza è che il presidente Napolitano non firmi». I tifosi dovrebbero mobilitarsi? «No, stiamo calmi e pensino a incitare il bravo Colomba e la squadra. Questa è una vicenda che riguarda la passata gestione e che fa fare all’Italia in generale una gran brutta figura. Tra l’altro, non si capisce perché la norma debba essere retroattiva, comportando così anche lo sperpero di milioni di euro già spesi per il proceso e l’inchiesta. Se si mira a rendere più efficace la giustizia, non è il modo migliore per partire...». Qual è il fine, secondo lei? «Non lo so, non mi faccia parlare. Io ho sempre votato in zona centro-destra, ma ora sono sgomento. Non per Calciopoli, in cui sono parte. Sono sgomento come cittadino: non mi va, non riesco a capire. Se i politici vogliono ripristinare la norma dell’immunità parlamentare, così come legittimamente accade in tutti i Paesi democratici, possono benissimo mettere mano a un testo specifico. O magari rispolverare il lodo Alfano modificato. Ma non c’è bisogno di farlo danneggiando ulteriormente e offendendo milioni di italiani già vittime conclamate di odiosi reati. Un mio amico che sta nella Repubblica Dominicana, e non è Gaucci, mi ha detto che anche i loro giornali ci criticano». Gazzoni, la nuova legge azzererà anche il procedimento in cui lei è indagato per bancarotta fraudolenta per il crac di Victoria 2000... «Non lo sapevo. L’ho letto sui giornali oggi (ieri per chi legge; ndr). Lungi da me l’intenzione di approfittarne, per me quelle accuse sono infondate e preferisco difendermi nelle sedi proprie». by bruno medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 16/11/2009

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Blizzard fuori due mesi La Virtus richiama Righetti  

Brett Blizzard si è fratturato il quinto metatarso del piede destro nell'allenamento di venerdì mattina. Gli esami hanno confermato l'infortunio: la guardia della Virtus starà fuori cinquanta giorni. Alla vigilia della partenza per Varese dove i bianconeri sfideranno l'ex coach Pillastrini, Sabatini ha reintegrato in rosa Alex Righetti che da due settimane si allenava con il gruppo ma veniva tenuto fuori dalle partite. Righetti non gioca da maggio. È il terzo infortunio di una certa entità per le V Nere, dopo la frattura della mano destra di Andre Collins e la distorsione a una caviglia di Diego Fajardo. by bruno Medugno
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 15/11/2009

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Errani commosso e ricandidato «Il mio avversario è la Lega»  

Bologna City News «Ci sono, senza remore», dice un Errani a tratti emozionato (tanto da lasciarsi andare alle lacrime, appena concluso il suo intervento, mentre la platea gli tributa una standing ovation), ma molto netto nelle posizioni e anche nella rivendicazione, con «orgoglio» dei risultati ottenuti fin qui. Il presidente della Regione parla di alleanze: «Sulla coalizione discutiamo» ed è chiaro che si fa «sulla base di un progetto di governo». Ma qui «partiamo da un buon risultato della coalizione», di quella Unione in salsa emiliana, con cui «abbiamo governato senza un giorno di crisi e sfido chiunque a dire che è stato un compromesso al ribasso». Anzi, rilancia Errani, «abbiamo fatto quello che avrebbe dovuto fare il Pd a Roma», ovvero un partito forte nell’alleanza di centrosinistra. Che Errani non imputi a Romano Prodi il fallimento dell’esperienza di governo lo si capisce dall’«abbraccio» caloroso che gli manda. Il presidente, e ora ricandidato ufficiale per viale Aldo Moro, risponde anche a chi chiede innovazione, anche nella squadra di governo: una parola che non gli mette paura, anche laddove, dice, il cambiamento impone degli strappi, delle rotture. Ma avverte: «Sto lontano da una retorica astratta su innovazione e nuovismo. Il riformismo è una pratica costante che cerca una sua coerenza». Poco dopo aggiungerà, parlando del Pd: «L’innovazione della classe dirigente non è solo un dato anagrafico, ma anche culturale. La selezione si fa sull’esperienza perchè, credete a me- dice Errani, rivolgendosi alla platea, il cambiamento è fatica. Per ridurre qualche comunità montana, vivaddio, quanto ci abbiamo messo...». Il candidato presidente è consapevole della portata della sfida che lo attende: «Abbiamo una campagna elettorale difficile, non è più il 2005, non c’è più quell’aria. Ma noi abbiamo le nostre buone ragioni». E quando Errani parla di difficoltà non si riferisce tanto al Pdl, che «mi sembra attardato». Il vero avversario per il presidente è la Lega, con cui «ce la giochiamo sul territorio, sulla frontiera, in una grande partita di verità». A livello nazionale, aggiunge, si assiste alla «crisi della destra», una destra vedova «del pensiero neoliberista fallito in questo sistema mondiale». Oggi, lo stesso premier Silvio Berlusconi «è privo del suo maggior punto di attrazione: quello di presentare un sogno credibile». Ed è in questo contesto, secondo Errani, che si gioca il ruolo dell’Emilia-Romagna. Una regione che in questi anni «è cresciuta, ed è cresciuta molto. Ma è chiarissimo, e non da ora, che non è sufficiente il buon governo, lo abbiamo capito da tempo», da quando nel 2004 è stato firmato il Patto di qualità. Ora, incalza Errani, «è indispensabile persino una sfida a noi stessi». Sul terreno della conoscenza, dell’ambiente e del cambiamento demografico: dove bisogna avere «il coraggio di proporre, perchè il partito che ha ambizione di governare deve gettare la palla avanti, e non giocare di rimessa». Ecco allora che bisogna costruire una società multietnica, «senza derive buoniste o visioni sicuritarie», perchè la legalità vale «a prescindere dal colore della pelle». La sfida, ammette Errani, è alta, ma il Pd «è un partito che ha l’ambizione non di governare, non di esercitare il potere, ma di cambiare il mondo. Altrimenti non ha senso stare in questo partito». Il presidente elenca poi i cantieri aperti di recente, partendo dalla riforma di accesso ai servizi: «Non sono i Dico, non sono i Pacs. Abbiamo fatto una cosa semplice, giusta, sacrosanta ed europea. Ovvero garantire l’accresso alla famiglia e anche alle forme di convivenza regolate dalla legge. Perchè è giusto». Con buona pace dell’Udc: «Legittimo», dirà a margine dell’assemblea il loro dissenso. Alleanza sfumata definitivamente? «Discuteremo». E sul welfare, dice ancora Errani, «stiamo facendo, forse troppo in silenzio, la più grande rivoluzione da quando lo abbiamo introdotto». Ovvero, «passare dai servizi alla persona, alle persone, alle famiglie». Ancora, «stiamo lavorando da mesi alla ridefinizione dell’Isee» per dare un maggior peso alle famiglie numerose in primis, ma anche alle nuove povertà. Ancora, riforma della politica: «Siamo tornati a 50 consiglieri regionali, anche se lo Statuto diceva che potevamo arrivare a 67». Il candidato presidente lancia altre sfide, come la trasformazione ecologica dell’economia. Perchè finora la lancetta del consumo del territorio, è schizzata «drammaticamente» in su: «Ora deve tornare a scendere». E sempre in fatto di ambiente, «vogliamo diventare entro il 2013 la prima regione che produce lo stesso livello di energia» verde «della Germania». Un riferimento non casuale, perchè ora il metro di paragone è diventato l’Europa: «Quando ho cominciato- rievoca Errani- il confronto era sempre con la Lombardia, con il Veneto. Era sempre lì che c’era l’innovazione». Ora, lascia intendere Errani, servono prospettive più ampie. Queste sono le cose da andare a dire in campagna elettorale, «un qualche colpo d’orgoglio ci vuole», esorta Errani. Per dare sicurezza agli emiliano-romagnoli e non lasciarli «in balia di un talk show visto la sera prima». Fuori dalla «retorica del modello - aggiunge - vogliamo essere l’anima del cambiamento dell’Italia». Errani parla anche del percorso che ha portato alla sua incoronazione: «Ho sempre detto che non sono un uomo in fuga, non ci sono leader a cui delegare le risposte». Bisogna «tornare fino in fondo ad essere una comunità», bisogna fare la battaglia «del bene comune. Io sono così», conclude tra le lacrime e la standing ovation, andando a prendersi poi l’abbraccio del segretario regionale del partito, Stefano Bonaccini, e dei tanti che sotto il palco gli vanno incontro. by bruno medugno
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 15/11/2009

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L'Anm: il 43% dei processi d'appello in regione dura più di due anni  

Se la proposta dei due anni per grado di giudizio, tetto massimo oltre al quale si arriva all'estinzione del processo, dovesse passare, in Emilia-Romagna sarebbero molti i procedimenti che non arriverebbero alla fine, soprattutto quelli di appello (in primo grado i tempi sono più rapidi). Questa è una delle conclusioni che si possono trarre dai dati forniti dall’Anm (Associazione nazionale magistrati). Nel 43 per cento dei casi nel 2008 e nel 45 per cento nel 2007, i processi con imputati a piede libero davanti alla Corte d’Appello di Bologna hanno avuto durata superiore ai due anni. Il 43 per cento del 2008 corrisponde a 1.631 processi. Il dato della Corte D’Appello comunque è grezzo, perché da un lato comprende anche i processi con pene superiori a 10 anni e quelli che non rientrano nelle casistica del ddl (recidivi, reati di mafia, terrorismo e allarme sociale). Dall’altro i due anni sono calcolati dal momento dell’iscrizione del processo alla Corte d’Appello, e invece la legge calcola i tempi dalla sentenza di primo grado. E dalla sentenza di primo grado alla registrazione nel 2008, i tempi medi sono stati di 238 giorni, cioè otto mesi e mezzo. È quindi molto probabile che tanti altri processi non arriveranno alla fine. AD ESEMPIO - Difficilmente si risolverà quello per disastro colposo, omicidio colposo plurimo e incendio colposo che il 23 dicembre 2006 distrusse un’intera palazzina a San Benedetto del Querceto, nel comune di Monterenzio. L’esplosione, causata da una fuga nella condotta del gas, portò alla morte di cinque persone. Il rinvio a giudizio risale allo scorso agosto, l’udienza preliminare ci sarà a gennaio prossimo. Gli imputati sono 13 e quindi si presume che la preliminare non durerà solo per un’udienza. Dopo ci sarà l’eventuale rinvio a giudizio da parte del Gup, quindi la fissazione del processo in Tribunale, poi il dibattimento, che dovrebbe concludersi con la sentenza di primo grado entro l’agosto 2011. E ancora, ci potrebbero essere l’eventuale appello e la Cassazione. Gli omicidi colposi (sono compresi incidenti stradali, incidenti sul lavoro, colpe mediche) pendenti al 30 giugno 2009 nei tribunali dell’Emilia-Romagna erano 211: 147 erano iscritti dal 2008 in poi; 64 (cioè il 30 per cento) prima del 2008. «Chi pagherà veramente, in una situazione del genere - ha commentato Lorenzo Gestri, presidente Anm dell’Emilia-Romagna - sono le persone offese del reato. E si parla spesso di reati che stravolgono la vita delle persone». PRIMO GRADO - In regione i processi di primo grado finiscono nel 93 per cento dei casi entro due anni, ma dal momento dell’iscrizione al dibattimento al giudice monocratico, mentre sono l’86 per cento quelli che terminano nello stesso periodo davanti al Tribunale collegiale. Dalla richiesta di rinvio a giudizio passa più tempo. I tempi medi dalla richiesta di rinvio a giudizio all’iscrizione in Tribunale nel 2007 erano di 103 giorni. by Bruno Medugno
Fonte: REPUBBLICA DI BO - Pubblicato il giorno 14/11/2009

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Il Grande Fratello al Motor Show In un padiglione i nuovi casting  

- Grande sorpresa per tutti i fans del Grande Fratello 10 e per i visitatori del Motor Show di Bologna, in programma dal 4 all’8 dicembre 2009. Per la prima volta, durante il periodo di messa in onda del reality, saranno riaperti i casting per trovare nuovi protagonisti. Mai, in dieci anni di trasmissioni su Canale 5, era stata data la possibilità di candidarsi per entrare nella Casa più spiata della tv, mentre il pubblico italiano già seguiva in diretta le vicende del reality. La ricerca dei nuovi concorrenti, dunque, ripartirà in occasione del Motor Show 2009, dove un intero padiglione del Motor Show - il 31 - sarà dedicato al Grande Fratello 10: in quest’area, saranno infatti organizzati i casting per chi spera di poter entrare nel programma prodotto da Endemol Italia. Gli incaricati del Grande Fratello intervisteranno centinaia di persone provenienti da tutta Italia: tra loro numerosi fans di questo reality, ma anche tanti giovani appassionati di auto e moto che vorranno mettersi alla prova davanti alla telecamera e, magari, portare nella Casa la loro passione per i motori. Anche chi non sarà scelto per entrare nella Casa del Grande Fratello potrà trascorrere un'intera giornata al Motor Show di Bologna all’insegna della passione per i motori, vedere e provare le ultime novità di prodotto e assistere a gare ed esibizioni sportive uniche. Partecipare al casting è semplicissimo: basta essere maggiorenni, presentarsi al Padiglione 31 del Motor Show, iscriversi gratuitamente e prepararsi a dare il meglio di sé in una manciata di minuti. Il padiglione di 3.000 metri quadrati, gestito da Premiere Produzioni e Digitaly, sarà suddiviso in aree destinate anche ad altre attività : un’area game dove i protagonisti delle edizioni precedenti del Grande Fratello giocheranno insieme al pubblico del Motor Show, un’area entertainment dotata di palcoscenico, dove artisti, ospiti e vip saranno intervistati e potranno esibirsi ed infine un’area relax dove sarà possibile seguire la vita nella Casa in diretta su Mediaset Premium. by Bruno Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 14/11/2009

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A14, assaltarono portavalori Individuati due rapinatori  

- Era la notte del 30 giugno 2008 quando, lungo l'autostrada A14, all'altezza di Castel San Pietro, un gruppo armato di kalashnikov assaltò due furgoni portavalori. Incendiate alcune auto per ostacolare l'arrivo della polizia, la banda di rapinatori fuggì con un bottino di tremila euro. A più di un anno di distanza, sono stati individuati almeno due dei presunti responsabili. Sono fra i sette pregiudicati fermati dalla squadra mobile di Bergamo e per i quali sono scattate le ordinanze di custodia cautelare. Secondo la polizia, gli arrestati sono i membri del commando che, il 9 giugno 2008, lungo la A4, all'altezza di Seriate, rapinò un furgone portavalori. La dinamica fu praticamente la stessa di Castel San Pietro: sempre a colpi di kalashnikov, i rapinatori si portarono via 1.800 euro. Le indagini hanno permesso agli inquirenti di risalire alla banda di professionisti, quasi tutti originari della provincia di Foggia, e alcuni dei quali residenti nelle province di Bergamo, Varese e Lodi. Tutti sono stati accusati di rapina aggravata e continuata, tentato omicidio, danneggiamento aggravato, detenzione e porto d’armi da guerra e clandestine, violenza privata e ricettazione. by Bruno Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 14/11/2009

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Sicurezza, telecamere in arrivo alle fermate di autobus e taxi  

Bologna City News -Ancora telecamere in arrivo. Dopo l'annuncio di nuovi occhi elettronici nel centro storico (le ultime verranno montate a breve al Pratello e nella zona universitaria, oltre che in via Ugo Bassi) e su tutti gli autobus, anche le fermate degli autobus e dei taxi saranno protette da un sistema di videosorveglianza. A dirlo è l’assessore comunale alla Mobilità Simonetta Saliera: «Stiamo ragionando su alcune zone di attesa dei taxi o degli autobus, in modo di dare una maggiore percezione di sicurezza in città - ha detto la Saliera - senza contare che sugli autobus la sorveglianza c’è già e sta dando ottimi frutti». L’assessore ha ricordato infatti che le telecamere sono state montate su 422 mezzi urbani, ma si prevede che prima o poi tutti abbiano la videosorveglianza. Per il segretario leghista Manes Bernardini però non è abbastanza. «Ci vuole un sistema che garantisca non solo l’autista, ma anche gli utenti - ha detto Bernardini – non bastano le telecamere vicino all’autista, ci vogliono obiettivi in tutto il mezzo». REATI SUI BUS IN CALO - Ma alle critiche dell’opposizione il Comune oppone i nuovi dati sulla sicurezza dei mezzi pubblici, i primi da quando sono stati introdotti gli occhi elettronici. Stando alle statistiche le aggressioni agli autisti, le risse e gli episodi di micro-criminalità sono in netto calo: tra gennaio e ottobre del 2009 i diverbi e le aggressioni con gli autisti sono stati rispettivamente 31 (contro i 63 di tutto il 2008) e sette (erano 21 nel 2008). Per i controllori di bordo, invece, si registrano 28 diverbi (53 nel 2008) e 29 aggressioni (27 nel 2008). Quanto agli «episodi criminali» sui bus, da gennaio a ottobre si contano 19 danneggiamenti ad attrezzature, sedili, obliteratrici di biglietti contro le 40 nel 2008. In calo anche diverbi e risse tra passeggeri (12 contro nel 2008). In diminuzione anche i passeggeri che viaggiano senza pagare il biglietto (dal 6,3 per cento del totale degli utenti nel periodo gennaio-agosto 2008 al 5,4 per cento negli stessi mesi di quest’anno). Merito, secondo Palazzo d’Accursio, del servizio di videocontrollo, ma anche della collaborazione fra gli autisti dell’Atc e le Forze dell’Ordine. by Bruno Medugno
Fonte: www.corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 13/11/2009

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Di Vaio: «Colomba ci ha ridato fiducia»  

Bologna City News- «Il mister ci ha ridato la fiducia in noi stessi». Per Marco Di Vaio quello forgiato da Colomba è un Bologna rinato, soprattutto dal punto di vista mentale. Sotto la guida del nuovo tecnico la squadra ha centrato due vittorie importanti, l’ultima in casa con il Palermo grazie alla doppietta di Zalayeta. E ha trovato la via del gol anche con altri giocatori, senza più dipendere esclusivamente dal bomber rossoblù. Ma per Di Vaio non è un problema: «A differenza dello scorso anno non dipendiamo solo dai miei gol, ci sono altri attaccanti che stanno giocando benissimo, come Adailton e Zalayeta. Tanto è vero che quest’anno abbiamo segnato il doppio delle reti rispetto allo stesso periodo dello scorso campionato». AUTOSTIMA - E se il successo di domenica scorsa ha ridato coraggio ai giocatori, la crescita collettiva, secondo il capitano, è merito anche di Franco Colomba, che rispetto a Papadopulo fa giocare il Bologna in modo più propositivo e offensivo. E i risultati per ora gli danno ragione. «Pensiamo all’ultima partita, a differenza delle precedenti il mister ha potuto prepararla in una settimana intera – dice il capitano – ha lavorato sull'autostima, sulla voglia di vincere. Prima invece ci preoccupavamo di impostare le partite giocando sugli altri». Un Bologna offensivo dunque, che con tre attaccanti può puntare anche a fare più punti tra le mure amiche: «Dobbiamo vincere più partite in casa rispetto all'anno scorso, quindi prenderci qualche rischio in più è giusto». L'INTER - Colomba ha saputo recuperare anche qualche giocatore fino a qualche mese fa ai margini della squadra come Adailton ( in realtà già rilanciato da Papadopulo) e soprattutto Osvaldo. «Ada se l’è meritato, è un grande professionista che ora è diventato un punto fermo della squadra – dice Di Vaio – Osvaldo è un ragazzo giovane con grandi potenzialità, qui tutti gli vogliono bene. Deve solo lavorare e farsi trovare pronto quando toccherà a lui». L’ultimo pensiero è alla prossima giornata, che dopo la sosta vedrà il Bologna ospitare la capolista Inter: «Sappiamo che sarà durissima, servirà una partita perfetta. Non dovremmo regalargli nulla e sfruttare le poche occasioni che ci concederanno». by Antonio Medugno
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 13/11/2009

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Nuovo stadio, il Coni dice no Rizzoli:  

- Il nuovo stadio non è la priorità per lo sport bolognese. Arriva l’ennesima voce sonoramente critica nei confronti della costruzione del nuovo impianto per il calcio sotto le Due Torri. Ma questa volta a schierarsi è il Coni, per bocca del suo presidente provinciale, Renato Rizzoli, che propone di usare le risorse economiche disponibili per il nuovo stadio per “la riqualificazione del Dall’Ara e di tutto il comprensorio sportivo adiacente”. Per Rizzoli, dunque, la precedenza va data a ben altri progetti. “Il Coni provinciale - ricorda il presidente in una nota - ha sempre rimarcato, in più occasioni, che le oltre mille società sportive di base del nostro territorio, con oltre 100.000 praticanti tesserati, hanno ben altre priorità da soddisfare”. Numerose federazioni e società sportive, continua il presidente del Comitato olimpico bolognese, “sono alla ricerca di spazi per consentire il regolare svolgimento delle proprie attività, anche quelle che in questi ultimi decenni hanno fatto le spese di un ingiustificato immobilismo in materia di nuova impiantistica, palazzetti e palestre in particolare, di adeguamenti strutturali e di sicurezza dell’esistente”. Certo, ammette Rizzoli, “l’eventuale costruzione del nuovo stadio, affiancato da altre strutture sportive o con diverse destinazioni d’uso, può rappresentare un’opportunità da incoraggiare”, ma solo se “i privati ad accollarsi i relativi costi e il progetto offra garanzie di compatibilità con il piano urbanistico”. Insomma, sostiene il presidente del Coni di Bologna, “il nuovo non dovrebbe oscurare l’esistente, ma dovrebbe contribuire alla sua valorizzazione non in regime di concorrenza ma di complementarietà”. Per questo Rizzoli chiede di investire prima di tutto nel Dall’Ara e negli impianti sportivi minori. by bruno medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 12/11/2009

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Tornano le domeniche a piedi Auto a casa fra gennaio e marzo  

- Tornano a Bologna le domeniche senz’auto. Sarà questa la contropartita per lo stop natalizio a Sirio, sul quale è stato ormai trovato l’accordo (manca solo l’ufficializzazione) con le associazioni dei commercianti e degli artigiani. L’annuncio porta la firma dell’assessore comunale alla Mobilità Simonetta Saliera, che ne ha parlato questa mattina a margine di una seduta di commissione. “Si è pensato di chiudere la città alla cerchia del Mille, per tre domeniche tra gennaio, febbraio e marzoâ€. Sarà l’occasione, ha spiegato l’assessore, per incentivare la frequentazione del centro “con azioni del volontariato e dei commerciantiâ€, anche con iniziative per i più piccoli. by antonio medugno Saliera ha confermato per il resto l’intesa sullo spegnimento di Sirio nelle domeniche pre-natalizie e in alcuni festivi, secondo quanto da tempo in discussione con le categorie economiche. Il modello della ‘liberalizzazione' sarà l’attuale giornata del sabato: Ztl accessibile anche dalle 7 alle 20. Non cambia nulla invece negli altri giorni della settimana e per quanto riguarda la zona universitaria.
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 12/11/2009

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I servizi estesi anche ai conviventi  

La Giunta regionale estende a tutte le persone conviventi sotto lo stesso tetto, sposate o no, i benefici di ogni legge regionale. Non ci sarà più differenza nelle graduatorie per l´assistenza agli anziani, nell´accesso ai servizi sociali, alla sanità o a un semplice prestito d´onore tra chi è legato da un vincolo matrimoniale e chi invece sta insieme per qualunque altro motivo, si tratti di unioni di fatto, convivenze sentimentali o altro. Anche se non si tratta, tengono a precisare in Regione, di una parificazione tra famiglie e coppie di fatto, ma del «riconoscimento antidiscriminatorio dell´accesso ai servizi». A stabilire l´uguaglianza di diritti è un articolo della legge finanziaria regionale approvata ieri dalla Giunta che verrà presentata nelle prossime settimane al consiglio regionale, prevedibilmente tra scontri e polemiche come è sempre accaduto ogni volta che le componenti laiche hanno sollevato il problema. Se passerà, l´Emilia-Romagna sarà la prima regione italiana a superare la disparità di trattamento che oggi riguarda, secondo uno studio di viale Aldo Moro di pochi anni fa, circa 400 mila persone. Il numero dei conviventi, infatti è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni. E´ sempre più frequente il caso di coppie giovani che decidono di convivere senza sposarsi, un fenomeno molto diffuso nella fascia d´età tra i 25 e i 40 anni. A torto, in passato, si era scambiata la questione dei conviventi con quella delle coppie gay o lesbiche che sono soltanto una piccola parte (meno del 2%) della popolazione. Per evitare la solita guerra di religione che bloccò i Pacs e poi i Dico, la Regione ha scelto una via molto pragmatica all´estensione dei diritti ai conviventi. Invece di affermazioni roboanti sull´uguaglianza delle coppie di fatto al matrimonio, ha scelto la via, quasi asettica, di allargare a tutte le leggi regionali ciò che alcune (quella sulla casa) già prevedono. Afferma infatti il comma tre dell´articolo 42 della Finanziaria di viale Aldo Moro: «I diritti generati dalla legislazione regionale nell´accesso ai servizi, alle azioni e agli interventi, si applicano ai singoli individui, alle famiglie e alle forme di convivenza di cui all´articolo 4 del nuovo regolamento anagrafico della popolazione». Che cosa dice il regolamento anagrafico? Stabilisce che «agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune». Basta coabitare, insomma, per poter rivendicare la parità dei benefici. E´ in sostanza ciò che prevedevano i Dico proposti dall´allora ministro Rosy Bindi, poi bloccati dalla rissosa maggioranza che sosteneva il governo Prodi. «Invece di partire da un´enunciazione di principio o di rivendicare l´uguaglianza tra coppie di fatto e matrimonio (che non spetta alla Regione), la giunta Errani - spiega un assessore che non vuole comparire - ha preferito stare alla sostanza, guardare all´uguaglianza dei diritti tra le persone e limitarsi al criterio delle famiglie anagrafiche, cioè delle persone che convivono nello stesso alloggio». Prudenza e precauzione che forse eviteranno uno scontro nella maggioranza, ma che è facile prevedere provocherà un nuovo scontro tra guelfi e ghibellini. Da una parte l´esultanza dei laici, dall´altra l´ira delle opposizioni, dei cattolici integralisti e della Chiesa da sempre contrari a interventi di questo tipo. by antonio medugno
Fonte: REPUBBLICA DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 12/11/2009

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Sicurezza, la Lega vuole telecamere anche sugli autobus  

Bologna City News- Ben vengano le nuove 23 telecamere anticrimine in città, ma la Lega Nord le vuole anche sugli autobus. E infatti, a Radio Tau, il segretario cittadino del Carroccio, Manes Bernardini, annuncia: “Abbiamo un progetto a cui stiamo lavorando per mettere le telecamere sugli autobus”. Un progetto nato a seguito delle segnalazioni di autisti “querelati in base ad accuse di immigrati” che, precisa Bernardini, ora nelle liti e nei contenziosi con chi guida i mezzi pubblici stanno appellandosi al tema dell’aggravante razziale. “Le telecamere non sono la medicina che fa guarire da episodi criminosi, ma possono servire come deterrente. Faccio un esempio: spesso- dice Bernardini- ci sono querele perché su un autobus alle 11 di sera salgono solo quattro persone di una certa nazionalità che ne fanno di tutte e di più, e quando l’autista li richiama a un comportamento più civile, lo querelano per ingiurie razziste”. Se una telecamera filmasse queste situazioni, “quello che un autista dice al passeggero e viceversa, o anche chi sfila il portafoglio dalla borsetta di una signora anziana”, allora l’occhio elettronico può essere d’aiuto “non per reprimere ma per evitare un reato, per dare la possibilità di difendersi. Io parlo da avvocato- puntualizza Bernardini- e certe volte il problema è che mancano le prove. Le telecamere possono servire a colmare questo problema e a fare chiarezza”. I nuovi occhi elettronici, comunque, da soli non bastano e Bernardini rivendica spray e manganelli che ancora non sono in dotazione ai vigili urbani. “Mi spiegate perche’ a San Lazzaro si può e qui no?". Inefficace, poi, per il leghista anche il piano contro i graffiti. “Noi volevamo anche un pugno duro sui writers. Ci sono muri che non richiedono degli artisti per essere ripuliti dai graffiti, basta olio di gomito”, quello di chi li ha disegnati. Questa, per Bernardini, sarebbe stata una “punizione esemplare”. by bruno medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 12/11/2009

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Lo addormentano e poi lo rapinano  

- Narcotizzato da tre rapinatori, fuggiti poi con un bottino di alcune migliaia di euro. E' successo ad un anziano titolare di una gioielleria bolognese di Strada maggiore che si trova a pochi metri dalle Due Torri. In tarda mattinata sono entrati nel negozio tre uomini che si sono finti clienti, per poi aggredire il commerciante 73enne e addormentarlo utilizzando un narcotico. Al suo risveglio lo sfortunato gioielliere si è reso conto della mancanza di alcuni monili e, avvisata al polizia, l'uomo si è recato poi al pronto soccorso per alcuni accertamenti. Secondo il racconto del commerciante, ancora in uno stato di choc, i rapinatori erano di origine italiana e l'effetto del narcotico dovrebbe essere durato circa mezz'ora. by bruno medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 11/11/2009

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INTERVISTA A DEL BONO  

Bologna City News-Sindaco Delbono, a quattro mesi dall´insediamento della sua giunta possiamo fare un primo bilancio del lavoro svolto? Il periodo è breve, ma di cosa è soddisfatto e invece cosa pensa si sarebbe potuto fare meglio? «Le cose che abbiamo fatto sono sostanzialmente tre: di due sono contento, della terza meno. Abbiamo adottato alcuni provvedimenti anti-crisi (tariffe scontate, fondi per le badanti, stimoli agli investimenti) e abbiamo avviato un progetto di riqualificazione della città che ha nella lotta ai graffiti un forte valore simbolico, ma non si esaurisce lì. Sono meno soddisfatto invece di quanto siamo riusciti a realizzare sul piano delle infrastrutture. Non sono nato ieri come amministratore, ma la scoperta più deludente di questi primi mesi è il meccanismo perverso che per esempio fa sì che il Cipe stanzi i fondi che una legge mi obbliga ad utilizzare entro il 30 aprile, ma un´altra legge m´impedisce di utilizzarli. Per questo ho parlato di gioco dell´oca». Il tema delle infrastrutture però è cruciale per il futuro della città... «Per questo nei prossimi giorni, insieme con la Provincia, aveanzeremo la proposta di un piano strategico metropolitano». Che detto fuori dal burocratese significa? «Vuol dire che in un momento in cui le risorse sono molto limitate è inutile continuare a dire bisogna far questo, occorre far quello. Facendo così alla fine non si realizza nulla. Sono 20 anni che a Bologna le cose vanno in questo modo e il risultato è davanti agli occhi di tutti. Occorre invece decidere, tutti insieme, tre o quattro cose sulle quali la città punta e s´impegna, tutti insieme, per realizzarle. E quando dico tutti insieme intendo noi della maggioranza, le categorie economiche, ma anche l´opposizione». Ha già qualche idea in testa? «Le idee le ho, ma occorre che tutti le mettano sul tavolo, senza pregiudizi, senza preconcetti, e da quel confronto escano le priorità sulle quali puntare. Se gliele anticipassi ora si penserebbe che è già tutto deciso, che è solo una sceneggiata, ma non è così. Anch´io, anche il Comune, è disposto a mettere in discussione le proprie idee. L´importante è che dopo aver discusso, tutti si lavori insieme nella stessa direzione. E mi sembra che in questo momento vi siano le condizioni per farlo perché, per la prima volta dopo tanto tempo, la città comincia a cantare in coro». E i tempi di questa proposta? «Io credo che si debba arrivare a definire le priorità entro il primo semestre del prossimo anno, in modo da poterle tradurre in obiettivi di mandato. Faccio un esempio. Se una delle priorità saranno le aree militari, è ovvio che abbiamo a che fare con un progetto almeno ventennale, ma intanto possiamo stabilire insieme da dove cominciare, cosa fare subito, nei prossimi mesi». E ci può essere anche il nuovo stadio tra queste priorità? «Non è compito di un´amministrazione comunale realizzare un nuovo stadio. Il Comune ha già il Dall´Ara, le proposte devono venire dai privati. Per quanto mi riguarda qualunque proposta andrà valutata nel nome dell´interesse pubblico. Io devo rispondere a tutta la città non ad una sua parte, anche se importante com´è il Bologna con i suoi tifosi». Una considerazione che vale anche per i rapporti tra il Comune e la Curia? In questi mesi sono sembrati molto buoni, anche se è appena esplosa una polemica molto dura su Gender Bender. «Le manifestazioni culturali non possono essere che plurali. Questa iniziativa non è piaciuta alla Curia, altre iniziative non piacciono ad altri. Quanto ai toni ciascuno usa quelli che ritiene opportuni. In generale è evidente che la mia formazione cattolica pesa, ma io metto molta attenzione a evitare che vi sia confusione tra il mio bagaglio culturale e il fatto che sono sindaco. Poi, sempre in generale, penso che la Curia abbia gradito il fatto che io sia normalmente presente». Cambiamo tema. In questi giorni abbiamo registrato una diversa impostazione tra l´assessore alla Cultura del Comune e quello regionale sulla necessità o meno di puntare sui grandi eventi per promuovere la città fuori dai suoi confini. Lei cosa ne pensa? «Io penso che abbiamo una strada resa obbligata dalla carenza di risorse. Sarebbe bello poter far da soli, ma abbiamo bisogno di trovare sponsor che sostengano le iniziative e gli sponsor preferiscono appoggiare eventi che abbiano un´eco anche fuori dai confini della regione. Questo non significa però che Bologna non abbia un tessuto culturale ricchissimo che va valorizzato». Pentito di aver voluto due assessori alla Cultura, Sita e Mantovani? «Neanche per idea. Il carico di lavoro è talmente grande che due persone sono appena sufficienti. E sino ad oggi non sono sorti conflitti, anche perché poi la sintesi spetta al sindaco». A proposito di assessori. Quando farà l´annunciato rimpasto di giunta? «Entro l´anno. E sono contento di poterlo fare dopo aver concluso la riorganizzazione della macchina comunale. Ci sarà un riassetto delle deleghe e l´ingresso di un nuovo assessore espresso dall´area politica Pdci-Prc, che fa parte della maggioranza, ma non ha un rappresentante in giunta». Certo che non può lamentarsi di questi primi mesi visto che la sua giunta lavora praticamente in assenza di opposizione... «Guardi, una buona opposizione servirebbe anche a noi. Dobbiamo comunque dedicare tempo alle loro iniziative ed è decisamente meglio discutere con degli avversari agguerriti su cose importanti che non su piccole questioni marginali». Un´ultima cosa. Da pochi giorni s´è insediato il nuovo rettore dell´università. Da sempre si dice che l´ateneo è vissuto come un corpo estraneo dalla città e che occorre ricomporre quella frattura. Tante parole, ma pochissime azioni concrete. «Con Dionigi ci conosciamo da anni ed è interessante pensare che sulla carta potremo lavorare otto anni insieme. In un periodo così lungo si possono fare cose importanti. A cominciare dalla questione abitativa e ad azioni che attraggano gli studenti e li trattengano. Ma cominciamo col dire che il 19 sarò presente all´inaugurazione dell´anno accademico e in quell´occasione non escludo che con il rettore potremo già condividere qualche proposta concreta». by Antonio Medugno
Fonte: REPUBBLICA BOLOGNA - Pubblicato il giorno 11/11/2009

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"Forza Bologna, finché non trovo 300 mila euro  

-Grazie a Walter Fuochi per il commento uscito ieri su Repubblica. Grazie per aver sottolineato il primato di Virtus per l´affluenza di pubblico e aver apprezzato la nostra capacità nel trasformare una gara trasmessa in tv in una festa da vivere insieme. Grazie per averci riconosciuto "tanta forza delle idee": non è una virtù ma la conseguenza dei "pochi soldi" che siamo abituati a gestire in un´azienda dove non spendiamo più di quel che guadagniamo. Siamo bravi a ideare, organizzare e promuovere eventi perché è il mestiere del Gruppo Sabatini da oltre 40 anni: non ho bisogno di mandare messaggi in bottiglia per farlo sapere. Neppure alla Legabasket, per la quale Virtus ha organizzato tre edizioni di successo di Coppitalia: esperienza che considero chiusa, come comunicato al Presidente Renzi. BY MEDUGNO ANTONIO So di non raccogliere unanimità di consensi, ma almeno quello dell´Associazione cui Virtus appartiene pensavo di averlo. E qui veniamo alla precisazione, perché Fuochi fa lo stesso errore del Presidente Renzi. La Virtus non ha cambiato nome; purtroppo non ha, come la stessa Lega, un main sponsor. Avremmo potuto giocare con la maglia Gruppo Sabatini e far pubblicità alla nostra azienda. Invece, pur non essendo ricchi, abbiamo preferito dedicare spazio al marchio Forza Bologna, non uno slogan commerciale o politico, ma un progetto per la promozione della cultura sportiva in una città che ha scritto la storia del basket. Ma voglio rassicurare Fuochi e ovviamente Renzi, che con decisione unilaterale, senza informarci, ha cancellato dalla comunicazione il marchio Forza Bologna: appena troviamo un´azienda disposta a investire 300.000 euro, cambiamo subito nome. Gli 8.000 venuti a sostenere le Vu Nere non hanno comunque avuto crisi d´identità, soffrendo solo per il risultato, a partire dal nostro amato Gigi Terrieri.
Fonte: REPUBBLICA DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 10/11/2009

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In zona universitaria e al Pratello  

Bologna City NewsSaranno presto installate 23 nuove telecamere nelle zone più calde del degrado: via Belle Arti, via delle Moline, in via Ugo Bassi e al Pratello. Ventitré nuove telecamere per filmare e individuare chi trasgredisce la legge. le telecamere per la sicurezza in città diventano così 323. E' l'effetto di un bando appena assegnato da Palazzo D'Accursio, che comprende anche la sostituzione di cinque telecamere già esistenti e il miglioramento tecnologico di altre 28, che permetteranno di ottenere immagini più nitide a minor costo. In tutto, dunque, 56 telecamere, che sono costate all'amministrazione comunale 171.000 euro. Le prime dovrebbero essere montate entro una decina di giorni al Pratello e l'installazione dell'intero pacchetto dovrebbe essere completata prima della fine dell'anno. by bruno medugno
Fonte: REPUBBLICA DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 10/11/2009

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Curia, attacco al Comune per il finanziamento a Gender Bender  

Bologna City News-C´è chi propone la disobbedienza fiscale e chi invita a non pagare il canone Rai. Il settimanale della Curia lancia, provocatoriamente, una nuova rivolta all´insegna di quello che definisce "un sano populismo": «I cassintegrati, i precari, chi non sa come sbarcare il lunario, portino le loro bollette e i loro affitti agli assessorati alla cultura regionali, comunali, provinciali». Una rivolta contro chi spende denaro pubblico per «offendere il sentimento religioso dei bolognesi». Bologna Sette che si apre con una dura invettiva del cardinale Carlo Caffarra contro la sentenza della Corte Europea sul Crocefisso a scuola ("I Barbari sono tornati") attacca, senza mai citarla, Gender Bender, la manifestazione che quest´anno aveva scelto per una sua rassegna un titolo indigeribile per la Chiesa: «Corpus Domina». Una manifestazione in passato violentemente criticata da via Altabella. Questa volta la Curia aveva preferito limitare a poche parole la protesta per non dare l´occasione agli organizzatori di «presentarsi come vittime di un attacco liberticida». Ma a festival concluso il giornale dell´Arcidiocesi torna su quel «titolo blasfemo». Per dire che «ancora più scandalosa di certe esibizioni è la filosofia amministrativa trasversale (che ha contagiato giunte di segno opposto a quello attuale) che, sotto la foglia di fico della cultura, paga nefandezze con i soldi di tutti». Prendete buona nota, scrive Stefano Andrini: 25mila euro dalla Regione, 12mila dal Comune e 2mila dalla Provincia. «Per l´assessore regionale sono spesi beni e a noi vengono i brividi - commenta l´inserto di Avvenire - pensando alla crisi economica e alle famiglie che non arrivano a fine mese». Da qui l´invito: tutte le bollette agli assessori alla cultura. by bruno medugno
Fonte: REPUBBLICA BOLOGNA - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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"A causa del fumo ogni giorno in Italia muoiono 200 persone"  

- Si parla tanto dei morti per l'influenza A, ma si finisce per dimenticare le vittime di tumore, a causa del fumo. ’L’altro giorno sul giornale si parlava di due persone morte per l’influenza A. Non ho letto però da nessuna parte dei morti per il fumo: in Italia sono 200 ogni giorno, 80 mila all’anno’’. Lo ha sottolineato Pier Luigi Lollini, professore di oncologia all’università di Bologna e coordinatore del comitato scientifico dell’associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) dell’Emilia Romagna, intervenuto al MamBo in occasione di un incontro per la giornata nazionale della ricerca sul cancro, organizzato dall’associazione e moderato da Pierluigi Masini, vicedirettore del Resto del Carlino. Un particolare accento è stato posto dall'oncologo sull'esigenza della prevenzione: “Il fumo causa il 30% dei tumori, il 90% di quelli al polmone: questo tipo di cancro è uno di quelli più difficili da curare, ma si può prevenire abbastanza facilmente’’. Nel futuro, secondo l'oncologo, sarà fondamentale la terapia mirata: “Possiamo riconoscere i bersagli nelle cellule tumorali e concentrare i farmaci per colpire le molecole giuste. Ci sono medicine specifiche per i diversi tipi di tumore: ad esempio gli anticorpi monoclonari’’. Si intende “dimezzare la mortalita’ di alcuni tipi di tumore, tra il 1990 e il 2015’’. by Bruno Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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Due Coop assaltate con l'esplosivo e l'aspirapolvere  

- Due assalti in un’ora. Due tremendi botti nel cuore della notte a Minerbio e Bologna hanno annunciato il ritorno in grande stile degli specialisti dei furti esplosivi. Con qualche novità tecnica, come l’aspirapolvere succhia banconote’, che alcuni testimoni oculari hanno notato fra gli attrezzi della banda in fuga e che doveva servire per rastrellare velocemente le banconote dopo l’apertura delle casse. Nel raid sono stati presi di mira i caveau delle Coop. ll primo colpo, non riuscito, è andato in scena tra le 2 e le 3 in via Garibaldi, a Minerbio. I malviventi hanno tentato di far saltare la cassa continua della Coop Reno ma l’esplosivo o il gas acetilene impiegato è stato sufficiente a far saltare solo lo sportello in acciaio a copertura della cassaforte. Il forte boato e i rumori delle vetrine infrante hanno svegliato il paese. La Coop, infatti, si trova nel centro di Minerbio e dietro alla struttura c’è pure la caserma dei carabinieri. Il radiomobile della compagnia di Molinella è arrivato in cinque minuti, ma i ladri si erano già dileguati perché accerchiati dai residenti. Nel corso della fuga un cittadino è riuscito a scorgere uno degli attrezzi usati dai soliti ignoti. I malviventi, che secondo le prime informazioni erano tre, vestiti con tute bianche, pare che avessero con loro un aspirapolvere, oltre all’armamentario di norma utilizzato per far saltare la cassa blindata. Nonostante la violenza dello scoppio, lo sportello interno ha resistito ed è forse per questo che nel successivo assalto i ladri hanno esagerato con le dosi. I carabinieri hanno infatti ben pochi dubbi sul fatto che ad agire in entrambe le occasioni sia stato il medesimo commando. Alle 3,30 una specie di terremoto ha fatto tremare il centro commerciale Meraville di viale Carnacini, fuori San Donato. La banda ha preso di mira la cassa continua presso la Coop&Coop. Per entrare avrebbero forzato con un piede di porco, ritrovato sul posto, la porta del caveau che si affaccia all’esterno; quindi hanno fatto saltare il forziere e razziato contanti e assegni per oltre 100mila euro. Lo scoppio è stato così forte da infrangere un vetro blindato mentre lo sportello della cassa è stato proiettato con tale potenza da sfondare una parete di cemento armato. Le indagini sono condotte dai carabinieri della stazione Mazzini. I rilievi scientifici del reparto operativo dovranno stabilire se tanta energia sia stata sprigionata dalla ormai classica miscela di acetilene o da qualche esplosivo più professionale e pericoloso. La dinamica del colpo viene messa a confronto con i due assalti compiuti il 18 maggio e il 12 ottobre nel vicinissimo negozio della Decathlon, con un bottino di oltre 170mila euro. Alcuni dettagli operativi però sembrano non corrispondere. Al vaglio degli investigatori ci sono anche le immagini della videosorveglianza. by Antonio Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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Zalayeta-Di Vaio, Palermo ko Per il Bologna tre punti d'oro  

Bologna City News - Dopo il Siena il Bologna di Colomba supera al Dall’Ara anche il Palermo per 3-1 conquistando tre punti d’oro. Decide una doppietta di Zalayeta, fino a questo momento all’asciutto e un gol di Di Vaio; in mezzo il momentaneo pareggio di Kjaer. Sicuramente meglio la formazione rossoblù contro un Palermo versione trasferta, lento, dalle idee piuttosto confuse e in campo con un approccio sbagliato. Discreto avvio del Palermo che tiene il controllo del match con un lungo possesso palla, il Bologna prova a ripartire in velocità. Al 9’ Di Vaio da sinistra serve in area Adailton che prova la girata acrobatica, centrale per Sirigu. Cresce il Bologna che al 16’ ha una buona occasione: bel cross di Lanna da sinistra e colpo di testa di Adailton alto per un soffio. Il Palermo non trova spazi perché il Bologna quando si difende lo fa benissimo e Miccoli gode di poca libertà. Al 42’ il Bologna passa in vantaggio: Di Vaio mantiene con caparbietà il pallone al centro dell’area sfruttando una mischia, lo serva a Zalayeta che non ha difficoltà a battere Sirigu; prima rete in rossoblù dell’attaccante che zittisce la curva dopo che lo aveva prevalentemente fischiato. Immediata la risposta del Palermo che pareggia al 45’: punizione di Miccoli, il traversone attraversa tutta l’area e finisce sul secondo palo tra i piedi dell’isolato Kjaer che infila Viviano; errore di distrazione della retroguardia rossoblù. Il primo tempo finisce qui. Nella ripresa al 4’ il Bologna torna in vantaggio: Zalayeta viene servito sul filo del fuorigioco in area e con un rasoterra infila Sirigu che si scontra con Migliaccio. Il Palermo reagisce e Budan ci prova con una perciolosa conclusione al volo. Sirigu invece esce provvidenzialmente con i piedi ad anticipare Di Vaio. Zenga fa entrare tutti gli attaccanti che ha disposizione, ma non serve. Al 43’ Viviano è costretto ad anticipare Miccoli lanciato a rete. Al 45’ gran conclusione di Bovo da fuori, deviazione in angolo. Al 47’ decisivo Lanna in area in anticipo su Miccoli. Al 48’ il 3-1 del Bologna in contropiede con errore di Kjaer che consegna a Di Vaio il pallone vincente. by Antonio Medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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Tredicenne tenta il suicidio a scuola, indagate preside e insegnante  

-Due persone sono indagate dalla procura di Bologna nell’inchiesta aperta sul tentato suicidio del tredicenne che giovedì si è buttato dalla finestra dell’ufficio di presidenza della scuola privata Maestre Pie dell’Addolorata, e che è ancora in coma. Sono la preside dell’istituto, suor Stefania Vitali, e la professoressa che quella mattina, fuori da scuola, sorprese alcuni ragazzi (tra cui il tredicenne) con qualche sigaretta. Per questo poi l’adolescente fu convocato dalla preside. Nel fascicolo del pm Giuseppe Di Giorgio, l’ipotesi di reato iscritta è quella di abuso dei mezzi di disciplina, come previsto dall’articolo 571 del codice penale. Un’iscrizione che risulta un atto dovuto da parte degli inquirenti nei confronti delle indagate, che potrebbero poi eventualmente essere chiamate a difendersi in un ipotetico giudizio. Le informazioni di garanzia sono state notificate ieri sera alle due donne dagli agenti del commissariato Santa Viola, intervenuti nella scuola per i primi rilievi. I genitori, invece, sono parti lese. by Antonio Medugno
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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IL BOLOGNA SI DA' AL POKER ON LINE  

Bologna City News- È un marchio specializzato nei poker on line a scommettere sul Bologna. Sulle maglie rossoblù, oltre al simbolo del centenario, sotto il secondo sponsor Serenissima, comparirà il logo della Big: la Best In Game spa. Lo sponsor principale del Bologna Fc per la stagione 2009-10 è una società che gestisce giochi on line, nel pieno rispetto delle normative. L'unica azienda italiana ad aver realizzato piattaforme per il gioco virtuale, in particolare per la variante del poker di gran moda, il Texas Hold'em, totalmente in house. IL BOLOGNA - «Abbiamo impiegato poco tempo per sottoscrivere l'accordo - è stato il commento del direttore generale Pier Giovanni Ricci alla presentazione del nuovo sponsor di maglia -, valido fino al termine della stagione con la speranza di ottenere il rinnovo di questa fiducia, dopo aver constatato le affinità tra le nostre attività, entrambe nel settore dell'intrattenimento. Quella dei giochi on line è un'attività giovane e in grande sviluppo e con Big partirà un interessante progetto di co-marketing». BIG - «Abbiamo scelto di diventare sponsor del Bologna perché riteniamo che i nostri due interessi abbiano grandi similitudini - ha risposto Marco Roncolato, presidente e fondatore della Big -. Il mondo del poker esce da una situazione molto strana in Italia: se prima era qualcosa che andava tenuto nascosto, oggi grazie alla lungimiranza dei Monopoli di Stato è uscito da questo "mondo oscuro" e ha sorpreso tutti diventando un fenomeno cresciuto enormemente, ben oltre le aspettative, nel giro di un anno (la stima del giocato per il 2009 è di oltre 2,2 miliardi di euro)». La Big è un'azienda piccola rispetto ai grandi player del settore, e per Roncolato: «Con la scelta di diventare sponsor, intendiamo consolidare e migliorare la visibilità del nostro marchio, oltre a realizzare un progetto di co-marketing col Bologna in modo da rafforzare la nostra presenza nel mercato dei giochi on-line».
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 07/11/2009

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Studente si lancia nel vuoto  

- «Per una sigaretta, ma si può?». Il pianto interrompe e frantuma le sillabe, ma il senso delle parole è chiaro. Un dolore inimmaginabile, e difficilmente trascrivibile, attanaglia la sala di attesa davanti al reparto di Rianimazione del Maggiore quando irrompe, fiondandosi fuori dall’ascensore, il padre del tredicenne che giovedì mattina si è gettato dall’ufficio della preside dell’istituto ‘Maestre Pie dell’Addolorata’. Abbraccia stretta la moglie, poi esplode in un pianto violento. Il loro unico figlio è ancora in prognosi riservata dopo il tragico salto nel vuoto. La mamma ha dovuto affrontare la prima notte di veglia senza il marito, via per lavoro in Germania, e rientrato ieri alle tre del pomeriggio con il primo volo disponibile. È visibilmente provata. «Il mio bambino» è la sola frase che pronuncia, quasi invocandolo, con i tanti amici e parenti accorsi per sorreggerla in questo momento. Ore di attesa laceranti e qualche chiacchiera: «Siamo diventate amiche dopo il viaggio ad Helsinki, in Finlandia, mi ricordo che si ruppe anche un braccio. Ho chiesto a mio padre in cielo di pregare per lui» racconta la madre di un compagno di classe a una zia del bambino, ancora sconvolta: «Quando l’ho sentito alla televisione, ho avuto un sesto senso, me lo sentivo che era lui, spero solo che non capiti come a Karim, il piccolo caduto dall’altalena». Tra le persone presenti al Maggiore c’è anche suor Stefania Vitali, la preside della scuola. «È stata molto carina e gentile — sussurra la madre —. Abbiamo pregato insieme in ginocchio vicino a lui». Il ragazzo era stato convocato proprio in presidenza per alcune sigarette che aveva con sé e che stava armeggiando, fuori dalla scuola, insieme ad alcuni amici. Ma questo non può bastare a un genitore per spiegare quel gesto: «possibile che sia stato per una sigaretta? Una sigaretta?» ripete il padre senza trovare pace.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 07/11/2009

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Nuovo stadio, fumata nera in Comune dopo il vertice tra Menarini ed enti locali  

- Niente da fare. Almeno per ora. Dopo un vertice durato meno di venti minuti arriva la fumata nera per il nuovo stadio. Renzo Menarini «ha preso atto che la scadenza ravvicinata imposta dalla Figc non consente ad oggi a Comune e Provincia di individuare un ambito idoneo dove collocare il progetto in conformità all’interesse pubblico e agli standard richiesti dalla Uefa», si legge in una nota firmata oltre che dal patron rossoblù, anche dal sindaco Delbono e dalla presidente della Provincia Draghetti diffusa al termine dell'incontro a Palazzo D'Accursio. Potrebbere essere proprio il progetto di Menarini a non rispondere ai requisiti richiesti da Comune e Provincia, visto che le aree non mancano e alcune sono individuate dal Ptcp, il piano regolatore della Provincia. -LA SOCIETA' - La società Aktiva, proprietaria del Bologna Calcio, «si è resa disponibile - si legge nella nota - a presentare un’ipotesi di programma urbanistico comprensiva del nuovo stadio». Ipotesi, che «anche in previsione della possibile candidatura dell’Italia agli Europei di calcio 2016, il Comune e la Provincia hanno preso in considerazione». Evidentemente, però, non si è verificata l’equazione richiesta dalle amministrazioni locali tra progetto e rispondenza all’interesse pubblico che, Comune e Provincia hanno posto come precondizione irrinunciabile. La nota congiunta è stata diffusa al termine di un incontro durato una ventina di minuti al quale erano presenti Alessandro Menarini, figlio del proprietario del Bologna, PierGiovanni Ricci, direttore generale della società sportiva, Michele Uva per la Fgci, Delbono e l’assessore comunale all’Urbanistica, Maurizio Degli Esposti.
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 06/11/2009

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Voleva Bologna e Milan Ora Taci è in stato d'arresto Accusato di aggressione  

Bologna City News- Si è costituito a Tirana Rezart Taci, il petroliere albanese che in estate era entrato in trattativa per acquistare il Bologna. Era ricercato per l’aggressione a un giornalista avvenuta lunedì scorso in un pub della capitale. Il presidente della Taci Oil, la più importante società petrolifera albanese, si è consegnato agli agenti dopo la decisione del tribunale di confermare il provvedimento di arresto per lui e le sue due guardie del corpo, già finite in manette. La vicenda continua a suscitare enormi polemiche in Albania, ed è stata occasione per rinnovare le critiche al governo Berisha, accusato, dall’associazione dei giornalisti e dalle opposizioni, di pressioni sui media per limitarne l’autonomia e il diritto di critica. Il giornalista aggredito, Mero Brace, è un noto opinionista e conduce una trasmissione di giornalismo investigativo. Dopo l’aggressione è stato ricoverato in ospedale con contusioni in diverse parti del corpo. Taci ha nuovamente respinto le accuse, e si è detto vittima di un complotto che mirerebbe ad alienargli il controllo della compagnia petrolifera.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 06/11/2009

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Nuovo stadio, questa volta ci siamo Domani il piano di Menarini alla Figc  

Bologna City News -Renzo Menarini, il Bologna Fc, il nuovo stadio, Euro 2016. Il rebus su dove e come costruire il nuovo impianto che dovrebbe sostituire il Dall’Ara e spalancare le porte dei Campionati europei di calcio del 2016 alla città (interessata a ricevere finanziamenti statali, peraltro affatto certi, per l’ospitalità) verrà sciolto domani a Palazzo d’Accursio nel summit fra l’amministrazione, il Bologna Fc e la Figc. -Il Geometra Menarini non è però un imprenditore incline alle anticipazioni, neppure quelle minime. Dagli uffici della sua impresa di costruzione, la Cogei, non trapela niente. «L’incontro? Massimo riserbo sulle date», dice il costruttore, ma tutti sanno che domani, in tarda mattinata o al massimo nel primo pomeriggio, le parti si ritroveranno in Comune: il sindaco Delbono, l’assessore allo sport e all’urbanistica Degli Esposti, i dirigenti di settore, Renzo e Alessandro Menarini con il dg Ricci e i rappresentanti della Federcalcio con il project manager, Michele Uva, accompagnato dai tecnici di una società di consulenza americana specializzata nel valutare l’impiantistica delle città candidate a Euro 2016. Qualche disegno quindi, magari più un master plan che un progetto vero e proprio, il Geometra presenterà e non sarà quello previsto nel piano di sviluppo delle aree a nord del casello autostradale della Fiera disegnato dalla società Operae di Vittorio Casale, proprietario di quegli strategici terreni. «Io so quello che faccio io», dice seccamente Menarini prendendo le distanze da Casale. «I progetti di cui lei mi parla non mi riguardano. Il progetto che presenterò è della mia società e porta la firma del Bologna Fc». Certo, perché l’operazione, oltre che immobiliare, è quella di patrimonializzare il club rossoblù. IL PROGETTO - Dunque, a Palazzo d’Accursio Menarini presenterà qualcosa di diverso dall’oggetto disegnato da Casale. «Il nostro progetto è calato in un ambito che deve avere l’approvazione delle istituzioni e deve rispondere alle esigenze del Ptcp e del Psc (i piani regolatori di Provincia e Comune)». E poi aggiunge: «l’area deve essere ancora definita». Se questo è vero non siamo proprio a cavallo, anzi. A quanto pare, l’idea iniziale che aveva Menarini, di costruire a Bentivoglio-Funo, a 20 km dalla città, s’è parecchio raffreddata dopo il dibattito politico da cui sono emersi da entrambi gli schieramenti dubbi e perplessità su quella ubicazione «troppo lontana», suggerendo invece un intervento «in città». Nuovi terreni però non sono stati individuati, a detta del Geometra. In ogni caso, alla Figc non interessa dove verrà realizzato lo stadio, ma solo che l’amministrazione sostenga il progetto, riservandogli, per l’approvazione finale, le promesse corsie preferenziali. Corsie necessarie visti i tempi ristretti di consegna del dossier all’Uefa: a metà gennaio le carte del progetto con relative autorizzazioni dell’amministrazione (non chiacchiere), a metà febbraio l’invio del dossier nazionale della Figc a Nyon, in Svizzera, sede dell’Uefa, a maggio infine l’assegnazione dei campionati da parte dell’organo calcistico europeo. E infatti da Roma, sponda Figc, fanno sapere che siamo già al limite dei tempi previsti. Del resto l’incontro di domani era stato calendarizzato per la settimana scorsa, ma poi, su richiesta dell’ingegner Menarini, Alessandro, figlio di Renzo, che segue in prima persona il progetto, è stata concessa una proroga di una settimana. IL COMUNE -A questo punto vedremo come il Comune (e poi la Provincia) potrà rassicurare la Figc dal momento che, a detta dello stesso Menarini, non conosce ancora e neppure domani conoscerà l’area sulla quale vuole operare, cioè costruire, il Bologna Fc. L’unica certezza arriva invece da Operae: nei disegni della sua megacittadella uno stadio di calcio nuovo c’è. E così Palazzo d’Accursio potrebbe ritrovarsi con un progetto definito di Vittorio Casale che però non ha una squadra di calcio e uno di Menarini che possiede il pallone (e una convenzione sul Dall’Ara che scadrà nel 2028) ma non ha ancora individuato (o semplicemente comunicato) l’area su cui realizzarlo. Il rebus si complica. A meno che i due, Menarini e Casale, non si accordino in qualche modo (tante le possibilità), con il Comune e la Provincia che avallano e garantiscono. by bruno medugno
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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Giornalista pestato: "taglia" di 10 mila euro sul petroliere Rezart Taçi  

- L’unione dei Giornalisti Albanesi ha messo una taglia di 10mila euro su Rezart Taci, il petroliere che la scorsa estate si era fatto avanti per comprare il Bologna, ritirandosi al momento dell’ultima firma. Taci è accusato di avere partecipato con due suoi collaboratori, già arrestati, al brutale pestaggio di un giornalista di Tirana, Mero Baze, che ha condotto inchieste sui legami tra il premier Sali Berisha e lo stesso Taci. Ieri l’associazione dei giornalisti ha manifestato davanti alla sede del governo albanese contro l’aggressione. I cronisti albanesi hanno esposto cartelli con lo slogan ‘Berisha, don’t Tac the media’. Taci l’altro giorno ha negato ogni coinvolgimento nell’episodio e ha fatto sapere di avere lavorato tranquillamente nel suo ufficio mentre fonti della polizia hanno detto che il petroliere è «ricercato».
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 05/11/2009

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La Mille Miglia passerà da Bologna che «soffia» la tappa a Ferrara  

-Bologna strappa a Ferrara la tappa della Mille Miglia 2010. La notizia arriva da Brescia, dove oggi si è svolta la presentazione ufficiale della Mille Miglia 2010: Bologna ha avuto la meglio rispetto alla cugina. «Dopo la splendida Ferrara - ha spiegato il vicepresidente del comitato organizzatore Paolo Binelli - quest’anno sarà Bologna la città della prima tappa». Perché Bologna? «Perché è uno dei luoghi della Mille Miglia storica – spiega Binelli – e la nostra volontà è quella di coinvolgere, anche alternandole, tutte le città della Mille Miglia, facendo crescere ulteriormente il legame tra la corsa e il territorio del suo percorso». Un percorso su cui si sfideranno le 375 auto selezionate, oltre a cento Ferrari costruite dal 1958 ad oggi che precederanno la gara vera e propria di mezz’ora. La Mille Miglia 2010 si svolgerà dal 6 al 9 maggio. Le iscrizioni invece, aperte oggi, si chiuderanno il 20 dicembre. Il percorso presenta diverse novità, oltre al passaggio da Bologna, come il passaggio a Sirmione, Casal Maggiore e Manerbio, e un ritorno al passato con le soste pranzo a Urbino e Buonconvento. Dal comune estense non mostrano troppa delusione: «Siamo dispiaciuti soprattutto per la Mille Miglia - scrive l’amministrazione comunale che affida al vicesindaco Massimo Maisto ogni commento -, perché perde una tappa importante della propria storia. Non siamo delusi o preoccupati - rivendica l’assessore alla Cultura - perché Ferrara comunque continuerà a investire su eventi culturali e turistici di alto livello».
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 04/11/2009

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Rifiuti speciali, due carabinieri del Noe indagati per tentata concussione  

- Avrebbero indotto, con intimidazioni, un imprenditore di un'azienda che si occupa dello smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi a promettere loro una somma di denaro tra i 20 e i 40 mila euro. In cambio due carabinieri del Noe (il nucleo ecologico) avrebbero «ammorbidito» le conclusioni dell'informativa finale, da depositare in procura. Ma nel mirino della procura sono finiti loro. Due sottufficiali del Noe di Bologna, indagati per tentata concussione e rivelazione di segreti d'ufficio, contro di loro la procura di Ferrara ha depositato l’atto di chiusura indagini. A rendere nota la decisione dei pm Nicola Proto e Patrizia Castaldini è stata l’azienda Niagara di Poggio Renatico, che smaltisce rifiuti industriali speciali e pericolosi. Il titolare Mauro Carretta aveva denunciato oltre un anno fa i presunti ricatti. Assieme ai due marescialli, Sergio Amatiello, ex comandante dell’ufficio bolognese, e Vito Tufariello, è indagato anche un imprenditore, Marco Varsallona, titolare di una ditta del bolognese nello stesso settore del trattamento di rifiuti speciali e pericolosi, che avrebbe fatto da mediatore tra la Niagara e i carabinieri del Noe e che, secondo l’accusa, era legato ai militari da rapporti extraprofessionali nella costituzione di una società di consulenza ambientale. LE INDAGINI - Gli indagati hanno negato qualsiasi responsabilità, riferendo di non aver mai indotto in alcun modo nessuno a versare o promettere denaro, ipotizzando un tentativo di delegittimazione assoluta nei loro confronti. Una vicenda «priva di fondamento, utilizzata per impedire che fossero valutati provvedimenti cautelari nei confronti degli "indagati denuncianti"»; e comunque «le indagini difensive hanno già stabilito la falsità dei fatti raccontati». Lo sostengono in una dichiarazione Marco Zanotti e Desi Bruno, difensori di Sergio Amatiello. «Il capo di imputazione è preciso e articolato», si limitano ad affermare in procura, con rammarico per la fuga di notizie. L’atto ipotizza che i due militari, in concorso con Varsallona, inducevano Carretta - su pressioni, minacce, intimidazioni fatte anche sui funzionari della stessa azienda - a promettere loro una somma di denaro tra i 20 e i 40 mila euro per «ammorbidire» le conclusioni dell’informativa finale dei Noe da depositare alla procura. «Sono stato io a subire un ricatto e denunciare senza pensarci sopra questo fatto - ha dichiarato stamane Mauro Carretta - perché non potevo più sopportare gli atteggiamenti intimidatori di questi enti di controllo: fare l’imprenditore era diventato estremamente complicato». LA VICENDA - Tutto nacque da un controllo dei Noe nel febbraio 2008, e poi per quasi un anno, fino al dicembre 2008, come recita il capo di imputazione, si sarebbero susseguite intimidazioni, minacce (paventando il sequestro dell’azienda, l’arresto dei dirigenti): alcuni dei dialoghi tra la Niagara, i militari del Noe e Varsallona sono stati anche registrati autonomamente, altri sono agli atti perché realizzati con l’ausilio dei mezzi messi a disposizione dai carabinieri del reparto Investigativo di Ferrara che hanno concluso le indagini contro i loro colleghi con intercettazioni e altro. Secondo il racconto di Carretta, d’accordo con i militari di Ferrara, dopo un primo incontro tra lui e Varsellona (incontro registrato perché Carretta era microfonato dagli stessi carabinieri) si pattuì il versamento. Tanto che i soldi, 20-25 mila euro, le banconote che sarebbero servite per lo scambio, erano state fotocopiate. Scambio che poi saltò. Spiega l’imprenditore, secondo una ricostruzione al vaglio degli inquirenti, che tutto sfumò perché dall’Arpa, dopo aver parlato con un tecnico della Niagara, involontariamente avvisarono i militari del Noe che la Niagara intendeva difendersi dalle accuse mosse dai Noe. Anche questa circostanza, assieme a tante altre che compaiono negli atti, dovrà essere vagliata durante le prossime fasi processuali.
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 04/11/2009

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Nuovo stadio, restano solo 48 ore  

Il tempo delle chiacchiere e delle promesse è finito. Ora servono i fatti, dunque i progetti, i plastici, i parcheggi, le infrastrutture, la sostenibilità ambientale. Giovedì la Federcalcio torna in città dopo la visita preliminare dello scorso 14 ottobre. All´appuntamento, oltre ad una pattuglia di consulenti americani per conto della Figc, è prevista anche la presenza del sindaco Delbono. Renzo Menarini, proprietario del Bologna, dovrà illustrare in un dossier da ultimare entro il 15 gennaio, area, tempistica e soluzioni relative al nuovo stadio. In ballo ci sono gli eventuali Europei del 2016, eventuali perché solo a maggio l´Uefa, il governo del calcio europeo, sceglierà il Paese organizzatore e oltre al nostro corrono anche Francia, Turchia e Svezia-Norvegia. Le città italiane in corsa sono 12, verso la metà di febbraio la Federcalcio ne sceglierà 9 pronte, nel caso, ad ospitare l´evento. Tre saranno riserve ed è un rischio che la nostra città sta correndo. Del resto l´immagine che ha fornito in questo periodo non ha certo entusiasmato i vertici italiani del pallone. Di sicuro per la famiglia Menarini l´occasione è molto ghiotta. Che il nuovo stadio sia strategico e vitale al loro business, Renzo e Francesca non lo hanno mai negato. Perdere il treno degli Europei non sarebbe letale, ma certo complicherebbe non poco le cose. Perché il governo ha sposato la rassegna continentale e se l´Uefa premierà l´Italia i finanziamenti saranno sostanziosi. Giovedì dunque si dovrebbe finalmente conoscere l´area sulla quale intende muoversi Menarini. Sino a ieri si è parlato di quella di Bentivoglio, le cui quotazoni sono però in ribasso. «A me nessuno ha mai detto nulla - spiega il sindaco di Bentivoglio Vladimiro Longhi - comunque la posizione mia, della provincia e dei comuni limitrofi è chiara: se lo stadio rientra nel Ptcp, ovvero nel piano territoriale di coordinamento provinciale, allora si può fare anche domattina, se non rientra, ed è il mio sospetto, non se ne parla neanche. Di un´altra Romilia proprio non sentiamo la necessità». A questo punto, più dell´area del Caab, fra San Donato e il comune di Castenaso, prende corpo l´ipotesi del Parco Nord, suggerita tempo fa da Lega Coop. Parte delle aree in zona fiera sono dell´immobiliarista Vittorio Casale, vicino a Giovanni Consorte e secondo alcuni già ieri a pranzo con Renzo Menarini. Casale ha subito smentito d´essersi incontrato col proprietario del Bologna, ma ha anche fatto capire che la partita dello stadio gli interessa
Fonte: REPUBBLICA DI BO - Pubblicato il giorno 03/11/2009

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Il delitto dell'estetista, parla il fidanzato della donna:  

- Da due anni Marina Gaido aveva al suo fianco un uomo. Una relazione importante. Lui, che è coetaneo della vittima, ha alle spalle un matrimonio e, per non turbare i sentimenti di sua figlia, viveva in modo discreto il rapporto con Marina. La donna viene da tutti descritta come dolce ed energica, oltre che bella. Sabato lei è stata strangolata in casa da Roberto Cavalli, suo amico da 17 anni, per motivi ancora non del tutto chiariti, visto che l’omicida e l’estetista uccisa in via Piò erano legati da rapporti economici oltre che da una conoscenza di lunga data. Il compagno di Marina tiene innanzitutto a ricordare che era una ragazza «dal cuore grande, gradissimo, forse troppo buona, sempre disponibile con tutti». Lei conosce Roberto Cavalli? «Facciamo parte di una cerchia comune di conoscenze». Che impressione aveva di lui? «La parola che viene usata più comunemente per descriverlo è ‘inquietante’. Del suo lavoro non parlava se non in termini molto vaghi. Non si sapeva bene cosa facesse. Questa attività di promotore finanziario era sotto traccia, ho anche sentito parlare di traduzioni ma non so cosa fosse vero e cosa no. Nessuno lo conosceva a fondo». Marina le aveva mai manifestato qualche preoccupazione sul suo conto? «Mi aveva detto che negli ultimi tempi era diventato ‘strano’». In che termini? «La chiamava con insistenza, chiedendole dove fosse e con chi, come se volesse controllare i suoi movimenti e le sue frequentazioni. Da qualche tempo capitava che piombasse in casa all’improvviso, senza avvisare. Lui aveva le chiavi perché aveva in programma forse di trasferirsi ma non abitava lì e quindi, prima di andare, avrebbe dovuto telefonare; però ultimamente non lo faceva e si presentava senza nemmeno bussare». Pensa che fossero sintomi di gelosia nei suoi confronti? «Non so se definirli di gelosia. Quando lei mi disse queste cose, io le chiesi se voleva che intervenissi ma lei disse che preferiva di no». Lui sapeva della relazione tra lei e Marina? «Noi non ci nascondevamo, chi ci conosce lo sapeva e anche i genitori di Marina: alcune volte abbiamo cenato con loro». Che cosa la inquietava di questo personaggio? «Guardi. Il cane di Marina, Birba, con alcune persone andava d’accordo e con altre meno, abbaiava sempre ma quando vedeva Cavalli andava a nascondersi sotto il letto o sotto la credenza senza fiatare, come se ne avesse paura. Con nessun altro essere umano aveva questa reazione, forse Birba aveva capito molto più di noi e questo deve farci riflettere». Da quanto tempo Marina aveva quel cagnolino? «Lo aveva preso nel giugno del 2008, adottandolo dal canile. Ora si trova di nuovo lì ma andrò io a prenderlo». C’è stato qualche episodio particolare intercorso tra Marina e il suo amico che può essere letto come un allarme? «Ci sono precedenti che mi sono stati riferiti dai vicini e di cui metterò al corrente la polizia, se non li conosce già». E’ riuscito a darsi una spiegazione dell’accaduto? «Ho sentito che lui ha parlato di un raptus ma non è così. Bisogna smetterla con queste giustificazioni che servono solo agli avvocati per ottenere delle pene più basse. Lui è stato lucido, come sempre: ha meditato tutto, dopo l’omicidio ha cercato di nascondersi salendo le scale e di scappare senza essere notato. Non voglio sentire nemmeno parlare di raptus». Quando ha visto Marina per l’ultima volta? «Ci eravamo salutati pochi minuti prima a casa sua. Io ero stato lì, ed eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo sentiti per telefono». Uscendo dal condominio ha incontrato Cavalli? «No, non ci siamo incrociati. Magari fosse successo». ILDELITTO E LA CONFESSIONE: ANCORA TROPPI MISTERI L'omicio dell'estetista Marina Gaido continua ad avere dei risvolti poco chiari. Il movente continua ad essere un giallo, anche alla luce delle parole del presunto omicida che dice di averla uccisa ma di non ricordare nulla. Un raptus, insomma, che ha portato alla morte di una donna di 41 anni. Dai primi riscontri degli inquirenti, vittima e l'assassino erano legati da una amicizia, non sentimentale. Una amicizia nata nel '92, e tra i due c'era una tale fiducia che Marina aveva dato a Roberto Cavalli la gestione dei suoi risparmi, circa 10mila euro. Il promotore finanziario, inoltre, aveva le chiavi dell'appartamento della donna e da tre-quattro anni le pagava parte dell’affitto, circa 350 euro, semplicemente per amicizia e nonostante lei avesse un lavoro e un fidanzato. Ma la versione dell’uomo (che e’ in carcere, accusato di omicidio volontario) lascia dubbi sulla natura dei rapporti fra i due e quindi sul movente dell’omicidio. Gli inquirenti, infatti, non lasciano niente d'intentato e investigano sia sul movente passionale, che su eventuali dissensi sulla gestione del denaro che gli era stato affidato. Cavalli ha ammesso di aver soffocato la donna premendole le mani intorno al collo ma di non ricordare cosa e’ successo dopo. Come se fosse in trance - ha detto - si e’ ritrovato in bagno con la donna nuda e il rubinetto del bidet aperto, forse nel tentativo di rianimarla. A chiarire il quadro sara’ anche l’autopsia, che probabilmente sara’ eseguita domani. Il pm Lorenzo Gestri la affidera’ ai medici legali Giuseppe Fortuni e Nicoletta Morganti, gli stessi chiamati sabato per un primo esame sul corpo. Cavalli, che ha nominato come difensore il fratello Mauro, ha raccontato che sabato pomeriggio era andato dall’amica per una normale visita, e non per un motivo preciso. Ha aggiunto di pagarle parte dell’affitto, sempre brevi manu, e che il ‘contributo-affitto’ non era collegato al denaro investito. Nel suo cellulare non sono stati trovati sms ‘compromettenti’ della vittima o a lei rivolti. Gli inquirenti hanno inoltre sentito il fidanzato dell’estetista, che vive a Bologna. La loro relazione era cominciata da qualche mese e l’uomo era al corrente dell’amicizia con Cavalli, che pero’ non frequentava. Secondo il difensore e fratello di Cavalli, ‘’non ci sono prove sufficienti per dire che ci sia stata l’ intenzionalita’ di uccidere’’. Con una nota l’avvocato ha premesso che, nonostante l’atto di nomina come difensore di fiducia del fratello sia stato fatto fin dalla notte del primo novembre (‘’con comunicazione telefonica della questura di Bologna delle ore 4 circa’’), alle 13 di oggi la nomina non era stata comunicata al carcere ‘’rendendo cosi’ piu’ difficoltoso l’esercizio del diritto di difesa’’. L’udienza di convalida del fermo e’ stata fissata per mercoledi’ alle 9.30 in carcere. di Enrico Barbetti
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 03/11/2009

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Intascava i soldi per la ricerca contro la distrofia, arrestato truffatore  

- Sarebbe responsabile di una maxi truffa per centinaia di migliaia di euro ai danni della sezione bolognese dell`Uildm (Unione italiana lotta distrofia muscolare, associazione nazionale di volontariato senza fini di lucro) e di migliaia di cittadini, dai quali per mesi si è fatto dare 20 euro in cambio di una cassetta di arance, soldi che intascava invece di donare alla ricerca per la prevenzione e le terapie a favore dei malati di distrofia muscolare. Per questo un imprenditore 45enne di Agrigento è stato arrestato dai carabinieri di Rubiera, provincia di Reggio Emilia, dove viveva, dopo una denuncia fatta dalla stessa Uildm. L’uomo faceva parte della sezione bolognese dell`Uildm dal 2005, quando aveva contattava l`associazione proponendosi come promotore di una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi tramine vendita con consegna a domicilio di arance. Aveva dichiarato di disporre di un indirizzario di 15.000 nominativi di persone sparse tra Bologna, Modena e Reggio Emilia e di potersi approvvigionare di arance grazie all`azienda del padre. L’imprenditore si era reso anche disponibile a contattare telefonicamente i nominativi di cui disponeva per promuovere la raccolta fondi a favore del`Uildm con la vendita di arance a domicilio. Dal gennaio 2006 aveva così ottenuto il ‘mandato’ della Uildm, impegnandosi a versare le somme del ricavato della solidarietà (detratte, ovviamente, le spese per le arance) a favore dell`associazione, dalla quale riceveva il materiale informativo e le ricevute che dovevano testimoniare la vendita di ogni cassetta d`arancia. A fini 2007 sono iniziati i primi problemi, perchè alcuni fornitori della frutta acquistata dall`uomo lamentavano il mancato pagamento della merce. A gennaio 2008 l’associazione ha così revocato il mandato, chiedendo di restituzione le ricevute per la campagna del 2008. L’imprenditore non si è fatto vivo fino all`estate, quando asserendo una serie di difficoltà economiche ha chiesto nuova fiducia nel mandato impegnandosi a saldare tutti gli insoluti. Si è dimostrato solo un pretesto: da allora ha continuato a truffare migliaia di residenti emiliani, fino a quando (pochi giorni fa) l’associazione si è rivolta ai carabinieri. I carabinieri hanno arrestato ieri l’uomo in flagranza e hanno scoperto altre due persone (ingnare però della truffa) che lo aiutavano nel contattare i cittadini e consegnare la frutta. I militari sono ora al lavoro per stimare il giro d`affari della maxi-truffa.
Fonte: RESTO DEL CARLINO DI BO - Pubblicato il giorno 02/11/2009

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Bologna, occasione sprecata Colomba:  

- Dopo quasi un mese e, soprattutto, tre sconfitte di fila, la Roma torna a sorridere in campionato, battendo per 2-1 il Bologna. Senza Totti e Burdisso infortunati e Cassetti, Taddei e De Rossi squalificati, Ranieri è «costretto» a puntare ancora su Vucinic, accanto al quale fa reparto Menez, dando la fascia di capitano, per la prima volta, a Mexes. Baracani di Firenze, inizialmente quarto uomo, prende il posto dell’indisposto Trefoloni, la Sud protesta con cinque minuti di silenzio contro la società e, nello specifico, Rosella Sensi. Tutto ciò fa da cornice ad un incontro che stenta a decollare, che vede ovviamente i giallorossi fare gioco senza però costruire chissà quali pericoli. I felsinei si coprono bene e appena possono ripartono in velocità, Viviano deve stare più attento agli stacchi di Mexes e Juan o alle botte su punizione di Riise che non alle invenzioni degli attaccanti di casa. Vucinic lo impegna solo una volta, al 10’, Menez al 19’ spara alle stelle dopo uno scambio stretto con Perrotta. Il trend negativo per la Roma pare non avere più fine quando il Bologna, al primo tentativo, passa in vantaggio. È il 32’: Mingazzini ruba palla a centrocampo a Pizarro e mette in moto Di Vaio, sul cui assist preciso Adailton segna bruciando Juan e Doni. Passano 3’ e Vucinic pareggia i conti con quel pizzico di fortuna che finora gli era mancata. Il montenegrino si ritrova sui piedi un tiro smorzato di Motta e stavolta non può sbagliare, infilando l’1-1 tra qualche protesta emiliana per un precedente tocco di gomito di Perrotta. Al 7’ della ripresa il vantaggio giallorosso: gran cavalcata sulla destra di Menez, conclusione ribattuta da Viviano e tap-in vincente di Perrotta. Inizia la sarabanda dei cambi, la Roma ‘rischià di arrotondare con Vucinic ma il risultato non cambierà più. Roma-Bologna 2-1 (1-1). ROMA: Doni; Motta (28’ st Cicinho), Mexes, Juan (1’st Andreolli), Riise; Perrotta, Pizarro, Brighi, Guberti; Vucinic, Menez (28’ st Julio Baptista). A disp: Julio Sergio, Faty, Cerci, Okaka. All. Ranieri. BOLOGNA: Viviano; Raggi, Moras, Portanova, Lanna; Mingazzini (40’ st Marazzina), Mudingayi, Tedesco; Adailton (17’ st Osvaldo), Valiani (35’ st Vigiani), Di Vaio. A disp. Colombo, Britos, Zenoni, Casarini. All. Colomba. Arbitro: Baracani. Marcatori: 32’ pt Adailton, 35’ pt Vucinic, 7’ st Perrotta Ammoniti: Tedesco, Vucinic, Di Vaio, Perrotta. FRANCO COLOMBA «La gestione del risultato non è stato il nostro punto di forza». Il tecnico del Bologna Franco Colomba si rammarica per la sconfitta rimediata all’Olimpico contro la Roma. «Eravamo andati in vantaggio dopo tre o quattro buone manovre - sottolinea l’allenatore rossoblù - ma poi abbiamo subito preso il gol del pari dopo un fallo di mano (di Perrotta, ndr) non visto. Nel secondo tempo abbiamo sbagliato atteggiamento: un pari va difeso, invece abbiamo concesso il contropiede alla Roma, e questa è stata una leggerezza. Ci sta perdere palla e che l’avversario riparta: siamo stati puniti, per quanto visto fino a quel momento meritavamo almeno il pareggio». Colomba ammette anche la abitudine dei suoi ad affrontare tre impegni in una settimana: «Siamo scaduti sia fisicamente che mentalmente. Anche la Roma ha sentito la fatica delle tre partite settimanali, noi di più perchè dovevamo rimontare». CALCIOMERCATO Il Bologna Fc 1909 ha ingaggiato il centrocampista ghanese Stephan Appiah. Lo ha reso noto il sito internet della societa’ rossoblu’. Nato ad Accra il 24 dicembre 1980, il giocatore sara’ presentato nella sala stampa del centro tecnico ‘N.Galli’ di Casteldebole domani alle 11. Il centrocampista, capitano della nazionale del Ghana, in Italia ha gia’ giocato con Udinese, Parma, Brescia e Juventus. Ha giocato anche nel Fenerbache in Turchia.
Fonte: RESTO DEL CARLINO DI BO - Pubblicato il giorno 02/11/2009

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Due albanesi morti in un'incidente stradale Sull'auto trovata una pistola  

-Stavano viaggiando sulla via Modena, quando la loro auto ha sbandato, è finita contro un muro e ha preso fuoco. Nella vettura erano in tre : due sono morti carbonizzati e uno è in coma. Sono tre giovani albanesi le vittime di un di un incidente stradale avvenuto verso le tre della scorsa notte a San Matteo della Decima, poco lontano dal territorio di Cento. Sulla loro auto, che ha preso fuoco dopo essere finita contro un muro, sarebbe stata trovata una pistola, sulla quale sono in corso accertamenti. Le indagini sull’incidente e sull’arma trovata nell’auto sono condotte dai carabinieri della compagnia di San Giovanni in Persiceto e dal pm di turno, Lorenzo Gestri. La vettura, un’Alfa 156 che non risulta rubata, stava procedendo lungo via Modena, da Cento verso Bologna. Dopo una brusca sbandata, e senza coinvolgere altri veicoli, si è schiantata contro il muro di recinzione del Castello della Giovannina, un’antica residenza del XVI Secolo. Nell’incendio seguito all’impatto è morto tra le fiamme un ragazzo di 23 anni. Gli altri due, di 19 e 24 anni, sono stati portati all’ospedale di Ferrara: il più giovane è morto poco dopo, mentre l’altro è in gravissime condizioni.
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 01/11/2009

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Estetista strangolata L'omicida confessa subito  

- La squadra mobile ha fermato il presunto responsabile della morte di Marina Gaido, l’estetista 41enne trovata morta strangolata ieri sera nella propria abitazione in via Angelo Pio alla periferia del capoluogo emiliano. Si tratta di R.C., milanese di 45 anni, incensurato, celibe, di professione broker ‘freelance’, residente a Bologna. -L’uomo era semplicemente un amico della donna, non il compagno. Era stato individuato subito dopo il ritrovamento del cadavere come uno degli ultimi ad essere entrato nell’appartamento della vittima. Portato in commissariato, nella notte ha completamente ammesso di aver ucciso Marina Gaido. Avrebbe detto di averlo fatto “in preda a un raptus”, non sessuale, ma causato forse da una lite. Un particolare sul quale gli investigatori ancora devono fare piena luce. D’intesa con la Procura della Repubblica di Bologna l’uomo è stato posto in stato fermo: l’accusa nei suoi confronti è omicidio volontario. A trovare il corpo della donna è stato il personale del 118 insieme ai vigili del fuoco, allertati da un’amica della vittima che aveva un appuntamento con lei e che, preoccupata per il suo silenzio, e’ andata sotto casa. Ha visto che la sua auto era parcheggiata li’ ma nessuno rispondeva al campanello. Nell’appartamento c’era un cane che abbaiava. -La vittima viveva da sola, con il suo cane, nell’appartamento al primo piano dello stabile, dov’era in affitto e che ora e’ stato messo sotto sequestro dalla polizia. -‘’Era una ragazza straordinaria, riservata, ma piu’ per timidezza che per altro’’, ha raccontato una vicina di casa che abita al piano terra, cliente del centro estetico di via Don Minzoni dove Marina lavorava precedentemente. ‘’L’ho sentita ieri pomeriggio - ha continuato la vicina - mi ha detto che era andata a fare la spesa con i suoi genitori. Credo sia figlia unica’’. La vicina ha precisato di essere rincasata verso le 11 del mattino e da allora di non aver sentito alcun rumore proveniente dal piano superiore. by bruno medugno
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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E' morto il piccolo Karim In 8 devono rispondere di omicidio colposo  

E’ morto oggi Karim: il bimbo tunisino in coma dopo essere caduto, il 19 luglio 2008, da un’altalena del parco pubblico John Lennon, in via del Lavoro a Bologna. Il piccolo era ricoverato da molti mesi all’ospedale di riabilitazione San Giorgio di Ferrara, dove fu trasferito dopo l’iniziale ricovero al Bellaria di Bologna. La morte del bambino, che all’epoca della caduta aveva sette anni, cambia il capo di imputazione del fascicolo aperto dalla Procura di Bologna per far luce sulle responsabilita’ di chi non vigilo’, come avrebbe dovuto, sullo stato dell’altalena. Il piccolo cadde, infatti, perche’ il gioco era usurato e le corde si ruppero, ma una verifica piu’ attenta, ha poi chiarito la perizia della Procura, avrebbe probabilmente rilevato il problema. L’accusa, ora, da lesioni colpose gravissime, diventa omicidio colposo e dovranno risponderne tutti gli indagati, otto. Tra loro c’e’ il dirigente del settore Verde del Comune di Bologna, Roberto Diolaiti. Il pubblico ministero Morena Plazzi nei prossimi giorni disporra’ l’autopsia per far luce sulla morte del piccolo. L’inchiesta, che si avviava alla chiusura, ora si ferma e il quadro dovra’ essere rivisto alla luce della morte del bambino e delle risposte che arriveranno dall’autopsia. Gli altri indagati sono: i quattro legali rappresentanti delle cooperative Manutencoop, Avola, Operosa e Agri 2000, tutte a vario titolo rientranti nel contratto con cui il Comune appaltava la gestione di verde e parchi pubblici; un tecnico del settore Verde di Palazzo D’Accursio, un perito agrario della coop Agri 2000 e il titolare della ditta Holzhof, di Trento, che ha costruito l’altalena. L’accusa, per tutti, e’ anche inadempimento di contratto in pubbliche forniture
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 31/10/2009

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Donna riminese muore al Maggiore dopo un intervento ai calcoli  

Bologna City News-Sarà l'autopsia a chiarire perché una donna riminese di 37 anni è morta all'ospedale Maggiore di Bologna dopo un intervento per eliminare un calcolo renale. L'esame autoptico è già avvenuto, le risposte sono attese entro due settimane. Il magistrato sta procedendo per omicidio colposo e non ha iscritto nessun nome sul registro degli indagati, ma in vista dell'autopsia ha mandato un avviso alla direzione sanitaria dell'ospedale, che ha nominato i suoi consulenti. -A mettere in moto l'inchiesta e' stata una denuncia querela dei familiari della donna, Nicoletta Sartini, madre di due figli, che aiutava il marito nella gestione di un negozio fotografico a Cattolica. La trentasettenne era gia' in lista d'attesa a Forli' per l'intervento di frantumazione di un calcolo renale che le procurava fastidi. Al Maggiore pero' i tempi di attesa erano risultati piu' brevi e cosi' aveva deciso di spostarsi a Bologna. L'operazione è stata fatta in anestesia nel reparto di Urologia il 15 ottobre, dopo il ricovero avvenuto il giorno prima. Subito dopo l'operazione le sue condizioni sono peggiorate. Il 17 il decesso. L'Ausl, esprimendo cordoglio ai famigliari, si smarca però da qualsiasi responsabilità: ''Da una valutazione tecnica dei fatti non è emers
Fonte: Repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 30/10/2009

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"Niente piste ciclabili sotto i portici"  

-E' archiviata l'ipotesi di trasformare i portici di Bologna in piste ciclabili: lo conferma l'assessore al traffico Simonetta Saliera. "Non abbiamo in programma la creazione di piste ciclabili sotto i portici, né nel centro storico né in periferia". E il comandante della Polizia municipale, Romano Mignani, fa sapere che sia nel 2008 sia quest'anno i vigili urbani hanno fatto una quarantina di verbali a ciclisti che circolavano sui marciapiedi o sotto i portici. -L'idea era venuta dal presidente della commissione Mobilità, Paolo Natali (Pd), e aveva trovato una sponda nel vicesindaco Claudio Merighi. Ma ora la giunta ha deciso di assumere un orientamento diverso. "La città medievale è poco adatta a realizzare piste ciclabili sicure, belle e delle giuste dimensioni- afferma Saliera- dove la citta' si espande, le piste ciclabili vengono fatte più che a norma, dove è già costruito facciamo il possibile". Per quanto riguarda il centro storico, continua l'assessore, i diversi utenti della strada devono "condividere lo stesso spazio con civiltà". E per dare maggiori garanzie ai pedoni, spiega Saliera, il Comune preferisce puntare sulle pedonalizzazioni e sulle 'zone 30' (in cui le auto non possono superare i 30 chilometri orari), non sui portici.
Fonte: Repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 30/10/2009

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Via Pietralata pedonalizzata I residenti protestano  

Bologna City News- Il fittone mobile che doveva essere installato in via del Pratello all’incrocio con via Pietralata viene invece spostato in via Pietralata all’incrocio con via Sant’Isaia. In pratica, si pedonalizza via Pietralata. Il tutto, pero’, “senza avvisare i residenti, i commercianti e le attivita’ di vario tipo che si svolgono nell’area. Cambiamento piuttosto consistente che verrebbe a rivoluzionare il traffico nella zona ma del quale l’amministrazione di Quartiere ha ritenuto di non dover rendere partecipe la cittadinanza”, protesta il comitato Al Crusel. La decisione, dicono i residenti, pare fosse gia’ stata presa in accordo con l’ex assessore comunale al Traffico, Maurizio Zamboni “gia’ da alcuni mesi. Ma di tutto questo, a pochi giorni dall’inizio dei lavori i cittadini non sapevano assolutamente niente. La cosa era talmente riservata da non essere passata in discussione neanche nel Consiglio di quartiere”. E dire, sbotta Al Crusel, in una nota, che da due “il cosiddetto ‘Progetto Pratello’ viene sbandierato come esempio di democrazia partecipata”. Al Crusel, che piu’ volte a chiesto lumi sull’uso dei soldi di questo progetto, dice che (nonostante “risposte molto vaghe”) “mai si e’ accennato alla pedonalizzazione di via Pietralata”, mentre si sono viste risorse pubbliche andare a “progetti pseudocreativi e pseudoculturali assolutamente strampalati e fuori luogo”. Il timore di Al Crusel ora e’ che il quartiere Saragozza e l’ufficio Traffico del Comune vogliano far passare la pedonalizzazione di via Pietralata come “l’esito di una scelta partecipata. Questo e’ assolutamente falso. Non esiste alcun verbale di qualsivoglia tipo di assemblea o consultazione che possa comprovare una simile decisione”. Ma allora, da dove deriva “questo misterioso ed assolutamente inatteso progetto di pedonalizzazione? Se ne senti’ parlare nel 2005 in un tavolo di confronto osti-residenti”. L’idea, ricorda al Crusel, “era sponsorizzata da un’osteria di via del Pratello 74 che aveva dovuto ridurre l’estensione del proprio dehors per la presenza di un fittone mobile nell’immediata prossimita’. Pedonalizzando tutta l’area con un fittone all’inizio di Pietralata (come prevede l’attuale decisone del Quartiere) si potevano eliminare quelli intermedi (uno gia’ realizzato, l’altro solo programmato) che evidentemente interferivano con i piani di totale sfruttamento commerciale del suolo pubblico da parte dei soliti osti”. Ma di quel progetto “non se ne parlo’ piu’ visto che era assolutamente campato in aria, estemporaneo e vistosamente dettato da interessi personali. Evidentemente- commentano amareggiati i residenti- gli interessi di una certa lobby pare che siano sempre piu’ importanti della tutela del bene comune”. Al Crusel e’ sempre stato a favore delle pedonalizzazioni, ma non, precisa oggi, se devono avvantangiare i locali “facendo finta di non vedere le ricadute, spesso drammatiche, sui residenti soprattutto durante la notte”. Quindi, in zona Pratello, l’ipotesi di aumentare l’area pedonale “senza prima risolvere i problemi di disturbo alla quiete pubblica, che negli ultimi mesi sono vistosamente aumentati, e’ assolutamente inaccettabile”, per i residenti che dunque chiedono la sospensione del progetto. Si riprenda invece, suggerisce Al Crusel, il progetto di pedonalizzazione iniziato 10 anni fa; oppure si consulti chi vive in quelle strade sul nuovo progetto.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 29/10/2009

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Sirio spento a Natale in cambio di domeniche a piedi  

-Sirio spento a Natale in cambio del sì dei commercianti alle domeniche senz´auto nel centro storico a gennaio, febbraio e marzo. La giunta chiama a raccolta le associazioni del commercio per trattare sulla tregua natalizia del vigile elettronico e accendere il semaforo verde sullo shopping. In tasca ha una proposta compromesso: il parziale sì alle richieste di Ascom e Confesercenti, che chiedono la deroga natalizia sulla Ztl, in cambio della non-ostilità - se non addirittura dell´appoggio - degli esercenti alle domeniche di blocco totale della circolazione nel 2010. E´ il gioco del bastone e della carota, quello della giunta con i commercianti. Ieri Flavio Delbono, insieme al nuovo rettore dell´Ateneo Ivano Dionigi, ha strigliato il mondo del commercio che ruota attorno a Piazza Verdi, colpevole di «scorticare» gli studenti fuori sede con prezzi troppo alti. Intanto però Palazzo D´Accursio apre il tavolo delle trattative sulla deroga natalizia a Sirio il 9 novembre, quando l´assessore al Traffico Simonetta Saliera e il collega del Commercio Plinio Lenzi incontreranno Ascom e Confersercenti. Incontro già rimandato più volte, dopo la bufera innescata dalle dichiarazioni del sindaco Flavio Delbono, che lo scorso 8 settembre aveva aperto a «orari flessibili di Sirio per agevolare lo shopping natalizio in tempi di crisi economica», tra gli evviva dei commercianti e i mal di pancia delle fronde ambientaliste Pd. Poi tutto bloccato. L´assessore alla mobilità ha lavorato nelle segrete stanze con il collega Lenzi, Idv, per mettere nero su bianco una proposta che ridisegni la strategia dei provvedimenti di limitazione alla viabilità nel centro storico. Le aspettative di Ascom e Confesercenti sono alte. L´associazione di Strada Maggiore ha chiesto di anticipare la chiusura di Sirio alle 18 per tutto il mese di dicembre e fino all´Epifania, e di spegnerlo per tutto il giorno nelle domeniche pre e post Feste. Ancora più radicali i desiderata del presidente della Confesercenti Sergio Ferrari, che chiede di mandare in pensione il vigile elettronico ai varchi della Ztl da mattina a sera, dall´8 al 31 dicembre. La giunta, che sta lavorando al progetto in tandem con il capo di Gabinetto Giuseppe Cremonesi, ha in mente di accogliere solo in parte le richieste dei commercianti. Palazzo d´Accursio potrebbe accordare lo spegnimento di Sirio alle 18 per pochi giorni a ridosso delle feste e totalmente nelle domeniche pre-festive. In cambio chiederà ai commercianti di non opporsi alle domeniche senz´auto nei mesi invernali del 2010. Lo stop alle auto di domenica, nelle intenzioni dell´amministrazione, sarebbe qualcosa di diverso dai giovedì senz´auto della legge regionale, e che consentono comunque la circolazione di molte auto. Si tratterebbe in questo caso di un vero e proprio progetto di chiusura del centro storico, che dovrebbe essere sostenuto, pubblicizzato e incoraggiato dai commercianti. O, nella peggiore delle ipotesi, sul quale i commercianti dovrebbero firmare un patto di non belligeranza.
Fonte: Repubblica di BOLOGNA - Pubblicato il giorno 29/10/2009

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BOLOGNA-SIENA, I TIFOSI PRONTI ALLA CONTESTAZIONE  

Bologna City NewsAlla vigilia di Bologna-Siena (mercoledì ore 20.45), gara già cruciale per la stagione rossoblù, si parla solo dei Menarini e della tambureggiante contestazione dei tifosi. La protesta sta montando in città, ma la squadra deve giocare e Colomba avrà un solo risultato utile: la vittoria. Dovrà provarci senza Di Vaio, espulso sabato contro la Samp e squalificato per un turno. La contestazione La curva ha dichiarato guerra alla proprietà. Ovunque per le strade della città sono spuntati striscioni «Menarini vattene» e al Dall'Ara i proprietari saranno duramente contestati. Nella sola giornata di oggi sono apparsi striscioni in molti angoli trafficati di Bologna, alcuni rimossi e subito dopo riapparsi. Anche a Casteldebole i tifosi hanno scritto il messaggio con la vernice e la società ha dovuto far intervenire un imbianchino. La curva ha anche aperto un sito per raccogliere le manifestazioni di dissenso. Non c'è più margine per ricucire: la «guerra», scattata la notte del Centenario, va avanti. Per ora la squadra è risparmiata, ma chiaramente un'eventuale sconfitta contro il Siena finirebbe per travolgere anche i giocatori. La partita Il Bologna, terz'ultimo, gioca contro l'ultima in classifica. Il Siena è in crisi, anche il clan bianconero è nel mirino delle proteste dei tifosi. Se non vince al Dall'Ara, Giampaolo potrebbe venire esonerato. Colomba ha le scelte obbligate: in attacco Osvaldo sostituirà Di Vaio e Zalayeta dovrebbe riposare per una sorta di turnover. Dietro dovrebbe tornare Raggi al posto di Zenoni. A centrocampo rientro sicuro di Mingazzini al posto dell'ormai irrecuperabile Mudingayi. Sono i novanta minuti più importanti dell'anno, finora. Ma l'ombra della rabbia dei tifosi sta oscurando anche la sfida sul campo, una sfida fra due squadre derelitte che cercano il colpo da ko che spingerebbe i rivali nel burrone. by bruno medugno
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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"Denunceremo la Gelmini se non coprirà le ore d'inglese"  

-I sindacati scrivono al Prefetto per denunciare la situazione della scuola bolognese e annunciano il ricorso alla Procura in difesa del "diritto allo studio". La protesta anti-Gelmini si sposta così dalle piazze alle sedi istituzionali, in vista del "trasloco" verso le aule di giustizia. Al centro della contesa, 3mila bambini delle elementari di Bologna e provincia, rimasti senza insegnante di inglese dopo il "taglio" di 15 docenti. -I rappresentanti di Cgil e Cisl però hanno deciso di coinvolgere la pubblica sicurezza, perché «sempre di lesione di diritto si tratta, anche se allo studio». «Abbiamo già spedito la lettera in piazza Roosevelt per denunciare la mancanza di insegnanti di inglese alle scuole elementari e di insegnanti di sostegno per le scuole di ogni ordine e grado - spiega Patrizia Prati della Cisl scuola - adesso aspettiamo di essere convocati per poi illustrare tutti i problemi della scuola». -«Se non si trova una soluzione, il passo successivo sarà un esposto alla Procura della Repubblica contro una palese lesione di diritto allo studio - dice Sandra Soster della Cgil - perché le materie di insegnamento nel curriculum non si possono saltare, si rischia l´annullamento della validità dell´anno scolastico». Un rischio in più per i 3mila bimbi delle scuole elementari che da settembre sono senza insegnante di inglese: oltre al problema di non imparare la lingua straniera si ritrovano anche con un "buco" nel curriculum. Mancanza che, secondo i sindacati, «potrebbe portare al non riconoscimento della validità dell´anno». -La questione adesso è sul tavolo del Prefetto Angelo Tranfaglia ma potrebbe arrivare fino agli uffici di piazza Trento Trieste. «Stiamo lavorando, confido in soluzioni positive - rassicura il dirigente dell´ufficio scolastico provinciale, Vincenzo Aiello - siamo passati dalla mancanza di 140 posti a 15, ho chiesto l´autorizzazione per nuovi posti». A completare «il panorama di sfascio totale» della scuola bolognese sono però anche i 28 insegnanti di sostegno di asili e primarie mai rimpiazzati dal ministero che «stanno lasciando sessanta ragazzi senza ricevere quanto garantito dalla legge 104». «Siamo a un punto inaudito», scandiscono le sindacaliste, compilando un lungo "cahier de doléances": mancate supplenze che «costringono i ragazzi a un trasloco permanente e a bivacchi nei corridoi», ore di insegnamento alternativo alla religione che ancora mancano in alcuni istituti superiori dove «a badare gli studenti sono gli stessi insegnanti di religione». -Un "fai da te" che coinvolge anche l´insegnamento dell´inglese: «Siamo al volontariato di mamme che fanno lezione di inglese ai bimbi - dice Soster - mentre per la prima volta ci sono bambini di tre anni che in provincia non vanno a scuola, perché non ci sono posti neanche alle private». A scuola non si può applicare l´arte di arrangiarsi, non basta il volontariato: «Non servono ore nei musei - ha detto la rappresentante Cgil in riferimento al piano del Comune per supplire le ore mancanti, che ha coinvolto Mambo, Cineteca e Virtus - ma piani formativi e di aggiornamento professionale per gli insegnanti».
Fonte: Repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 28/10/2009

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Delbono: "Euro 2016 Bologna ci può ancora sperare"  

Bologna City News- Flavio Delbono ci crede ancora nella candidatura di Bologna per gli Europei 2016: “non e’ ancora tramontata”. Il sindaco della citta’ va controcorrente e nonostante le difficolta’ sul nuovo stadio (ieri il suo assessore ad Urbanistica e Sport, Maurizio Degli Esposti, ha detto di non aver ancora visto un progetto) non esclude quello che sarebbe un colpo di scena all’ultimo momento. “Io condivido il valore della candidatura di Bologna”, ha sottolineato questa mattina Delbono a E’tv, “sono convinto che questa sia una cosa utile per la citta’”. Il sindaco annuncia tra l’altro che “nei prossimi giorni e’ previsto un incontro con la Federazione calcio per verificare la candidatura di Bologna per gli Europei di calcio del 2016” e l’amministrazione ribadira’ il proprio interesse, chiarendo pero’ che tocca al Bologna fare proposte sul nuovo impianto. “Il Dall’Ara non corrisponde alle regole europee, quindi occorre per avere la possibilita’ di ospitare gli Europei un nuovo stadio. Ho gia’ detto in piu’ occasioni- ribadisce Delbono- che non tocca certo al Comune fare un nuovo stadio. Una volta fatto l’incontro con la Figc, nel quale ribadiro’ la disponibilita’ dell’amministrazione, vediamo in tempi brevi se si riesce a trovare una soluzione”. Quanto alle contestazioni contro la dirigenza dei supporter rossoblu’, “capisco i tifosi, perche’ e’ del tutto evidente che vorrebbero essere piu’ soddisfatti”. D’altra parte pero’, aggiunge Delbono, “capisco anche Renzo Menarini, perche’ la presidenza di una societa’ di serie A oggi e’ sicuramente molto molto impegnativa, sia dal punto di vista finanziario che da quello dei rapporti coi tifosi e la citta’”.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 28/10/2009

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CASTEL SAN PIETRO- Azzannata da un cane, donna ricoverata  

-È andata a trovare un'amica, nella casa dove questa lavorava come badante. Ma, nelle vicinanze dell'abitazione, è stata assalita da un cane che si trovava all’interno del cortile non recintato. Una donna di 37 anni di origine polacca è stata azzannata e morsicata in più parti del corpo a Castel San Pietro. La donna è stata ricoverata all’ospedale di Imola, ma le sue condizioni non sarebbero preoccupanti. - La donna, residente a Imola, verso le 11 di questa mattina si era recata in visita ad una amica che fa da badante ad una anziana che abita in via San Carlo nei pressi del casello dell’A14. Ma una volta arrivata nei pressi dell’abitazione (isolata e in mezzo alla campagna) è stata assalita da un pastore maremmano all’interno del cortile non recintato. Pare che il cane, dopo essere riuscito a liberarsi della catena, si sia diretto contro la donna morsicandola alle gambe e al braccio sinistro. Le urla della polacca hanno richiamato l’attenzione del marito dell’assistita, che è riuscito a liberare la vittima dagli assalti del maremmano, risultato di proprietà del figlio. Per quest’ultimo è stato ipotizzato il reato di omissione di custodia di animale e lesioni personali. by bruno medugno
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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Il modenese Bonaccini eletto segretario regionale Pd  

-Stefano Bonaccini (attuale segretario provinciale di Modena) è stato eletto nuovo segretario regionale del Partito democratico con il 50,8 per cento dei voti ottenuti alle elezioni primarie nei 968 seggi dell’Emilia-Romagna. I conteggi si sono prolungati per tutta la mattinata, soprattutto in relazione ad alcune sezioni del ferrarese. Il candidato della mozione Franceschini – Mariangela Bastico – ha ottenuto il 37 per cento dei voti. Thomas Casadei, candidato della mozione Marino, ha raccolto il 12,2 per cento dei consensi. Alla lista di Stefano Bonaccini è stato assegnato il 51,2 per cento dei delegati all’Assemblea regionale; alla lista di Mariangela Bastico il 36,5 per cento; alla lista Casadei il 12,3 per cento. Nei 135 seggi della provincia di Modena Bonaccini ha ottenuto il 54,6 per cento degli oltre 65 mila voti espressi; Mariangela Bastico il 35,4 per cento; Thomas Casadei il 10,7 per cento. Per l’elezione del segretario nazionale Pierluigi Bersani ha ottenuto il 57,4 per cento dei voti; Dario Franceschini il 31,8 per cento; Ignazio Marino l’11,7 per cento.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 27/10/2009

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La Virtus batte Napoli con qualche brivido  

Bologna City News - Qualche rischio nell'ultimo quarto, ma alla fine la Virtus batte Napoli. Nella prima parte della gara sembra tutto facile per le 'V nere', anche se i ragazzi di Lardo non riescono mai a prendere il largo. Dopo alcuni minuti di studio, il match ha subito una scossa a metà del secondo quarto. Sul 22-19 i padroni di casa hanno inflitto un parziale di 11-0 che ha spinto indietro le ambizioni dei campani. La squadra affidata a Pasquini si è risvegliata nel finale, arrivando addirittura a -2 a 5' dalla fine, grazie a due 'triple' di Jones. Assalto contenuto però da due tiri dal campo prima di Moss e poi di Hurd, che ha allontanato la Martos con un altro canestro da tre. Altri tre punti di Koponen a 10" dalla sirena hanno arrotondato il punteggio Finisce 76-62. TABELLINO VIRTUS FORZA BOLOGNA: Penn 11, Koponen 8, Blizzard 2, Fajardo 10, Sanikidze 9, Maggioli 1, Moss 17, Vukcevic 7, Hurd 11, Moraschini ne, Negri ne, Fontecchio ne. All.: Lardo. MARTOS NAPOLI: Muurinen, Aprea, Kruger 2, Bonora, Adeleke 7, Drobnjak 14, Tsaldaris 18, Jones 16, Gabini 5, Spippoli ne, Domenicone ne, Gigena ne. All.: Pasquini. Arbitri: Begnis, Seghetti e Quacci. Note - Tiri liberi: Virtus 12/16 , Martos 7/12. Nessun uscito per cinque falli. Tiri da tre: Virtus 8/22, Martos 5/23. Rimbalzi: Virtus 36, Martos 31. Spettatori: 6.482.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 26/10/2009

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Per salvare il Bologna Menarini deve fare chiarezza  

Bologna City News- QUALCUNO spieghi a Renzo Menarini che, avanti così, il Bologna va dritto in serie B. Già la squadra è debole dal punto di vista tecnico e se a questo si aggiunge che all’interno della società regna la guerra fra bande, è facile pensare che il destino sia già segnato. A creare questa situazione è stato Renzo Menarini e tocca a lui slegare le catene con le quali ha imprigionato il Bologna. Se non lo farà in fretta, dilapiderà un patrimonio suo e della città, rinunciando ai 30 milioni di diritti tv che arriveranno dalla prossima stagione e mettendo il Comune nelle condizioni di dire di no al nuovo stadio da qui al prossimo secolo, che sia previsto in zona universitaria o sul delta del Po. Oggi più che mai al Bologna giova essere circondato da persone che vanno d’accordo, che la pensano allo stesso modo e che fanno, tutte insieme, l’interesse comune, non da chi sfrutta la crisi per riguadagnare il terreno perduto o da chi specula su una sconfitta dicendo «io l’avevo detto». FUOR DI METAFORA. Menarini ha preso questa gran cotta per Luciano Moggi. E non gli passa. Non gli basta sapere che i suoi dipendenti lo considerano uno sgarbo, non gli fa né caldo né freddo il senso di disagio che ha indotto sua figlia Francesca, la presidente, a cogliere al volo l’occasione per ribadire da che parte sta e per provvedere, in coppia con Salvatori, a un esonero che, deciso alla vigilia della partita impossibile in casa Samp, serviva solo a soddisfare la fame di giustizia degli «oppressi»? Non ha sistemato le cose, il Geometra, neppure quando si è accorto che la controffensiva dei «commissariati» ha creato una frattura irrimediaibile dentro il Bologna. Non sa Menarini che i consigli di Moggi non gli serviranno neppure nelle ultime giornate di campionato, perché quest’anno «vivo» alle ultime curve il Bologna non ci arriva, se il proprietario non decide chi e in quale direzione dovrà timonare? LA SQUADRA è debole, ma lo era anche l’anno scorso e si è salvata un po’ per Di Vaio, un po’ per fortuna (San Milito), un po’ perché tutti, tifosi, giocatori, tecnici vari, dirigenti e critici hanno lavorato solo per l’obiettivo finale: evitare che il Bologna celebrasse la sua meravigliosa storia in serie B. Ora, sul piano gestionale, è peggiorata. Pensa davvero il Geometra di salvare il Bologna attraverso quattro telefonate al suo amico e consulente esterno, mentre la casa brucia infiammata dalla diffidenza dei tifosi, dalla mancanza di chiarezza e di quattrini? Per compiere un altro miracolo serve un blocco unico, gestito da una sola voce. Guai lasciare ai gocatori la possibilità di trovare sempre una spalla su cui piangere. Il tribunale di una squadra dev’essere unico e inappellabile, altrimenti gli sconfitti avranno sempre un alibi. Decida Menarini, che di tempo ne ha sprecato fin troppo, prima sfiduciando i collaboratori, poi disorientando i giocatori che non sanno più chi comanda davvero e chi li giudica: se vuole Moggi, lo prenda con i pro e i contro che già conosce. Un grande intenditore di calcio che a Bologna piace a pochissimi, perché qui i più hanno scelto, da anni, in questo senso: fuori dal grande giro? Allora fuori da ogni giro. O Moggi se lo mette ufficialmente in casa (pagando le conseguenze), liquidando gli altri oppure ridia la dignità professionale sottratta agli uomini che continua a pagare. E dia certezze alla squadra. Se ne faccia una ragione: per stare in serie A non basta essere amici di Moggi. Ci vuole serenità e servono giocatori all’altezza in ogni ruolo. Se non hai difensori esterni da serie A e un minimo di qualità in mezzo al campo, non serve fare finta di niente e sperare che il tecnico dica che va bene lo stesso.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 26/10/2009

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Draghetti: in 9 mesi disoccupazione + 18% Il prefetto: serve più apertura sul credito  

- Continuano le preoccupazioni per gli effetti della crisi sull'occupazione. «La crisi economica perdura in modo netto, continuando a mettere a rischio migliaia di posti di lavoro». Stavolta a parlare è stata la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, che durante un consiglio provinciale straordinario dedicato alla crisi ha citato i dati provinciali sulla disoccupazione: «le persone in cerca di lavoro iscritte ai Centri per l’impiego provinciali - ha detto - sono in continuo incremento (56.542 alla fine di settembre, +18% dal mese di gennaio), così come le ore di cassa integrazione guadagni ordinaria (+50% tra giugno e settembre) e quelle di cassa integrazione straordinaria». Draghetti, nel suo intervento, ha individuato anche una serie di priorità sulle quali concentrarsi gli sforzi dei prossimi mesi, a partire dall’accordo firmato in Regione a marzo: oltre ad una conferma, con alcuni ritocchi (formazione, estensione degli ammortizzatori ai lavoratori precari, ricorso ai lavori socialmente utili da parte del Comuni) all’accordo regionale, la presidente invita a concentrare l’attenzione sul sostegno all’innovazione e sul tema del credito: «Anche in sinergia con il tavolo prefettizio». IL PREFETTO - E il prefetto Angelo Tranfaglia intervenire con un messaggio diretto: «Le politiche creditizie che verranno adottate dalle banche nei prossimi mesi si auspica siano caratterizzate da una maggiore apertura nei confronti del mondo delle imprese, anche se la qualità dei prestiti presenta un significativo peggioramento determinato quasi per intero dall’insorgenza di nuove sofferenze nel comparto delle imprese». Anche il presidente della Camera di commercio, Bruno Filetti, ha qualche appunto da fare al sistema creditizio: «Quella delle banche - dice - va un po' oltre la rigidità». LE ASSOCIAZIONI - E se Unindustria ribadisce, con il vicepresidente vicario Gino Cocchi, che «all'inizio del 2010 ci saranno interventi inevitabili di ristrutturazione, con effetti sull'occupazione», le altre associazioni di categoria, Cna, Confartigianato, Legacoop e Confcooperative, rispondono in ordine sparso. Il presidente di Confartigianato, Gianluca Muratori, parla dell’«impegno comune delle imprese a mantenere le persone alle loro dipendenze» e alle istituzioni chiede di avere «coraggio per sostenerle» in questo sforzo. Per Lanfranco Massari di Confcooperative «non è necessario aggiornare l’accordo regionale, semmai di applicarlo integralmente». E, in ogni caso, aggiunge, «i licenziamenti sono evitabili». Si smarca da Unindustria Cna, che auspica un rinnovo degli accordi che hanno permesso il ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga: «Quello che ci differenzia - commenta il direttore generale, Massimo Ferrante - è che l’uso strumentale delle crisi per portare avanti delle riorganizzazioni è un tema che non riguarda il nostro mondo. La ristrutturazione è veramente un’ultima ratio a cui l’imprenditore arriva per sua volontà e mettendo a rischio il suo patrimonio personale». Certo, ammette, «se le misure per la tenuta dell’occupazione non vengono rifinanziate, molte imprese avranno delle difficoltà. Per questo Cna si è detta «favorevole al rinnovo dell’accordo regionale, anche se bisognerà discuterne». SINDACATI - Decisa la posizione dei sindacati contro i licenziamenti. La Cgil ribadisce il proprio «no» per bocca del segretario Cesare Melloni alle ristrutturazioni; posizione condivisa dalla Cisl, con il numero uno Alessandro Alberani che propone l’obbligatorietà per la formazione dei lavoratori in cassa integrazione e l’estensione dell’utilizzo dei contratti di solidarietà con riduzione dell’orario.
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 25/10/2009

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Alcol e droghe, in 2 anni 3.600 casi al pronto soccorso  

- Nel biennio 2006-2007 sono state 3.609, su un totale di 128.672 accessi, le persone con problemi sanitari correlati a uso prolungato o abuso di alcool, farmaci, cannabis, eroina e cocaina, che si sono rivolte al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna. L’analisi dei codici di gravità, registrati dal triage, ha evidenziato il 4% di codici rossi (contro l’1%, nello stesso periodo, per il resto degli accessi), il 26% di codici gialli (14% per il resto degli accessi), il 49% di codici verdi (50% per il resto degli accessi) e il 21% di codici bianchi (34% per il resto degli accessi). Questo è il profilo che emerge dallo studio ‘Sostanze psicoattive e accessi al Pronto Soccorso', presentato oggi a Bologna nell’Aula Magna dell’Ospedale Maggiore da Raimondo Pavarin, responsabile dell’osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche dell’Azienda USL di Bologna, Massimo Annicchiarico, direttore sanitario dell’Azienda USL di Bologna e Luigi Tagliabue, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna. Lo studio, condotto analizzando i dati presenti nella cartella informatizzata, ha evidenziato gli accessi al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, nel biennio 2006-2007, correlati all’uso prolungato o all’abuso di alcool, farmaci, cannabis, eroina e cocaina. Diverse le diagnosi riscontrate dall’esame delle cartelle cliniche, a seconda del tipo di abuso. Quelle più ricorrenti correlate all’abuso di alcool riguardano patologie dell’apparato digerente (cirrosi epatica) e psichiche (disturbi della personalità), quelle legate all’abuso di cannabis comprendono disturbi psichici (psicosi affettive) e problemi del sistema cardio-circolatorio (disturbi del ritmo cardiaco), all’abuso di oppioidi sono correlate patologie dell’apparato digerente (malattie del colon), mentre patologie psichiche e cardiache (sindromi speciali, disturbi del ritmo cardiovascolare) sono le più ricorrenti quando l’abuso riguarda la cocaina. Ai 3.609 accessi in Pronto Soccorso hanno fatto seguito 700 ricoveri, all’incirca una persona su cinque, per 4.503 giornate complessive di degenza, la cui durata media è stata di 1.7 giorni. Oltre la metà dei ricoveri, il 56%, è avvenuta nei reparti di Medicina, il 13% presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, il 9% in Gastroenterologia.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 25/10/2009

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La Bologna dei motori si espande all'estero Ducati apre in Cina, Lamborghini in Brasile  

-Taglio del nastro per il ‘Ducati Shanghai', il primo store ufficiale della nota casa motociclistica bolognese che ufficializza così il proprio ingresso nel mercato cinese. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti Gabriele Del Torchio, presidente Ducati Motor Holding, insieme al direttore commerciale Ducati Cristiano Silei e a Mirko Bordiga (CEO Ducati Asia Pacific). L’apertura del primo store cinese è motivata dal crescente interesse in Cina verso le moto di grossa cilindrata, grazie anche alle nuove regole di circolazione e immatricolazione in vigore nel paese. "L’Asia-Pacific, in termini di potenzialità e sviluppo, oggi rappresenta l’area più dinamica e interessante. - ha dichiarato Gabriele Del Torchio, Presidente Ducati, durante la cerimonia di inaugurazione dello store - Lo scorso anno abbiamo costituito gli uffici di coordinamento a Shanghai e oggi siamo molto felici ed orgogliosi di annunciare il nostro ingresso ufficiale nel mercato cinese - ha proseguito Del Torchio - Direttamente, attraverso una rete di distribuzione, vogliamo confermare il prestigioso ruolo di ambasciatori del 'made in Italy' che le nostre moto, conosciute in tutto il mondo per la loro coolness, le prestazioni, l’innovazione tecnologica e la fantastica storia di tradizioni sportive, rivestono". Con l’apertura in Cina, Ducati è presente in tutto il mondo, sono ben 80, infatti, i paesi dove le moto sono vendute. Espansione in Sud America, invece, per la casa automobilistica Lamborghini. Da Sant'Agata Bolognese, infatti, è stata annunciata l’apertura ufficiale del primo showroom a San Paolo, che sarà gestito dal gruppo Via Italia, fondato nel 1996 e attualmente uno dei più esclusivi rivenditori di auto supersportive di lusso in Brasile. "L’ingresso nel mercato sudamericano - commenta il presidente e Ad Stephan Winkelmann - è un ulteriore passo in avanti nella strategia di espansione della rete di concessionari Lamborghini nel mondo. Il Gruppo Via Italia è stato selezionato per l’esperienza consolidata nel mercato delle sportive di lusso, per le sue elevatissime performance di vendita e per la nota efficienza del servizio assistenza offerto ai clienti’’.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 24/10/2009

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Diciannovenne sfrattata si getta dalla finestra del sindaco di Budrio  

- Una ragazza marocchina di 19 anni si è lanciata, questa mattina, dalla finestra dell'ufficio del sindaco di Budrio, comune del bolognese, dove si era recata per chiedere un'eventuale disponibilità di alloggio per la sua famiglia sfrattata da una settimana. La giovane non è in pericolo di vita ed è stata portata all'ospedale Maggiore di Bologna. Mentre il sindaco, Carlo Castelli, stava parlando al telefono, d'improvviso la ragazza notando la finestra aperta (l'ufficio si trova al primo piano) si è gettata di sotto cadendo per circa 7 metri ma, fortunatamente, non ha riportato gravi lesioni. La famiglia marocchina (padre, madre e tre figli) dopo aver ricevuto lo sfratto è ospitata, momentaneamente, da amici. Sono intervenuti i carabinier
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 24/10/2009

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Gazzoni contro Price Mondadori l'ex patron vince la guerra del Klee  

- Non è la fine della guerra — i due nemici sono lontani dal deporre le armi — ma la vittoria di una battaglia sì. Lo è oggettivamente, sebbene il vincitore, Giuseppe Gazzoni Frascara, liquidi la cosa come «la nuova puntata di una squallida e brutta storia». Convinto, l’ex patron del Bologna, che la sostanza della lunga vicenda giudiziaria che lo vede contrapposto alla sua ex compagna, Katherine Price Mondadori, non sia cambiata. Neppure adesso che i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano lo hanno assolto con formula piena dall’accusa di «aver esercitato arbitrariamente le sue ragioni» quando, nel 2006, si riappropriò dell’acquerello di Paul Klee («Il Crociato») da lui donato, anni prima, all’americana Katherine, ex moglie dell’editore Leonardo Mondadori. IL KLEE - Il quadro della discordia è appeso da tempo in casa di Gazzoni. Ma lui può solo «guardarlo e goderne», come tiene a precisare, perché per la legge non gli appartiene: si trova lì solo perché il giudice, ordinandone il sequestro, lo ha affidato a lui in custodia giudiziale. «Se fosse di mia proprietà, dovrei venderlo e darlo alle banche cui devo tanti soldi», spiega senza giri di parole. «E, comunque, non ci ricaverei tanto, si tratta di un’opera modesta che oggi vendono a un terzo del valore di stima, così come le altre», minimizza. Relatività delle cose: «Il Crociato» vale circa 400 mila euro. Sarà il Tribunale civile a decidere il destino di questo quadro. A stabilire se dovrà tornare nelle mani di lady Katherine come è accaduto per le altre dodici opere che i due si contendono da tempo. Quadri e disegni firmati Picasso, Modigliani, Klimt, Ernst e altri autori del 900. Al momento, l’unico oggetto di valore tornato per decisione di un giudice all’ex patron rossoblù è un antico tavolino pieghevole in noce. Un falso, peraltro, sostengono i periti. Per il Tribunale civile di Milano, tutti gli altri beni appartengono di diritto a Price Mondadori perché a lei regalati da Gazzoni ai tempi del loro amore, finito nel 2005. Contro questa sentenza Gazzoni è ricorso in appello. Mentre pende ancora il processo che vede imputata Katherine, querelata dall’ex compagno per sottrazione di corrispondenza e rivelazione del contenuto di documenti segreti. IL LEGALE - «Si tratta di lettere, certificati e alte carte sottratte a Gazzoni prima che la loro relazione finisse e usate dalla signora nella causa civile sulla proprietà delle opere», spiega l’avvocato di Gazzoni, Claudia Balzarini, che racconta anche l’origine della querelle sul Paul Klee. «Gazzoni e Price sono entrambi collezionisti di arte e, quando la loro storia finì, partirono delle cause per la restituzione di alcuni beni di Gazzoni, tra cui il Klee — spiega il legale — ma questo quadro, nel frattempo, aveva fatto diversi giri e, passando nelle mani dei galleristi milanesi, finì casualmente in quelle di un gallerista amico di Gazzoni, che glielo mostrò per chiedergli un parere». Così Gazzoni scoprì che il suo «Crociato» era stato messo in vendita dalla ex. E lo riprese con
Fonte: Corriere di BOLOGNA - Pubblicato il giorno 23/10/2009

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Tre rapine nel giro di 24 ore  

Bologna City News -Tre furti in 24 ore. Avvenuti tra ieri e oggi sotto le Due Torri. Il primo episodio si è verificato verso le 10 di ieri (21/10) in via Irma Bandiera. Vittima una donna bolognese di 88 anni, alla quale sono stati estorti 4.000 euro. La signora è stata avvicinata in strada da un giovane italiano alla guida di un’auto di grossa cilindrata, che si è spacciato per un amico del figlio. Sosteneva di aver avuto un incidente con la macchina e ha chiesto contanti per il carro attrezzi. Quando la signora gli ha risposto che non aveva i soldi con sé l’ha accompagnata in banca per farle prelevare il denaro. Poi le ha chiesto perfino altri soldi, ma la signora si è rifiutata. Nel frattempo è arrivato il figlio che, dopo aver scoperto il raggiro, ha chiamato il 113. A quel punto però l’auto era già scomparsa. GLI ALTRI - Il secondo colpo è avvenuto oggi in una farmacia di via Marco Emilio Lepido. Un italiano sui 50 anni a viso scoperto e armato di pistola è entrato nel negozio e si è fatto consegnare l’incasso di un qualche centinaio di euro. Sono italiani anche i protagonisti della rapina avvenuta nel pomeriggio Casalecchio di Reno, alle Poste di via Bassi, dove quattro uomini dal volto coperto hanno fatto irruzione armati di pistole e coltelli. Dopo aver minacciato il direttore, i cassieri e qualche cliente si sono fatti consegnare il denaro. Poi si sono allontanati su due scooter grigi.
Fonte: Corriere di BOLOGNA - Pubblicato il giorno 23/10/2009

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Accoltellamento in via Emilia Ponente Arrestato presunto assassino  

-È stato arrestato l’autore dell’omicidio avvenuto sabato sera in un pub di via Emilia Ponente,alla periferia di Bologna. Lo hanno fermato nella notte a Guiglia, sull’Appennino modenese, i carabinieri del Reparto operativo di Bologna. È lì, in casa di parenti, che si era rifugiato Ilirjan Lile, albanese di 35 anni, clandestino e già noto alle forze dell’ordine per reati di droga. È accusato di aver ammazzato con una coltellata al cuore il suo connazionale e paesano Ardit Myrtaj, 25enne anch’egli già noto per reati analoghi. -Dopo l’omicidio si era disfatto del cellulare che aveva gettandolo nel fiume Reno sulla riva del quale aveva trascorso la prima notte da latitante. Ma è stato incastrato dal controllo dei numeri che nelle ore successive al delitto hanno contattato la sua utenza. E così questa mattina i militari hanno avuto la certezza che l’uomo si fosse rifugiato sull’Appennino modenese dove vivevano il fratello e la sorella della moglie e un loro amico. Era nascosto in un casolare situato nella frazione Samone di Guiglia, in via Papa Giovanni XXIII. Inutile il suo tentativo di nascondersi dietro una poltrona quando i carabinieri verso le 4 hanno fatto irruzione nell’abitazione. Lì si era recato domenica mattina grazie a un passaggio in auto che gli aveva offerto un suo amico italiano di cui non ha fornito le generalità. Per i tre albanesi e l’italiano, non ancora identificato, potrebbe scattare una denuncia per favoreggiamento da parte del pm della Procura felsinea, Luca Tampieri, che nei confronti dell’omicida aveva già emesso un provvedimento di fermo.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 22/10/2009

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Papadopulo " fatto fuori da Salvatori"  

Bologna City News- SALETTA dell’hotel Sheraton dell’aeroporto: alle 14 in punto va in onda tutta la verità del Papa. «Avevo chiesto la sala stampa di Casteldebole, ma mi è stato risposto che non era possibile...», è solo uno dei tanti sassolini che si toglie dalla scarpa il tecnico appena sollevato dall’incarico. Papadopulo, da dove cominciamo? «Dal ripasso della storia più recente. Ad aprile ho ereditato una squadra in condizioni disastrose e l’ho salvata. In estate, escluso Viviano, sono arrivati solo dei calciatori in prestito o a parametro zero. Comincia il campionato e di fatto la squadra sbaglia solo la partita col Chievo». Però la esonerano dopo la sconfitta col Napoli. «Dopo una partita in cui abbiamo lottato su tutti i palloni dando anche il sangue tu ti decidi di disfarti di un allenatore che aveva saputo ridare fiducia a una squadra, a una società e un ambiente che erano totalmente depressi? In carriera non mi era mai successa una cosa simile». Rabbia? «Delusione: una delusione enorme. Anche perchè sono sicuro che questa squadra io l’avrei salvata: l’avevo in pugno, i giocatori erano con me. Ma vi sembra che se li avessi avuti contro avrebbero fatto una partita come quella di Napoli? Vi svelo un retroscena. Questa mattina un giocatore, di cui non dirò il nome, ha telefonato al mio collaboratore Luca Brunetti e gli ha detto: ‘Guarda che quando lunedì sera la società ci ha chiamato avevano già deciso tutto...’». La presidente Menarini ha detto che le cose dette da lei domenica sera nel colloquio a fine partita al San Paolo l’hanno fatta riflettere. «Le ho solo detto, per tastare il terreno: se ritenete che il responsabile sia io sono pronto a farmi da parte. La sua risposta è stata: Giuseppe, non abbiamo mai avuto il minimo dubbio su di te e dunque andiamo avanti con te». Scusi, ma allora chi l’ha deciso, secondo lei, l’esonero? «Fabrizio Salvatori. Era in vacanza in Grecia (detto ironicamente, ndr), lunedì sera al telefono mi ha detto che era tutto a posto, poi il giorno dopo, sollecitato da me, nel comunicarmi l’esonero ha detto che la decisione l’aveva presa lui. Una vigliaccata fatta alle mie spalle». Ma è pensabile che una decisione così pesante l’abbia presa un dirigente che negli ultimi tempi era finito ai margini? «Salvatori ha un’aria scanzonata, tipica di chi lega con questo e con quello: ma bisogna diffidare dei tipi così. Ad aprile mi ha scelto lui, è vero: ma adesso grazie alla salvezza conquistata da me lui è rimasto a lavorare in serie A, mentre a me e ai miei collaboratori tocca fare fagotto. Per me è inaccettabile che io che ho fatto buone cose devo andar via mentre rimane chi ha fatto solo dei disastri». Se un domani il Bologna la richiamasse? «Non so se a sette giornate dalla fine tornerei di nuovo: di sicuro se c’è quella persona lì io non torno». Non ritiene che sul suo esonero abbia pesato anche il giudizio della proprietà? «I Menarini non sono in grado di dare dare un giudizio tecnico: l’uomo deputato a farlo era Salvatori». Di Bologna che cosa le resta? «L’affetto dei tifosi: ne approfitto per ringraziarli tutti. In tutto questo tempo non ne ho trovato uno, dico uno, che mi abbia contestato. E ringrazio i giocatori, che mi hanno dato tutto. A Colomba, che è un amico, auguro invece tutte le fortune possibili».
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 22/10/2009

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"Via il pass ai furbetti Contrassegno ritirato alla terza infrazione"  

- GIRO DI VITE contro i furbetti dei pass invalidi. Di fronte agli abusi («odiosi») nell’utilizzo del contrassegno H da parte di chi disabile non è, Galeazzo Bignami (nel tondo), consigliere comunale del Pdl, propone la linea dura. Cioè «il ritiro temporaneo del permesso ogni volta che ne venga accertato l’uso inadeguato», magari all’insaputa del disabile. Alla terza infrazione, «si fa scattare il ritiro definitivo». Per riottenere il permesso, l’invalido titolare del contrassegno dovrà quindi «rifare tutta la trafila di esami richiesti dalla legge». Una stretta — che sarà formalizzata in un ordine del giorno al prossimo consiglio comunale — che mira «a responsabilizzare chi aiuta i disabili e ad evitare abusi». TROPPO spesso «manca il senso civico, e assistiamo impotenti al malcostume di famigliari di invalidi che utilizzano il permesso H per andare loro al cinema, a cena fuori, a teatro, in centro e potere parcheggiare comodi comodi», afferma Anna Fravolini, che ha subìto l’amputazione della gamba sinistra. I furbi, fra l’altro, «spesso occupano i posti auto riservati ai disabili, creando disagi piuttosto spiacevoli». La Fravolini ricorda che l’uso del pass H è consentito solo in quanto è «al servizio effettivo del disabile». Tradotto, significa che funge da vero e proprio salvacondotto — nella Zona a traffico limitato, lungo le preferenziali, nelle zone pedonali, per parcheggiare gratuitamente e nelle piazzole handicap — «solo quando a bordo del mezzo c’è l’invalido». INSOMMA, il contrassegno non può essere utilizzato da terzi. «Lo precisa la legge», spiega Bignami. Il Dpr 495/1992 «definisce infatti il pass H ‘strettamente personale’. Cioè nessuno, in assenza del titolare del permesso, è autorizzato a utilizzarlo». Neppure per fare commissioni a favore del disabile, una delle scuse più ricorrenti. «In questo caso si tratta di un gesto di favore, che non fa acquisire alcun diritto speciale a chi lo fa», commenta Bignami. ANNA Fravolini affronta quindi il nodo del numero dei veicoli che è possibile associare a un singolo contrassegno H. «Si può arrivare fino a dieci targhe collegate, un numero davvero eccessivo», commenta. Secondo i dati dell’anno scorso, su 8.488 contrassegni, 32 avevano dieci targhe collegate, 35 ne avevano nove, 61 otto. Centinaia i contrassegni con sette, sei o cinque veicoli abbinati. ANCHE in questo caso, Bignami presenterà un documento in consiglio. «Credo opportuno, sempre per limitare i rischi di utilizzi impropri, ridurre a massimo tre le targhe collegabili a un singolo permesso invalidi». Una restrizione — stimata da Bignami calcolando la media statistica delle targhe abbinate a tutti gli 8.488 permessi del 2008 — che «renderebbe anche più facile i controlli». Anche in merito al numero complessivo dei contrassegni invalidi concessi dal Comune, la Fravolini si chiede «se vengano fatti periodici controlli a tappeto». Per verificare se, per esempio, «al momento del decesso del disabile il contrassegno venga sempre restituito al Comune, e quindi annullato, come previsto dalla legge». In ogni caso, Bignami auspica che il Comune «affermi con chiarezza la volontà di reprimere gli abusi con tutti i mezzi possibili. La sensazione, se no, è che i furbi la facciano sempre franca».
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 21/10/2009

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Bologna cambia mister: esonerato Papadopulo in panchina arriva Colomba  

Bologna City News- Terremoto in casa rossoblù: al posto di Papadopulo arriva Franco Colomba. Lo ha annunciato la stessa società felsinea in una nota nella quale ufficializza anche l’esonero di Giuseppe Papadopulo, che paga la sconfitta di domenica contro il Napoli e i soli sei punti in otto partite giocate. "A Papadopulo - si legge - va comunque un sentito ringraziamento per l’impegno e la professionalità profusi". Colomba sarà presentato domani alle 12 presso la sala stampa del centro tecnico N. Galli. Colomba, classe '55, grossetano di nascita ma calcisticamente bolognese da sempre (ha giocato ben 168 partite con la maglia rossoblù). Centrocampista di buon livello, ha esordito in serie A nel '74 e - dopo due esperienze in prestito in B in squadre quali Avellino e Sambenedettese - è tornato sotto le due torri giocando fino al 1983. Durante la sua permanenza al Bologna è anche coinvolto nello scandalo calcioscommesse del 1980. Passato all'Avellino nel 1983, Colomba gioca altre 5 stagioni da protagonista in serie A diventando un beniamino della tifoseria biancoverde. Termina la sua carriera al Modena nel 1990, dopo due stagioni con la maglia dei canarini. E proprio a Modena comincia ad allenare, cominciando nel '90 con gli allievi. Ma la prima vera panchina risale al '93 , quando allena l'Olbia (in C2) e poi il Novara,con cui raggiunse le semifinali dei play-off. Nel campionato 1995-96 è 'promosso' in B con la Salernitana, alla quale fa sfiorare la promozione in A chiudendo il campionato al 5° posto in classifica. Nel 1997, sempre in B, guida la Reggina, squadra che tornerà ad allenare per altre due volte in futuro. Nel 1998 Colomba è chiamato per la prima volta da una squadra della massima serie, il Vicenza, ma viene esonerato dopo la diciannovesima giornata. Da allora allena a più riprese la Reggina, il Napoli, il Livorno, l'Avellino, il Cagliari, l'Ascoli.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 21/10/2009

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Settimana della prevenzione dell'Ant Test gratuiti per melanoma e tiroide  

- Da oggi a venerdi’, telefonando all’Ant di via Jacopo di Paolo 36, i cittadini di Bologna potranno prenotare un esame gratuito della cute e, novita’ di quest’anno, della tiroide, prevenendo cosi’ l’insorgenza di quadri tumorali. Le diagnosi saranno effettuate nello stesso istituto Ant. Lo annuncia Raffaella Pannuti, segretario generale della Fondazione Ant, intervenendo questa mattina nella sede dell’Ascom Bologna, sponsor dell’iniziativa, per presentare la terza edizione della “Settimana della diagnosi tempesitva”. Il 28, 29 e 30 ottobre si procedera’ alle visite dermatologiche, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Nelle giornate del 2, 9, 16, 23 novembre, invece, chi vuole potra’ sottoporsi all’ecografica tiroidea, dalle 14 alle 18. I posti, in numero limitato, saranno assegnati seguendo l’ordine di prenotazione: “Faremo 40 visite dermatologiche al giorno- dice Pannuti- e circa 15 ecografie al giorno. Non e’ uno screening completo- aggiunge- ma vogliamo lo stesso dare un segnale: la prevenzione e’ fondamentale”. Come spiega infatti Raffaella Pannuti, “il melanoma e’ guaribile se e solo se preso in tempo. Quanto alla tiroide, per ora parliamo di 3.600 casi in tutta Italia, ma il dato e’ in aumento”. E sabato, in piazza Maggiore alle 18.30, un convegno fara’ il punto della situazione. Dal 2004 al 2009, l’Ant ha effettuato in 21 province italiane 19.730 visite gratuite, con 2.016 esiti positivi: “Persone a cui abbiamo salvato la vita”, dice Pannuti. La provincia di Modena e’ stata quella piu’ ricettiva all’iniziativa di Ant, con 8.664 visite, seguita da Bologna (3.677) e Venezia (1.491). Ant fornisce assistenza sanitaria gratuita, anche domiciliare, ai malati di tumore: l’Emilia-Romagna e’ in testa con 30.342 pazienti assistiti, il 42% del totale nazionale (72.114).
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 20/10/2009

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Biglietti Fs con assegni falsi Truffate agenzie di viaggio  

- Avevano architettato un sistema geniale per truffare le agenzie viaggi: compravano biglietti ferroviari (per tratte lunghe e costose) con assegni postali scoperti e poi, prima ancora che si facesse in tempo a scoprirlo, correvano ad annullare il biglietto per farselo rimborsare, in contanti, da Trenitalia. Il conto corrente, alle Poste, l’avevano aperto loro stessi, mettendo pochi spicci ma ritirando il blocchetto degli assegni, di cui pero’ denunciavano subito lo smarrimento. E’ il nuovo fronte della truffa che arriva da Bologna dove, con questo sistema, sono state ingannate diverse agenzie viaggi cittadine per centinaia e centinaia di euro. E’ andata avanti fino a che la Polizia ferroviaria, grazie a controlli incrociati tra biglietti venduti e dati in archivio relativi ai rimborsi, ha scoperto il raggiro: ora, in quattro, tutti italiani e truffatori di lungo corso, si ritrovano denunciati per truffa, falso ed emissione di assegni a vuoto. La Polfer, spiega in una nota, ha gia’ provveduto a trasmettere tutti gli atti in Procura. Il trucco che utilizzavano era sempre lo stesso: prima andavano alle Poste ad aprire un conto corrente (versando cifre irrisorie), poi, ottenuti il libretto degli assegni, ne denunciavano lo smarrimento e correvano a usarli per acquistare biglietti ferroviari costosi. Quando l’agenzia viaggi vendeva loro i titoli di viaggio, non poteva sapere che gli assegni erano scoperti e per di piu’ intestati a una persona che aveva denunciato lo smarrimento del blocchetto. Dopo aver fatto ‘spese’ all’agenzia, i truffatori si recavano negli sportelli di Trenitalia e, con delle scuse, annullavano il biglietto e ne ottenevano il rimborso in contante. Non e’ stato semplice individuarli per la Polizia ferroviaria: controlli incrociati sui dati elettronici, hanno pero’ fatto emergere che a nome della stessa persona risultavano acquisti di biglietti ferroviari e, subito dopo, richieste di rimborsi per centinaia di euro. Le agenzie viaggi truffate, quando sono state contattate dalla Polfer, non spesso non si erano ancora accorte di essere state pagate con assegni non scoperti. Le quattro persone denunciate, che nel mettere a segno il raggiro si alternavano nei ruoli, hanno alle spalle molti precedenti di Polizia specifici. Ora sono denunciati, e indagati, per truffa in concorso, falso commesso da privato in atto pubblico (per le finte denunce di smarrimento dei blocchetti di assegni) e per emissioni di assegni a vuoto.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 20/10/2009

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Sorpresa, Taçi a spasso in città: «Vengo a vedere se mi volete ancora»  

Bologna City News-C’era Rezart Taçi ieri a passeggio per via Indipendenza, circondato da suoi guardaspalle. Sì, il petroliere albanese promesso sposo al Bologna e autocandidato al trono del Milan. Non s’è fatto nulla, per ora, né dell’una e dell’altro. Ma ieri Taçi era in città, è arrivato in mattinata «per vedere che aria tira qui» e ha pranzato con tortelloni e vino bianco da Rodrigo. Nel tardo pomeriggio è risalito sull’aereo privato facendo ritorno in Albania. Fioccano subito le voci, ma è Renzo Menarini a sopirle: «Io sono a Milano e non ho incontrato nessuno. Taçi? Non lo sento da luglio». Il petroliere conferma, ma come già fece in estate lascia aperte delle porte: «Seguo tutto, so tutto, leggo tutto. Ho visto le partite del Bologna e dico che potremmo avere qualche punto in più. Non vi ho dimenticato, coltivo sempre la speranza di poter tornare magari con un’altra veste». Sa talmente tante cose, Taçi, che butta lì quanto segue: «Ma è vero che Moggi voleva il club?». La chiacchierata prosegue e le domande inizia a farle lui: «Come hanno commentato i tifosi le ultime vicende?», «perché hanno contestato durante la festa del Centenario?», «è vero che nel club sono entrati uomini di Moggi?»
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 19/10/2009

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Bus a rischio per venerdì 23  

Bologna City News- Bus a rischio per venerdì 23 ottobre, data fissata da Cobas e Sdl per uno sciopero nazionale di 24 ore. Le Rdb hanno deciso di aderire all’iniziativa di lotta che, per il personale viaggiante dell’Atc di Bologna e provincia, si svolgerà dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. L’azienda del trasporto pubblico avverte che “in tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti”. Più precisamente, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall’autostazione, fino alle 8.20 al mattino e fino alle 19.20 alla sera. L’Atc assicura in una nota che “adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio”. Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantiti i servizi 'riservati scolastici' e, al call center telefonico 051.290.290, la presenza di un operatore fino alle 9 e dalle 16 al termine del servizio. Il servizio di sportello dei centri di informazione e vendita Atcittà sarà garantito, con la presenza di un operatore, solo dall’inizio del servizio alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30. Di conseguenza, venerdì sarà sospeso il servizio di assistenza alla compilazione dei moduli per il rilascio e il rinnovo di abbonamenti a tariffa agevolata per invalidi, disabili ed anziani a basso reddito, effettuato presso il centro Atcittà di via IV Novembre. Sempre a causa dell'astenzione dal lavoro dei dipendenti, potrebbero verificarsi disagi, in considerazione del ridotto numero di sportelli attivi, per le attività di rilascio di contrassegni e vetrofanie per la sosta.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 19/10/2009

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Accoltellato al cuore Ucciso giovane albanese  

-E' stato identificato dai carabinieri il giovane accoltellato e ucciso verso le 22 di ieri alla prima periferia ovest di Bologna. Si chiamava Ardit Myrtai, albanese, pregiudicato: aveva 25 anni, era in Italia senza fissa dimora. L'agguato mortale è avvenuto in via Emilia Ponente: Myrtai è stato colpito da almeno tre coltellate, una alla schiena, una alla spalla e una all'altezza del cuore. L'aggressione è avvenuta all'interno di un bar, all'angolo fra via della Viola e via Emilia Ponente. Il giovane albanese, dopo essere stato colpito, è uscito e si è accasciato sul marciapiedi. L'assassino al momento non ha un volto. Secondo gli investigatori, il tragico episodio sarebbe riconducibile al traffico di droga: il giovane albanese era uscito dal carcere alla fine dello scorso anno. Era stato detenuto per fatti di droga.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 18/10/2009

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Lavezzi ed altri gloriosi superstiti sfida per giramondo un po' sballati  

-Mister, ho perso l'aereo. La partita di domani al San Paolo, il "Papa" e soprattutto il suo ex chierichetto Mazzarri l'avrebbero preparata meglio al check-in. Lì, il neo-tecnico azzurro avrebbe abbracciato Lavezzi, atteso in Italia ieri e bloccato invece a Montevideo. Atterrerà stamane alle 7.35 a Roma, farà la rifinitura di vigilia e poi si vedrà come andrà con un fuso da smaltire e un allenatore da conoscere in fretta. L'Afa, la federcalcio argentina, gli ha perso il passaporto, bissando un pasticcio già capitato a Datolo. E stavolta El Pocho non aveva neanche preso parte alla vittoria sull'Uruguay. Effetti collaterali dell'ultimo turno di qualificazioni mondiali. Napoli e Bologna sommano 13 punti e 9 reduci internazionali, miseria e nobiltà. Per la classifica, la sfida è il ritratto della fame, tra una squadra che ha cominciato l'epurazione e una che tira la cinghia da sempre. Nel cast, invece, si scopre una processione di big chiamati a viaggiare per 39 mila chilometri totali nelle ultime ore. Nazionali senza filtro: scendono la scaletta e sono già in campo, a dribblare il jet-lag. In più, nell'anno del Mondiale la concentrazione cala, mentre la paura accorcia le gambe e le fa sparire nel bosco del centrocampo. Il Bologna ringrazia, una volta tanto, di non aver fenomeni, ma un po' d'oro alla patria (altrui) l'ha prestato. Moras, ad esempio: quasi mai schierato da Papadopulo, ad Atene ha giocato con Papadopoulos contro il Lussemburgo. Entrato dopo 44´, sul 2-0, il Vangelis apocrifo non ha evitato l'autogol dell'altro "Papa", ma ha certificato secondo posto e play-off della Grecia. Il Bologna dunque lo perderà ancora (14 e 18 novembre). In Sudafrica invece non andrà Mudingayi, titolare per un tempo nel Belgio battuto a Tallin dall'Estonia, nel girone già ammazzato di noia dalla Spagna. Mazzarri, invece, ritrova solo ora il settebello sparpagliato per il mondo. Hamsik s'è pettinato la cresta con la neve di Chorzów, Polonia, giocando 90´ nella Slovacchia, vincente 1-0 e promossa con merito. Quagliarella (titolare) e De Sanctis (panchina) si son presi i fischi della notte azzurra con Cipro, mentre Hoffer ha passeggiato a Parigi per 45' contro la Francia (la sua Austria era già fuori). Oltre oceano, ad Asunciòn, Paraguay, Zuniga giocava e vinceva inutilmente nella Colombia. E in Uruguay, mentre il ct Maradona suggeriva pratiche orali ai giornalisti, Gargano, titolare e battuto, chiudeva la valigia pensando un po' al Bologna e un po' al prossimo spareggio della Celeste. Lavezzi, invece, telefonava in Italia e spiegava il disguido a un nuovo direttore, Riccardo Bigon. De Laurentiis, sai la novità, è furioso: "Vacanze a Montevideo" è un film che non gli piace per nulla.
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 17/10/2009

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Stop in centro a moto e auto inquinanti A gennaio tornano i giovedì ecologici  

Con l´arrivo dell´inverno, nei mesi considerati più a rischio inquinamento, tornano anche a Bologna i blocchi e le limitazioni del traffico. Le misure ripartono dall´1 novembre e saranno attive fino a tutto il mese di marzo 2010. In questo periodo è previsto lo stop dal lunedì al venerdì della circolazione delle auto e moto più inquinanti (euro 1 e 2 a benzina e diesel). Riguarderà il centro storico e le zone più a rischio della città. Dal 7 gennaio il blocco totale ogni giovedì dalle 8,30 alle 18,30. Sono esclusi i veicoli elettrici, ibridi, benzina e diesel purché euro 4 ed euro 5, a gas metano e gpl, in car pooling o car sharing e i diesel se con filtro antiparticolato. I provvedimenti fanno parte degli accordi per la qualità dell´aria firmati ogni anno da Regione, Province e Comuni con più di 50 mila abitanti, e ieri l´intesa è stata messa nero su bianco per l´ottava volta. Uno dei risultati più concreti ottenuti con queste misure anti-smog è che dal 2002 (data della prima firma di un accordo per la qualità dell´aria in Emilia Romagna) ad oggi, le polveri sottili pm 10 sono calate del 15%, con una riduzione del 20% degli sforamenti dei limiti previsti dalla normativa europea, nonostante il clima abbia registrato negli anni una diminuzione delle piogge e del vento. Tra il 2002 e il 2008 sono diminuiti anche gli altri inquinanti: biossido di azoto - 11%, benzene - 51% e monossido di carbonio - 73%. Tra il 2001 e il 2010 la Regione ha investito e investirà per la mobilità sostenibile e la riduzione dell´inquinamento urbano oltre 610 milioni di euro. In particolare i finanziamenti regionali nel triennio 2007-2010 ammontano a quasi 381 milioni di euro (a fronte di una spesa complessiva di quasi 439 milioni di euro) per diverse misure: dal rinnovo del parco autobus al potenziamento delle piste ciclabili. «Quest´accordo è molto utile - spiega l´assessore regionale all´Ambiente Lino Zanichelli - la situazione della qualità dell´aria è in continuo miglioramento. Gli interventi avviati sono a tutto campo e saranno potenziati negli anni a venire anche con iniziative di "green economy" per far sì che la ripresa economica sia di qualità». by bruno medugno
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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Debito Fortitudo onorato dal Comune Oltre 6 milioni di euro al Credito sportivo  

Bologna City News-Un bonifico da 6,4 milioni di euro. Alle 13,45, dopo l´ultimo inutile controllo con le banche che certifica che la famosa fideiussione promessa da Gilberto Sacrati non esiste, il funzionario comunale preme il tasto "esegui" e una montagna di denaro vuota le casse del Comune per trasferirsi in quelle del Credito Sportivo. Palazzo d´Accursio paga il conto per le inadempienze della Fortitudo e poi attacca. «Siamo stati costretti a pagare l´intera fideiussione - mormora con tono avvilito l´assessore allo sport Maurizio Degli Esposti - per onorare gli impegni assunti nel 2000 quando sindaco era Giorgio Guazzaloca e Bologna era governata dal centrodestra». Ecco la conclusione al veleno di una vicenda che si trascina da anni. Un epilogo atteso, ossia l´intervento del Comune che coi soldi di Pantalone s´accolla tutto il debito della Fortitudo e ora dovrà rivalersi sulla società sportiva spingendola di fatto verso il fallimento. Imprevisto invece l´attacco ai predecessori della giunta Guazzaloca che l´assessore del sindaco Flavio Delbono individua come i responsabili politici del brutto finale di questa storia. «Una scelta scellerata - tuona Degli Esposti - quella di garantire con soldi pubblici il debito di una società professionistica che ha come unico risultato quello di privare la nostra città di ingenti risorse finanziarie di cui in tempo di crisi avremmo avuto un gran bisogno». Una "perdita" ingente per il Comune, piange l´assessore. «Con questa montagna di soldi - sottolinea Degli Esposti - avremmo potuto costruire tre asili nido e coprire interamente i buchi della gestione scolastica provocati dalla legge Gelmini per i prossimi quattro anni». Soldi dei cittadini buttati, insomma. E per l´assessore allo Sport la colpa è della giunta Guazzaloca, che ha voluto percorrere «una strada che non era obbligata». Quando il Comune firmò la convenzione con la Fortitudo (allora in mano a Giorgio Seragnoli) non aveva l´obbligo di assumersi, coi soldi dei cittadini, anche i rischi legati al mutuo, dice Degli Esposti. Il Comune, invece, si fece garante presso il Credito Sportivo con una fideiussione: se la Fortitudo non avesse pagato regolarmente le rate del mutuo, toccava a Palazzo d´Accursio accollarsi l´intero debito. Una decisione, ricorda Degli Esposti, «che il centrosinistra non condivise anche perché non ci sono altri esempi di fideiussioni del Comune a garanzia del debito di una società professionistica». Gli unici casi simili riguardano semmai piccole somme investite da polisportive e società di volontariato, mai cifre di queste dimensioni. In realtà, l´intero consiglio comunale all´unanimità vota nel 2006 (quando sindaco era Sergio Cofferati) una seconda fideiussione per la Fortitudo, per un intervento più piccolo, 833 mila euro per la climatizzazione del PalaDozza. I guai arrivano dopo, quando la Fortitudo (prima con la gestione di Michele Martinelli, poi con quella di Sacrati) inizia a pagare in ritardo le sue rate di mutuo. Una situazione sempre più complicata che spinge il Credito Sportivo a intervenire con sempre maggiore insistenza, tanto che un anno fa il Comune, con preveggente prudenza, inizia ad accantonare i milioni necessari. In autunno la crisi precipita. Sacrati ha un debito di 800 mila euro e la nuova rata in scadenza il 30 ottobre. Dal Credito sportivo parte l´ultimatum: o presenta una fideiussione seria, coperta da una banca, entro il 5 ottobre o scatta l´escussione dei 6,4 milioni. Non arriva nulla e il 7 ottobre la minaccia viene ribadita dalla direttrice del Credito Sportivo Maria Lucia Candida in un incontro riservato con Sacrati e Degli Esposti. L´ultimatum si sposta al 15 ottobre, con un´ulteriore proroga di 24 ore chiesta da Sacrati che giura di aver trovato la fideiussione. Siamo a ieri, dei soldi neppure l´ombra. Il Comune è costretto a pagare. E adesso si apre il capitolo più spinoso. Il Comune dovrà rivalersi sulla Fortitudo. «Siamo obbligati a farlo - dice Degli Esposti - per ragioni morali, perchè abbiamo dovuto usare i soldi dei contribuenti per pagare il debito di una società sportiva, e perché altrimenti interverrebbero le sanzioni della Corte dei Conti». Lunedì l´assessore vedrà gli avvocati per aver lumi su una situazione delicata. Chiedere alla Fortitudo già indebitata i 6,4 milioni significa far scattare la procedura di fallimento per la blasonata società sportiva. «Vogliamo garantire la massima attenzione ai tifosi che a migliaia stanno facendo sentire l´attaccamento alla squadra in un momento così delicato», assicura Degli Esposti. Così, il Comune non toglierà il PalaDozza al team, anche se potrebbe farlo, e incontrerà, dopo i legali, anche i tifosi biancoblù. Ma la crisi dell´Aquila sta per precipitare e la giunta è costretta a cercare soluzioni per il futuro.
Fonte: Repubblica - Pubblicato il giorno 17/10/2009

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Scienze della comunicazione Matricole dimezzate in sei anni  

Bologna City News- I corsi di laurea in Scienze della comunicazione continuano ad attirare migliaia di matricole, ma non si può più parlare di boom: dopo l’escalation dell’anno accademico 2001-2002, quando con l’introduzione del nuovo ordinamento didattico `3+2’ raggiunsero la quota record di 18.440, ora uno studio nazionale del consorzio AlmaLaurea ha rilevato che nel 2007-2008 gli studenti che hanno fatto per la prima volta domanda di iscrizione erano scesi a 9.561. In soli sei anni si sono quindi praticamente dimezzati. Dall’indagine, presentata a Bologna in occasione del VII incontro nazionale degli studenti e dei docenti tutti appartenenti a questo corso di laurea, risulta che nel 1997/98 gli immatricolati a Scienze della comunicazione erano appena 2.673; nell’anno accademico 2000-2001 erano diventati già 9.326; ma è l’anno dopo ancora, il 2001/02, quando viene avviata la riforma, che fecero registrare un’impennata con 18.440 iscritti complessivi al primo anno. Poi l’effetto boom si è arrestato. Perché già nel 2002-2003 le domande di iscrizione iniziarono a scemare passando a 16.708. La regressione andò avanti, constante, negli anni. Fino al 2007-2008, ultimo anno di rilevazione di Almalaurea, quando le matricole totali diventarono `appena’ 9.561. L’indagine Almalaurea ha poi rivelato che, a dispetto dei luoghi comuni che indicano Scienze della comunicazione come un corso che pone grosse difficoltà d’impiego lavorativo, i laureati del 2003, a cinque anni dalla laurea, intervistati quindi nel 2008, attestano una condizione di occupazione in linea con i ‘dottori’ degi altri corsi: anzi, lavorerebbe il 92%, contro la media nazionale dell’85%. Per quanto riguarda gli stipendi, rispetto a quelli di un laureato, non sembrano particolarmente elevati: in generale, nell’ultimo quadriennio le retribuzioni hanno visto il loro valore reale ridursi di circa il 6%. I laureati in Scienze della comunicazione, a cinque anni dal conseguimento del titolo, guadagnano 1.339 euro mensili netti. Nota dolente è la stabilità del lavoro: “appena il 28% dei neolaureati specialistici - spiegano dal consorzio interuniversitario - è stabile, ovvero lavora a tempo indeterminato o autonomo contro una media nazionale del 40%. Il lavoro atipico coinvolge più di un neolaureato specialistico occupato su due (54%; la media nazionale è del 41%)”. “L’indagine mostra chiaramente - commentano gli esperti intervenuti a Bologna - come si tratti in assoluto della generazione più giovane, migliore, più preparata; ed anche con un alto tasso di occupazione ad un anno dalla laurea. Guardando meglio è stato messo in luce che oltre il 50% di loro ha un lavoro atipico. Ciò che deve essere scongiurato è che una risorsa preziosa e qualificata, una generazione di giovani fra i meglio preparati, e quelle che seguiranno, rischino di essere schiacciati fra un sistema produttivo che non assume ed un mondo della ricerca privo di mezzi”.
Fonte: Resto Del Carlino - Pubblicato il giorno 16/10/2009

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Decolla il corridoio Imola-Bologna Complanare e quarta corsia in A14  

- Presentato in commissione a Palazzo Malvezzi, è nero su bianco il piano per il rilancio del corridoio autostradale Bologna-Imola. 19 milioni di euro per la Complanare nord e la quarta corsia sulla A14 e altri 45 milioni per le opere infrastrutturali di collegamento all’autostrada (tecnicamente si dice ‘adduzione’). Quest’ultima tranche prevede la variante di Toscanella (sette milioni), gli interventi di fluidificazione del traffico in corrispondenza di Castel San Pietro Terme (due milioni), la messa in sicurezza dell’incrocio fra le strade provinciali 31 e 48 (due milioni), il completamento dell’asse Pedagna (16 milioni) e la realizzazione del nuovo ponte sul fiume Santerno (18 milioni). A presentare il piano e le cifre è Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia, che assicura la sostenibilità finanziaria del progetto: “La quarta corsia è già coperta, le opere di ‘adduzione’ sono a carico di Autostrade e la Complanare nord sarà finanziata dallo Stato, quindi tramite l’Anas”. Lucia Ferroni, responsabile dell’Unità operativa grandi infrastrutture e studi trasportistici della Provincia, spiega i risultati dello studio di fattibilità sul potenziamento del corridoio, realizzato dal tavolo tecnico cui hanno preso parte Regione, Provincia, Anas, Comuni e Società Autostrade: “Su tutte le arterie autostradali che portano a Bologna si registra un incremento annuo di traffico del 2%: 119.000 i veicoli in entrata da Milano, che per il 35% si fermano a Bologna; 96.000 quelli in arrivo da Ancona, che a Bologna si fermano nel 45% dei casi. La maggior parte di questi ultimi entra ed esce a San Lazzaro, vera e propria barriera che evidenzia l’urgenza di un nuovo casello, ma quasi tutti snobbano l’uscita di Osteria Grande e fanno un uso improprio di quella di Ponte Rizzoli” E' emersa anche la particolare situazione della via Emilia: “Rispetto al totale di veicoli in transito tra Bologna e Imola nell’arco di una giornata - spiega Ferroni - solo il 13,6% usa la via Emilia per compiere l’intera tratta, mentre è più consistente la percentuale di utenti che ne fa uso per brevi segmenti intermedi (37%), per i quali - continua la responsabile Grandi infrastrutture della Provincia - non avrebbe senso prendere l’autostrada o gli Stradelli Guelfi. In questo senso una variante completa della via Emilia non si giustifica”. Piuttosto, prosegue Ferroni, “è stato valutato con maggior favore una variante mirata in corrispondenza di Toscanella, dove si registra il massimo picco di carico, con 23.000 veicoli al giorno. Più in generale - conclude - lo studio ha messo in evidenza la competizione fra una eventuale variante integrale alla via Emilia e il sistema autostradale a quattro corsie al quale si sta lavorando”.
Fonte: Resto Del Carlino - Pubblicato il giorno 16/10/2009

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Sette anni e mezzo a rapinatore di Rolex  

-Ha chiesto ufficialmente scusa alla città un napoletano di 28 anni, collaboratore di giustizia, condannato oggi a sette anni e mezzo dopo aver ammesso gran parte delle rapine che gli sono state contestate. Il pm Valter Giovannini aveva chiesto sette anni. A dicembre era stato fermato dalla squadra Mobile di Bologna con l’accusa di aver rapinato numerosi orologi pregiati (per lo più Rolex o Cartier), da metà maggio fino al momento dell'arresto, per un valore totale di 150 mila euro. Colpi quasi identici nelle modalità: le vittime venivano intimidite con la forza fisica e la corporatura massiccia, l'uomo era sempre da solo e aveva un casco in testa. I colpi quasi sempre nel weekend: a bordo di uno scooter grigio con la targa nascosta, avvicinava le auto e minacciava le vittime facendosi consegnare gli orologi o strappandoglieli dal polso. Il giovane, che ha precedenti per reati contro il patrimonio e associazione a delinquere finalizzata a rapina, ha negato di essere l'autore delle rapine compiute con armi. Il pm gli ha però contestato altri colpi per cui ha chiesto la chiusura delle indagini.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 15/10/2009

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Consiglieri- fannulloni Scatta la rivolta dei 'grillini'  

Bologna City News - Torna la rivolta contro il “firma e fuggi” a Palazzo D’Accursio. La denuncia contro i consiglieri che riscuotono il gettone di presenza e poi se ne vanno dalle sedute di Consiglio o delle commissioni viene da Giovanni Favia, giovane neo-eletto per la Lista Grillo. Il quale, piu’ in generale, critica l’atteggiamento di quei colleghi eletti in municipio in giugno ma che in realta’ continuano ad esercitare le loro professioni senza dare granche’ il proprio contributo dal loro seggio in Consiglio. “La maggior parte di coloro che sono stati eletti dai cittadini- sbotta Favia, questa mattina ospite di Radio Tau- non fanno i consiglieri. Le interpellanze e gli ordini del giorno vengono presentati sempre dalle solite tre o quattro persone. Prendono il gettone di presenza ma a fine seduta ce ne sono sempre un terzo di quelli che hanno firmato all’inizio. Io mi trovo un po’ a disagio perche’ a scuola ero tra i piu’ indisciplinati, qui sono il secchione”. Un fiume in piena, Favia. Ironizza, ad esempio, contro quei verbosi colleghi che per protagonismo “fanno discorsi lunghissimi che non significano niente”. E Lui? A fare il consigliere, giura, ci ha rimesso e le sue dimissioni sono gia’ firmate nel caso gli aderenti alla lista lo sfiduciassero. “Noi siamo un consigliere collettivo, cioe’ io faccio il portavoce ma altri lavorano con me come volontari. Io ho gia’ firmato una lettera di dimissioni. In doppia copia, nel caso la prima venisse respinta”.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 15/10/2009

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Casa, la Regione aiuta le giovani coppie  

- Un affitto massimo di 400 euro al mese. E la possibilità, dopo quattro anni, di comprare casa con un contributo della Regione. Lo sognano in tanti, e, per circa mille coppie under 35, potrebbe diventare realtà. Merito del programma «Una casa alle giovani coppie», presentata oggi dall'assessore alla Programmazione e allo sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli. L'iniziativa prevede un finanziamento da parte della Regione Emilia-Romagna di 13,3 milioni di euro, e «serve a dare una mano ai giovani in tempo di crisi - ha detto l'assessore - ma anche a incentivarli a rimanere sul nostro territorio, a costruire qui le radici». IL PROGRAMMA - La prima fase sarà avviata a novembre, quando partirà il bando rivolto alle imprese edili e del settore, che entro un mese metteranno a disposizione gli alloggi (con una superficie non superiore ai 95 metri quadri). A dicembre sarà disponibile l'elenco delle imprese, ed entro sessanta giorni le coppie dovranno scegliere l'alloggio tra quelli in lista, per poi stipulare un pre-contratto. Gennaio sarà il momento del «click day», quando si decideranno i reali beneficiari dei contributi. La selezione informatica, effettuata attraverso la piattaforma «Intercent-Er», porterà a una graduatoria che terrà conto dell'ordine cronologico delle prenotazioni. Poi scatteranno i quattro anni di affitto a canone agevolato, al termine dei quali si potrà formalizzare l'acquisto dell'immobile. Il prezzo di vendita non potrà superare i 2.100 euro al metro quadro. I BENEFICIARI - Il programma è rivolto a tutte le coppie sotto i 35 anni residenti in regione (anche non sposate, ma conviventi da almeno due anni), e con un reddito complessivo non superiore ai 40 mila euro. Almeno uno dei due deve avere residenza anagrafica o lavorare in un comune della regione. In caso di separazione, si dovranno restituire i contributi. Il finanziamento base che la Regione Emilia-Romanga riserva a ogni singola coppia è di 10 mila euro, ma può arrivare a 13 mila per gli appartamenti con alte prestazioni energetiche. L'auspicio di Muzzarelli è che si candidino almeno mille coppie. «Se succede - ha detto - mi assumo la responsabilità politica di dire che il percorso ha funzionato, e allora mi impegno affinché l'anno successivo si trovino nuove risorse». Simone Celli
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 14/10/2009

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Affitti per universitari: canoni esosi e in nero  

‘Bologna la dotta’, una città ad alta densità studentesca, ma nella quale trovare una casa in affitto senza svenarsi sta diventando sempre più difficile. Secondo una indagine dell’osservatorio immobiliare dell’associazione dei consumatori Codici, svolta sui costi degli affitti a Bologna, raffrontando i prezzi delle locazioni del 2008 con quelli attuali, non solo si affitta a prezzi davvero esosi per le tasche degli studenti fuori sede, ma nel 90% dei casi non esistono contratti di locazione. L`affare si conclude con una stretta di mano e rigorosamente in nero. Purtroppo, per gli studenti non esistono alternative. I dati, frutto dell`analisi di un campione di 2.500 offerte di locazione pubblicate su riviste del settore immobiliare, dimostrano quanto gli affitti siano aumentati nel giro di un anno passando da 600 euro, per un monolocale nel centro storico, ad almeno 700 euro. I parametri fondamentali presi in considerazione da Codici sono: metri quadrati, quartiere e prezzo. Gli appartamenti selezionati in cinque zone della città vanno dai 50 mq circa ai 60 mq, si tratta cioè di abitazioni costituite da un minimo di 2 vani ad un massimo di tre. Dal 2008 al 2009 i prezzi nel centro storico sono passati da 500 a 600 euro, nella zona di San Vitale da 600 a 750 euro, in quella di San Donato da 430 a 650 euro, in quella di Santo Stefano da 700 a 800 euro e in periferia, nei pressi della nuova sede di ingegneria, da 500 a 638 euro. Il giro di affari che ruota intorno alla questione affitti è di notevoli proporzioni. All`anno il guadagno netto per chi possiede un immobile è di almeno 7.200 euro ma può arrivare a toccare anche i 9.600 euro e la variazione dei costi d`affitto oscilla dal 20% fino al 51% in più rispetto al 2008.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 14/10/2009

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Allarme alcol tra i giovanissimi Il 20% prova già in prima media  

- Bologna non segue Milano sull’allarme alcol. La battaglia a Palazzo D’Accursio nata sulla scia dell’ordinanza Moratti non sfocera’ in misure drastiche: durante la seduta di commissione Politiche sociali di questa mattina si e’ aperta la strada per un’intesa bipartisan, ma eliminando gli elementi piu’ radicali proposti dal centrodestra. E' stata respinta la proposta leghista di fare svolgere lavori alternativi ai minori colti in fallo, e’ stata cancellata anche la richiesta della lista Guazzaloca di notificare alle famiglie l’abuso di alcol da parte dei minori. Nell’ordine del giorno che dovrebbe avere il via libera dell’aula, rimangono cosi’ solo i “maggiori controlli alla vendita e alla somministrazione di alcolici ai minorenni” in base alle sanzioni previste dalla legge nazionale. Il Pd accetta e pone l’accento sugli obblighi che spettano ai gestori dei locali, che non possono vendere alcol agli under 16. “E’ chiaro che questo e’ un compito espressamente della Pm”, sottolinea la democratica Lina Delli Quadri. Il quadro dipinto dai responsabili dei servizi e’ comunque impressionante. “Il 20% dei ragazzi di prima media ha avuto un approccio con l’alcol”, spiega Monica Brandoli dei Servizi sociali di Palazzo D’Accursio. “Ci sono casi di coma etilici nelle gite scolastiche, sono state trovate siringhe nei bagni delle scuole”. Assodato “l’uso dell’alcol in un’eta’ sempre piu’ giovane”, aggiunge Daniele Gambini del Sert, “cio’ che va sottolineato e’ che lo fanno per lo piu’ in associazione con altre sostanze, l’ecstasy o la cannabis”. Risulta inoltre che molti minorenni si 'sballano' solo al weekend, conservando per il resto della settimana un’esistenza ‘normale’. Molti arrivano a Bologna da fuori citta’ per il venerdi’ e il sabato sera
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 13/10/2009

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Hera acquisisce il 25% di AIMAG E avanza tra Modena e Mantova  

-Gruppo Hera si aggiudica la gara per l’acquisizione del 25% di AIMAG, multiutility che opera nelle province di Modena e Mantova. La quota del 25% del capitale sociale di AIMAG spa, spiega una nota, sarà acquisita dal Gruppo Hera, che si è aggiudicato, per un impegno economico di circa 35 milioni di euro, la gara per la cessione condotta dai soci pubblici che ne controllano la maggioranza. -L’esecuzione della cessione avverrà entro la metà di novembre e l’accordo prevede inoltre la nomina di due consiglieri di Hera nel nuovo Cda di Aimag, di cui uno sarà nominato Vicepresidente. L’operazione, oltre a rappresentara un’altra tappa per proseguire nel percorso di consolidamento territoriale, ha una forte valenza industriale, in quanto consente di porre in stretta relazione le due principali realtà del territorio modenese, una delle quali presente anche nel territorio della Provincia di Mantova. La similitudine del portafoglio servizi e la contiguità territoriale tra i due Gruppi sono le premesse per importanti aree di cooperazione, che potranno realizzarsi con l’integrazione di reti, sistemi di smaltimento, strutture operative e commerciali, sempre nel rispetto delle reciproche peculiarità. Il Gruppo AIMAG, attivo nei settori dei servizi ambientali, ciclo idrico e energia, ha conseguito nel 2008 ricavi per oltre 187 milioni di Euro, un Margine Operativo Lordo di 26,1 milioni di Euro e un Risultato Netto Consolidato di 6 milioni di Euro. Nelle attività di vendita Gas e Energia Elettrica i clienti sono oltre 90.000, con vendite che nel 2008 hanno raggiunto i 213 milioni di mc, mentre nel settore idrico gli abitanti serviti sono 210.000 e nell’ambiente 163.000, con 134.000 tonnellate di rifiuti gestiti. "All’ingresso in AIMAG attribuiamo una forte rilevanza strategica", ha sottolineato Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente del Gruppo Hera, "poichè getta possibili basi per ulteriori sviluppi nei territori confinanti e sancisce il successo della strategia di crescita per linee esterne, purchè sostenuta dal principio della vicinanza territoriale, che ha costituito da sempre un elemento fondante per Hera. Il rispetto delle esperienze locali fa parte della storia di Hera - ha proseguito il Presidente - pertanto siamo certi che questa nuova collaborazione porterà vantaggi a entrambi. Per di più avremo l’opportunità di creare un rapporto unico con le istituzioni a livello provinciale". "La scelta dei Comuni soci del Patto di Sindacato di vendere la quota del 25% del capitale sociale di Aimag spa - ha spiegato Enrico Campedelli, sindaco di Carpi e presidente del Patto di sindacato tra i comuni soci - è un modo di tutelare in primis gli interessi dei cittadini, rafforzando al contempo l’azienda Aimag, un patrimonio del nostro territorio che deve continuare a vedere i Comuni soci promuoverne e condividerne gli indirizzi. Aimag è un’azienda sana e questa operazione rappresenta un ulteriore salto di qualità in un contesto in cui il Gruppo Hera e altre imprese puntano a strategie di aggregazione per competere sul mercato globale dell’energia. Un atto con il quale gli enti locali potranno finanziare nei prossimi anni importanti opere pubbliche, strade, scuole, fare investimenti per la cultura e il sociale, e che dunque vuole valorizzare i risultati di Aimag e il suo patrimonio, e garantire lo stesso valore delle azioni, che sono dei cittadini"
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 13/10/2009

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Non piace lo stadio alla Fiera  

A Comune e Provincia non piace la fuga in avanti di Legacoop che pensa all'area del Parco Nord per il nuovo stadio. Contro l'ipotesi di veder nascere il "nipotino" del Dall'Ara tra la Fiera e la tangenziale, prima di tutto gli strumenti urbanistici, gli stessi che sono stati d'ostacolo anche alla realizzazione di Romilia, grande cittadella dello sport che Alfredo Cazzola, con la Cogei di Menarini e Bandiera, avrebbe voluto veder sorgere a Medicina. L'area del Parco Nord non è un polo funzionale, cioè non ha oggi la vocazione per ospitare un nuovo stadio, e cambiare regolamenti appena approvati, come il Poc, comporterebbe trafile di anni. Anche se secondo Gianpiero Calzolari, presidente Legacoop, "bisognerebbe valutare attentamente l'ipotesi Parco Nord, area già servita da autostrada e ferrovia", Palazzo Malvezzi e Palazzo D'Accursio restano con i piedi per terra. All'orizzonte si profila infatti anche un'ipotesi "di minima": per smaltire l'ingorgo di tifosi che ad ogni partita si riversano in zona stadio basterebbe forse rivedere il piano di parcheggi, sfruttando anche l'area dell'Antistadio. Lo dice chiaramente Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia e responsabile dell'urbanistica: "L'idea di fare lo stadio nuovo in città non è sbagliata a priori, ma è chiaro che se il tema è risolvere il problema creato dal Dall'Ara nel quartiere Saragozza, non sarà spostando la struttura in una zona già molto trafficata come quella della Fiera che il problema si risolve". Risolvere il problema del parcheggio è possibile anche in zona Saragozza, fare una cittadella dello sport "ex novo" in zona Fiera è un altro paio di maniche. Oggi, comunque, convivere con il Dall'Ara è diventato più semplice. I numeri del calcio non sono più quelli dei gloriosi 30 mila spettatori che nel 1994 seguivano le partite della loro squadra del cuore anche in serie C, ma risentono di una serie di cambiamenti comuni a tutti i club. Oggi il Bologna gioca in serie A, ma nelle prime 4 partite di quest'anno ha messo insieme al massimo 21 mila spettatori, di cui 9 mila paganti e il resto abbonati, che rientrano nel conto anche se non vanno allo stadio. Mentre la partita degli europei 2016 (e la candidatura di Bologna) è tutta da giocare, con i dirigenti Uefa in arrivo venerdì.
Fonte: Repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 12/10/2009

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Maxi rissa in via Irnerio Poliziotto aggredito da pitbull  

- Dallo scherno si è passati in fretta alle mani. E' scoppiata per un futile motivo la mega rissa che, la notte scorsa, in via Irnerio, ha visto affrontarsi otto giovani. -Intorno alle 4 della mattina i ragazzi, tutti italiani dai 23 ai 28 anni, si sono affrontati. Tre di loro erano in compagnia di una ragazza che, al guinzaglio aveva un pitbull. I tre con il cane si erano fermati davanti a un palazzo di via Irnerio quando qualcuno dall’ interno, disturbato dalle voci, ha lanciato da una finestra un uovo sul gruppetto. Alla scena hanno assistito i cinque ragazzi che hanno cominciato a prendere in giro gli altri tre bersagliati dall’ uovo. A quel punto si e’ passati alle mani e la ragazza ha pure aizzato il cane contro gli avversari. Qualcuno ha chiamato il 113 ed e’ finita con un agente aggredito dall’ animale a un braccio (cinque giorni di prognosi) e uno dei ragazzi con lesioni al capo, giudicate guaribili in otto giorni. Tutti sono stati arrestati per rissa aggravata e la padrona del pitbull anche per lesioni aggravate e omessa custodia di animale.
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 12/10/2009

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"A Bologna continua la donazione di sangue, sacche sottoposte a controlli"  

Bologna City News-Allarme rientrato. Il Centro nazionale sangue ha sospeso le donazioni da parte di persone che hanno soggiornato nei territori considerati a rischio per il contagio da "West Nile Virus", infezione che viene trasmessa da punture di zanzare e che puo' comportare gravi rischi per la salute. Ma in Emilia-Romagna, dove si sono verificati diversi casi della malattia negli ultimi mesi, non c'e' alcun problema: gia' da agosto, infatti, tutte le sacche di sangue donato vengono sottoposte al test per individuare il virus. E, tra l'altro, "finora nessun campione e' risultato positivo". Lo assicura Paolo Zucchelli, direttore del Centro regionale sangue (che ha sede all'Ospedale Maggiore di Bologna), dopo l'allarme rimbalzato da altre regioni italiane. Il Centro nazionale sangue, nelle scorse settimane, ha infatti allargato anche alla provincia di Venezia le precauzioni per evitare il diffondersi di West Nile tramite trasfusioni: in sostanza, tutte le donazioni di persone che hanno soggiornato per almeno una notte nelle province "a rischio" (Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Rovigo, Mantova e, appunto, Venezia) devono essere sottoposte al test che rileva il virus di West Nile. In alternativa, ad esempio nei centri in cui non e' possibile effettuare il test, i donatori vengono preventivamente sospesi per 28 giorni dal giorno di rientro dalle zone "sospette". Analoghe disposizioni sono state approntate anche per donazioni di emocomponenti, cellule staminali periferiche, midollari e cordonali, nonche' per i trapianti.
Fonte: Repubblica - Pubblicato il giorno 11/10/2009

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Lunedì parte il piano antigraffiti del Comune  

Bologna City News-Parte lunedì il piano antigraffiti del Comune di Bologna con i primi due cantieri. I palazzi interessati dai lavori sono Palazzo Pepoli Campogrande in via Castiglione e un edificio di proprietlà dell'Acer, in periferia. ''Saranno cantieri scuola'', ha spiegato Delbono, perche' ''sulla base dei risultati e in collaborazione con i tecnici della Sovrintendenza saranno fornite le linee guida per tutti gli altri interventi''. Dopo i primi due test, infatti, entreranno in scena anche i privati, aziende specializzate nel campo a cui saranno affidati i lavori entro la fine dell'anno. In tutto, il Comune dedichera' al progetto, tra risorse proprie e contributi di numerosi soggetti cittadini, 200mila euro a cui si aggiungono altri 30mila stanziati dalla Sovrintendenza. Parallelamente sono stati individuati anche spazi destinati ai writer, aree regolamentate attraverso la concessione di un permesso non nominativo che ciascuno dovrà avere con sé ogni volta che vorrà dipingere.
Fonte: Repubblica di BOLOGNA - Pubblicato il giorno 11/10/2009

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Paura per la febbre del Nilo Limiti ai donatori di sangue  

-Un nuovo caso di West Nile a Venezia scatena l'allarme febbre del Nilo. In sette città del nord-est, Venezia, Mantova, Ferrara, Rovigo, Modena, Reggio Emilia e Bologna, dove il Centro di sorveglianza epidemiologica ha registrato alcuni casi di malattia, scatta lo stop ai donatori del sangue: chi ha frequentato per almeno 24 ore una di queste città non potrà effettuare donazioni per un mese. Per cercare di bloccare il contagio saranno attuate alcune norme di sicurezza, prima fra tutte controlli mirati sulle donazioni di sangue. A partire dal 1° agosto il Centro nazionale del sangue (Cns) ha diramato una serie di disposizioni a livello nazionale che riguardano la raccolta di sangue ed emocomponenti, comprese le cellule staminali periferiche, midollari e cordonali: queste norme riguardano i donatori residenti e chi ha soggiornato nelle ore serali e notturne e per almeno una notte in una delle 7 città. Fra le raccomandazioni e le indicazioni l’esecuzione di un test obbligatorio (test Nat) aggiuntivo a quelli che di routine si fanno, per verificare la sicurezza del sangue donato dai residenti, e lo stop alle donazioni per 28 giorni (a partire da quello in cui si e’ soggiornato) per tutti gli altri. Secondo Paolo Zucchelli, direttore del centro trasfusionale regionale dell'Emilia Romagna, comunque, il limite non comporta "nessun problema". Da agosto, in quasi tutti i centri "viene fatto un test alle sacche di sangue di persone che, al momento della donazione, hanno dichiarato di aver soggiornato nelle città considerate a rischio febbre del Nilo". Finora, comunque, ‘’nessun caso è risultato positivo’’, ha detto Zucchelli. In alternativa, ad esempio nei centri in cui non è possibile effettuare il test, i donatori vengono preventivamente sospesi per 28 giorni dal giorno di rientro.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 10/10/2009

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Morì durante un gioco erotico Amante condannato a 4 anni  

- E' stato condannato a quattro anni per omicidio colposo Michele Tropper, il trentaseienne accusato della morte di Andrea, un triestino di 31 anni, soprannominato Alice e deceduto l'8 settembre del 2008 a Baricella. La sentenza è stata pronunciata dal Gup di Bologna Marinella de Simone, riqualificando con il rito abbreviato il reato di omicidio preterintenzionale, inizialmente previsto dal Pm Lorenzo Gestri insieme alla condanna a sei anni di reclusione. Il cambio del capo d'imputazione è stato dallo stesso legale di Tropper, l'avvocato Gianluigi Lebro. L'autopsia confermò la morte per asfissia durante un gioco erotico finito male, molto probabilmente una pratica di ‘bondage’. Lo stesso Tropper, tuttora agli arresti domiciliari, aveva fornito agli inquirenti varie versioni dei fatti: se in un primo momento aveva parlato di un suicidio del compagno, tanto da mettergli in mano le chiavi delle manette che aveva ai piedi per avvalorare questa versione, successivamente ammise di avere involontariamente causato la morte del trans tirando almeno 5 volte la catena. In seguito, poi, sostenne davanti al giudice di avere legato Andrea su sua richiesta e di averlo lasciato solo, non accorgendosi del decesso. La vittima e il colpevole si erano conosciuti tramite Internet ed era stato proprio il primo ad introdurre Tropper alle pratiche estreme.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 10/10/2009

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''Curò male un bimbo'' Medico accusato di omicidio volontario  

- Per la Procura di Bologna si è trattato di omicidio volontario. Questa l'accusa mossa nei confronti del medico che avrebbe sospeso, per quanto lo abbia sempre negato, la terapia medica tradizionale ad un bambino affetto da fibrosi cistica. Il primo capo di imputazione era stato quello di omicidio colposo e il medico bolognese, G.S., di 52 anni, era accusato di aver interrotto le cure cliniche previste, sostituendole con la medicina ayuverdica e prescrivendo erbe medicinali e polveri minerali. Dopo pochi mesi si era verificato il decesso del bimbo, a soli 6 anni. Nella fase degli interrogatorii il medico aveva sempre sostenuto: "Io non ho mai detto ai genitori di abbandonare la medicina tradizionale, quando vennero da me avevano gia’ smesso di andare al Centro specialistico di Verona”. La modifica, ad opera del Pm Francesca Caleca, è avvenuta davanti al Gup in occasione dell'udienza preliminare e si tratta di uno dei primissimi casi in cui un medico viene accusato di omicidio volontario per il decesso di un paziente. ‘’Prima dell’udienza preliminare una rivisitazione complessiva dei fatti ha indotto la Procura a rivalutare la qualificazione giuridica della drammatica e gravissima vicenda’’, ha spiegato il Pm Valter Giovannini, in veste di portavoce. Sono quindi state rilette le testimonianze di altri pazienti, che presentavano patologie meno gravi, cui erano state sospese le terapie. Secondo la nuova accusa di dolo eventuale, che ha reso necessario un rinvio al 10 dicembre 2009, il medico imputato ha accettato il rischio che si potesse verificare la morte del paziente.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 09/10/2009

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L'Università di Bologna è ancora leader E' l'unica italiana fra le migliori 200  

- Anche se il risultato nazionale sembra bocciare le università italiane, Bologna può comunque vantare un po' di soddisfazione. Nella hit parade stilata annualmente dal Times Higher Education, infatti, l’unico ateneo del Bel Paese presente fra top 200 nel mondo è l'Alma Mater Studiorum che si piazza, appunto, al 174esimo posto, superando non di poco la Sapienza, la più grande università italiana, ferma al 205esimo gradino, come lo scorso anno. Il polo bolognese, inoltre, ha anche guadagnato 18 posizioni rispetto allo scorso anno. ‘’Ci speravamo - ha commentato il rettore uscente Pier Ugo Calzolari - nonostante si tratti solo di una delle classifiche possibili, per quanto tra le piu’ autorevoli sul piano internazionale. Negli ultimi anni ce l’abbiamo messa tutta per puntare su giovani e ricerca, e questa linea e’ stata consapevolmente fatta propria dall’intero ateneo e dalle facolta’’. Il balzo in avanti nella classifica del Times è legato anche alla crescita dell’Università di Bologna nelle categorie scienze naturali (scalate 27 posizioni, ora occupa il 107esimo posto) e scienze sociali, che comprendono sociologia, economia, diritto e psicologia: in questo campo l’Ateneo felsineo è al 72esimo posto, in crescita di 18 posizioni. In buona parte contano poi i lavori pubblicati e le citazioni a livello internazionale nel campo della ricerca: nel 2009 l’Alma Mater ha pubblicato mille lavori in più su riviste riconosciute a livello mondiale come le principali in campo accademico, arrivando a un totale di 16.500 pubblicazioni.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 09/10/2009

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Il nuovo stadio, Moggi o Consorte: chi sarà il salvatore del Bologna?  

Bologna City NewsSEI PUNTI, un anno fa, dopo le prime sette partite, sei punti pure quest’anno, dopo lo stesso cammino. Non è detto che il Bologna debba soffrire di nuovo fino all’ultimo respiro, ma le premesse ci sono. Anzi: c’erano già. Fin dalla scorsa estate, quando era chiaro che i denari per salire di un gradino sulla scala gerarchica della serie A non ci sarebbero stati se i Menarini non avessero trovato un alleato. Chi o che cosa, quindi, potrà dare nuova linfa a una società che, per sua stessa ammissione, cerca alleati, ma non li trova. Tre sono le opzioni. La prima si chiama stadio ed è la possibilità di costruirne uno nuovo che, oltre al senso della responsabilità avvertito dopo aver «bocciato» a Cazzola le opzioni di cessione sia agli uomini di Pozzo che a Tacopina, spinse Renzo Menarini ad assumere la responsabilità del club. Bologna si è candidata a sede per gli Europei del 2016. Detto che lo aveva già fatto per quelli del 2012, ma in un’Italia che è riuscita a farsi battere da Polonia e Ucraina, questa volta, dopo l’ultima figuraccia, il credito sportivo offre ai presidenti interessati all’evento mutui agevolati e il governo darà ordine a comuni e province di non essere troppo intransigenti sui piani regolatori e sulla destinazione d’uso dei terreni. Menarini, questa volta o mai più. Se il Bologna vuole recuperare il prestigio perduto, di un nuovo stadio ha bisogno. La Nazionale qui non viene più da anni e cotinuerà a non venire, tant’è che mercoledì prossimo contro Cipro giocherà a Parma. E non verrbbe neanche se lo volesse, perchè lo stadio non rispetta le norme Uefa e non ha neppure una sala stampa in grado di ospitare il numero di uomini e i mezzi che si muovono in concomitanza dei grandi eventi. Lo stadio, sostengono i nuovi studi di ubranistica, per non diventare una inutile cattedrale nel deserto, dovrebbe essere il più vicino possibile al centro. La prima inversione di tendenza si sta verificando negli Stati Uniti dove vengono abbattuti gli impianti costruiti lontano dalla città e sostituiti con altri più piccoli, nelle prime periferie, dove la riqualificazione del territorio ha un notevole valore sociale. IL 15 FEBBRAIO DEL 2010 è il giorno in cui l’Uefa si aspetta dall’Italia risposte definitive sulla possibilità e sulla capacità di organizzare l’Europeo. Quella, probabilmente, diventerà anche una data importante per l’attuale storia del Bologna. Se Menarini avrà la certezza di poter costruire il nuovo stadio con annessi e connessi intorno in grado di generare utili e di foraggiare il Bologna, andrà avanti. Se l’Italia prenderà ancora una volta «picche» o se Bologna sarà esclusa dalle dodici sedi, Menarini probabilmente cercherà di vendere, esattamente come Cazzola fece dopo aver incassato il no per Romilia. Di cure alternative o di medicine omeopatiche per guarire il Bologna non ce ne sono. Un’opzione si chiama Luciano Moggi. Ovvero: appaltare del tutto la gestione del club a un terzo, lasciandolgi come budaget gli intrioiti sicuri che, dal prossimo anno, sono trenta milioni circa di diritti tv. Oppure il Bologna deve sperare che decolli l’opzione-Consorte, una sorta di azionariato popolare. Poco probabile, se non c’è uno zoccolo durissimo di imprenditori. Ci ha già provato Gazzoni lanciando il prestito obbligazionario: la raccolta fu di 200 milioni di lire. Ci provò, qualcuno lo ricorderà, perfino Raffaele Pisu nel 1983, dopo la seconda retrocessione consecutiva. Ci fu una «convention» al PapaDozza cui parteciparono due o tremila persone. Il progetto ebbe una tiepida accoglienza e nessun seguito.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 08/10/2009

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Truffa per un milione di euro Smascherato finto promotore  

-Un buco da un milione di euro, a danno di 25 clienti di Banca Network di Bologna. E come spesso accade in questi casi, le vittime sono persone molto vicine al promotore finanziario che si occupava degli investimenti, in parte risultati fantasma, legati a lui da un rapporto di totale fiducia: una sorella, la suocera, i cugini, gli amici più intimi. A scoprire l’inganno, il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bologna, che ha denunciato il promotore finanziario - V.P., 55 anni, originario di Bologna e residente a Calderara di Reno, nel bolognese - per i reato di falso e di truffa aggravata. L’uomo era attivo sul mercato da una ventina d’anni: la truffa è stata infatti concretizzata nell’ambito di tutto il percorso lavorativo. A denunciare il promotore finanziario, le stesse vittime che - al momento di disinvestire i loro risparmi, tra titoli, fondi e bot - hanno scoperto gli ammanchi. La truffa, spiega la Finanza, si giocava sulla totale fiducia degli investitori nei confronti del promotore, al quale spesso consegnavano denaro anche in contanti o in assegni non intestati alla banca. Denaro che poi veniva fatto sparire dal promotore, il quale poi forniva falsa documentazione per attestare gli investimenti. Per anni l’uomo è riuscito a gestire il pacchetto di clienti, giostrando i soldi tra l’uno e l’altro, fino a che la questione non gli è sfuggita di mano. Un amico del truffatore, una volta controllato in banca, ha visto da solo un ammanco di 300.000 euro. Le indagini finanziarie dei baschi verdi non hanno trovato traccia del malloppo mancante: l’ipotesi investigativa è che buona parte sia stata spesa dal promotore nell’arco degli anni per il vizio del gioco o per la bella vita. Il consiglio per non cadere nella truffa è sempre lo stesso: dare ai promotori finanziari solo assegni intestati alla banca e andare ogni tanto a controllare di persona. Il promotore finanziario denunciato è stato sospeso dall’albo di appartenenza dalla Consob il 6 agosto scorso: dall’inizio dell’anno, da quando la truffa ha iniziato ad appalesarsi, non lavora più per la banca. Per campare, ora fa il rigattiere.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 08/10/2009

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"La cocaina inquina l'economia della città"  

-Il consumo di stupefacenti è pericoloso anche per l´economia cittadina. Un´economia «inquinata» da sempre più frequenti insolvenze, prestiti o casi di usura in cui restano coinvolti i consumatori per procurarsi nuove dosi. A porre l´accento su quest´aspetto è il pm Valter Giovannini, portavoce della Procura in occasione di un maxisequestro di cocaina. Diciotto chili di buona qualità, per un valore di circa un milione e mezzo di euro al dettaglio. -La squadra Mobile e la Dda erano sulle tracce dei trafficanti già da tempo e così il 2 ottobre hanno sequestrato il carico proveniente dal Belgio e arrestato i tre che lo gestivano. Ma nonostante la soddisfazione per una delle operazioni antidroga più importanti degli ultimi anni, la Procura lancia però l´allarme: «L´impegno è massimo e le indagini complesse, però vi è da parte di polizia e magistratura la consapevolezza che il consumo di sostanze stupefacenti è di vastissima portata e indipendentemente dalla capacità di reddito e dalle professioni dei clienti». A preoccupare di più è il cosiddetto consumatore «normale», non il delinquente, che per continuare a drogarsi, «contrarrà nuovi debiti - spiega Giovannini - e così aumenteranno insolvenze, turbative e prestiti con tassi da usura. Insomma sarà ricattabile». Con danni, a questo punto, per l´interno sistema degli affari e del commercio. La cocaina sequestrata era divisa in sessanta panetti nascosti nel serbatoio di una Mercedes. Ma non appena l´auto e il suo carico sono arrivati ad Anzola Emilia, dov´era diretta, è scattato il blitz della squadra Mobile. In manette sono finiti due albanesi di 29 e 31 anni, Ardian Gjini e Ervin Shini. Con loro anche un giovane romeno, Florin Emilian Dobros, 22 anni, l´unico incensurato. I tre ora sono alla Dozza.
Fonte: Repubblica - Pubblicato il giorno 07/10/2009

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I mali della giustizia bolognese in un dossier di 800 pagine  

I-l Consiglio superiore della magistratura convoca i capi degli uffici giudiziari bolognesi. Il presidente della Corte d´appello Giuliano Lucentini, l´Avvocato generale Marcello Branca, il Procuratore Massimiliano Serpi, il presidente del Tribunale Francesco Scutellari verranno ascoltati il 12 e il 20 ottobre per spiegare cos´è che non va negli uffici in cui si amministra la giustizia. Ovvero la ragione di quelle che i dodici ispettori inviati a Palazzo Baciocchi dal ministro Angelino Alfano segnalano come gravi «anomalie» e diffuse «criticità» che necessitano di correzioni immediate. Le loro 800 pagine molto dettagliate che non tralasciano nulla (neppure la mancanza di estintori nella sala delle intercettazioni), riassumendo l´indagine capillare fatta in qualche mese di permanenza a Bologna, tra la fine del 2008 e l´inizio del 2009, sono state trasmesse anche a Palazzo dei Marescialli. E rappresentano un atto d´accusa che non risparmia nessuno. Gli ispettori puntano il dito contro giudici, pm e personale amministrativo, spesso colpev -oli di ritardi e disservizi che incidono pesantemente sui diritti dei cittadini. In Tribunale tra il 2002 e il 2008 (l´arco d´indagine dell´ispezione) sono stati centinaia i casi di sentenze e ordinanze civili e penali depositate in tempi di gran lunga superiori ai 60, 90 giorni previsti. Qualche volta per avere le motivazioni si è dovuto aspettare addirittura un anno. I peggiori tre giudici del civile, rispettivamente con 470, 373, e 202 sentenze le cui motivazioni sono state depositate ben oltre il periodo prescritto. Il danno dell´utenza è pesante, perché il ritardo fa sì che scadano i termini per la presentazione del ricorso in appello o in Cassazione. Ed è stato ancora il cittadino a pagare per i fascicoli archiviati causa prescrizione, un effetto dovuto alla mancata fissazione della data dell´udienza. Dalla fotografia degli ispettori risulta che i processi finiti al macero per questa ragione sono 39200. I procedimenti per i quali erano scaduti i termini per le indagini 22265. Per 8496 di questi era stata richiesta, anche da tempo, la fissazione dell´udienza al Tribunale. Nel frattempo in Procura giacevano 2378 fascicoli, per i quali, malgrado la fissazione dell´udienza fosse già stata stabilita, il pm non aveva ancora emesso il decreto di citazione diretta. Gli ispettori lo registrano, puntualizzando che il futuro non si presenta affatto roseo perché «l´ufficio è fortemente in ritardo anche nelle notifiche», tanto che in molti casi il Tribunale è costretto a rinnovarle «rinviando udienze già fissate da lungo tempo». Il rischio quindi è di nuove prescrizioni. Al quadro non esaltante contribuiscono i vuoti in pianta organica del personale ausiliario. Risultano scoperti 17 posti, mentre 23 persone hanno trasformato il loro rapporto di lavoro a tempo pieno in part time. Nonostante tutto però, secondo gli ispettori, «nel complesso, a parte il rilevante numero di richieste di archiviazione per prescrizione e dei procedimenti scaduti per le indagini preliminari, il lavoro di tutti i magistrati della Procura è connotato da lodevole impegno e diligenza».
Fonte: Repubblica - Pubblicato il giorno 07/10/2009

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Travolta sull'A14, muore sul colpo  

-Stava uscendo dall’auto dopo essere stata tamponata, quando un Tir l’ha travolta uccidendola sul colpo. È successo la scorsa notte sulla A14, a pochi chilometri dal casello di San Lazzaro. La vittima è una donna marocchina di 26 anni residente a Ravenna, che viaggiava insieme ad altri due connazionali. L’incidente, avvenuto alle 23.15 circa, ha coinvolto quattro veicoli, un’auto e tre autocarri. La Polstrada ha già fornito una prima ricostruzione dei fatti: la vittima viaggiava su una vettura che è stata tamponata da un Tir. A quel punto è arrivato un secondo mezzo che ha tamponato il primo e poi un terzo che ha investito gli altri veicoli. Intanto la donna era scesa dalla vettura per controllare la situazione. A quel punto c’è stato lo scontro fatale: un altro camion è arrivato a tutta velocità e l’ha travolta. La ragazza è morta sul colpo. Sul posto sono subito intervenuti la Polstrada di Bologna sud, il 118 e i vigili del Fuoco. Sul tratto si sono formate alcune code e il traffico è tornato regolare dopo alcune ore. La dinamica precisa dell’incidente è ancora in fase di accertamento.
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 06/10/2009

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Esalazioni tossiche, panico in via Solferino Nove intossicati, due famiglie evacuate  

-Esalazioni tossiche, probabilmente di origine chimica, forse ammoniaca o solventi. Strada chiusa al traffico, polizia e pompieri con tanto di maschere antigas. Ecco come si presentava via Solferino poco dopo le 15, quando due squadre di vigili del fuoco e una della polizia stradale sono intervenute per soccorrere tre operai che si sono sentiti male mentre lavoravano in strada. - I tre sono stati portati all’ospedale Sant’Orsola, mentre altre sei persone sono state medicate sul posto. Tutti hanno sentito un odore acre, forse appunto di solvente o di ammoniaca, provenire da un negozio di alimentari gestito da un orientale. I pompieri hanno anche controllato il sottoscala di una palazzina accanto. Nessun intossicato dovrebbe comunque essere in condizioni gravi. -Due famiglie sono state fatte evacuare, mentre la polizia municipale ha chiuso un tratto della strada. I vigili del fuoco, in attesa dell’arrivo dei tecnici dell’Asl, hanno cominciato a controllare alcuni flaconi di detergenti venduti nel negozio.
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 06/10/2009

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La Montepaschi travolge la Virtus A Siena la Supercoppa  

Bologna City News- Stagione nuova, musica vecchia. Il grande basket italiano riapre i battenti e da un lontano pianeta ecco sbarcare ancora Siena, che conquista la sua terza Supercoppa Italiana consecutiva, la quarta complessiva, annichilendo una Virtus Bologna che per quanto rinnovata resta anni luce lontana dalla magnifica macchina messa a punto da Simone Pianigiani. Il quintetto di Lardo regge un quarto e mezzo, Fajardo (17 punti), Koponen (ottimo inizio) e Hurd fanno quel che possono, poi è il solito monologo della Mens Sana, dove i nuovi Zisis e Hawkins non sono ancora a loro agio ma poco male, perchè la vecchia guardia (sontuosi McIntyre e Sato, rispettivamente 19 e 15 punti) basta e avanza. Qualora ci fosse bisogno di dirlo, la squadra da battere resta ancora Siena. Eppure l’avvio è abbastanza equilibrato, con la Virtus che tiene testa alla Mens Sana anche se gli errori si sprecano da ambo le parti. Le Vu Nere, con Hurd e uno scatenato Koponen, provano a mettere la freccia nel finale di primo quarto (+6) e solo il canestro di Domercant permette a Siena di rimanere attaccata (13-17). Gli uomini di Pianigiani si ripresentano con una tripla di Stonerook, che firma anche il sorpasso ma dall’altro lato si sveglia finalmente Penn che consente a Bologna di rimettere la testa avanti. L’equilibrio, insomma, regna sovrano, nessuna delle due compagini riesce a infilare il break che potrebbe dare una scossa all’incontro. Nelle fila toscane arrivano anche i primi punti di Hawkins e proprio l’ex Roma e Milano prova, con la collaborazione di Lavrinovic e McIntyre, a dare una svolta alla gara, con Siena che vola a +6. Un vantaggio che i campioni d’Italia riescono a difendere con successo e ad aumentare grazie al play statunitense, che ingaggia un duello a distanza con Koponen e permette ai suoi di andare all’intervallo lungo sul 41-33. Al rientro sul parquet la musica non cambia, con le Vu Nere che cercano di ridurre il gap e la Montepaschi subito pronta a scappare di nuovo, tanto che la tripla di Sato a metà terzo quarto vale il +12 (51-39). Anche se Fajardo è l’ultimo ad arrendersi, il quintetto di Lardo comincia a mollare la presa, per Siena è quasi fin troppo semplice dilagare e a 10’ dal termine la gara sembra ormai segnata: 67-52. Il moto d’orgoglio che anima le Vu Nere nell’ultima frazione serve a poco, la Mens Sana cancella ogni tentativo di riaprire la gara e alla sirena il tabellone segna 87-65 (13-17, 41-33, 67-52): il primo trofeo stagionale lo porta a casa, come al solito, la truppa di Pianigiani. Il tabellino Montepaschi: Domercant 8, McIntyre 15, Zisis 9, D’Ercole, Eze 9, Carraretto 3, Sato 19, Lavrinovic 9, Ress 1, Hawkins 6, Marconato 2, Stonerook 6. All.: Simone Pianigiani. Virtus: Penn 7, Koponen 13, Blizzard, Baldi Rossi ne, Moraschini, Vitali, Fajardo 17, Sanikidze 2, Maggioli 2, Negri, Vukcevic 10, Hurd 14. All.: Lino Lardo. Arbitri: Cicoria, Sahin, Begnis. Note - Tiri liberi: Montepaschi 14/18, Virtus 19/24. Tiri da tre: Montepaschi 15/31, Virtus 4/14. Usciti per falli: Blizzard 36’04’’. Rimbalzi: Montepaschi 27, Virtus 35. Spettatori: 3.800 circa.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 05/10/2009

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Napolitano ricorda Marzabotto  

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione del 65esimo anniversario dell’eccidio di Marzabotto, ha inviato al Sindaco della città, Romano Franchi, un messaggio. «Con animo commosso -scrive il Capo dello Stato- sono idealmente vicino a tutti i partecipanti alla solenne commemorazione, che vede oggi riunite le autorità nazionali e locali e i cittadini di tutti i comuni coinvolti nel doloroso ricordo delle vittime. In quei giorni giunse al culmine la tragedia dell’oscuramento della ragione e perfino dell’umana pietà, tanto fu il feroce accanimento contro uomini e donne inermi, contro poveri bambini innocenti. Il loro sacrificio non è stato inutile: la lunga e consapevole resistenza popolare contro il nazifascismo ha consentito al nostro paese di avviarsi su un cammino di libertà e di democrazia, di cui è garante suprema la Costituzione della Repubblica». «A Marzabotto, città messaggera di pace;- conclude Napolitano- spetta il compito di custodire e tramandare, specialmente ai giovani, i segni della storia e della memoria, le idealità ed i valori che animarono le azioni e le scelte di allora e che ancora oggi ci accomunano nel rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di violenza. Ai familiari delle vittime giunga, con un affettuoso abbraccio, il mio partecipe e solidale saluto».
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 05/10/2009

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Debutta a Bologna 'Avenue Q' il musical 'politicamente scorretto'  

DOV’E’ AVENUE Q? E’ in quella specie di periferia travestita da piccola città, che forse esiste in tutte le città. E’ un viale, una strada senza le ambizioni delle piazze del centro (anche perché qui gli affitti sono più bassi...), ma con i sogni, i guai, i piccoli grandi pensieri di persone che si incontrano ogni giorno, vicini di casa. C’è Brian, il cabarettista che non fa ridere, o Kate, la maestra elementare che cerca il vero amore, Rod, il broker gay, Lucy, quella con le labbra a canotto, molto, ma molto disinibita, o Princeton, il laureato che insegue qualche chimera. Sono tutti un po’ bizzarri, magari geniali, un po’ pazzi, ma molto... pupazzi. Ma forse, proprio per questo, sono liberi di dire quello che noi ‘umani’, a volte, teniamo dentro per il nostro perbenismo, le nostre convenzioni, la nostra correttezza formale. Dopo aver sbancato nei Paesi anglosassoni, con un debutto fulminante a Broadway e una raffica di repliche a Londra, adesso Avenue Q, musical cult, arriva anche in versione italiana, e debutta dal 16 al 18 ottobre al teatro delle Celebrazioni di Bologna, con traduzione e regia di Stefano Genovese, direzione musicale di Cinzia Pennesi e i pupazzi disegnati da Arturo Brachetti. Già, pupazzi: perché in Avenue Q – Via della sfiga (come è stato ribattezzato lo spettacolo, in Italia) i protagonisti sono di peluche e gommapiuma, e prendono vita accanto ad attori che ne completano le espressioni e le caratteristiche. Un musical ‘peloso’, lo definiscono, ma senza peli sulla lingua. Così, per divertire e fare riflettere, in una girandola di musiche e canzoni, eseguite dal vivo. Ci sono i pupazzi, certo, ma Avenue Q non è uno spettacolo da bambini. Anzi, “ci sono anche scene di sesso... fra i pupazzi”, sorride Genovese. “Ad Avenue Q abitano precari, persone normali, che devono fare i conti con le bollette da pagare, amori che vanno e vengono, e tanti altri problemi”, dice Arturo Brachetti, che ha dato forma ai pupazzi forse ispirandosi a personaggi famosi, che ci sembra di riconoscere. Di sicuro, anche se appaiono così morbidi e teneroni, hanno ‘licenza di dire’ e di aprire la bocca: “Possono per esempio dire che in fondo siamo tutti un po’ razzisti – aggiunge Genovese -, che in fondo godiamo delle piccole disgrazie altrui, e che tutti buttiamo un occhio al link pornografico su internet”. Insomma, possiamo dire addio al politicamente corretto.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 04/10/2009

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EVENTI+SPETTACOLI ,domenica 4 ottobre  

STRADE BLUARTE 2009 con un workshop a Villa Smeraldi, prende avvio il quarto appuntamento del progetto espositivo Strade BluArte, promosso e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna. Per una giornata il suggestivo parco e l’antica Villa Smeraldi, che contiene il Museo provinciale della Civiltà contadina, diventeranno una sorta di grande laboratorio d’arte, ospitando le esperienze e le riflessioni di Paolo Bertocchi, Emilio Fantin e Anna Rossi, finalizzate alla realizzazione di lavori, opere o performances di altrettanti giovani artisti segnalati dal GA/ER. Sabato 31 ottobre poi, sempre nella stessa sede, si terrà l’evento conclusivo con una mostra/festa che presenterà i risultati del lavoro svolto e una tavola rotonda sul tema del rapporto arte contemporanea e territorio, alla quale verranno chiamati a portare il proprio contributo artisti ed esperti. Strade Bluarte ha mirato in tutte le sue edizioni al coinvolgimento della città e dell’intero territorio in eventi dedicati alle arti visive contemporanee e, soprattutto, alla promozione di giovani talenti. Bologna e la sua provincia hanno rappresentato e rappresentano una vera e propria fucina dell'arte contemporanea: proprio qui infatti si sono formati numerosi giovani artisti, che si sono distinti in ambito nazionale ed internazionale e che costituiscono il fronte italiano della ricerca. Dal 2005, anno in cui una performance aerea solcò i cieli del bolognese, Strade BluArte, curata da Chiara Pilati, ha percorso la via Emilia nel 2006 (SS9), nel 2007 la via della Futa (SP65), e nel 2008 la via Bazzanese (SP569). Per questa edizione, che concluderà il percorso, si è voluta sondare la possibilità di una formula diversa che, insieme, faccia conoscere al pubblico dell’arte contemporanea e ai giovani artisti le bellezze naturali e la cultura del passato custodite nello splendido parco di Villa Smeraldi e nel Museo della Civiltà contadina in essa ospitato. Insieme si è voluta sottolineare l’importanza attribuita alla promozione dei giovani artisti in sinergia con l’Associazione regionale GA/ER, alla quale aderiscono tutte le Amministrazioni provinciali e i Comuni capoluogo della nostra regione. Villa Smeraldi, via Sammarina 35, San Marino di Bentivoglio (Bologna) ore 10-17. Il workshop di domenica 4 ottobre è aperto ai giovani artisti del GA/ER e agli studenti delle Accademie di Belle Arti che vogliano assistervi. La prenotazione è obbligatoria essendo disponibili n. 45 posti, essendo a capienza limitata. Per prenotare o richiedere ulteriori informazioni: antonella.antinori@provincia.bologna.it francesca.cappelli@provincia.bologna.it 10.30 GIUNGLA METROPOLITANA Percorso in gommone lungo il Canale delle Moline e a piedi lungo il corso sotterraneo del torrente Aposa Bologna all’insegna dell’avventura. Percorso divertente ed inconsueto navigando in gommone sul Canale delle Moline, passando sotto il ponte di Via Indipendenza per proseguire passeggiando lungo il corso sotterraneo dell’Aposa. Un percorso fra acqua e terra, parte in gommone e parte a piedi, sotto la città e alla luce del sole. Una straordinaria spedizione speleologica urbana che termina presso il Serraglio dell’Aposa, in viale Panzacchi. Un modo diverso di conoscere Bologna dove natura e storia si uniscono per parlarci di una realtà urbana vista con le lenti della fantasia. Partenza: Via Riva Reno angolo Via Morgagni Quando: tutti sabati e le domeniche dalle 10.30 (partenze ogni 45 minuti) fino al 31 Ottobre 2009 Costo a persona: € 10,00 (riduzioni: € 8,00 per Soci UISP, Sogese, SPORT 2000) Info e prenotazioni: Vitruvio, tel: 051.6027391; www.vitruvio.emr.it; info@vituvio.emr.it 11.50 Festa di San Petronio Il programma della Festa di San Petronio: Alle 11.50 in Piazza Ravegnana, Omaggio alla statua del Santo Patrono e benedizione della Città Alle 15 in Piazza Maggiore, Concerto della Banda Rossini Alle 16 in Piazza Maggiore, Spettacolo con gli Sbandieratori Petroniani Alle 17 nella Basilica di San Petronio, Santa Messa presieduta dall'Arcivescovo Card. Carlo Caffarra, processione in Piazza Maggiore e benedizione con le reliquie del santo patrono dal sagrato della Basilica Alle 19 in Piazza Maggiore, Festa popolare Degustazione dei sapori bolognesi. Concerto della Banda Puccini Alle 21 in Piazza Maggiore, Spettacolo teatrale "Due, dieci, cento Torri" Alle 22.15 in Piazza Maggiore, Gran finale di Fuochi d'Artificio 15.00 Bentivoglio (BO) La frutta si conosce mangiandola: le pere Degustazione guidata di diverse varietà di pere per imparare a riconoscerle attraverso il confronto. La visita alla sezione espositiva darà inoltre al visitatore un quadro d'insieme dei metodi di coltivazione e conservazione della frutta. In collaborazione con il Dip. di Colture Arboree - Università di Bologna Istituzione Villa Smeraldi - Museo della civiltà contadina Via Sammarina, 35 San Marino di Bentivoglio (B0) Tel 051.891050 Fax 051.898377 Per partecipare alle iniziative in programma è previsto il solo pagamento del biglietto di ingresso al museo. Per ogni visita sono ammessi, al massimo, 30 partecipanti; è consigliata la prenotazione. Per prenotazioni e informazioni telefonare alla segreteria del museo (tel 051 891050) i giorni feriali dalle ore 9 alle 12. 16.00 Parata di Strèlle Parata di Strèlle è il divertissement messo a punto dal fantasioso Romano Danielli in un gioco che per alcuni mesi ha ‘messo a dura prova’ 20 improbabili attori e un musicista. Pensionati che si esibiscono nel repertorio lirico, seri professionisti che si improvvisano video maker, finti "pulismani" innamorati di tabaccaie un tantino ninfomani e così via... Un pot-pourri di esilaranti sketch che sono stati ‘materia di studio’ in Sexpîr? Mo l é rôba da rédder!" e che inaugurerà la XXVII Stagione del Teatro Alemanni. Sarà un'irripetibile occasione da non perdere, anche perché questo spettacolo è ad ingresso gratuito. Teatro Alemanni via Mazzini, 65 Bologna per l'occasione, Ingresso Libero Info 051.303609 17.45 Vespri d´Organo in S. Martino Proseguono gli appuntamenti con i "Vespri d´Organo in S. Martino" la prima domenica di ogni mese dalle ore 17,45 alle 18,30. Oggi siederà al prezioso strumento rinascimentale MATTEO BONFIGLIOLI, organista della Basilica. Avremo così la possibilità di ascoltare un singolare connubio tra musica eseguita e strumento musicale utilizzato. Verranno eseguite musiche di Girolamo Frescobaldi, il più grande compositore per tastiera del barocco italiano, nato a Ferrara nel 1583, nell'originale antica sonorità dello strumento costruito da Giovanni Cipri nel 1556 il quale nell'iscrizione intagliata sulla facciata dello strumento stesso si definisce "ferariensis". Basilica di S. Martino, via Oberdan 25 Bologna Ingresso libero 18.30 LA MILONGA DEL TPO serata di Tango Argentino TPO Via Casarini 17/5 Bologna dalle 18.30 20.30 CHIMAIRA, UNEARTH, THROWDOWN, DAATH A CURA DI HARD CASH MANAGEMENT Un mini festival imperdibile per tutti gli amanti del metal dalle venature hc. CHIMAIRA - sono un gruppo americano proveniente da Cleveland, Ohio. La loro musica è una miscela di metalcore e groove metal con influenze death metal e, assieme ai Lamb of God, sono tra i principali padrini del cosiddetto NWOAHM. Il nome della band richiama la bestia della mitologia greca Chimera, che rappresenta l'unione di diversi animali. UNEARTH - sono un gruppo metalcore statunitense, formatosi nel 1998 a Boston (Massachusetts). Il loro sound è un misto di Thrash metal e hardcore, caratterizzato da complessi e armonici riff di chitarra, scream, testi politici, chitarre a 7 corde e bassi a 5 corde. THROWDOWN – la band metal-hardcore di Orange County (California) è attiva dal 1997. Il loro recente album “Venom and Tears” ha segnato una svolta più marcatamente metal, che ha indotto i critici ad accostarli a band come Pantera, Sepoltura e ai primi Metallica. “Deathless” è la loro ultima fatica, datata 2009. DAATH - I DÅÅTH, precedentemente conosciuti come "Dirtnap", sono una band death metal di Atlanta, Georgia, sotto contratto con la Roadrunner Records. Il nome prende ispirazione dalla Qabbalah ebraica, in particolare la DÅÅTH è l'undicesima Sephirot e rappresenta il divario tra l'uomo e Dio. Estragon Via Stalingrado 83 (Parco Nord) - Bologna Infoline 051 323490. Per informazioni e prevendite su tutti i concerti: 051 241554 (Estragon Shop). €.22,00 21.00 FTCB - Direttore M°Veronesi - Pianoforte M°Pogorelich Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna Direttore M° Alberto Veronesi Pianoforte M° Ivo Pogorelich Maurice Ravel, Alborada del Gracioso Sergej Rachmaninov, Concerto per Pianoforte e Orchestra n.2 in Do minore op.18 Maurice Ravel, Rapsodie Espagnole Maurice Ravel, Boléro Alberto Veronesi è nato a Milano. Ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi diplomandosi a pieni voti in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra, ha cominciato a dirigere concerti di musica contemporanea quando era ancora studente di Conservatorio. Nominato nel 1999 direttore Artistico e Musicale della Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago vi ha diretto il ciclo completo delle opere di Giacomo Puccini (Manon Lescaut, La bohème, Tosca, Madama Butterfly, Turandot, La Fanciulla del West, Suor Angelica, Il Tabarro, Gianni Schicchi, La Rondine, Turandot) e ha contribuito a rilanciare la Fondazione nel novero dei maggiori Festival lirici nazionali. Nel 2003, l’allestimento de “La bohème” con le scene di Jean Michel Folon, ha vinto il premio “Abbiati” della critica italiana. Nell’agosto 2008 è stato nominato Direttore Musicale Stabile. Nel 2001 è stato nominato Direttore Musicale della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana con la quale ha affrontato il ciclo completo delle Sinfonie di Mahler, Beethoven, Bruckner e Shostakovich. Contemporaneamente sta approfondendo la musica sinfonica del 900 italiano sperimentando anche giovani autori contemporanei. Dal 1992 al 2000 è stato direttore Artistico e Musicale dell’Orchestra Guido Cantelli di Milano, orchestra sinfonica residente al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, con cui ha affrontato in particolare Beethoven, Brahms, Mendelssohn, Berg. Con questa orchestra ha debuttato nell’aprile ’96 al Festival di Pasqua di Salisburgo, su invito di Claudio Abbado, al Teatro alla Scala nel 1999 e nel 2000 al Maggio Musicale Fiorentino. In campo operistico ha debuttato allo Spring Festival del BAM di New York nel 1998 con il “Falstaff” di Antonio Salieri, ha debuttato al Tokyo National Theatre nel 2000 con “Tosca”, nel 2002 al Teatro d’Opera di Tel Aviv con “Andrea Chenier”, all’NHK di Tokyo con “Madama Butterfly” nel 2004. Nel 2007 “I Medici” con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, nel 2008 “Fedora” al Teatro La Monnaie di Bruxelles e “L’Amico Fritz” di Ma scagni con Deutsche Oper di Berlino. Nel 1998 ha inciso “Falstaff” di Antonio Salieri, per la Chandos Records, aggiudicandosi il secondo premio al Festival Discografico di Cannes 1999 nella categoria “Opera preromantica” e il premio “Koch 1999 di Monaco per la migliore incisione operistica dell’anno. Nel maggio 2006 esce la sua prima incisione per Deutsche Grammophon: “Edgar” di Giacomo Puccini con l’Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Placido Domingo nel ruolo di protagonista. Le prossime incisioni con Deutsche Grammophon, di cui Alberto Veronesi è artista ufficiale, comprendono “La Nuit de Mai” di Ruggero Leoncavallo con Placido Domingo, Lang Lang e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, e “Arie Perdute e abbandonate” di Giacomo Puccini con i Wiener Philarmoniker e con Violeta Urmana e Placido Domingo. Successivamente sono previste un ciclo di opere di Giacomo Puccini e i suoi contemporanei, tra cui, “La bohème” di Leoncavallo e “Resurrezione” di Franco Alfano. Dal novembre 2008 è Direttore Artistico della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna. Ivo Pogorelich è nato a Belgrado nel 1958. Ha cominciato lo studio del pianoforte a sette anni, e a dodici è andato a Mosca a studiare alla Scuola centrale di musica e poi al Conservatorio Ciaikovskij. Nel 1976 ha iniziato a studiare con un’importante didatta e pianista, Aliza Kezeradze, che sposerà nel 1980 e a cui rimarrà accanto fino alla prematura scomparsa, nel 1996. Nel 1978 Ivo Pogorelich ha vinto il Premio Casagrande di Terni, e nel 1980 il Montreal International Music Competition; ma è stato il premio che non ha mai vinto a renderlo famoso nel mondo. Nel 1980 fu clamorosamente eliminato alla terza prova del Concorso “F. Chopin” di Varsavia; ne nacque una controversia che catalizzò su di lui l’attenzione dell’intero mondo musicale. Martha Argerich lo aveva definito un genio e aveva lasciato la giuria per protesta. Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2 Tel. 051.2960864 - 051.261303 Platea €40,00 Galleria €30,00 Balconata €15,00
Fonte: http://www.sfrombolone.it/ - Pubblicato il giorno 04/10/2009

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Farmaci per pazienti morti: scoperta truffa da un milione di euro  

Bologna City NewsI carabinieri del Nas hanno scoperto una maxi truffa nel settore della farmaceutica, e hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di operatori del settore farmaceutico. Con la complicità di una fitta rete di medici ospedalieri compiacenti o corrotti e di titolari di farmacie, riscuotevano rimborsi dal Servizio sanitario nazionale grazie a finte prescrizioni di costosi medicinali a pazienti che non ne sapevano nulla, oppure erano inesistenti o addirittura morti. L'organizzazione operava in varie province dell'Emilia Romagna, Bologna, Ravenna, Rimini e Ferrara, e aveva diramazioni anche nelle regioni del Centro Italia. Secondo i carabinieri, l'entità della truffa è quantificata in oltre un milione di euro. L’indagine ha portato alla denuncia di altre 43 persone e al sequestro di ingenti quantità di farmaci. Sono state coinvolte farmacie di Bologna e della provincia di Ravenna, oltre che medici e operatori sanitari di vari ospedali delle province di Bologna, Rimini, Ravenna e Ferrara Le misure cautelari sono state eseguite a carico d: Lucio Leonardi, 48 anni di Foligno direttore della business unit immuno-oncologica di Italfarmaco, Stefano Settini 54 anni residente a Roma e capo area manager per l’Italia centrale presso la stessa azienda, Daniele Naldi bolognese di 49 anni, informatore scientifico del farmaco, Roberto Dall’Osso 35enne di Bologna titolare della farmacia bolognese Lodi, Maurizio Bolognini, 35 anni, titolare della omonima farmacia a Castel Bolognese e Milena Disteso 64 anni ex dipendente di una farmacia e nella cui abitazione sono stati rinvenuti gran parte dei farmaci sequestrati. Coinvolta nell’indagine anche una terza farmacia bolognese. Tutti gli indagati dovranno rispondere del reato di associazione per delinquere e truffa ai danni dello Stato. Ad alcune delle persone e a vario titolo, sono stati contestati anche i reati di corruzione, falso ideologico e comparaggio. Nell’indagine sono indagate a piede libero 43 persone di cui 38 medici universitari ed ospedalieri di diverse province dell’Emilia Romagna e attivi nel settore legato alle malattie tumorali (oncologi, radioterapisti, ematologi). Venticinque dei medici indagati sono risultati dipendenti dell’ospedale S.Orsola di Bologna. Sono coinvolti anche due medici dell’ospedale Maggiore di Bologna, otto dell’ospedale Infermi di Rimini, due dell’Asl di Bologna, uno dell’ospedale di Bentivoglio e uno dell’ospedale S.Anna di Ferrara. Per la loro compiacenza, alcuni camici bianchi (circa cinque), secondo un primo riscontro probatorio, venivano corrotti elargendo oggetti come macchine fotografiche, impianti hi-fi, televisori - sono stati sequestrati nelle loro abitazioni beni per un valore di oltre 25mila euro - e assicurando i rimborsi spese per viaggi e convegni, tanto che Italfarmaco (secondo quanto scoperto dai carabinieri) aveva aperto un conto corrente in alcuni negozi di prodotti tecnologici e presso un’agenzia di viaggi di Foligno. La truffa costata al Servizio sanitario nazionale una somma pari a 1 milione e 200 mila euro (in due anni e mezzo) era stata congegnata nei minimi dettagli e portava un guadagno a tutti i soggetti coinvolti: i farmaci, per lo più antitumorali e antimicotici (longastatina con un prezzo di 1395 euro a confezione; Myelostim, 130 euro e Triasporin, 85 euro) erano prodotti da Italfarmaco. L’azienda farmaceutica milanese, poi, vendeva i medicinali ai titolari delle farmacie i quali ottenevano i rimborsi dallo Stato grazie alle false ricette prescritte da medici (alcuni corrotti con regali di vario tipo) contattati dall’informatore scientifico il quale, a sua volta, si assicurava premi di produttività. I farmaci, però, non arrivavano mai ai pazienti ignari e a volte addirittura deceduti. I nomi dei pazienti coincidevano con quelli di persone che si erano curate nelle strutture dove operavano i medici firmatari delle ricette fantasma o pervenivano da elenchi di pazienti inabili ai quali era stata assegnata l’assistenza domiciliare. Il trucco era quello di staccare dal medicinale l’etichetta (fustella) di riconoscimento del farmaco per poi applicarla alla falsa ricetta firmata dal medico compiacente. I medicinali rimasti senza fustella erano poi venduti su canali clandestini o smaltiti illegalmente. La truffa rappresentava in percentuale dal 12 al 18 per cento dell’intero fatturato delle farmacie inquisite. Nel corso delle indagini - condotte dal Nas dei carabinieri di Bologna con la collaborazione delle Ausl di Bologna e di Ravenna - sono state sequestrate 3600 confezioni di confezioni defustellate di farmaci antitumorali per un valore di circa 350mila euro e sono state rintracciate 3126 ricette false.
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 03/10/2009

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Al Dall'Ara la grande festa per i cento anni rossoblù  

Bologna City News - Il Bologna ha festeggiato questa allo stadio Dall’Ara, presentato da due grandi tifosi rossoblu come Gianni Morandi e Fabrizio Frizzi, i suoi 100 anni. Partitelle tra istituzioni, bambini, tifosi, quindi la sfilata di ben 140 ex rossoblu. Per concludere un concerto offerto alla città proprio da Gianni Morandi, Luca Carboni e Paolo Mengoli prima del brindisi e dei fuochi d’artificio. Infatti si è dovuta aspettare la mezzanotte perchè il Bologna è nato il 3 ottobre del 1909 nella birreria Ronzani in via Spaderie, nel centro della città. Al centenario hanno partecipato i nomi che dal dopoguerra ad oggi hanno fatto la storia. Il più anziano ma ancora in grande forma l’85enne Dino Ballacci che ancora ricorda come si cercava la palla ma se si prendevano le gambe pazienza. Ma gli applausi maggiori li hanno ricevuti Roberto Baggio, Kennet Andersson, Igor Kolyvanov, trio d’attacco del Bologna migliore degli ultimi trent’anni. Insieme a loro il ricordo di Klas Ingesson che non è potuto essere a Bologna per la malattia che lo ha colpito negli ultimi tempi: «Sta meglio - ha detto Andersson - vi saluta e ricorda Bologna con grande piacere». Non sono mancati gli eroi dello scudetto del 1964, con la gigantografia di Giacomo Bulgarelli che campeggiava sotto la Torre di Maratona. Tra i mister applauditi Cesarino Cervellati, Gianbattista Fabbri, Renzo Ulivieri, che insieme a Zaccheroni ha guidato dalla panchina la sfide tra le glorie rossoblu. Ma ha sfilato pure Daniele Arrigoni, artefice dell’ultima promozione, così come Roberto Mancini, che a Bologna ha giocato una sola stagione ma quella che a 16 anni l’ha lanciato nel grande calcio e che ora con la maglia rossoblu vede giocare il proprio figlio. Ma altri giocatori sono rimasti nel cuore come Iliev, Paramatti, Renato Villa e Adelmo Paris, autore del rigore nel 1980, che ha dato l’ultima vittoria del Bologna aTorino contro la Juventus, Lorenzo Marronaro, bomber di una sola stagione di serie B, ma anche Pino Lorenzo, Kubilay Turkilmaz, Carlo Nervo e tanti altri. Non sono mancate anche le contestazioni e i fischi da parte di parte dei tifosi rossoblù all'indirizzo dei vertici della società con quel ''Noi non siamo amici di Moggi'', riferito allo sgradito rapporto dichiarato piu' volte tra la famiglia Menarini, proprietaria del club e l'ex dg della Juventus, uomo simbolo di calciopoli. La festa del centenario si chiuderà sabato 3 ottobre alle 11 con una Messa celebrata in Cattedrale dall’Arcivescovo Card. Carlo Caffarra, quindi nel pomeriggio una festa organizzata nel centro cittadino dai commercianti e la sera al Palanord dai gruppi della curva. Poi domenica al Dall’Ara la partita del centenario con il Genoa. I dirigenti del Grifone regaleranno a quelli rossoblu una targa per dare il benvenuto tra i club centenari, mentre la squadra giocherà con una maglia che ricorderà la divisa con la quale è sceso ufficialmente in campo per il primo incontro, mentre la tifoseria ha organizzato una coreografia per festeggiare degnamente l’evento. La società dal canto suo per incentivare la partecipazione ha calmierato i prezzi e si attendono al Dall’Ara circa 30.000 persone.
Fonte: Resto del carlino - Pubblicato il giorno 03/10/2009

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Fiera, Roversi Monaco smentisce:"Non lascio"  

Bologna City News-Corre il veleno ai vertici della fiera di Bologna. Aria di grandi manovre per conquistare il posto di Fabio Roversi Monaco, il presidente che da mesi non fa mistero di voler lasciare anche per ragioni personali. Un´intenzione ribadita più volte tra la primavera e l´estate ai principali azionisti e ripetuta dall´interessato in un vertice riservato, che tale doveva rimanere, venerdì scorso in Regione, nell´ufficio accanto a quello del governatore Vasco Errani. -Davanti a Roversi Monaco, oltre al presidente della Regione, l´assessore Duccio Campagnoli, il sindaco Flavio Delbono, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il presidente della Camera di Commercio Bruno Filetti. Uno dei sei però ha parlato, probabilmente per affrettare i tempi dell´operazione, rischiando di aprire una gravissima crisi al vertice della vetrina dell´economia bolognese in un momento drammatico per la storia di Bolognafiere, con Milano all´attacco del Motor Show e una complicata gestione dell´aumento di capitale. La crisi precipita alle 16,30 quando il consiglio di amministrazione dell´Expo sta per riunirsi per prendere decisioni importanti. L´agenzia Dire lancia una notizia dal titolo inequivocabile: «Roversi Monaco vuol lasciare tra qualche settimana». Non aggiunge, l´agenzia, chi fosse presente all´incontro né frasi del presidente della Fiera, ma tanto basta per mandare il fibrillazione l´intero vertice di piazza Costituzione. Al termine del cda Roversi Monaco, infuriato per il colpo basso ricevuto, dice ai cronisti: «La notizia è destituita di fondamento, quando ho qualcosa da dire lo dico io». A dare un´idea del clima che si è respirato al termine della riunione, però, è l´assessore Campagnoli: «Evidentemente c´è una regia per fare del male alla fiera di Bologna». A chi si riferisce? L´assessore glissa sul corvo, ma ricorda che «c´è un patto di responsabilità tra gli enti pubblici e il presidente della Fondazione Carisbo che ha assicurato e assicura un impegno per il bene della fiera di Bologna». E´ più che mai forte, insomma, il sostegno di Regione, Provincia e Comune, a Roversi Monaco che fu chiamato in Fiera dopo quel patto. «Sarebbe bene non danneggiare la fiera in un momento così delicato - aggiunge l´assessore - siamo attivi per far fronte a una situazione molto delicata per le fiere, sottolinea Campagnoli, e Roversi Monaco sta portando avanti un´opera significativa di rinnovamento, per esempio ha ridotto da 19 a 12 il numero dei consiglieri di amministrazione. Si è parlato di rapporti tra consiglio di amministrazione e management e ridurre tutto a contrasti personali non ha senso». Un accenno non proprio velato ai dissapori tra Roversi Monaco e l´Ad Federico Minoli che sono una delle ragioni per le quali il presidente da tempo dice di voler lasciare. Certo è che la notizia uscita all´insaputa dell´interessato creerà ulteriori problemi in un consiglio di amministrazione che da anni vive in una perenne situazione di scontro. Nonostante questo, però, i primi sei mesi del 2009 si chiudono con un utile di 2 milioni e mezzo (contro la perdita di 2,9 milioni del primo semestre 2008). Un buon risultato difficilmente replicabile nel secondo semestre, ha spiegato Minoli, al quale hanno contribuito l´andamento particolarmente positivo di Arte Fiera, Libro per ragazzi, Autopromotec e Cosmofarma. E, nonostante le difficoltà, si chiude la prima fase della sottoscrizione dell´aumento di capitale. Vi partecipano tutti tranne Unindustria, Ascom e Ance. Le loro quote (2,67 milioni di azioni su un totale di 15 milioni) verranno ripartite in proporzione tra Camera di Commercio, Comune, Fondazione Carisbo, Regione, Confartigianato e Assimpresa.
Fonte: Repubblica di BO - Pubblicato il giorno 02/10/2009

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Motor Show, i big dell'auto a consulto E Milano punta all'edizione 2010  

-Si decide in queste ore, tra Roma e Milano, il destino del Motor Show. Ieri sera, nella capitale si è tenuto un vertice tra le aziende automobilistiche associate all’Unrae (unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri) durante la quale le case madri, collegate in conferenza da tutta Europa, si sono confrontate tra l’altro anche sulla reciproca partecipazione alla kermesse motoristica. «Ma le scelte spettano alle singole società - precisavano dall’associazione - non può esserci un indirizzo di gruppo». A questo si aggiunge il fatto che ieri l’ad di Promotor, Giada Michetti, era a Roma per l’assemblea dell’Anfia (associazione nazionale fra industrie automobilistiche) dove si è ritrovata insieme l’ad di Fiat, Sergio Marchionne, e il presidente di Fiat e Ferrari, Luca di Montezemolo. Una partecipazione definita «tradizionale», ma con il Motor Show alle porte e più in bilico che mai, con ogni probabilità a margine del meeting c’è stato un tentativo per far cambiare idea alla casa torinese, e portare a casa in extremis la sua presenza alla manifestazione bolognese. I due summit rendono dunque queste ore delicate e cruciali per lo svolgimento o meno della rassegna, che conta 33 edizioni ininterrotte dal 1976. MILANO - Ma se la partita sul breve periodo (il taglio del nastro, se ci sarà, è fissato per il 5 dicembre) si sta giocando a Roma, è a Milano che si stanno muovendo le pedine per il futuro del Motor Show. Sembra prendere sempre più corpo infatti lo «scippo» dalla Motor Valley della sua principale manifestazione, con lo spostamento già dal 2010 del salone da Bologna a Milano, che ha messo sul piatto padiglioni gratuiti per tre anni. Gli indizi sarebbero molteplici, come per esempio le prossime elezioni (nella primavera 2010 si vota per la Regione, nel 2011 per il Comune di Milano), l’Expo 2015 e la vicinanza del sindaco Letizia Moratti al governo. DEFEZIONI - Allo stato attuale, gli organizzatori continuano a confermare solo il no ufficiale di Bmw, già assente all’edizione 2008, e hanno ribadito di avere in corso le trattative con le altre case, come ha ricordato l’altro giorno Olivier Ginon. Ma orientati al «no» ci sono anche il gruppo Volkswagen con ben quattro marchi (Volkswagen, Skoda, Seat e Audi), Mini, Honda e Renault (con anche Dacia). Ancora incerti sul da farsi tutto il gruppo Gm (con Opel e Chevrolet) Toyota, Chrysler, Mercedes e Volvo. Gli unici sì sono arrivati dalla divisione sportiva di Ferrari e da Ford, Citroen e Peugeot. Però, per quanto ognuna decida autonomamente, potrebbe influenzare l’effetto dei «no» altrui e la tentazione di risparmiare centinaia di migliaia di euro in un momento così difficile per il mercato automobilistico. Peraltro, i budget delle aziende sono in questo periodo dell’anno già provati dalla partecipazione agli altri saloni internazionali, e il mese di dicembre è incastrato tra vari appuntamenti illustri come le fiere di Francoforte-Parigi (settembre), Tokyo (ottobre-novembre), Detroit (gennaio) e Ginevra (marzo). E anche i grandi saloni, dove potrebbe essere scontata la presenza di tutti, per stare sul sicuro offrono forti incentivi. Gli organizzatori del salone svizzero, insieme a Francoforte la vetrina principale d’Europa e sede di anteprime mondiali, dividono tra le case presenti gli eventuali utili in caso di una partecipazione di pubblico superiore a quella prevista.
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 02/10/2009

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Prezzi, terzo mese con il segno meno Ma alberghi più costosi per le fiere  

Prezzi in calo anche a settembre: la variazione è lieve, ma si tratta del terzo mese consecutivo con il segno meno. Rispetto allo stesso mese del 2008, a settembre per i bolognesi i costi di beni e servizi sono scesi dello 0,2 per cento, mentre il confronto con il mese precedente fa registrare un -0,1. I bolognesi spenderanno meno soprattutto per i settori cultura e spettacoli e trasporti. Il capitolo della ricreazione, spettacolo e cultura, fa segnare la riduzione mensile più significativa (-1,9%), dovuta soprattutto ai cali di prodotti stagionali, come i parchi divertimento, impianti di risalita, stabilimenti balneari, ma soprattutto i pacchetti vacanze tutto compreso. Segue, per variazione al ribasso, il settore trasporti (in calo rispetto al mese scorso dell'1,6 per cento), sul quale hanno inciso sia i cali dei carburanti (-1 per cento il tasso mensile della benzina e -0,8 per cento del gasolio), sia quelli dei trasporti aerei e marittimi. Sebbene di poco, anche mangiare costerà meno: il capitolo alimentazione registra una variazione mensile del -0,1 per cento. Un calo dovuto soprattutto ai comparti prodotti ittici (-2,6 per cento), carni (-0,5) e latte, formaggi e uova (-0,2), che è stato però in parte compensato dagli aumenti di frutta (+1,9 per cento) e caffè, tè e cacao (+1,1). Se il cibo a tavola costerà meno, mangiar fuori diventa più costoso. Il capitolo che ha fatto registrare l'aumento maggiore dei prezzi a settembre è quello dei servizi ricettivi e di ristorazione (+2,1 rispetto al mese scorso). Aumenti, spiega l’ufficio statistico del Comune, «dovuti ai rincari dei ristoranti, delle consumazioni al bar e del costo degli alberghi a seguito della ripresa nel mese di settembre delle manifestazioni fieristiche». E a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, si segnala anche l'aumento del costo della scuola dell’infanzia ed elementare privata, dell’istruzione secondaria e dei corsi di lingue. Questo capitolo fa segnare un aumento dello 0,6 per cento su base mensile (+1,2 su base annuale).
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 01/10/2009

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Sant'Orsola, tenta il suicidio gettandosi dal padiglione di Pediatria: è grave  

-Ha tentato il suicidio lanciandosi dal secondo piano del padiglione di Pediatria del Sant'Orsola. La donna, 44 anni, ha riportato un grave trauma cranico ed è in condizioni critiche. Sua figlia era ricoverata al policlinico, ma il gesto non sembra legato alle condizioni di salute della bambina, ricoverata pochi giorni fa per un piccolo intervento, non grave, e già in fase di dimissione. A quanto si è appreso, soffriva già di una forma di depressione, per la quale era da tempo in cura. Il tentativo di suicidio è avvenuto verso le 6.30 di questa mattina: dopo avere passato la notte con la figlia, la donna si è lanciata dalla finestra del bagno, al secondo piano del reparto di degenza, battendo la testa e riportando diversi altri traumi. Dopo essere stata portata al pronto soccorso del Policlinico, la donna è stata trasferita d'urgenza, in condizioni molto gravi, al Trauma Center dell'ospedale Maggiore, dove è stata sottoposta ad intervento chirurgico mirato a curare i danni cerebrali. Sulla vicenda ha avviato accertamenti la polizia.
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 01/10/2009

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FESTA DEL CENTENARIO:VENERDI' GRANDE FESTA  

Bologna City NewsNomi del calcio di ieri e di oggi, da Roberto Baggio a Roberto Mancini; Lucio Dalla, Gianni Morandi e Luca Carboni, e ovviamente i tifosi della curva "Giacomo Bulgarelli" e le autorità. Questo il cast delle oltre 8 ore di festa che andranno in scena venerdì prossimo dalle 15.30 fino a mezzanotte allo stadio Dall'Ara, per festeggiare i 100 anni del Bologna Football Club. Il gran galà, che cade alla vigilia del centesimo compleanno, entrerà nelle vivo alle 16 con la partita-esibizione tra i rappresentanti delle istituzioni e dell'imprenditoria. Alle 17 atterreranno sul prato verde i paracadutisti acrobatici con i colori del Bologna. Alle 17.15, invece, scendono in campo i pulcini del Bfc e delle società affiliate che si fronteggeranno fino alle 18 quando ci sarà il derby fra i tifosi della Curva Bulgarelli. Gli ex giocatori e allenatori della storia del Bologna sfileranno, invece, alle 18.45, mentre alle 21.30 è previsto il fischio di inizio della partita dei 100 anni con tutte le glorie della squadra. In campo ci saranno diversi giocatori con la maglia numero 10, ma nessuno con la fascia di capitano al braccio, in omaggio alla memoria del grande capitano Giacomo Bulgarelli, scomparso lo scorso anno. Dopo la pausa per l'estrazione e la premiazione del concorso collegato alle celebrazioni, si terra' il secondo tempo della partita, fino alle 23 quando sul palco saliranno i cantanti bolognesi. Alle 23.50, infine, inizierà il countdown per attendere lo scoccare della mezzanotte che segna i 100 anni esatti della nascita del club calcistico, fondato il 3 ottobre di un secolo fa. A condurre l'intera serata ci saranno Gianni Morandi, Fabrizio Frizzi e la giornalista sportiva Sabrina Orlandi. All'appuntamento, presentato oggi in Cappella Farnese a Palazzo D'Accursio, non mancheranno il sindaco Flavio Delbono e il presidente del consiglio comunale (tifoso doc) Maurizio Cevenini. La giornata di venerdi', ha aggiunto la presidente del Bologna Francesca Menarini ''sara' come un grande abbraccio attorno alla squadra della citta'''. Per accedere allo stadio, agli abbonati bastera' presentare il proprio abbonamento all'ingresso, mentre tutti gli altri dovranno compilare un coupon (scaricabile anche da internet) con i propri dati e cambiarlo all'ingresso con il pass di ingresso. L'accesso (gratuito per tutti) sara' consentito fino ad esaurimento posti. Le celebrazioni del centenario si concluderanno il 3 ottobre con la messa officiata (alle 11) dal cardinale e arcivescovo della città Carlo Caffarra e con le manifestazioni del pomeriggio in piazza Maggiore e nel Quadrilatero del centro storico. Ultimo atto dei festeggiamenti, infine, la partita di domenica durante la quale i giocatori indosseranno la maglia speciale, realizzata appositamente per l'occasione.
Fonte: - Pubblicato il giorno 30/09/2009

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Travolto da una moto mentre attraversa Morto un pensionato di 79 anni  

-Schianto mortale ieri pomeriggio in via dell'Arcoveggio pochi metri dopo Villa Erbosa. Vittima un pensionato di 79 anni, D.L., travolto da una moto e deceduto. L'anziano stava attraversando la strada, poche decine di metri dopo la clinica Villa Erbosa, quando e’ stato travolto da una moto Honda, che procedeva verso la periferia. E’ apparso subito in gravi condizioni ed e’ morto durante il trasporto in ambulanza all’ospedale Maggiore. Nell’incidente e’ rimasto lievemente ferito anche il conducente della moto, A.B., 30 anni, medicato al pronto soccorso dello stesso ospedale. Per i rilievi e’ intervenuta la Polizia municipale.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 30/09/2009

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Salvati 37 posti di lavoro per i giornalisti di E’Tv e L’Informazione-Il Domani  

- E' stato raggiunto un accordo in Regione per E’Tv e L’Informazione-Il Domani, in una nota si legge: "Annullata la richiesta di mobilita’ e licenziamenti, si attueranno contratti di solidarieta’ e si discutera’ un piano editoriale e di riorganizzazione". La proprieta’ e le societa’ del gruppo ‘’hanno accolto la proposta di annullare la richiesta di indennita’ - prosegue la nota - e quindi di licenziamento avanzata nei giorni scorsi per 37 giornalisti. E’ stata invece sottoscritta una prima intesa per attuare la salvaguardia dei posti di lavoro attraverso l’attivazione di contratti di solidarieta’ ed avviare la discussione di un nuovo piano editoriale e di organizzazione entro il 6 ottobre, data per la quale e’ fissato un incontro per un accordo conclusivo presso la Federazione nazionale della Stampa a Roma’’. L’incontro era stato convocato dall’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Duccio Campagnoli, e vi hanno partecipato anche i rappresentanti della Provincia di Bologna, delle societa’ responsabili dell’emittente Rete 7 e del Gruppo editoriale L’Informazione-Il Domani e le organizzazioni sindacali, con i comitati di redazione e le Rsu dei lavoratori.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 29/09/2009

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All'Alma Mater convegno con Maroni L'Onda protesta contro i respingimenti  

- Se ci sono delle proposte alternative, anche da parte della Lega calcio, alla “tessera del tifoso”, verranno verificate dal ministero dell’Interno. In ogni caso, assicura Roberto Maroni, chi protesta ora sono solo le società che “hanno in mente altra cosa che andare a vedere una partita”, quindi “nessuna contestazione, nessuna provocazione mi farà cambiare idea”. “Alcune società protestano - spiega Maroni a margine del convegno sullo sport organizzato dalla facoltà di giurisprudenza dell’università di Bologna col patrocinio del nostro giornale - Una parte delle tifoserie organizzate, quelle che evidentemente hanno in mente un’altra cosa rispetto all’andare a vedere una partita di calcio, protestano”. “Io naturalmente - precisa - sono sempre aperto alle proposte e alle critiche che sono il sale della democrazia. E anche le contestazioni non mi spaventano e non mi preoccupano. Però io sono convinto delle mie posizioni, delle mie idee, quindi nessuna contestazione, nessana provocazione mi farà cambiare idea”. “Se ci sono proposte alternative benissimo le verificheremo - aggiunge il ministro dell’Interno -. Io l’ho detto anche al nuovo presidente della Lega A Maurizio Beretta: se c’è una proposta alternativa delle squadre benissimo, fatemela presente e la verificheremo. Ma se la risposta no non la facciamo ed una decisione di non attuare un provvedimento del Governo, mi spiace per loro ma il provvedimento si attuerà”. Maroni ha sottolineato che "la tessera del tifoso è uno strumento utile per fidelizzare i tifosi, creare un ambiente famigliare e dare psicologicamente maggiore sicurezza"’. Il ministreo dell'Interno ha respinto l’accusa di una schedatura dei tifosi: "Se parliamo di schedatura, quella vera, anche se non lo è, e’ stata fatta con l’introduzione del biglietto nominativo, non con la tessera del tifoso". RESPINGIMENTI - La legge sull’immigrazione che ha introdotto il reato di immigrazione clandestina "si può interpretare benissimo, ma non si può disapplicare": è quanto ha ribadito il ministro dell’Interno, Roberto Maroni anche a Bologna. La Procura di Bologna aveva chiesto ai giudici di pace di sollevare la questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta in merito al reato di immigrazione clandestina. A tal proposito, interpellato dai cronisti, Maroni ha sottolineato: "Ci sono altre Procure che hanno deciso il contrario. Il giudice di pace di Milano ha emesso un’ordinanza che spiega perché, invece, il provvedimento è assolutamente conforme alla Costituzione. Nessun problema, naturalmente se qualcuno solleva l’obiezione di costituzionalità, la Corte deciderà. Quello che ritengo - ha continutato il Ministro - è che i giudici, in assenza di un’obiezione di illegittimità costituzionale, non possano che applicare la legge. Si può interpretare benissimo ma non si può disapplicare una legge. Di obiezioni di illegittimità costituzionale alla Bossi-Fini - ha concluso - ne furono fatte circa 800. Quindi, figuratevi...". Maroni ha preferito non commentare l’ipotesi lanciata dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, di dimezzare i tempi per concedere la cittadinanza italiana agli immigrati. I NO COMMENT DEL MINISTRO - Alla proposta del presidente della Camera Gianfranco Fini di ridurre da dieci a cinque anni il tempo per far ottenere la cittadinanza a uno straniero il ministro dell’Interno Roberto Maroni risponde con un secco “no comment”. Interpellato più volte dai cronisti a margine del convegno Maroni si è rifiutato di entrare nel merito della proposta fatta da Fini alla Festa della libertà del Pdl a Milano nei giorni scorsi. Tutte le volte Maroni ha deviato le domande con un semplice “no comment”. IL CORTEO - E proprio i respingimenti sono al centro della protesta di due-trecento esponenti dell’Onda bolognese e dei collettivi, che si sono radunati in Piazza Verdi, nel cuore dell’ateneo, per dare vita a un corteo con lo slogan ‘Respingiamo Maroni’. Imponenti misure di sicurezza vigilano sulla protesta "L’anno scorso abbiamo bocciato le Gelmini - dicono i portavoce del movimento dai megafoni - quest’anno Maroni lo mettiamo su un canotto e lo respingiamo", ironizzando sulla politica dei respingimenti in mare degli immigrati. In mezzo al corteo vengono portati alcuni canotti e salvagente colorati. Momenti di tensione quando si sono scatenati tafferugli tra manifestanti e polizia. Il contatto c’è stato all’angolo tra via santo Stefano e via Cartoleria, dove un cordone di agenti in tenuta antisommossa bloccava l’accesso verso via de’ Chiari, in cui c’è l’aula absidale dell’università dove era in corso il convegno. Dalle prime file del corteo sono stati lanciati gavettoni di vernice, bottiglie e fumogeni. Il corteo si è fatto scudo con i canotti e i materassini utilizzati come simbolo della protesta contro la politica dei respingimenti. La polizia ha risposto. Il tutto è durato circa un minuto. Il corteo ha cominciato a fronteggiare la polizia in mezzo alla strada, gridando "Vogliamo entrare". In precedenza due ragazzi avevano cercato di entrare nell’aula Absidale di Santa Lucia con un cartello con scritto: “Crisi, mafia, corruzzione (scritto proprio con due ‘z’, ndr) il solo reato è l’immigrazione”. I due, un ragazzo e una ragazza, sono arrivati davanti all’ingresso di via de’ Chiari con il cartellone in mano. La Polizia li ha bloccati e identificati. Il ragazzo ha spiegato di essere uno studente universitario. “Non ho fatto niente”, ha aggiunto, “volevo esprimere la mia opinione”. DUE AGENTI FERITI - Due agenti di polizia sono stati lievemente feriti durante i disordini in piazza e in partenza da Bologna il ministro Maroni ha espresso al questore Luigi Merolla la propria ‘’solidarieta’’’ ai due agenti del reparto Mobile. I due poliziotti - ha spiegato la Questura - hanno riportato ustioni lievi da petardi e da fumogeni per le quali i medici del pronto soccorso del policlinico Sant’Orsola-Malpighi si sono riservati di quantificare i giorni di guarigione in un secondo tempo. Uno e’ rimasto ustionato al volto e al collo, l’altro a un braccio. Il questore ha ringraziato tutti gli operatori impegnati nel servizio d’ordine. Anche alcuni manifestanti hanno riportato lievi contusioni nel contatto col cordone di polizia.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 29/09/2009

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Quasi due milioni di euro per combattere la crisi  

-Quasi due milioni di euro di spesa per il piano anti-crisi. E altri 10 milioni di investimenti in opere pubbliche tra il 2009 e il 2010. Flavio Delbono presenta in consiglio comunale il conto del pacchetto di manovre a sostegno alle famiglie colpite dalla crisi economica. In totale 1,9 milioni di euro tra sconti alle tariffe dei nidi e della mensa scolastica, bonus badanti e fondi aggiuntivi per l´affitto. «A chi mi chiede da dove vengono i soldi e se c´è copertura finanziaria - scandisce il sindaco in consiglio comunale durante la presentazione delle sue linee programmatiche - rispondo che diremo ogni cosa a suo tempo. Tra poche settimane discuteremo il bilancio, e noi non abbiamo l´obbligo né la necessità di spiegare per ogni provvedimento da dove vengono le risorse. Non c´è suspance, ne parleremo in sede di bilancio». Una risposta all´opposizione e all´ex sindaco Giorgio Guazzaloca, che nei giorni scorsi ha chiesto a più riprese di conoscere il totale dei finanziamenti investiti nel piano anti-crisi della giunta. Numeri alla mano, dei circa 2 milioni di euro che Palazzo D´Accursio stanzierà a sostegno del reddito delle famiglie, la fetta più consistente - 600mila euro - va a finanziare gli sconti alle tariffe di nidi e mensa scolastica, recepite ed estese dalla giunta Cofferati. Le risorse saranno suddivise in due tranche: 140mila euro sul 2009 e 460mila euro nel 2010 e andranno a finanziare gli sconti tariffari (calcolati in base all´Isee) per lavoratori dipendenti, autonomi e precari che abbiano perso il lavoro o che siano finiti in cassa integrazione. «Si tratta - ha spiegato Delbono - non di investimenti, ma di interventi di parte corrente». In sostanza di fondi che vanno a coprire le minori entrate del Comune. Ammonta invece a 500mila euro il costo del cosiddetto "bonus badanti", l´assegno una tantum da 300 euro per 1500 famiglie con una collaboratrice domestica in regola a carico. Di questi, circa 100mila euro verranno invece investiti in una decina di corsi di formazione per circa 25 aspiranti badanti ciascuno. Altri 300mila euro andranno a incrementare il fondo per l´affitto, e verranno distribuiti come contributo una tantum per le famiglie colpite dalla crisi. Al calcolo si aggiungono infine 500mila euro (100mila nel 2009 e 400mila nel 2010) di risorse stanziate attraverso il Fondo regionale anticrisi. «A fianco del sostegno del reddito - ha concluso Delbono - faremo anche investimenti per la manutenzione e le opere pubbliche. Attualmente il Comune ha in corso circa 60 contratti già assegnati in cantieri, per una spesa complessiva di circa 62milioni die euro. Altri 10 milioni di euro verranno investiti entro l´anno»
Fonte: REPUBBLICA DI BO - Pubblicato il giorno 29/09/2009

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Auto fuori strada allo svincolo 7 bis Morta una 20enne, feriti tre amici  

Una manovra errata e l'auto sulla quale viaggiavano cinque amici di Ferrara si è schiantata contro la cuspide di uscita dello svincolo che dalla tangenziale porta alla statale per Ferrara. Il bilancio dell'incidente è gravissimo: una ragazza di 20 anni di Ferrara, Beatrice Manes, tre amici sono finiti all'ospedale in condizioni di media gravità, mentre un quinto passeggero è rimasto illeso Il gruppo, composto tutto da ragazzi ferraresi, stava tornando a casa dopo una serata trascorsa fuori citta’. La macchina si e’ schiantata per una errata manovra contro la cuspide di uscita dello svincolo che dalla tangenziale porta alla statale per Ferrara. Sul posto sono interventi ambulanze, personale della societa’ autostrade, polstrada e vigili del fuoco. Beatrice Manes e’ morta poco dopo l’impatto mentre tre degli degli occupanti sono stati trasportati al Maggiore. Due sono in condizioni di media gravita’, per il terzo solo ferite lievi. Lo svincolo della tangenziale e’ stato chiuso per circa due ore senza causare particolari problemi alla circolazione.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 28/09/2009

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"Erika aveva un altro uomo, gli ultimi sms per lui"  

Bologna City News-C´era qualcuno nella vita di Erika, un uomo giovane che quando arrivava, parcheggiava la moto nel garage sotto casa di lei. I vicini avevano cominciato a chiacchierare, ormai ne parlavano anche col marito della donna: «Esce ogni venerdì sera, lascia i bambini dai nonni, e torna molto tardi». Lui infilava la testa sotto la sabbia, non voleva ascoltare. Ma ora che tutto è finito in tragedia, in quel garage ha paura di entrarci. Probabilmente è stato lui, il ragazzo con la moto, che lavora nell´azienda in cui era impiegata anche Erika, il destinatario degli ultimi messaggi che la mamma ha fatto partire dal suo cellulare prima di uccidere i suoi bambini e infine se stessa. Cinque o sei sms carichi di sofferenza lanciati come un grido di aiuto a una persona che lei riteneva vicina, e che invece non ha capito il significato di quell´allarme estremo. E´ stato lui stesso a presentarsi ai Carabinieri di Castenaso per consegnare il suo cellulare con le ultime disperate parole di Erika Mingotti. «Forse è a causa di quel tizio con la moto che mia moglie si è allontanata da me», ha detto Gabriele Militello all´avvocato Stefano Saglia che fino a ieri lo ha assistito nella causa di separazione. «Una separazione voluta dalla signora nel settembre 2008, senza nessun motivo apparente», puntualizza il legale, che si è deciso a raccontare una storia privatissima per sgombrare il campo dal dubbio che Militello «abbia la responsabilità di questa tragedia. Anzi, aveva capito che la moglie stava male. Ne parlò anche con la suocera. Le disse che era esaurita. Ma lei gli rispose che la figlia stava benissimo, il suo unico problema era il marito. Anche la separazione, il mio cliente non si è tirato indietro. Soldi, casa, custodia dei figli: lui ha fatto di tutto per evitare lo scontro. Me lo ha sempre detto: "Avvocato, non voglio la guerra". Per questo non è vero che faceva dispetti, e neppure che creava problemi o che alzava ostacoli». Saglia parla dell´appartamento in via Mazzini dove abitava la coppia. Era una donazione dei genitori a Militello, «il frutto dei loro risparmi», ma per legge spetta alla moglie quando ci sono di mezzo dei figli. L´uomo lo lascia senza problemi anche se non ha dove andare. Mette per iscritto che avendo «un carattere molto adattabile, andrò a dormire su una brandina nel retro» del suo negozio di biciclette. L´affidamento dei bambini? Condiviso, ci mancherebbe. La Mercedes Classe A? Che rimanga ad Erika. Il primo problema nasce quando la moglie avanza una richiesta di mantenimento di 800 euro al mese. Dalla denuncia dei redditi risulta che lui ne guadagna mille. Ma la guerra non si deve fare. E allora che decida il giudice. Che infatti decide: 350 euro, davvero poco per crescere due figli. Forse per questo Erika vuol vendere al marito il negozio di biciclette che è stato comprato dai genitori di entrambi, ma è intestato a lei. Chiede 50mila euro. Militello non ce li ha. L´avvocato scrive al giudice che l´uomo, di fronte alle richieste della moglie, «è precipitato in una crisi emotiva. E´ depresso», dice che venderà il negozio. Erika allora lo sfratta. In realtà, dal momento della richiesta di separazione, nel settembre scorso, all´altro giorno, è tutto un susseguirsi di richieste di adeguamento dell´assegno di mantenimento, di acquisto dei mobili (Ikea, puntualizza Erika), di elettrodomestici …insomma un conflitto sordo e sotterraneo comune a molte delle coppie che si lasciano. «Lei ce l´ha con me, non mi sopporta più», dice Militello all´avvocato. «E´ sempre arrabbiata, nervosa». -I due si scambiano brevi mail. Prima di separarsi litigavano: perché? «Il mio cliente non se lo spiega neppure oggi». Del resto nella sua richiesta di separazione, Erika ha usato soltanto la formula di prammatica che nulla dice: «Purtroppo in questi anni il rapporto coniugale si è via via deteriorato tanto da rendere la convivenza non più tollerabile». Militello, così sostiene l´avvocato, subisce. «Porto pazienza, magari un domani cambia idea. Se vuole tornare insieme, io ci sto». -L´altro giorno l´uomo ha avuto il compito di riconoscere i suoi cari, Erika e i piccoli Arianna e Alessio. Per la moglie, dice l´avvocato, nessun sentimento di odio e neppure rabbia. «Ho sentito soltanto una grande pietà, un´immensa compassione», gli ha raccontato. Le tensioni ora si sono trasferite sui genitori dei coniugi. Ora che l´autopsia è stata fatta, la Procura darà l´autorizzazione ai funerali. Le famiglie Militello e Mingotti dovranno organizzarli. Insieme.
Fonte: Repubblica di BO - Pubblicato il giorno 27/09/2009

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Pratello, per gli osti in arrivo la  

Bologna City NewsPresto potranno tornare ai loro consueti orari di apertura: fino alle 3 tutte le sere. La tappa intermedia, che è una sorta di "periodo di prova" stabilito dal Comune, prevede che fino al 6 novembre restino aperti fino alle 3 solo dal giovedì al sabato: comunque un bel passo avanti per i cinque osti del Pratello colpiti dall'ordinanza Cofferati contro il degrado e il rumore. L'ordinanza impose ai cinque locali - Vapian, Mammuth, Barazzo, Tarcaban e Osvaldo - di chiudere prima alle 22 e poi, grazie a una parziale apertura, all'1. Un provvedimento che scatenò molte polemiche, sia fra chi era a favore di un regime più stretto contro i locali fracassoni del Pratello sia, come ovvio, nelle file dei suoi frequentatori. La svolta arriva grazie a un incontro con l'assessore al Commercio Plinio Lenzi e i vertici di Confesercenti. Le cinque osterie potranno restare aperte fino alle 3 dal giovedì al sabato, fino al 6 novembre, giorno in cui scade l'ordinanza di Cofferati: a quel punto, se non ci saranno stati nuovi provvedimenti da parte dell'amministrazione, il perdono sara' totale. Lenzi ha motivato l'atto con ''gli effetti molto positivi dell'ordinanza anti-alcol, chiara e facile da far rispettare''. Inoltre, ha promesso ''di intensificare i controlli al 'Pratello' da parte dei vigili'' e spiegato di aver voluto venire incontro ''alla volonta' degli osti di rispettare
Fonte: Repubblica di BO - Pubblicato il giorno 27/09/2009

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MORTE ANNUNCIATA  

- UN TONFO, solo un tonfo. Questo hanno sentito l’altra sera poco dopo mezzanotte i residenti del condominio al civico 44/2 di via Mazzini, a Castenaso, paesone del primo hinterland bolognese. Era il rumore della morte. Un corpo di donna sul cemento al piano interrato, quello dei garage, i cadaveri di due bambini con la gola squarciata erano nove metri più in alto, sul letto matrimoniale di quella che era stata una coppia felice. Una lettera appoggiata sul comodino ha spiegato ai carabinieri perché una mamma di 34 anni, Erika Mingotti, bella e sempre attiva, ha ucciso i due figli Alessio di 6 anni e Arianna di 4. Problemi personali e familiari, la solitudine e forse la depressione di una vita «da separata», da quando nel 2008 era naufragato il suo matrimonio con Gabriele Militello, 41 anni, commerciante di bici con un negozio in città. La lettera è indirizzata ai familiari, ma non al marito: «Manifesta uno stato di depressione e preannuncia il suicidio accompagnato dalla morte dei figli», ha spiegato ieri il procuratore Massimiliano Serpi. Dal biglietto emerge una situazione da «delirio di rovina», di chi ritiene di non potere continuare la propria vita e che pensa che non sia sopportabile per i figli sopravviverle. «In base a quanto ha scritto nelle lettera — ha aggiunto il magistrato — non le era più sopportabile vivere, per ragioni personali. Non viene indicato un fatto eclatante. Nella lettera la donna manifesta la sua sofferenza per l’esistenza e dice che avrebbe portato con sé i figli». «So che vi sconvolgerò — è l’incipit di quattro facciate scritte a mano — ma meditavo questo gesto da tempo». Ai militari entrati per primi nell’appartamento insieme a un vicino «si è presentata una scena drammatica», ha detto il capitano Francesco Cattaneo, comandante dei carabinieri di Medicina. «NON AUGURO a nessuno di vedere ciò che ho visto io — racconta tra i singhiozzi il cittadino che ha varcato la soglia dell’appartamento — Erano due angeli che dormivano ma avevano le gole aperte. Sono sconvolto: ciò che ho visto mi cambierà la vita per sempre. Sembrava che li avesse uccisi, poi lavati e vestiti coi pigiami puliti per metterli a dormire». In casa c’è sangue ovunque, ai piedi del letto è stato trovato un coltello sporco che potrebbe essere l’arma del duplice infanticidio. C’è sangue anche in bagno e sul divano. I CORPI dei piccini erano bagnati ed Erika si è tagliata le vene prima di lanciarsi nel vuoto. L’esatta dinamica del massacro dovrà essere chiarita dai rilievi scientifici e dalle autopsie, che dovranno anche accertare se i piccoli siano stati sedati dalla mamma. Eppure, dalle 5 alle 6 del pomeriggio Erika aveva accompagnato Arianna a scuola di danza e dalle 6 alle 7 Alessio a minibasket, come una mamma premurosa e tenace quale era sempre apparsa a tutti, o quasi. «Non era depressa, deve esserle accaduto qualcosa dopo che è uscita da qui», afferma Giovanni Posa, titolare dell’azienda di Villanova in cui la donna lavorava come impiegata: «La migliore che ho avuto negli ultimi anni», sottolinea l’imprenditore. Testimonianze dello stesso tenore arrivano dall’ambiente scolastico ma un’amica di Erika ieri ha rivelato al vicesindaco di Castenaso Andrea Biagi di averle consigliato di farsi assistere da uno psicologo durante la separazione. E UN’ALTRA donna è certa che due giorni fa la 34enne aveva annunciato il suo gesto con un sms a un conoscente. «Siamo disperati — piange Giuseppe, il nonno paterno — Ora non ci rimane nulla, ci restano solo le lacrime».
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 26/09/2009

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PROVINCIA E COMUNE FAVOREVOLI AL NUOVO STADIO  

-Comune e Provincia aprono al nuovo stadio. Il progetto ancora non c´è, assicurano, ma lo «spirito di collaborazione» per farlo non manca affatto. Così, mentre l´assessore all´Urbanistica Maurizio Degli Esposti rivela di «valutare con favore l´eventuale nuovo impianto», il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi apre anche a progetti su aree non inserite nel Piano Territoriale Provinciale (Ptcp). Un uno-due tra Palazzo d´Accursio e Palazzo Malvezzi che segna un punto di svolta nella discussione infinita sul nuovo stadio, dopo il dibattito estivo sulla necessità di «dare una mano alla famiglia Menarini». L´appello, lanciato per primo dal vescovo vicario Monsignor Ernesto Vecchi, aveva raccolto tra l´altro l´apprezzamento del sindaco Flavio Delbono. Alle buone intenzioni seguono ora le aperture politiche. Il segnale è partito ieri, per primo, dal Comune. «Non c´è nessun imbarazzo da parte dell´amministrazione nel prendere in considerazione progetti di grandi impianti sportivi. Anzi li valutiamo con favore» ha detto a sorpresa l´assessore allo Sport e all´Urbanistica Maurizio Degli Esposti a margine di una conferenza stampa del Coni. «Oggi un progetto del genere dovrebbe essere pensato nell´area metropolitana - continua l´assessore -. Non posso entrare nel dettaglio, ma voglio dire che valutiamo molto positivamente i progetti che avranno la necessaria forza economica. Chiaramente bisognerà trovare un´appropriata collocazione nella pianificazione urbanistica. Non potrà essere pensato in cima a San Luca...». Progetti ancora non ce ne sono, assicura, ma «la giunta vuole dare un segnale di apertura e di collaborazione». Un segnale che prescinde pure dall´ingombrante presenza di Luciano Moggi nelle vicende societarie rossoblù. In curva fermenta l´ira di molti tifosi per questo patron che intrattiene, e non nega, quasi esibendoli, rapporti con l´ex dg juventino, appiedato dalla giustizia sportiva, ma l´assessore fa spallucce: «Non so nulla di questo e non mi interessa». L´apertura più consistente alle ambizioni dei Menarini sul nuovo stadio arriva però dalla Provincia. «Siamo disponibili a parlarne, anche se l´impianto dev´essere inserito in un´area idonea e compatibile», spiega Venturi. Aree come quelle inserite nel Ptcp, e cioè i poli di Funo di Argelato, Anzola, San Giovanni in Persiceto e del Caab. Ma non solo. L´assessore provinciale all´urbanistica apre anche su altre zone, non contemplate dal piano strategico urbanistico: «Vanno bene anche proposte su altre aree, che la Provincia dovrà poi valutare in base a criteri di accessibilità e di sostenibilità ambientale e territoriale, per capire se possano essere inserite nel piano territoriale come nuovi poli multifunzionali». Un´apertura notevole, visto che Romilia, il progetto dell´ex patron Alfredo Cazzola, fu bocciato dalla Provincia proprio perché doveva sorgere a Medicina, area non inclusa nel Ptcp. «Quella zona non era idonea secondo i nostri criteri, ma altre potrebbero esserlo».
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 25/09/2009

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Sotto le Due Torri attesi 500 ricoveri Task force tra pubblico e privato  

- Al momento del picco, sono 500 i ricoveri previsti negli ospedali bolognesi per l’influenza suina. Ed il massimo di richieste alle strutture sanitarie, secondo l’Ausl, potrebbe arrivare presto. “Il ministero lo prevede a dicembre, noi pensiamo che potrebbe arrivare anche ai primi di novembre”, spiega il direttore generale del dipartimento di Sanita’ pubblica, Fausto Francia. Oggi alla commissione Sanita’ del Comune di Bologna, il dirigente dell’Ausl ha infatti anticipato: “Sicuramente dovremo essere pronti per la fine d’ottobre”. Comunque, spiega Francia “non e’ l’influenza A H1N1 in se’ che preoccupa, ma le settimane di picco in cui tutti faranno richiesta insieme alle strutture sanitarie”. In particolare, “non siamo strutturati per dare risposte al 30% in piu’” dell’afflusso previsto. In vista dell’inverno, ci si aspetta al massimo 250.000 influenzati nell’area di Bologna (esclusa Imola) e nel momento di picco al massimo 25.000 persone che chiederanno assistenza medica. Dei 500 ricoveri ipotizzati, “un quarto dei pazienti, dai 125 ai 150, avranno bisogno di assistenza respiratoria e ventilatoria”. Per evitare il collasso dei Pronto soccorso verra’ fatta una campagna d’informazione per dissuadere i cittadini dal bypassare i medici di base. Gli ospedali sono comunque attrezzati per aprire “ambulatori a fianco del Pronto soccorso dove dirottare tutti coloro che hanno la febbre”. I posti letto verranno ricavati, se necessario, facendo posto nei reparti, che svolgeranno solo gli interventi piu’ urgenti. Cento posti letto potrebbero essere messi a disposizione da ospedali privati. La commissione di oggi era convocata su richiesta della lista Grillo sul tema controverso dei vaccini. “Il direttore generale del ministero ha gia’ previsto un aumento delle richieste di indennizzo”, spiega Giorgio Tremante, che si e’ occupato anche per il ministero della Sanita’ dei danni da vaccinazioni. “Non sono contro le vaccinazioni- precisa- ma per la liberta’ e perche’ venga quantificato il numero dei danneggiati”. Sul banco degli imputati finisce l’eccessivo allarmismo dei media, unito agli interessi delle grandi aziende farmaceutiche interessate a vendere quanti piu’ farmaci possibili. “E’ vero che e’ stato fatto un allarmismo esagerato”, concorda Francia, che pero’ ‘difende’ il vaccino in preparazione per l’A H1N1. Sara’ un “un classico antinfluenzale”, con il virus “morto”. “L’effetto negativo e’ la risposta immunitaria dura sei mesi, ma non va in giro per l’organismo a creare danni”. Ancora non si conosce pero’ la dose, se insomma sara’ sufficiente una somministrazione o sara’ necessario il richiamo. Sara’ comunque consigliato a “tutti coloro che lavorano nei servizi essenziali”, scuola, sanita’ e welfare. L’ex assessore alla Sanita’, Giuseppe Paruolo (Pd), chiede di “evitare gli opposti allarmismi”, ma l’Udc Maria Cristina Marri si dice preoccupata per l’impatto del picco della malattia sui normali servizi sanitari. “Qualche preccupazione c’e’- dice- le cure primarie sono gia’ in difficolta’”. Sulla corretta informazione per il vaccino, che comunque non sara’ obbligatorio, e’ accordo fatto tra il grillino Giovanni Favia e Corrado Melega (Pd): via libera ad un ordine del giorno sulla corretta informazione perche’ i cittadini “possano scegliere in autonomia”.
Fonte: RESTO DEL CALRLINO - Pubblicato il giorno 25/09/2009

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Delbono con le famiglie delle vittime:  

- Ieri, mentre si scatenava la bufera sulla lettera di Fabio Savi, e’ rimasto in silenzio. Ma il giorno dopo l’appello dal carcere del killer della Uno Bianca (“condizioni troppo dure, trasferitemi”, e’ in sostanza il messaggio di Savi, che fa lo sciopero della fame) arriva anche lo stop del sindaco di Bologna Flavio Delbono. Il quale esprime appoggio nei confronti delle famiglie delle vittime, contrarie a misure di clemenza nei confronti di Savi. “Condivido appieno la rabbia delle famiglie per le parole di Fabio Savi”, dice Delbono. “Ogni volta che parla questo criminale, che nella sua vita e’ stato responsabile di reati orrendi, dei quali non si e’ mai pentito, si riaprono le ferite dei familiari delle vittime della Uno Bianca”.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 24/09/2009

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Accoltella e affoga i figli di 5 e 6 anni Poi si getta giù dal terrazzo di casa In una lettera spiega il terribile gesto  

- Una donna di 34 anni, separata dal marito, ha ucciso i suoi due figli - un maschio di sei anni e una femmina di cinque anni - e poi si è tolta la vita gettandosi dal terrazzo del secondo piano di una palazzina in via Mazzini in una zona residenziale e centrale di Castenaso, alle porte di Bologna. Secondo le prime indagini il fatto è avvenuto durante la notte; la donna avrebbe accoltellato e poi affogato i bambini ma le dinamiche sono ancora tutte da chiarire. Probabile causa della tragedia familiare, uno stato di depressione in cui la donna sarebbe caduta dopo la separazione.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 24/09/2009

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Picchia la fidanzata e anche i poliziotti  

-L'uomo è stato arrestato. Il litigio furioso in un bar in via Andrea Costa I due litigavano spesso. Stavolta l'ha picchiata e minacciata di morte davanti a diversi testimoni, e la sua furia si è scagliata anche su due poliziotti, finiti all'ospedale. Athos S., 36 anni, bolognese, gia' con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, è stato arrestato. La sua rabbia è scoppiata in via Andrea Costa, all'interno del bar in cui si trovava con la fidanzata, una giovane bolognese. Il gestore del locale ha chiamato la polizia e anche di fronte agli agenti l'uomo ha continuato a minacciare e maltrattare la fidanzata, cercando di afferrarla per i capelli, poi si e' scagliato contro i poliziotti, due dei quali hanno riportato contusioni guaribili in 10 e 12 giorni. Anche la giovane e' stata accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore, in stato di choc. Alla poliziala ragazza ha confessato che non era la prima volta che il fidanzato la maltrattava, ma che finora non lo aveva mai denunciato. L'uomo rispondera' di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e minacce aggravat
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 23/09/2009

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Fabio Savi fa lo sciopero del cibo  

-"La mia famiglia non c'entra nulla, io ho sbagliato e, io devo pagare". Fabio Savi, uno dei poliziotti della 'Uno Bianca' sta facendo lo sciopero della fame da circa un mese per protestare tutto il suo didagio. In una lettera, affidata al suo legale, l'ex poliziotto, condannato definitivamente all’ergastolo per i 24 omicidi compiuti tra il 1987 e il 1994 in Romagna. ‘’So di dovere scontare una giusta pena ed intendo farlo con la massima correttezza e dignita’. Ma, come io ho il dovere di rispettare le regole, ho anche il diritto della tranquillita’ di una cella singola, di un lavoro per potere sostenere la mia famiglia, di reclamare per essere stato inserito in un circuito detentivo con mafiosi mentre non ho nulla a che vedere con questo titolo di reato, e di vedere assicurato il principio di ‘territorialita’ della pena’’, scrive Savi. ‘’Ho una moglie che vive e lavora onestamente a Firenze - scrive - tra affitto e bollette non si puo’ permettere di venire a Voghera’’ e cio’ nonostante ‘’l’ordinamento penitenziario preveda il massimo favore ai contatti con la famiglia. Piu’ volte ho chiesto di essere trasferito in una casa di reclusione in Toscana: comunque sconterei la pena. La mia famiglia non c’entra nulla col mio passato’’. Nella lettera Fabio Savi scrive anche ai familiari delle vittime della banda della Uno Bianca. ‘’Non ho mai chiesto scusa - scrive - e non lo faro’ fino al giorno in cui le mie scuse potrebbero essere interpretate in modo strumentale. Penso che la migliore forma di rispetto sia il silenzio; non e’ facile vedere gli sguardi in tribunale di quelle persone. Vorrei tornare indietro nel tempo e impedire tutto quello che e’ successo, ma purtroppo non ci si puo’ riscrivere la vita; tutto cio’ che posso fare e’ cercare di essere un uomo migliore, perche’ la vera pena io l’avro’ dentro me stesso fino all’ultimo dei miei giorni’’. Fabio Savi e’ ormai nutrito nel carcere di Voghera con flebo ed e’ attesa la decisione se predisporre il suo ricovero in ospedale.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 23/09/2009

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Uova e letame sugli studenti di Veterinaria  

-Hanno colpito, a modo loro, al grido di «assassini, assassini» lanciando uova, buste piene di sterco di cavallo e spargendo ovunque succo di pomodoro. Un gruppo di sette-otto animalisti, con il viso coperto da sciarpe e passamontagna, ieri mattina ha messo in scena la sua protesta nella sede della facoltà di Veterinaria dell´Alma Mater, a Ozzano dell´Emilia. Un blitz durato pochi minuti che ha interrotto il corso introduttivo alla sperimentazione animale che si stava tenendo in aula Falaschini. Il letame ha riempito gran parte della sala, finendo anche addosso a studenti e professori che erano seduti in prima fila. Almeno fino a ieri l´azione non è stata rivendicata. Nei volantini lasciati durante l´irruzione in aula si legge la scritta: «Vi spieghiamo noi cos´è la vivisezione». Il corso preso di mira dagli animalisti rientrava in una tre giorni (quello di ieri era l´ultimo appuntamento) organizzata dalla facoltà di Veterinaria. Il lancio di sterco e succo di pomodoro ha danneggiato anche i pc portatili e lo schermo usato per le proiezioni. «E´ un atto gravissimo, fortunatamente non si è fatto male nessuno - dice il preside di Veterinaria Santino Prosperi - spero non la passino liscia». Gli attivisti, sapevano bene come muoversi all´interno della facoltà e dopo l´irruzione sono scappati via in auto. Le indagini sono condotte dai carabinieri di San Lazzaro, che stanno raccogliendo le descrizioni di alcuni testimoni per risalire all´identità dei membri del gruppo. «Sono arrivati come furie dalla porta che era aperta - spiega la professoressa Monica Forni, una delle relatrici, che era seduta in prima fila al momento del blitz - in aula c´erano una trentina di persone. Hanno iniziato subito a lanciare di tutto, poi appena ho preso in mano il cellulare facendo il gesto di fotografarli sono scappati via. Ovviamente hanno colpito anche me. Fino ad ora erano state fatte delle scritte fuori dalla facoltà, ma mai una cosa del genere. E´ un attacco fuori luogo - conclude la professoressa - visto che le finalità del corso erano proprio indirizzate a trattare quegli argomenti volti alla riduzione del numero di animali utilizzati per la ricerca. Peccato che queste persone non si vogliano mai mettere a un tavolo per discutere». (22 settembre 2009)
Fonte: Repubblica - Pubblicato il giorno 22/09/2009

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BOLOGNA CALCIO-Avviso di sfratto dei Menarini a Papadopulo  

Bologna City News -«Papadopulo non è in discussione, ma certo non posso garantirgli la vita eterna. Ma quella non posso garantirla a nessuno». Francesca Menarini conferma la fiducia della società nell’allenatore. Nello stesso tempo ribadisce comunque la necessità di vincere la prossima partita: «È ovvio che abbiamo bisogno di punti e con il Livorno vogliamo la vittoria». Lo ha detto quest’oggi alla presentazione della mostra per i cento anni del Bologna, alla quale ha partecipato assieme al padre Renzo. La Menarini dunque non si sente molto soddisfatta delle ultime prove della squadra. «In queste quattro giornate – ha dichiarato il presidente - ci sono state due partite accettabilissime, una brutta col Chievo e una appena sufficiente come quella di San Siro. Tornando alla gara col Milan, secondo il presidente ci sono state cose che non hanno funzionato: «Ci siamo difesi bene ma siamo mancati in fase offensiva. Perdere 1-0 a Milano ci sta». IL GEOMETRA - Anche il padre Renzo ha confermato la fiducia in Papadopulo: «Tutte le voci che girano sui possibili sostituti sulla panchina del Bologna sono fantasie giornalistiche». La proprietà è tornata anche sulla questione dello stadio. «La costruzione di un nuovo impianto di proprietà della società è un nostro obiettivo fin dal nostro insediamento. Sulla localizzazione abbiamo varie ipotesi, una di queste è nel Comune di Bentivoglio, anche se ce ne sono altre. Al tempo stesso però si dovrà però affrontare la questione della nuova funzione del Dall’Ara, perchè non possiamo abbandonarlo, ma va recuperato in maniera dignitosa pensando ad una nuova funzione». Sempre aperta invece la questione delle partecipazioni. Ma fra i nuovi soci sembra difficile che ci sarà il proprietario della Virtus pallacanestro Claudio Sabatini. «Con lui - ha detto la Menarini - non si può parlare di trattativa chiusa, semplicemente perchè non è mai cominciata». by bruno medugno
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 09/11/2009

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Furibonda rissa per strada Denunciati sedici ragazzini  

-Maxi rissa ieri pomeriggio in una via del quartiere Pilastro. Sedici giovanivanissimi, solo tre sono maggiorenni, tra i quali sei ragazzine, sono stati denunciati dalla polizia con l'accusa di rissa aggrevata. Il folto gruppo di giovani, intorno alle 17, ha dato vita, per motivi non ancora chiariti, a una violenta lite per strada. Immediato l'allarme lanciato dai residenti.Le volanti si sono precipitate ma, quando sono giunte sul luogo, nessuno si stava picchiando e non risulta ci siano stati feriti o che qualcuno si sia fatto medicare. Gli agenti hanno sequestrato due estintori, dei bastoni e una mazza da baseball e hanno identificato gli adolescenti (tra i quali 6 ragazze), che sono in parte italiani e in parte marocchini. I ragazzi, che sono stati poi riaffidati ai genitori, non hanno voluto spiegare i motivi della contesa. Le indagini sull’ episodio sono in corso.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 21/09/2009

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Milingo ha fatto flop: solo 45 'fedeli' Dopo le unzioni spunta l'indemoniata  

«MILINGO? E’ di là», fanno cenno le cameriere che preparano i tavoli nel gazebo all’aperto, per un matrimonio. Alla messa — «atto grave» anche partecipare, aveva messo in guardia il cardinale — si vedono coppie con figlioletti ma soprattutto uomini e donne sopra i 40. Il rito è lunghissimo. I preparativi cominciano alle 11. In mezzo c’è spazio per un botta e risposta tra Milingo e i fedeli. Due ore e dieci minuti dopo c’è la benedizione di acqua, olio e sale, «potete metterlo negli angoli di casa contro le fatture e il malocchio», dà le istruzioni il vescovo-esorcista. Una ragazza, trattenuta dai genitori, da seduta si agita e grida frasi incomprensibili. Provi a chiedere a Maria, che lingua è? Risposta: «Non lo so, non sono cattolica!». In tanti piangono, dopo le benedizioni personali. Una donna, in fila per l’unzione, s’accascia. La soccorrono e la mettono seduta. Milingo le va vicino, invoca la liberazione dal maligno, «vai via e non tornare più». Lei ha come una risata infinita e isterica, l’indice sinistro puntato sul vescovo. Maria ripete a tutti: «E’ indemoniata». Arriva prontamente un giovane asiatico presentato come segretario del monsignore. Scatta: una, due, tre foto. L’ha fatto anche durante la messa. Eppure a giornalisti e fotografi era stato chiesto di rimanere fuori di qui. «HO uno studio da pranoterapeuta, ne vedo tanti di casi come questi», non si scompone il cinquantenne della terza fila. Poi, aiutato da un altro volontario, porta via la donna. Lei trascina i piedi, pare semicosciente. La sistemano in una stanzetta, chiudono la porta. Milingo se la prende con il Vaticano, «si comporta con arroganza». Ricorda la strage dei Valdesi. «La Chiesa cattolica — grida — non può continuare così. Bisogna accettare tutti, Dio non può essere monopolizzato». La moglie s’avvicina, gli asciuga il sudore. Poi lascia a tutti il suo numero di telefono. «Per i colloqui? C’è posto domani». Offerta di 35 euro. E’ STATO decisamente un flop la tre giorni a Sasso Marconi dell’esorcista e guaritore Emmanuel Milingo e della sciamana Judith Granillo Salazar che si proponevano ‘l’incontro tra il rituale di guarigione di matrice cattolica e quello di origine sciamanica’. Alla prima delusione di venerdì, quando alla manifestazione di apertura hanno partecipato in pochissimi, si è aggiunta quella di ieri: alla ‘Cerimonia’ di guarigione officiata da Milingo erano presenti solamente alcune decine di persone e la sala congressi del centro sindacale di Ca’ de Testi colpiva più per le numerose sedie vuote che per la presenza dell’officiante. L’insuccesso ha portato prima alla rottura della moglie del monsignore con gli organizzatori ai quali non ha lesinato critiche accusandoli ‘di pensare solo ai soldi e di avere rubato’. Il ‘divorzio’ è stato immediato. La sciamana precisava poi che in Italia non sarebbe mai più venuta e coloro che avevano chiamato i due ospiti contavano le perdite, fra cui 300 euro per l’affitto della sala congressi, 6000 per i trasferimenti in aereo e 1000 per la pubblicità che avrebbero dovuto essere saldati con le offerte obbligatorie per partecipare alle funzioni (15 euro) e agli incontri individuali (35 euro).
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 21/09/2009

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Mentre l'autista cambiava la gomma lo 'ripulivano' di tutto, tre arresti  

- La tecnica era quasi sempre la stessa, adocchiavano un automobilista, lo costringevano a fermarsi forandogli una gomma di nascosto e quando scendeva per controllare e riparare il danno il ladro, entra nell’abitacolo e rubava tutto quello che trovava. Gli ideatori e fautori tre stranieri che a Bologna, nell’ultimo anno e mezzo, avrebbero compiuto fino a 18 furti di questo tipo. La banda e’ stata scoperta dalla squadra Mobile, a conclusione dell’indagine ‘Broken tyre’ coordinata dal Pm Lorenzo Gestri. In manette sono finiti due algerini, Djamel Bouazouz e Samir Mora, 32 e 33 anni, entrambi irregolari, e Joseph Patrick, 45 anni, francese di origine nordafricana, tutti gia’ noti alle forze dell’ordine. Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal Gip di Bologna Andrea Santucci, i tre sono accusati di una dozzina di episodi, a partire da inizio 2008, ma gli investigatori sospettano che ci sia la loro mano anche in altri cinque o sei fatti analoghi. Sabato scorso, pochi giorni prima dell’emissione delle ordinanze, Mora era inoltre stato arrestato in flagranza, mentre derubava un automobilista in zona Massarenti. Oltre che di furto aggravato e continuato, i tre risponderanno anche di rapina, per un ‘colpo’ del febbraio 2008: in un’area di servizio di via Mattei avevano trascinato con la macchina per alcuni metri, mandandolo all’ospedale, un uomo che aveva tentato di bloccarli, dopo averli scoperti a rubare sulla sua vettura. La banda adocchiava le proprie vittime soprattutto nei parcheggi dei centri commerciali o nelle aree di rifornimento. A tradirli sono stati anche alcuni filmati: in uno, ripreso dalle telecamere di sicurezza di un supermercato di Bologna, e’ visibile uno degli indagati che si infila nell’abitacolo di una vettura mentre il proprietario e’ impegnato a sostituire la gomma. In alcuni casi il furto sull’auto ha avuto un seguito: un altro filmato acquisito dalla polizia mostra uno dei tre che effettua un prelievo al bancomat, utilizzando la tessera rubata a un automobilista che, con un po’ di imprudenza, conservava la carta insieme al Pin.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 20/09/2009

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Blitz antidroga alla Segafredo Perquisiti una ventina di operai  

- Blitz dei carabinieri all'azienda Segafredo di Rastignano. I militari, alla ricerca di sostanze stupefacenti, hanno perquisito una ventina di dipendenti, del reparto produzione, controllando anche le loro autovetture. Nulla è stato trovato in seguito ai controlli. L'ispezione autorizzata dal pm, sarebbe scaturita da una denuncia partita dai vertici dell'azienda produttrice di caffè, ha provocato la una reazione del sindacato Flai-Cgil. Inoltre, a quanto si e’ appreso, qualche settimana fa alcuni operai erano stati sottoposti a esami delle urine, sempre per accertare l’eventuale uso di droga, e per qualcuno l’esito era stato positivo. Dopo la visita dei carabinieri, ieri tutti i lavoratori si sono riuniti in assemblea e hanno riferito ai sindacati quello che era successo. ‘’Un fatto del genere non si e’ mai verificato nelle fabbriche di Bologna e di tutta Italia’’, ha commentato Vito Rorro, segretario provinciale della Flai-Cgil. ‘’Non mettiamo in dubbio la legittimita’ del controllo - ha aggiunto - ma le modalita’ ci sono parse eccessive e lesive della privacy’’. Il sindacato ha gia’ avuto un primo contatto con l’azienda ed e’ pronto ad agire per tutelare i lavoratori. Secondo Rorro, se e’ stata l’azienda a sollecitare l’intervento dei carabinieri, il problema si restringe a livello complessivo, ma si allarga dal punto di vista sindacale.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 19/09/2009

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Aereo sospetto intercettato sopra Bologna Decollo immediato per due caccia F-16  

- Alle 14.48 di oggi due caccia F-16 del 50 Stormo di Cervia sono decollati, su ordine di ‘scramble' del Caoc 5 (Combined Air Operations Centre) di Poggio Renatico (Ferrara), in coordinamento con la Sala operativa del Comando operativo delle Forze Aeree (Cofa), per intercettare un velivolo militare C-130 algerino, che in volo da Monaco (Germania) ad Algeri, era sprovvisto di autorizzazione al sorvolo dello spazio aereo nazionale. Lo rende noto, con un comunicato, l’Aeronautica Militare. L’intercettazione è avvenuta alle 14,58 circa a sud di Bologna. I caccia F-16, dopo essersi accertati visivamente dell’identificazione, hanno scortato il velivolo fino al confine dello spazio aereo nazionale. Lo ‘scramble' è in gergo tecnico il decollo immediato di caccia intercettori che sotto la guida dei controllori della difesa aerea si dirigono verso un velivolo ‘sospetto' per accertare visivamente l’identità e per scortarlo fino ai limiti dello spazio aereo italiano. Nella maggior parte dei casi, si tratta di aeromobili che non rispondono a prestabiliti requisiti, non hanno le previste autorizzazioni al sorvolo dello spazio aereo nazionale o perdono le comunicazioni con gli organi del controllo del traffico aereo o divergono dalla rotta prevista senza validi motivi.
Fonte: RESTO DEL CARLINO - Pubblicato il giorno 19/09/2009

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Disco Frisco, apre l'erede di Nannucci  

-Ancora non si è spenta la delusione per la chiusura di Nannucci, tra i fan dello storico negozio di musica che ha abbassato definitivamente la saracinesca il 24 aprile scorso, che dalle sue «macerie» ne sta nascendo un altro. Alcuni ex dipendenti di Nannucci stanno dando vita a un nuovo esercizio, più piccolo, ma intenzionato a ripetere il successo economico e culturale del negozio di via Oberdan. La ricetta infatti sarà sempre quella: una politica del prezzi concorrenziali, molto ribassati rispetto al mercato classico, unita a un’offerta di qualità. L’apertura di «Disco Frisco», questo il nome del negozio, che sorgerà in via de' Monari accanto al teatro Manzoni, avverrà il 2 ottobre. A inaugurarlo saranno i nuovi gestori: l’ex direttore del Nannucci Store, Angelo Morselli, il responsabile del settore classica Manuel Zerbini, il responsabile della musica internazionale Simone Errani. I tre soci sono affiancati da un gruppo di Treviso, che gestisce nella città veneta un negozio che porta lo stesso nome. A loro disposizione un locale di 85 metri quadri con una capacità espositiva di circa 12.000 titoli, tra cd, dvd e lp, visto che ci sarà una sezione dedicata al vinile. Ovviamente spaziando, come nel caso di Nannucci, in tutti i generi della musica. Parte dell’approvvigionamento sarà garantito dall’importazione diretta, un sistema che garantisce il reperimento anche di prodotti fuori catalogo.
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 18/09/2009

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Rifornivano di cocaina la Bologna bene  

- I loro clienti erano per lo più appartenenti al mondo della Bologna bene, un giro che gravitava nel sottobosco dei locali notturni e delle feste. Li rifornivano di cocaina, da piccole quantità fino a scorte da 200 grammi. Si erano creati clientela e luoghi abituali, dove pensavano di poter agire indisturbati, tanto da non preoccuparsi troppo di nascondere le proprie attività illecite. Così a sgominare questa banda di quattro spacciatori, due italiani e due albanesi, la polizia ha impiegato appena un mese di indagini. Si tratta di Olimpjon Gjeka, albanese di 33 anni, clandestino e senza precedenti; il connazionale Leksi Bojaxhiu, 23 anni, con precedenti per droga; il bolognese Manuel Abis, 28 anni, incensurato. Con loro anche una vecchia conoscenza della Bologna notturna: Alfredo De Cristofaro, 41 anni, detto il «Frio», in passato coinvolto in inchieste di spaccio. L'INDAGINE - L’indagine della Mobile è ha origine nell’inchiesta che l’anno scorso portò in carcere per droga sette persone tra cui «Roccia», una delle guardie del corpo di Vasco Rossi. In un paio di mesi di lavoro, la polizia ha raccolto elementi su dieci episodi di cessione di droga, sei dei quali compiuti dai due albanesi. Il più consistente, però, riguarda proprio De Cristofaro che, in aprile, avrebbe venduto 100-200 grammi di cocaina a un tale «Andrea» per una festa privata. Il prezzo della cocaina, circa 80 euro al grammo, secondo gli inquirenti, dimostra che si trattava di droga di buona qualità.
Fonte: CORRIERE DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 18/09/2009

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Bandito punta pistola contro cassiera Non trova soldi e fugge: acciuffato  

- Tentata rapina aggravata in concorso con persona rimasta ignota. Questa l’accusa con cui è stato arrestato a Bologna, un cittadino polacco di 39 anni, che ieri pomeriggio ha fatto irruzione in un negozio di via Treves a Bologna, gestito da una coppia di indiani. Il giovane ha puntato una pistola, risultata successivamente un giocattolo, contro la donna che era alla cassa, intimandole di consegnargli tutto il denaro della giornata. Alle resistenze dell’esercente, il rapinatore ha reagito afferrandola per un braccio e strattonandola. Solo quando ha capito che in cassa non c’erano contanti, il polacco si è dato alla fuga abbandonando la pistola in strada. Immediata la chiamata alla Questura che ha inviato sul posto una volante. Il rapinatore è stato bloccato, mentre il suo complice, che era entrato nel negozio prima di lui, fingendo di dover fare un acquisto è riuscito a dileguarsi. La titolare del punto vendita, invece, se l’è cavata solo con qualche graffio.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 17/09/2009

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Cala il sipario sul Cinzia-gate Stretta di mano tra Delbono e Cazzola  

- Flavio Delbono e Alfredo Cazzola chiudono il Cinzia-gate che ha avvelenato la vigilia del ballottaggio. Il sindaco ha ritirato la querela contro l’ex competitore per le accuse mosse dall’ex patron rossoblu’. I due contendenti “hanno risolto in via amichevole la situazione di crisi dei rapporti interpersonali”, annunciano i loro legali. A spiegare il tutto il legale di Cazzola, l’avvocato Bruno Catalanotti, diffondendo un comunicato in cui si spiega come e perche’ si e’ arrivati a questo epilogo. Ovvero lo scontro al calor bianco nato quando, in un faccia a faccia radiofonico con Delbono, Cazzola sollevo’ una presunta “questione morale” a carico dell’ex vicepresidente della Regione, accusandolo di aver usato scorrettamente denaro pubblico per i viaggi all’estero con l’ex segretaria ed ex compagna, Cinzia Cracchi. Quello che divenne noto come il “Cinzia-gate”. Delbono querelo’ Cazzola per diffamazione aggravata. Ora la vicenda si chiude: il legale del sindaco, Paolo Trombetti, ieri davanti al pm Luigi Persico, ha ritirato la querela e Cazzola oggi ha accettato quella che tecnicamente si chiama “remissione” della querela. Un finale (quasi) annunciato. Gia’ il 26 giugno, Trombetti ventilava l’ipotesi di una “conciliazione”; cosa che si augurava anche Catalanotti affermando che “tra persone per bene e serie che vogliono riportare la competizione politica a livelli accettabili si deve sempre trovare una via d’uscita”. Dal canto suo, seppure “in astratto”, Trombetti non escludeva nulla, neanche il ritiro della querela: “Se ci sono le condizioni concrete perche’ prevalga una soluzione di ragionevolezza, di certo non saro’ io a mettermi di traverso”. E, alla fine, e’ andata proprio cosi’.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 17/09/2009

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Tagli per il gruppo È-Tv-L'Informazione 37 esuberi, redazioni in agitazione  

- Si mobilitano le redazioni del gruppo È-Tv - L'Informazione per protestare contro i tagli decisi dall'editore, il gruppo Spallanzani, che controlla sia il network televisivo che il quotidiano. Un colpo di forbici che, a livello regionale, vedrebbe il personale più che dimezzato: 37 giornalisti su 67 in mobilità. Soltanto per il quotidiano L'Informazione sono 8 su 15 gli esuberi previsti, mentre nella redazione bolognese di È-Tv 6 su 10. Le redazioni del gruppo sono entrate in stato di agitazione: «Le redazioni del gruppo È-Tv giudicano irricevibile il piano ipotizzato dall’azienda che per ora non ha illustrato alcun piano industriale di eventuale rilancio, limitandosi solo a dichiarare gli esuberi», dichiarano in un comunicato letto in diretta in apertura dell’edizione serale del tg. Nella nota si conferma la proclamazione dello stato di agitazione a seguito dell’apertura dello stato di crisi che prevede, a livello regionale, «l’esubero di 37 dipendenti, 14 per la televisione, 23 per la carta stampata, tutti del comparto giornalistico». Il cdr dell'Informazione ha proclamato uno sciopero di 7 giorni. IL SINDACATO - «I giornalisti si domandano inoltre - si legge nella nota del cdr - cosa ne pensano tutti i soci di minoranza di questo atteggiamento così poco etico e cristiano dimostrato dall’azienda». Un riferimento alla Curia, socio di minoranza, che viene chiamato in causa più esplicitamente dall’associazione stampa dell’Emilia-Romagna (Aser). Il sindacato regionale dei giornalisti respinge l’ipotesi di mobilità per i giornalisti del gruppo e va in pressing su via Altabella: «Mi piacerebbe conoscere il parere della Curia, che è socia, rispetto a questa operazione di bassa macelleria», afferma Camillo Galba, presidente dell’Aser. Ufficialmente il sindacato regionale dei giornalisti non ha ricevuto comunicazioni, ma Galba può già affermare che «è stata usata una strada inusuale. Per la carta stampata gli stati di crisi sono disciplinati da una specifica legge e il ricorso alla mobilità non si usa se non per chiusura di testate. Valuteremo le carte, ma di sicuro respingiamo questa mobilità. La legge è chiara - ripete Galba - la mobilità entra in gioco solo in caso di cessazione dell’attività». APPELLO ALLE ISTITUZIONI - I giornalisti hanno poi rivolto un appello alle istituzioni «per la salvaguardia di un importante patrimonio informativo nel panorama regionale». Il sindaco Flavio Delbono è sceso in campo contro i tagli: «L’amministrazione comunale di Bologna - ha detto il sindaco - segue con grande preoccupazione la grave crisi aziendale del gruppo È-Tv-Rete7-L’Informazione». In particolare, prosegue il sindaco, «preoccupa la decisione di procedere ad una severa riduzione del numero dei dipendenti che svolgono attività giornalistica». L’auspicio del primo cittadino «è che le parti sociali si impegnino per un accordo che preservi i posti di lavoro e due esperienze di alto livello giornalistico». Il cdr del Corriere di Bologna ha espresso solidarietà «ai giornalisti e a tutti i lavoratori del gruppo» a ha dato la sua adesione «all’appello rivolto alle istituzioni dal cdr dell’Informazione-Il Domani di Bologna e annuncia fin d’ora la propria disponibilità a mobilitarsi per la difesa dell’occupazione e contro l’azzeramento di voci importanti del patrimonio informativo regionale». L’Informazione - Il Domani era uscito pochi mesi fa da una grave crisi aziendale, da cui sembrava uscito con l’entrata in campo del gruppo Spallanzani. Ma ora la situazione è tornata ad aggravarsi col piano di riduzione del personale presentato dall’azienda.
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 16/09/2009

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NOTIZIE DALLA CITTA'- Bonus alle famiglie per pagare le badanti  

Palazzo D´Accursio stacca un assegno una tantum da 300 euro per le famiglie in difficoltà con una badante regolare a carico. «Meglio della social card di Berlusconi» sorride il sindaco Flavio Delbono illustrando la sua manovra-badanti. In totale ci saranno 400mila euro per 1500 famiglie. Oltre a 100mila euro per la formazione delle assistenti domiciliari straniere. «Non è poco. Se si pensa che in pratica è quello che il governo dà con il bonus famiglia in 7 mesi e mezzo» dice Delbono. Oltre che essere un «incentivo alla regolarizzazione» proprio nel pieno della sanatoria delle badanti che si concluderà il 30 settembre. Anche se l´assegno comunale «non è riservato solo alle famiglie che regolarizzano la loro badante adesso, perché non vogliamo escludere quelle che da tempo ospitano in casa una badante con regolare permesso di soggiorno». Per ricevere il bonus badanti del Comune le famiglie dovranno presentare la loro dichiarazione Isee a Palazzo D´Accursio a gennaio. «Il contributo sarà di 300 euro per le mille famiglie che risulteranno più povere nella graduatoria, e di 200 per le altre cinquecento meno in difficoltà» spiega il sindaco. Altri 100mila euro saranno invece destinati all´addestramento di circa 250 badanti straniere, che in qualche settimana di corso di italiano e di medicina di base potranno ottenere un "diploma". «Potrebbe diventare un piccolo titolo preferenziale per aiutarle a trovare lavoro nella città che ha liberato per prima gli schiavi». Per il sindaco, fatte le dovute proporzioni col passato, «non c´è ombra di dubbio che queste persone per molti anni hanno vissuto in una situazione non solo di irregolarità formale, ma come fantasmi». Insomma, dare loro una mano è «una scelta di civiltà». Molto probabilmente i corsi (se ne prevedono 10 da 25 persone ciascuna, per un totale dunque di 250 "allieve") saranno svolti dalle Asp, agenzie di Servizi alla Persona. E saranno gratuiti per le partecipanti, finanziate grazie ai soldi del Comune. Le risorse stanziate, che ammontano circa mezzo milione di euro, «non hanno niente a che fare con il Fondo sociale per la non autosufficienza della Regione» precisa infine Delbono: «Sono soldi comunali inseriti nel Bilancio 2010 e per i quali garantiamo, ovviamente, la copertura finanziaria».
Fonte: REPUBBLICA DI BOLOGNA - Pubblicato il giorno 16/09/2009

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Nuovo trasloco per il coro gay Komos Lettera della Curia: ''Liberate i locali''  

-Nuovo 'trasloco' per il Komos, il coro omosessuale di Bologna che dallo scorso metà luglio aveva ottenuto una sala prove all'interno della chiesa di San Bartolomeo della Beverara. L'altra sera il parroco ha consegnato al direttore Paolo Montanari (nella foto) una lettera, inviata dalla Curia, con l'invito a liberare i locali. Ma ‘’con dispiacere’’, ha aggiunto don Nildo Pirani nella lettera che gli ha consegnato. La stessa in cui, spiegando il perche’ dell’addio, ha citato un messaggio ricevuto dall’arcivescovo Carlo Caffarra il 7 agosto che, ha riferito Montanari, gli ha ricordato l’esistenza di un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali datato 1986. Dopo l’esordio a novembre nella sede dell’Arcigay bolognese, il coro aveva cambiato ‘casa’ per problemi di acustica e dissapori con l’associazione. Allora Montanari aveva bussato alla Beverara per chiedere una sala, una volta a settimana. Don Nildo, classe 1937, aveva accettato dandogli anche la chiave del salone. Fino a ieri sera. Prima delle prove, il sacerdote ha parlato con Montanari e gli ha comunicato la novita’. Poi gli ha allungato una lettera. ‘’Comunico con dispiacere l’impossibilita’ di continuare ad accogliere il vostro coro nei locali della parrocchia’’, e’ l’incipit. E subito dopo: ‘’Questo per una precisa disposizione di una lettera della Congregazione per la dottrina della fede in data 1 ottobre 1986, che io non conoscevo, e che mi e’ stata ribadita perentoriamente dal cardinale arcivescovo in persona, con lettera a me inviata in data 7 agosto 2009’’. Infine le scuse e l’annuncio del proprio silenzio (‘’non ho niente da commentare’’). Il documento citato da Caffarra e’ una lettera che la Congregazione ha rivolto a tutti i vescovi ‘’sulla cura pastorale delle persone omosessuali’’ come si legge nel titolo del documento. Amareggiato e deluso il direttore del coro (formato da 25 uomini, il primo in Italia solo al maschile e specializzato in musica classica) perche’ ‘’con una certa ingenuita’ ho creduto che questa sistemazione potesse durare’’. E a questo punto, lancia un appello perche’ Komos non muoia. In particolare, si rivolge ‘’al Comune e a tutte le associazioni bolognesi (nonche’ singoli cittadini)’’ per chiedere ‘’se esiste uno spazio adatto alla musica adatto a ospitarci’’
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 16/09/2009

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Terremoto sull'Appennino, magnitudo 4.5 La scossa arriva anche a Bologna  

-Una scossa di terremoto, registrata poco dopo le 22 sull’Appennino tosco-emiliano, è stata sentita anche a Bologna, soprattutto ai piani alti, nell’imolese e nelle zone di Pianoro, San Ruffillo e San Lazzaro. Il Dipartimento della Protezione Civile ha comunicato che si tratta di una scossa di magnitudo 4.5 con epicentro a Barberino del Mugello e Scarperia. La prima scossa è stata seguita da una replica, alle 22.20, di magnitudo 2.8 a circa sei km di profondità. La Protezione civile dell’Emilia-Romagna ha subito attivato verifiche e controlli, ma dai primi riscontri non vengono segnalati danni. Paura, ma niente panico, a Bologna, dove la scossa è stata distintamente avvertita. Numerose persone hanno chiamato i centralini delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e dei mezzi d’informazione per segnalare la scossa ma - a quanto risulta - non sono stati segnalati danni nè sono arrivate richieste di intervento. Oltre alle telefonate giunte dal capoluogo, paura anche nei vari comuni della collina e dell’Appennino - da Pianoro a Monzuno, da San Benedetto Val di Sambro a Castiglione dei Pepoli - dove diverse persone, preoccupate, sono scese in strada. La scossa principale è stata avvertita distintamente in una vasta area tra Bologna e Firenze - ha sottolineato la Protezione civile della Regione - perchè superficiale, a soli 3,5 km di profondità.
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 15/09/2009

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Inizia la scuola, le proteste dei precari non si placano  

-«La situazione ottimale per la scuola non può essere ripristinata, anche se volessimo non abbiamo grandi margini, non ci è dato di istituire posti in più». Marcello Limina, direttore dell´Ufficio scolastico regionale insediato poco prima dell´estate, non dà molte speranze a chi, sindacati in testa, reclama alla vigilia dell´apertura dell´anno scolastico 2009 2010 un dietro front sui tagli. Certo, dice, «noi abbiamo terminato le operazioni sugli organici rispettando i tempi, la richiesta di istituire cattedre in più è stata avanzata, non lasceremo intentato nulla, ma i margini sono ristretti». Insomma, che arrivino nuovi insegnanti non ci crede nemmeno il numero uno di via de´ Castagnoli. Ieri mattina il dirigente lo ha ribadito alla delegazione di sindacalisti. «Abbiamo rimediato il più possibile per alleviare la situazione». Scarsi sono anche i margini di manovra per i docenti rimasti senza lavoro. «Ai sindacati ho detto che dovremo migliorare l´occupabilità, speriamo di trovare con gli enti locali una via di uscita». Ovvero incarichi aggiuntivi ai precari rimasti a casa, sul modello dell´accordo tra la Gelmini e Formigoni? «E´ una situazione che auspico, informalmente i contatti con la Regione sono avviati, ma non sarà un patto sulla scia degli accordi firmati in altre Regioni perché qui la situazione è diversa e l´Emilia Romagna non beneficia di fondi strutturali che peraltro, in tre o quattro anni finiranno per tutti». Sulle proteste di inizio d´anno Limina getta acqua sul fuoco: «La scuola inizierà con assoluta tranquillità per i ragazzi, molti timori si riveleranno infondati, si tratta di tensioni che ogni anno si ripetono, aggravate quest´anno dalla razionalizzazione delle risorse. Nella realtà molti problemi si risolveranno». Ma i sindacati sono di parere opposto, così l´allarme che viene dalle scuole sui «buchi» in organico. «Abbiamo fatto i salti mortali per cercare di corrispondere alle richieste delle famiglie e degli enti locali, abbiamo potuto contare sulla disponibilità dei dirigenti a trovare una quadratura», spiega Limina. Se è vero che a fronte di 8.000 studenti in più corrisponde un «numero non altissimo» di nuove classi, per il responsabile dell´Usr la situazione però non è drammatica. Sul fronte dell´inglese si è lavorato, spiega Limina, per «recuperare ore che servivano ad altri fini meno ineludibili come la compresenza». La dirigente Maria Luisa Altomonte assicura che le famiglie saranno garantite: «Il problema si può risolvere utilizzando in modo funzionale il personale interno all´istituto». Sul caso Turci-Garagnani e il fare politica a scuola Limina taglia corto: «Problema risolto con una chiacchierata, ribadisco solo che è una questione di buon senso, correttezza e lealtà». Mentre sull´influenza A H1N1 Limina annuncia un accordo con la Regione per misure anti-epidemia.
Fonte: Repubblica di BO - Pubblicato il giorno 15/09/2009

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Divelta la targa per i caduti di Nassiriya Delbono:  

- La targa che nel parco della Montagnola ricorda i 19 caduti nell’attentato di Nassiriya contro i militari italiani, del novembre 2003 in Iraq, è stata asportata, danneggiata e incendiata. Ignoti, dopo averla trasportata poco distante, vi hanno appiccato il fuoco con delle foglie secche. Ad accorgersi dell'accaduto è stato il custode del parco, che ha subito avvertito una pattuglia di carabinieri. Ferma la condanna del gesto da parte del sindaco Flavio Delbono: "Si tratta di un gesto ignobile che offende tutta la città". "L'auspicio - ha aggiunto - è che al più presto i responsabili vengano individuati e assicurati alla giustizia". Sulla stessa linea anche il presidente del consiglio comunale Maurizio Cevenini: " Condanniamo nel modo più deciso il grave gesto che è avvenuto ai danni del monumento che ricorda i caduti". Anche lui esprime l'auspicio che i responsabili vengano "individuati e puniti al più presto".
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 14/09/2009

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Francesca Menarini: «Bologna, amore mio Dopo un anno alla guida non ho più alibi»  

Bologna City News- Non è più timida. «E non ho più alibi». È diversa, un anno di calcio l’ha cambiata. Ma se negli uomini l’esperienza indurisce nelle donne spesso fortifica, rendendole certe delle proprie capacità. Il 12 settembre 2008 Francesca Menarini diventava presidente del Bologna. Il bilancio di un anno qual è? «Difficile, bello e di sfida con me stessa. Non era scontato che riuscissi a coniugare gestione sentimentale e imprenditoriale». Partiamo dalla gestione sentimentale del Bologna. «È stato un amore travolgente. La passione della gente, il voler dare tutta me stessa a questa squadra. I momenti duri come gli esoneri, quelli bellissimi della salvezza, altri indimenticabili come il funerale di Bulgarelli». Più difficile far quadrare i conti... «Vorresti sempre il meglio per la squadra, ma in un’impresa non si può fare ciò che si vuole. Ci ho messo tutto il mio impegno, ho fatto degli errori, ma non ho nulla da rimproverarmi». Qual è stato il momento peggiore? «Dover dire ad Arrigoni "ti licenzio perché non va" non fu semplice. Cagliari fu il momento più duro, anche per le contestazioni che seguirono. E pure il rientro dopo il 5-1 di Palermo». E quello migliore? «Quando mio padre mi chiese di diventare presidente. Un’emozione incancellabile». Monsignor Vecchi ha detto: «I Menarini sono stati lasciati soli». Si sente così, sola? «No, umanamente non mi sento sola: i tifosi non mi hanno mai fatto sentire sola. Ringrazio Vecchi e le istituzioni sempre vicine alla squadra». Vecchi parlava a livello imprenditoriale... «Le porte restano aperte a nuovi soci». La famiglia Menarini vuole ancora vendere? «Non abbiamo mai detto di volerci sbarazzare del Bologna. Ma è giusto che i tifosi sappiano che io non ho le possibilità per fare una squadra da Champions League, ma di questo non mi posso vergognare». Lei dice non che non vi volevate sbarazzare del Bologna, ma avevate venduto a Taçi. «Quando Taçi è andato via non mi sono disperata. Ho ricominciato con lo stesso entusiasmo». Obiettivo salvezza dunque? «Sì, ma meno sofferta dell’anno passato». L’anno prossimo dalle televisioni arriveranno più soldi: invece degli attuali 20 milioni dovrebbero essere 40. Uno stimolo a restare? «L’equazione se mi salvo resto, se retrocedo vendo, non l’abbiamo mai fatta. La porta ai soci è aperta». C’è mai stato un momento in cui ha pensato: basta, ora vado da mio padre e mi dimetto? «No, non ho mai pensato di abbandonare la carica di presidente. Che sia un ruolo difficile non lo nego. Il calcio non è un’impresa normale, prima ancora di licenziare qualcuno devi avere già in mente il sostituto. Un anno di calcio ne vale 5-6 in azienda». Insieme a Rosella Sensi lei è l’altra donna della serie A. Come la trattano i colleghi? «Non mi sono mai sentita a disagio. Magari le prime volte che mi vedevano pensavano: "Poverina è così spaesata". Oggi credo di essermi saputa far apprezzare». La famiglia Menarini ha sempre detto di essere inesperta, ma sono quattro anni che siete nel Bologna. Si sente ancora una neofita? «No, e sinceramente non ho più questo alibi. L’anno scorso potevo dire "sono appena arrivata" e coprire così i miei errori, adesso non posso più farlo, ho acquisito una certa professionalità». In concreto che significa? «Che oggi se mi parlano di un contratto, un’opzione, un riscatto so di che si discute e so indicare anche una soluzione». Ha avuto tre allenatori in un anno. Li definisca. Arrigoni? «Tutti sono stati importanti per la salvezza del Bologna». Arrigoni? «Non ho avuto modo di conoscerlo a fondo». Mihajlovic? «L’ho apprezzato dal punto di vista umano. La sua inesperienza è divampata e l’ha pagata». Papadopulo? «Uomo di grande esperienza. Non punta solo sulla tattica, insiste sul gruppo e questo è fondamentale per me». Ogni presidente ha un giocatore cui è più legato. Moratti a Recoba, la Sensi a Totti... E la Menarini? «A Di Vaio. Per quello che ha fatto e perché è il primo contratto che ho firmato. E poi da presidente mi piace dire che l’ho fatto rinascere, diventare grande. I 24 gol che ha segnato dicono che è un grande giocatore, io aggiungo che è un uomo eccezionale». Voi siete una società più amata dalle istituzioni che dai tifosi. Insomma più di palazzo che di popolo... «No, non è vero. C’è un buon rapporto con le istituzioni, ma pure con i tifosi, quelli che amano il Bologna. Le presidenze passano, il Bologna resta. Poi le contestazioni ci stanno e non mi fanno piacere». Con le istituzioni state parlando dello stadio? «Attualmente no, c’è il Centenario da preparare. Dopo ricominceremo gli incontri». Il sindaco Delbono ha detto: «Il Bologna deve stare in serie A perché la nostra è una città di serie A». «La vicinanza del sindaco alla squadra è positiva. La città è di serie A perché ha parecchie potenzialità». Ma? «Ma le manca un po’ di dinamismo, di voglia di rischiare. Le potenzialità ci sono perché esistono grandi aziende che stanno vivendo un ricambio generazionale. Passano di padre in figlio, come la mia. Manca però del dinamismo a livello d’impresa». Un dinamico è Claudio Sabatini e vuole entrare nel Bologna. Come va la trattativa? Si può fare? «Non so se si può fare. Gli incontri ci sono stati, il prezzo lo conosce (24 milioni di euro, ndr). Lui ha fatto bene con la Virtus. Se vuole entrare — minoranza o maggioranza non importa — basta che faccia un’offerta. Non mi parli però di polisportiva». E con il petroliere albanese Taçi vi siete più parlati? «Mai più sentito». Il Bologna uguale Menarini e Moggi. Le dà fastidio? «Non è questione di fastidio. Moggi qui dentro non è mai esistito e non esisterà mai. Non abbiamo mai negato di conoscerlo. Mio padre ne ha parlato con trasparenza e lo ha fatto per sgombrare il campo da falsità e ipocrisie. Come ha detto Vecchi s’è fatto del facile moralismo». Sul mercato ha speso appena 3,5 milioni. Lei che voto dà? «Una sufficienza piena: 6,5. Ci siamo rinforzati in ogni reparto. Dieci nuovi acquisti non sono pochi. Un mercato senza spendere non è per forza cattivo, credo anzi che la società debba essere lodata per aver operato con oculatezza». Il 2 ottobre ci sarà la festa per i cent’anni del Bologna. Che Centenario sarà? «Vorrei che quella sera fosse la festa di tutta la città e che ci si unisse in un unico abbraccio con grande affetto. Sarà una festa bella ma all’insegna della sobrietà». Scusi ormai la parola sobrietà è il marchio di fabbrica della famiglia Menarini. Ci spiega che vuol dire? «Significa solo non uscire dalle righe, non fare cose roboanti e che non si addicono al mio stile. Ma non significa essere mediocri. Una cosa sobria è raffinata ed elegante». Però sobrietà sa un po’ di distacco... «Ecco, non è così. Sobrietà è stata presa come aridità, ma non è così». La crisi economica quanto ha inciso sulla Cogei che è un’impresa edile, e quindi sul Bologna e sul Centenario? «Come tutti gli imprenditori abbiamo dovuto fronteggiare la crisi. Ma la Cogei è solida. Per forza di cose bisogna essere più attenti e si è potuto investire meno sulla squadra. Al Centenario non ha tolto nulla». Domani c’è il Chievo. E non è ancora arrivato il primo successo dell’anno... «È l’occasione giusta per provare a vincere. Sarebbe un bel regalo per il mio compleanno da presidente».
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 13/09/2009

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Ragazzo gay aggredito ai giardini, scoppia il caso omofobia  

-Razzismo o rissa da discoteca? Si accende il caso omofobia dopo l'aggressione di un ragazzo gay di 19 anni, avvenuta ieri sera di fronte ai giardini Margherita. Il ragazzo stava uscendo dallo Chalet dei giardini, che nei venerdì estivi ospita serate gay, quando, poco prima di salire in macchina, è stato preso a pugni da quattro ragazzi. Il motivo dell'aggressione sarebbe da ricercare in una lite avvenuta poco prima nel locale. Una versione del fatto l’ha riportata il gruppo «Bologna contro omofobia, lesbofobia e transfobia» su Facebook. Maurizio Cecconi, che fa parte di questo gruppo, ha raccontato che i quattro avevano bevuto molto e all’uscita, quando era il turno di pagare le consumazioni, non avevano i soldi. Così si sarebbe scatenata una lite con un ragazzo gay, amico del 19enne aggredito. Dopo la lite, i quattro si sono allontanati. Ma poco più tardi, quando il giovane della lite e il 19enne poi aggredito sono usciti dal locale, la storia è degenerata. Il primo è fuggito. L’altro è stato inseguito e preso a pugni, riportando qualche lieve contusione. IL RAGAZZO - Lo stesso 19enne non ha ricondotto direttamente l'aggressione in un contesto di omofobia, riferendo che non sono state pronunciate parole di quel segno. Ai poliziotti intervenuti la scorsa notte in via Santa Chiara, vicino ai giardini, il giovane ha spiegato di essere stato aggredito senza motivo, senza accennare a motivazioni omofobiche. Il ragazzo ha rifiutato le cure mediche sul posto e al momento non ha ancora formalizzato la denuncia. Anche nella relazione di servizio della volante intervenuta non si fa riferimento a motivazioni di questo genere all’origine della lite. Sono comunque in corso accertamenti per individuare gli aggressori. Uno di loro era già stato identificato dalla vigilanza del locale, proprio perché il gruppetto dei quattro non aveva pagato il conto delle consumazioni. ALLARME OMOFOBIA - Secondo il capogruppo del Pd al consiglio comunale e presidente onorario di Arcigay, Sergio Lo Giudice, il ragazzo aggredito non ha raccontato alla Polizia di essere gay per paura e perché la sua famiglia non ne è a conoscenza. Ma lo stesso 19enne sarebbe assolutamente certo che l’aggressione subita questa notte nei pressi dei giardini Margherita sia a sfondo omofobico. Il 19enne bolognese lo avrebbe spiegato allo stesso Lo Giudice. Secondo l’esponente del Pd «quella del gruppetto di ragazzi etero che si infila in una serata gay per poi passare alle provocazioni e talvolta all’aggressione fisica è una dinamica nota e ripetuta, anche se non sempre denunciata». Per il circolo omosessuale del Cassero, con l’episodio della scorsa notte anche Bologna «si inserisce nella spirale di violenza in cui è precipitata tutta la nazione». In un comunicato, il circolo omosessuale ricorda come gli «atteggiamenti di intolleranza e di violenza verso persone omosessuali sono sempre più frequenti». Non sono mancati attestati di solidarietà al ragazzo dal mondo della politica. Il primo a intervenire è stato il sindaco Flavio Delbono, che ha definito l'episodio un «atto vile» di fronte al quale «Bologna deve reagire»: «A nome della città condanno fermamente la grave aggressione avvenuta la notte scorsa ed esprimo la massima solidarietà alla giovane vittima».
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 13/09/2009

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Verso l'addio a Rita in via Farini Presto nuova viabilità ai Tribunali  

- Nel giorno in cui il sindaco Flavio Delbono promette continuita’ su Sirio e Rita, spunta quella che potrebbe essere un’eccezione alla regola generale. L’assessore comunale alla Mobilita’, Simonetta Saliera (nella foto), annuncia al question time un piano di risistemazione del traffico nella zona dei Tribunali, in sostanza tutta l’area tra via Farini e porta San Mamolo. Un piano che potrebbe portare alla cancellazione della discussa corsia preferenziale di via Farini, presidiata da una telecamera Rita. “Non escludiamo niente”, spiega sul punto l’assessore, “stiamo valutando tutta la zona del Tribunale e per adesso non c’e’ neanche la bozza. Gli uffici stanno lavorando ad una proposta”. In aula l’assessore ha pero’ sottolineato come lo spegnimento della telecamera Rita tra il 20 luglio e l’8 agosto non ha causato particolari problemi, anche se come sottolinea lo stesso assessore “era agosto”, il periodo di minor traffico in assoluto nel corso dell’anno. La nuova viabilita’ studiata in Comune e’ legata all’entrata in funzione della nuova sede degli uffici giudiziari a Palazzo Pizzardi. “Presenteremo a breve una risistemazione di quel quadrante- spiega Saliera- proprio per dar risposta alle necessita’ di chi accede alla nuova sede giudiziaria e ragioneremo anche su via Farini. A breve ci troveremo su questo argomento in commissione”. Favorevole sarebbe all’eliminazione di Rita in via Farini l’autore dell’interpellanza, il consigliere comunale del Pdl Daniele Carella. “Ritengo- dice- che quella sia una corsia preferenziale che da’ piu’ danni dei vantaggi e mi auguro che venga sospesa definitivamente”. Del resto, Carella manifesta “massima comprensione umana per l’amministrazione, deve rimediare ai danni di quella che l’ha preceduta”, la giunta Cofferati. Tra gli errori il berlusconiano contempla anche la sede unica di Palazzo Pizzardi. Quel palazzo “incuneato nel centro, circondato da una viabilita’ angusta” e’ “una scelta sbagliata a monte”.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 12/09/2009

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Al via il restyling della Stazione Parcheggio interrato 'mordi e fuggi'  

- Si’ al parcheggio interrato sotto piazza Medaglie d’oro, che sara’ pero’ piu’ che altro un “kiss and ride” per farsi accompagnare in stazione. Tramonta invece definitivamente l’interramento di viale Pietramellara, inizialmente previsto e ancora fortemente richiesto dai consumatori. Questi i principali verdetti sui lavori di restyling sulla stazione centrale di Bologna, attesi dagli anni ‘90 ma che finalmente sembrano giunti alla definizione decisiva. Ne hanno parlato oggi a Palazzo D’Accursio il sindaco di Bologna Flavio Delbono e i vertici delle Fs, presenti gli assessore comunale all’Urbanistica, Maurizio Degli Esposti, e la responsabile della Mobilita’, Simonetta Saliera. All’incontro e’ stato assicurato che i cantieri, dopo anni di rinvii, apriranno “in autunno”, quindi gia’ prima della fine del 2009. “Sono molto soddisfatto- fa sapere il primo cittadino, Flavio Delbono- sono stati confermati gli impegni da parte di tutti e la priorita’ di migliorare la stazione attuale, in attesa di quella progettata da Isozaki”.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 12/09/2009

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"O paghi o affondiamo il tuo motoscafo"  

-«La tua barca ce l’abbiamo noi. Abbiamo anche il tuo skipper. Se non paghi non rivedrai più né l’una né l’altro». Ecco il primo sms, seguito da molti altri, sempre più minacciosi: sembrava l’inizio di una storia di pirati nostrani, arrivati fin sulle coste italiane per far soldi col sequestro di uno yacht da 300mila euro e del suo marinaio, mentre si preparava a partire dai mari di Otranto per andare a Catania dove si sarebbe imbarcato il proprietario, un medico bolognese e la sua famiglia. Il dottore, però, di sottostare al ricatto non ne ha voluto sapere. E’ andato subito dai Carabinieri che mercoledì mattina hanno arrestato…lo skipper. Già, non c’era nessuna banda e nessun pirata, era solo lui, Mario Pinello, 45 anni, palermitano, ad aver messo in piedi l’imbroglio con l’obiettivo intascare un po’ di soldi, circa 24mila euro, una ventina in più di quelli che il medico gli avrebbe dato per il suo lavoro a fine estate. Purtroppo, quando ha capito che la faccenda buttava male, Pinello ha dato seguito ad almeno una delle sue minacce: ha affondato la barca, precipitandosi a denunciare di essere stato rapito, riuscendo poi a liberarsi per miracolo. Il motoscafone sportivo, un Pershing di 13 metri è colato a picco davanti ad Otranto all’alba del 9 luglio: aveva il timone bloccato e la chiglia danneggiata dall’impatto contro la scogliera. La prua spuntava dalle onde e i sub della Guardia costiera l’hanno recuperato dalle onde, temendo di dover scoprire all’interno il corpo di un annegato, che invece non c’era. Ancora non sapevano che Pinello non era il sequestrato, ma il (finto) sequestratore di se stesso. La storia comincia ai primi di luglio. Il dottor Aspero Lapilli cerca uno skipper fidato che trasferisca la sua barca dal cantiere di Otranto, dove era stata ricoverata per lavori di riparazione, a Catania. Lui e la famiglia saliranno a bordo laggiù per le ferie estive. Un amico dell’a mbiente gli presenta Mario Pinello, uno skipper molto preparato e perbene. Il medico lo ingaggia. Ma dopo pochi giorni gli arriva il primo sms: «Abbiamo la tua barca e il tuo amico Mario. Prepara 24mila euro da trasferire in tranche giornaliere da 3mila su questa carta ricaricabile. Sennò la barca non la vedrai più, e Mario farà una brutta fine». Il messaggino arriva dal telefonino dello skipper. Lapilli risponde, ma poi decide di non pagare e va dai Carabinieri del Reparto operativo. Il giorno dopo nuovo sms: «Cominciamo male. Non vuoi pagare? Ti affondiamo il motoscafo, puoi dire una preghiera per il tuo Mario». I Cc lavorano con i colleghi pugliesi sotto la direzione del pm Lorenzo Gestri. Dai filmati del porto di Otranto salta fuori l’immagine di un uomo che sembra Pinello. Ma come non era in mano ai rapitori? Un testimone racconta di averlo visto su un tender col nome della barca scomparsa. Il giorno dopo il suo cellulare aggancia una cella telefonica di Parma. Poi più nulla. E’ chiaro che lo skipper ha simulato tutto, anche se nel frattempo ha cercato di precostituirsi credibilità andando a denunciare gli inesistenti sequestratori alla Polizia di Patti: «Erano quattro, mi hanno minacciato con la pistola. Li ho dovuti seguire fino a Parma». Nel frattempo il gip Letizio Magliaro firma un mandato di cattura. Pinello viene rintracciato. Ora è all’Ucciardone di Palermo.
Fonte: Repubblica di BO - Pubblicato il giorno 11/09/2009

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Metrò, Delbono: «Non aspetteremo Godot» E il Pdl rilancia il referendum sul Civis  

«O cambia il patto di stabilità o altrimenti questi fondi non li possiamo spendere. Aggiungo che questa disponibilità non è eterna. Non possiamo tenere inchiodato il bilancio aspettando Godot». Il sindaco Flavio Delbono, non aspetterà per sempre lo sblocco dei finanziamenti già disponibili sul metrò, per il quale a Palazzo D’Accursio si conta sulla prossima Finanziaria. A luglio, i fondi statali sono stati assicurati dal Cipe, ma resta il nodo del patto di stabilità. «Ci auguriamo che con la prossima Finanziaria ci sia un allentamento», ha commentato. Nell’avere i fondi a disposizione e non poterli spenderli il sindaco sente il sapore della «presa in giro» da parte del governo. TRAMONTA IL DIALOGO - Proprio per superare l'empasse dei fondi bloccati dal patto si stabilità, Delbono aveva lanciato una proposta di dialogo con l'opposizione sulle infrastrutture. Per la costruzione di un asse bipartisan che, sebbene ha trovato segnali di interesse da parte dell'Udc e di Bologna Capitale, non interessa a queste condizioni il Pdl. Ma il partito di Berlusconi, dopo il «no» su Sirio spento alle 18 («non mercanteggio», ha stoppato lo stesso sindaco) ha provato a rilanciare il referendum sul Civis . «La cosa migliore - ha spiegato il vicecoordinatore Galeazzo Bignami - sarebbe che fosse l’amministrazione ad indirlo. Lo si potrebbe già fare in 60-90 giorni e in caso uscisse il sì, il Pdl si allineerebbe e sosterrebbe il progetto a livello nazionale». Ma su questa proposta i margini di collaborazione sono quasi inesistenti. «Solo dei folli possono pensare di fare un referendum su cantieri già aperti e finanziati», scandisce il presidente della commissione Istruzione Francesco Critelli. Interviene con una nota anche il segretario del Pd Andrea De Maria: «La domanda a cui il Pdl deve rispondere è molto semplice: vogliono lavorare per Bologna, sostenendo presso il governo il finanziamento di quelle infrastrutture che loro stessi hanno sempre affermato essere vitali per la nostra comunità?».
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 11/09/2009

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Infrastrutture, il dialogo spacca l'opposizione Corticelli risponde all'appello di Delbono  

L'opposizione si spacca sul tentativo di Flavio Delbono di creare un asse bipartisan per le infrastrutture. La proposta di dialogo del sindaco, mirata soprattutto a strappare al governo una deroga sul patto di stabilità necessaria a dare il via al progetto metrò, ha trovato una sponda inaspettata in Bologna Capitale, la lista di Daniele Corticelli, ancora fusa in consiglio comunale con quella di Cazzola. Dopo l’aut aut del Pdl, che ha imposto come condizione «la cancellazione del Civis», e la provocazione di Berselli di indire un referendum sul tram su gomma, a innescare un dialogo tra Delbono e l'opposizione ci ha pensato dunque l’ex delfino di Guazzaloca, che si incontrerà con il sindaco insieme al patron della Termal, Giorgio Giatti, e l’assessore alla Mobilità, Simonetta Saliera. Il summit avverrà il 25 settembre a Palazzo D’Accursio. «È da anni che auspichiamo un interlocutore istituzionale con cui si possa ragionare per il bene della città», spiega Corticelli. «L’assessore precedente (Maurizio Zamboni, ndr) aveva scelto la linea dell’arroganza negando ogni confronto. Se il sindaco Delbono dichiara di voler cambiar rotta rispetto alla giunta precedente, non saremo certo noi a tirarci indietro». IL DIALOGO - I margini per un dialogo non sembrano molto ampi (Corticelli sostiene un progetto di metrò automatico finanziato dai privati, Delbono vuole salvare i finanziamenti alla metrotranvia della ex giunta Cofferati), ma almeno il dialogo sarà tentato. «Abbiamo fissato un incontro - fa sapere Corticelli in una nota - e ci andremo senza pregiudiziali. Misureremo nei fatti le intenzioni espresse. Una cosa per noi è certa: una vera rete metropolitana è una priorità indispensabile per il rilancio e lo sviluppo di Bologna. Da cui dipende la stessa prospettiva della nostra città». Una netta sterzata rispetto all’atteggiamento assunto dal Pdl attraverso il suo coordinatore regionale Filippo Berselli. IL PDL - Ma il Pdl non arretra di un millimetro rispetto alla richiesta di referendum sul tram lanciata da Berselli. L’idea di una consultazione popolare sul Civis è «assolutamente centrata - è il commento del capogruppo Pdl a Palazzo D’Accursio, Lorenzo Tomassini -, solo la sinistra non lo capisce. Il sindaco e i suoi soci possono passare la palla ai cittadini e far decidere a loro se va portato avanti un progetto costosissimo, che altro non è che un filobus, o se è meglio pagare una penale e uscire da un percorso che è contrario alla volontà della maggioranza dei bolognesi». E Daniele Carella, consigliere comunale del Pdl, aggiunge che le opere fin qui realizzate per il Civis stanno già provocando «tanti disagi e problemi ai cittadini». Ma «mentre la giunta farà passare sei mesi a pensare al niente, anziché bloccare tutto e salvare il salvabile, i cantieri andranno avanti nella loro opera di devastazione strutturale delle nostre strade, una devastazione che, un domani, sarà estremamente costoso rimuovere».
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 10/09/2009

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Accoltellò a morte l'anziana madre Il Pm convalida l'arresto del 40enne  

- Resta in carcere Giovanni Franceschini, l’uomo di 40 anni seguito dai servizi psichiatrici che sabato scorso ha ammazzato la madre 72enne Rosa Mellino a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna. Lo ha deciso questa mattina il gip Letizio Magliaro al termine dell’udienza di convalida dell’arresto. L’uomo, difeso dall’avvocato Raffaele Miraglia, rimarrà nel carcere della Dozza in attesa degli accertamenti disposti dalla pm Rossella Poggioli. Il magistrato ha infatti affidato l’incarico allo psichiatra Renato Ariatti di eseguire una perizia sul matricida e sulla base della relazione si deciderà in quale struttura inviarlo. Il difensore dell’uomo, che era assente, si è rimesso a giustizia limitandosi a segnalare che il carcere non è certamente il luogo più adatto al suo assistito. La pm acquisirà pure la sentenza di assoluzione per incapacità di intendere e volere emessa dal gup di Bologna nel ‘96 dopo che l’uomo era stato indagato per la violenta aggressione nei confronti della cognata. -Rosa Mellino era tornata da pochi giorni dalle vacanze trascorse sulla Riviera romagnola. Sabato mattina il figlio è andato a trovarla e l’ha uccisa. Il cadavere è stato trovato nel pomeriggio dal fratello Quinto che di fronte alla scena agghiacciante che si è trovato di fronte avrebbe urlato «è stato lui» riferendosi al fratello in cura per schizofrenia. A metà agosto scorso i medici avevano chiesto un nuovo trattamento sanitario obbligatorio nei suoi confronti perchè si rifiutava di assumere i farmaci senza i quali non riusciva a tenere a bada gli scatti violenti dovuti alla malattia. A inizio settembre l’uomo era stato visitato e secondo la Usl, che lo ha ribadito in un comunicato, non presentava sintomi tali da richiedere un ricovero.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 10/09/2009

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Aeroporti: Bologna; agosto record, superata quota 500. 000  

Bologna City Newsin agosto i passeggeri dell' Aeroporto di Bologna sono aumentati del 14,1% sullo stesso mese 2008, arrivando a superare per la prima volta quota 500.000. Sono stati per l'esattezza 540.814, il miglior risultato mensile di sempre dello scalo. Nei primi otto mesi dell'anno i passeggeri hanno raggiunto quota 3.172.635, (+7,7%). In agosto inoltre sono migliorati i tempi di attesa per la riconsegna bagagli, con una media di poco piu' di 16 minuti per il primo e di quasi 22 per l'ultimo. Il giorno di picco e' stato domenica 23, con 23.406 passeggeri complessivi tra arrivi e partenze
Fonte: ansa - Pubblicato il giorno 09/09/2009

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Scrive sui muri: espulso da Bologna Denuncia per imbrattamento e foglio di via  

oglio di via per chi imbratta i muri. L'ultima mossa della battaglia contro i writer arriva dalla Questura. Protagonista uno studente del collettivo universitario Copyriot. In luglio è stato denunciato per imbrattamento (fu sorpreso in via Berti a tracciare una scritta di solidarietà ai quattro ragazzi dell’Onda arrestati per i fatti di Torino) e ieri si è visto recapitare l’avviso del questore Luigi Merolla che lo informava dell'arrivo imminente del foglio di via, il provvedimento che ordina di allontanarsi da Bologna, o perché si è ritenuti pericolosi o perché non si ha reddito e altri mezzi di sostentamento. Così lo studente dell’Alma mater, che ha 21 anni ed è originario di Como, tra un paio di mesi potrebbe essere costretto a lasciare Bologna. LE REAZIONI - Il movimento dell’Onda però insorge e grida alla «sproporzione», mentre l’avvocato che assiste il ragazzo, Marina Prosperi, è pronta a dare battaglia. Prima che il foglio di via diventi esecutivo, ci sono 60 giorni di tempo in cui possono essere presentate memorie difensive. È proprio quello che farà Prosperi: «Raccoglieremo tutta la documentazione necessaria per dimostrare che il ragazzo qui ha una vita e studia. Siamo molto tranquilli - dice il legale -. Certo, considerando la giovane età del ragazzo e considerando che è incensurato, si tratta di una misura che definirei eccessivamente anomala». Il 21enne, spiega Prosperi, è un attivista dell’Onda ed è stato spesso in piazza nell’ultimo anno, ma nel provvedimento del Questore «si fa riferimento unicamente alla denuncia per imbrattamento». I FATTI - La denuncia in questione risale al 9 luglio scorso: venne sorpreso dalla Digos mentre, insieme a un’altra ragazza di 23 anni sempre del collettivo Copyriot, tracciava scritte sui muri di via Berti con una bomboletta spray. La scritta completata già recitava «Ernesto, Ale, Mato, Zua liberi subito. Corteo 10 luglio piazza Verdi ore 19», mentre l’altra interrotta era «Corteo contro la rep». Ora, in seguito a quello, la Questura ha deciso l'allontanamento da Bologna. Il movimento dell’Onda promette di tornare presto a farsi sentire. Anche perchè, fanno sapere gli attivisti, nei giorni scorsi non è arrivato solo il foglio di via emesso per il 21enne, ma anche gli avvisi di fine indagine per l’episodio dell’assedio al Rettorato del 30 giugno scorso, quando gli studenti tentarono di entrare per bloccare la riunione del cda dell’Ateneo sulle tasse, ma furono fermati da un cordone di forze dell’ordine. Ci furono alcuni minuti di tensione e spintonamenti: per questo, nove studenti (tra cui il 21enne) sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale e uno anche di lesioni (il bilancio della Questura fu di 11 agenti feriti, con prognosi tra i tre e i 12 giorni).
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 09/09/2009

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Anche Delbono spegne Sirio a Natale  

Dal lavoro di studio su «Sirio» in corso da parte della giunta, emerge una prima certezza: a Natale sarà reiterato il provvedimento che concederà via libera al traffico entro le mura per facilitare le compere in un periodo di crisi. Fin qui niente di nuovo rispetto al passato, ma il sindaco Flavio Delbono sembra voler andare oltre con «aperture speciali» il cui calendario deve ancora essere studiato. «Non abbiamo in animo cambiamenti immediati né su ‘Sirio’, né su ‘Rita’ - si affretta ad assicurare in un’intervista a Punto Radio - ma potremmo guardare quest’anno con particolare attenzione a una modalità che consenta ai bolognesi di fare compere con un po’ più di flessibilità che in passato». L’apertura nei confronti dei commercianti è ben accolta da Ascom e Confesercenti le quali da tempo chiedono che «Sirio» sia disattivato alle 18 e non alle 20. Ma il modello Delbono sembra più orientato alle «aperture speciali» corredate di iniziative altrettanto speciali per valorizzare il centro. L’esempio che il sindaco indica è quello di piazza Santo Stefano in cui, in agosto, si è tenuta una rassegna musicale estiva. «Abbiamo occupato una piazza spesso abitata da persone che disturbano - ha spiegato Delbono - facendo conoscere la nostra città anche ai turisti» ha concluso indicando così l’esempio da seguire. Dichiarazioni che hanno riscosso il consenso dell’ex assessore ora parlamentare Idv Silvana Mura, secondo la quale prevedere aperture speciali della zona a traffico limitato nel corso del Natale «è una proposta molto saggia che troverà il consenso da parte dell’Italia dei valori». Enrico Postacchini, presidente di Ascom, insiste con lo spegnimento di «Sirio» alle 18, propone quattro domeniche senza «Sirio» dal 5 al 27 dicembre e saluta il possibilismo di Delbono come «salutare». L’associazione di Strada Maggiore annuncia incontri con la giunta a breve e valuta che entro la fine di settembre sarà presa una decisione. «L’accesso libero alla ztl dalle 18 darebbe fiato al commercio e rivaluterebbe tradizioni come l’aperitivo in centro» conclude Postacchini. Il presidente regionale di Confesercenti Sergio Ferrari è sulla stessa linea, ma insiste con più veemenza su un ripensamento degli orari di chiusura della zona universitaria riguardo la quale, l’assessore all’Urbanistica Maurizio Degli Esposti, rispondendo ieri al question time, ha detto che non subirà cambiamenti eccetto ritocchi. «Non si può pensare di affrontare l’i nverno in queste condizioni - lamenta - occorre che al più presto si decida di concordare gli orari di funzionamento delle telecamere nella cittadella dell’ateneo con quelle del centro spegnendo la sorveglianza alle 20». Insomma, tra le spinte dei commercianti, lo studio dei dati di «Sirio» e gli esperimenti tipo piazza Santo Stefano, sindaco e giunta prenderanno una decisione sulla regolamentazione del traffico in centro. Forse lo stop alle venti delle telecamere in zona universitaria e qualche apertura eccezionale sotto le feste potrebbero essere un compromesso per accontentare gli esercenti senza irritare gli ecologisti.
Fonte: Repubblica - Pubblicato il giorno 08/09/2009

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BOLOGNA, HA UCCISO LA MADRE PERCHE' LO FACEVA  

-Era schizofrenico, da anni seguito dai servizi sanitari, e meno di un mese fa era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio, perche' rifiutava di prendere i farmaci prescritti. Ed era convinto che la madre, Rosa Melillo, 72 anni, fosse "cattiva". Lo faceva 'arrabbiare', per questo sabato mattina, a San Pietro in Casale, nel Bolognese, in un accesso di lucida follia l'ha raggiunta nella casa dove la donna viveva sola e l'ha uccisa con alcune coltellate, senza risparmiarle calci e pugni con cui le ha fracassato la testa. I sospetti sono caduti subito su di lui; e dopo l'arresto, in nottata, al magistrato che l'ha interrogato, Giovanni Franceschini, 40 anni, ha confessato candidamente di averla uccisa, spiegando le ragioni e le modalita' dell'orrendo delitto. Gia' una dozzina di anni fa aveva aggredito la cognata. E da un po' di tempo, soprattutto d'estate, rifiutava i farmaci che lo tenevano in qualche modo tranquillo. Le indagini proseguono per accertare fino in fondo le sue condizioni di salute e l'iter sanitario di questi ultimi anni.
Fonte: AGI - Pubblicato il giorno 08/09/2009

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Lega Nord: schedare tutti i lavavetri  

Bologna City News-«Se entro una settimana non spariranno lavavetri dai semafori e ambulanti abusivi da strade storiche, come in via Indipendenza, la Lega Nord è pronta ad interessare il ministero degli Interni per verificare se a Bologna esistono comportamenti omissivi da parte degli organi preposti al controllo del territorio». Parola del segretario cittadino della Lega Nord e capogruppo in Comune, Manes Bernardini. L’esponente del Carroccio prende spunto da un episodio riportato dalla stampa locale, riguardante una donna di 66 anni che, nella zona di via Emilia Levante, è stata aggredita per strada e rapinata della catenina da un immigrato che - secondo la vittima - faceva il lavavetri ad un incrocio vicino. «La Lega Nord Bologna - spiega Bernardini - esprime grande preoccupazione per l’episodio di ieri che vede coinvolto un giovane lavavetri improvvisatosi rapinatore ai danni di una bolognese di 66 anni, a cui esprimiamo la nostra più sentita solidarietà. Cosa che sicuramente non può fare questa amministrazione che ha la coscienza sporca, visto che non fa nulla per garantire la sicurezza di noi cittadini bolognesi». Il consigliere chiede quindi «una nuova ordinanza contro i lavavetri, visti i risultati fallimentari di quella precedente targata Cofferati», e avanza «una richiesta di immediata operatività alla Questura affinchè identifichi tutti i lavavetri, mendicanti e ambulanti abusivi presenti in moltissimi semafori e vie di Bologna, con conseguente applicazione, se ne ricorrono i presupposti, delle nuove norme in materia di lotta all’immigrazione clandestina». Ogni giorno - rincara il segretario leghista - «i nostri occhi vedono gente sbandata, nel 99% dei casi extracomunitari che scorrazzano liberamente giorno e notte per la nostra città indisturbati, e che si cimentano in attività in aperto contrasto con le norme di legge in vigore (mendicanti, ambulanti abusivi, parcheggiatori abusivi). Perchè - è la conclusione - l’Amministrazione comunale è così solerte a richiamare le condotte dei bolognesi, mentre non fa nulla per garantire che la nostra città sia una realtà vivibile e rispettosa dei dettati normativi?».
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 07/09/2009

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Caos in vis Stalingrado per i venticinquemila spettatori di Venditti  

-I venticinquemila di Venditti mandano in tilt la Festa dell’Unità. Un nodo di auto, scooter e nervosismo che come un tappo chiude l’a ccesso al Parco Nord. Tutti in coda per un parcheggio, perché di arrivare al concerto non se ne parla. Non prima di un paio d’ore. I semafori passano dal rosso al verde e si resta fermi, mentre il tempo passa. Imbottigliati. Ci si ferma dove si può, dalle aiuole di sosta ai parcheggi riservati ai residenti. Di vigili, almeno nell’imbuto di via Stalingrado, neanche l’ombra. Di multe, alla fine, se ne contano un centinaio. Ma il bilancio della notte di caos, venerdì sera, sulla via del Parco Nord, è un bilancio molto più pesante. Soprattutto per i residenti. Tanto che Vincenzo Menna, storico presidente dell’a ssociazione «Vivere alla Dozza», scrive una lettera di fuoco al sindaco Flavio Delbono, all’assessore alla Mobilità Simonetta Saliera, e giù a tutti gli altri, dal Pdl al Pd: «Basta Festa dell’U nità. Il Parco Nord è adatto solo per piccole manifestazioni». Ha filmato tutto, Menna, armato di telecamera come vuole la nuova moda della denuncia on line: dal nervosismo degli automobilisti che scendono dall’auto nel traffico bloccato per vedere fin dove arriva il caos, ai furbetti che lasciano l’auto dove capitano. Si fa prima a piedi, tanto. Gli organizzatori della Festa sorridono, ovviamente, perché più gente c’è, in tempi di vacche magre, e meglio è: «Quest’anno stiamo andando bene, abbiamo il 1020% di visitatori più di quello che ci attendevamo ogni sera. Venerdì però era una serata speciale per la Festa. Abbiamo raggiunto i 25mila visitatori nel giro di due ore per il concerto gratuito di Venditti. E’ normale che ci sia stato un po’ di caos» gongola Lele Roveri. Niente panico insomma, «non capiterà più». Il guaio è che è già capitato. Che via Stalingrado, nei primi otto giorni di Festa, è già diventata una giungla di auto, tutta stretta intorno al bivio con via Nuova Michelino, che conduce all’ingresso sul retro della Festa. Le auto svoltano e si trovano di fronte una nuova fila. Mentre i parcheggi a pagamento della Manifattura Tabacchi, del Mercato delle Scarpe e di via Stalingrado smaltiscono le auto come un contagocce. Meglio fermarsi, anche in divieto di sosta. Magari in via della Dozza, sulle strisce bianche dei residenti. Non a caso è qui che si concentrano le multe dei vigili. Tante, a guardare i numeri: cento nella notte di Venditti, di cui circa 60 in via della Dozza. Un bollettino salato, perché nella sola notte di venerdì la polizia municipale ha staccato circa un quarto del totale di multe fatte in otto giorni di Festa, circa 450. Tanti anche i vigili impegnati nella notte del caos: 21 agenti, divisi in sette pattuglie, e comandati da un ispettore. Uno spiegamento di forze superiore alla media, che vede 13 fischietti impegnati nei primi tre giorni della settimana, e 19 nei week end. Ma per i residenti non è abbastanza. Per niente. «La situazione è insostenibile» racconta Menna. «Nonostante l’impegno dei vigili la situazione ingestibile aveva una dimensione tale che un’ambulanza proveniente da via Stalingrado è rimasta ferma, e solo la scelta di fargli percorrere contromano via Ferrarese ha risolto la situazione. Serve un intervento immediato, perché il Parco Nord non è più adatto a kermesse con questa affluenza»
Fonte: Repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 06/09/2009

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Anziana morta in casa. Si sospetta di un figlio con problemi psichici  

-Una donna di 72 anni, Rosa Mellino, vedova, originaria di Crotone ma da tempo residente nel bolognese, è stata uccisa nella sua abitazione di San Pietro in Casale, in provincia di Bologna. Il principale sospettato è uno dei suoi tre figli, da tempo sofferente per problemi psichici. A fare la macabra scoperta è stato un altro figlio della donna, che nel primo pomeriggio era andato a farle visita insieme alla moglie per portarle la spesa. Quando non ha sentito risposta ha aperto con le sue chiavi e si è trovato davanti agli occhi una scena raccapricciante: il corpo della madre giaceva in una pozza di sangue con la testa fracassata. Secondo il medico legale la donna dovrebbe essere morta per i vasti traumi al cranio causati da una superficie rigida. Probabilmente l'assassino le ha sbattuto più volte la testa contro il pavimento. Un anziano vicino di casa ha raccontato di aver sentito il figlio gridare più volte "E' stato lui". Non appena ha scoperto il cadavere, l'uomo, candidato sindaco per il Partito Comunista dei Lavoratori alle ultime elezioni amministrative del Comune della pianura bolognese, ha subito chiamato i soccorsi. Sono intervenuti i carabinieri e il Pm di turno Rossella Poggioli. Ai militari un vicino ha riferito di aver sentito verso le sette il figlio minore della donna bussare alla porta di casa. Fin da subito i sospetti degli inquirenti si sono concentrati su di lui. Giovanni Franceschini, 40 anni, un uomo seguito da tempo dai servizi psichiatrici, risultava però introvabile. Poi alle 20 è stato rintracciato nei pressi dell'abitazione dove viveva a Bologna, dove forse stava facendo ritorno. In serata il magistrato ha cominciato ad interrogarlo e non è escluso che lo sottoponga a fermo per l'omicidio della madre. Non è chiaro, però, movente del delitto anche perchè, secondo quanto riferito dai familiari, i rapporti con la madre non erano particolarmente tesi. All'interno dell'abitazione, da cui sembra non mancare niente, i carabinieri hanno trovato un'impronta insanguinata di una scarpa da ginnastica. Il medico legale ha spiegato che l'ora della morte potrebbe essere fatta risalire più o meno alle sette mattino. Quando quel figlio con problemi psichici si è presentato a casa della madre.
Fonte: Repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 06/09/2009

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Sciame di vespe sul concerto di Venditti Paura fra il pubblico: venti medicati  

-Fuoriprogramma al concerto di Antonello Venditti. Ieri sera all’Arena parco Nord della festa dell’Unità. Attorno alle 22 uno sciame di vespe ha aggredito il pubblico sulla collinetta interna all’arena. Il concerto era iniziato da circa un quarto d’ora e c’è stato un fuggi fuggi generale. - La gente è scesa verso il basso e un ampio fazzoletto di terra, dove prima il pubblico assisteva seduto al concerto, si è immediatamente svuotato. Un centinaio le persone punte dagli insetti.Una ventina quelle che sono state medicate. Tre di loro sono state portate in ospedale per evitare lo choc anafilattico. -I più sfortunati hanno ricevuto anche sei o sette punture. «La croce rossa ci ha dato dell’Amuchina perché mancavano le pomate adeguate», dice una ragazza che stringe attorno al braccio del ghiaccio per alleviare il dolore. «Un dolore fortissimo», si lamenta una donna ancora un po’ spaventata. Insomma, una brutta avventura. Il concerto, però, non ha subito interruzioni e Venditti ha continuato lo show. Non tutto il pubblico (25 mila persone) era al corrente di quello che stava succedendo. Micaela, che ha accompagnato il fidanzato a medicarsi, racconta: «Ci eravamo sistemati sulla collinetta perché era l’unico posto libero. Eravamo in ritardo, appena ci siamo seduti, neanche il tempo di ascoltare una canzone e il mio ragazzo è stato morso. Una prima puntura, fortissima, poi una seconda. E contemporaneamente ci siamo accorti che non eravamo i soli: tutta la gente attorno a noi si era messa correre». Qualcuno, in preda al panico, ha chiesto alla polizia di evacuare l’area o di fare interrompere il concerto. Dopo qualche minuto, sono intervenuti i vigili del fuoco per individuare il nido. Indossavano tute speciali che coprivano tutto il corpo, per evitare di essere punti a loro volta. Lele Roveri, responsabile della Festa dell’Unità, ha detto: «Abbiamo scoperto un nido di vespe sulla zona collinare dell’arena. Nei giorni scorsi è stata effettuata una verifica dell’area, come previsto per legge e come peraltro avviene ogni anno, ma trattandosi di una zona all’aperto è purtroppo un inconveniente che può capitare. Abbiamo immediatamente individuato e circoscritto l’area, evitando così ulteriori problemi». Roveri assicura che oggi stesso provvederà a bonificare la zona per renderla «perfettamente agibile».
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 05/09/2009

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Papa:"MI ASPETTA QUALCOSA DI PIU' DAL MERCATO"  

Bologna City News-«Come colloco il Bologna tra le squadre che lotteranno per la salvezza? Ora è prematuro esprimersi in questo senso. Il Chievo, ad esempio, ha zero punti ma non merita una classifica così deficitaria, avendo rischiato di fare risultato contro la Juventus e perso con la Lazio una partita in cui avrebbe meritato di più. Noi abbiamo raccolto quello che abbiamo seminato: abbiamo fatto il massimo, considerando l’emergenza in attacco, anche se con più attenzione potevamo portare a casa una vittoria con la Fiorentina». Il tecnico dei felsinei Giuseppe Papadopulo intervistato dal sito ufficiale rossoblù si sofferma sull’inizio di stagione e sulle prospettive della sua squadra. Quindi Papadopulo commenta il recente mercato: «Poteva essere migliore, chi lo nasconde? Ma se alcuni non hanno accettato di cambiare aria, l’unico viatico per modificare qualcosa erano gli scambi, che però non si sono realizzati. Siamo quindi rimasti con Gimenez come ultimo acquisto: un esterno offensivo duttile che, in quanto tale, penso ci sarà molto utile. La società si è mossa in piena sintonia con il sottoscritto: se andrà bene saremo stati bravi tutti, se andrà male avremo sbagliato tutti». Papadopulo rassicura tutti sulle condizioni di Di Vaio: «Rispetto ai giorni precedenti, le cose vanno sensibilmente migliorando. Auspichiamo che nei prossimi giorni la sua condizione cresca ulteriormente e di averlo a disposizione nella partita contro il Chievo. Monitorizzeremo la situazione, cercando di usare buon senso, sapendo che in questo momento nel reparto offensivo siamo un pò in difficoltà per contrattempi di ordine fisico». Domani a Milano Marittima l’amichevole con l’Equipe Romagna. «Zalayeta? Stavo valutando se fosse il caso di portarlo domani ma, dopo aver approfondito la situazione, credo che lo lascerò lavorare qui a Casteldebole - spiega Papadopulo - penso che per lui sia più utile una seduta di allenamento che mandarlo in campo, in questo momento. Conto di averlo in gruppo in maniera completa martedì, alla ripresa delle attività». Tiene banco la questione relativa a Mudingayi e Marazzina, che alla fine del mercato estivo sono rimasti al Bologna. «Avevano opportunità di partire ma queste non si sono realizzate e quindi i due giocatori tornano a fare parte integrante del gruppo. Non esiste preclusione per nessuno: ciascuno è timone di se stesso, le risultanze del lavoro giornaliero, delle prestazioni nelle partite e del comportamento all’interno del gruppo ci porteranno a fare le nostre valutazioni e questo vale per tutti i giocatori. Anche Marazzina? Sapeva quali erano le intenzioni della società e dell’allenatore, le trattative in atto non si sono realizzate per un suo rifiuto, quindi è rimasto qua. Questo non ci preclude la possibilità di considerarlo a tutti gli effetti un giocatore del gruppo. Il suo utilizzo o meno, come per tutti, dipenderà da come lavora e si pone all’interno del gruppo stesso».
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 05/09/2009

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Un impiegato 'infedele' del Sant'Orsola intascava i soldi dei ticket  

-I carabinieri del Nas di Bologna hanno arrestato un dipendente del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi (un assistnete amministrativo dell'unità operativa di cardiologia), accusandolo di truffa e falso. L’uomo, secondo l’accusa, traeva in inganno i pazienti del Policlinico, riscuotendo indebitamente gli importi dei ticket per le prestazioni sanitarie erogate e se ne impossessava. Eludeva poi i controlli amministrativi falsificando le ricette mediche e manipolando le registrazioni sul sistema informativo del Policlicnico. Qualcosa però nel meccanismo si è inceppato e i carabinieri, in collaborazione con la direzione generale dello stesso nosocomio, dopo approfondite indagini sono riusciti a identificare l’infedele dipendente, che è stato arrestato in flagranza di reato. Sono in corso indagini per quantificare l’esatto danno procurato nel corso del tempo.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 05/09/2009

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Bologna, contatto Menarini-Sabatini  

Bologna City News -Eccoli, padre e figlia un anno dopo l’inizio di tutto. Eccoli, uno accanto all’altro, nel giorno in cui si presentano le pagine del libro che narrerà la storia del Bologna, e quindi anche della loro presidenza. Ancora al comando, ancora a traghettare il club con «risorse limitate, ma grande passione», come amano ripetere. Abbronzati, sorridenti e più gioviali del solito, a bordo piscina nell’hotel che hanno scelto per il ritiro della squadra e le conferenze stampa più glamour. C’è un’estate più calda del solito, di cui parlare. E botte che ancora fanno male. Le critiche, la manifestazione in piazza dei tifosi e il dietrofront di Taçi, tanto per citarne alcune. I sorrisi a favore di telecamera non nascondono i lividi. E le parole li mettono a nudo tutti, tra un tramezzino sbocconcellato e un cocktail alla frutta. «Io so che non devo abbassare lo sguardo con nessuno, perché non ho fatto nulla di cui debba vergognarmi», dice Renzo Menarini, mentre buona parte degli invitati alla presentazione delle novità editoriali si fiondano sul buffet. «No, non me l’aspettavo una reazione del genere, da parte dei tifosi, dopo le notizie uscite su Moggi. Ma pensano davvero che sia stato Moggi a far retrocedere il Bologna? Ma andiamo, il colpevole non è lui. Dovrebbero puntare il dito contro qualcun altro. Comunque non c’è più nulla di cui discutere, perché ora sul piano dell’ufficialità la serranda è chiusa. Parlo di calcio e di Bologna con i miei: Papadopulo, Salvatori e Ricci. Ma se in futuro avrò bisogno di un consiglio glielo chiederò, a Moggi, come faccio con Baldini, peraltro, che non è proprio tra gli amici più cari di Luciano. Sono andato e continuerò ad andare a cena con entrambi: ottimi conoscitori di calcio e amici. È una colpa? E, di più, vi dico che io Moggi lo stimo anche umanamente». SASSOLINI - Così, il patron ieri. E un sassolino, bello grande, gli esce dai mocassini blu. Certe dichiarazioni di solito si tengono in gola, anche (e soprattutto) se sono sincere. Provocano turbamenti, almeno qui, sotto le Due Torri, in una piazza fucilata (anche) dal plotone di Calciopoli. Ma sarà l’estate, sarà la voglia di stare più comodi nei mocassini, e i taccuini della stampa si riempiono. Parla anche di Rezart Taçi, il patron: «Da allora non lo abbiamo più sentito, e per noi la faccenda è chiusa a doppia mandata». Aperta è invece la trattativa con Claudio Sabatini. «È l’unico che ha risposto al nostro appello. Ci siamo già incontrati una volta, e lo rifaremo a breve. Poi vedremo se le rose fioriranno». Meno dolci le parole della figlia, sul patron della Virtus. «Di fronte a certe sue dichiarazioni, quelle in cui diceva di essere povero, mi vengono dei dubbi sulle sue possibilità di rilevare il club. Ma se sono “idee-cash” è il benvenuto. Che non parli comunque di Polisportiva, perché il Bologna è il Bologna». Lui, Sabatini, dialoga solo con il Geometra: «È vero, ci siamo incontrati e lo ringrazio per la sua disponibilità e le sue parole. Siamo d’accordo che i nostri colloqui resteranno riservati e vi faremo sapere solo quando si saranno in un modo o nell’altro conclusi. L’agenda? Ci vedremo e parleremo, ma non è una cosa che si fa in cinque minuti. Io la penso così: anche se le due società sono giuridicamente distinte, darsi una mano e fare sistema, specialmente adesso che ci aspettano cinque anni di continuità politica nelle istituzioni, è una bella occasione. Io ragiono in termini di unione e sinergia». Al rendez-vous di ieri si è parlato anche della squadra: «Abbiamo fatto una campagna di mercato decorosa, e meritiamo la sufficienza», commenta il Geometra. Francesca Menarini aggiunge che «rispetto alle nostre concorrenti, il Bologna non è dietro a nessuno». «Giusto il Parma, forse. Ma ditemi quante squadre hanno cambiato più di dieci giocatori come abbiamo fatto noi». Sono rimasti Marazzina e Mudingayi. «Mi auguro si comportino come professionisti, e che tornino a giocare. Ma starà a Papadopulo decidere se mandarli in campo. Lui sa comunque che non è solo, e se avrà bisogno che scenda negli spogliatoi a fare quattro urli, non mi tirerò indietro». Tonica, la presidente, risponde alla delusione dei tifosi circa il mancato «colpo» di mercato. «Di più non dovevamo e non potevamo fare. Siamo venuti incontro alle necessità del tecnico e se il 31 non è successo nulla è perché si sono tirati indietro altri, non noi. Se fosse andato via Mudingayi avremmo avuto una somma in più da spendere». In serata, Marco Di Vaio e la presidente erano alla Festa dell’Unità. «Veniamo da un anno disperato, forse per questo la squadra è pronta a lottare: possiamo fare un’annata migliore della passata» ha detto il capitano, che poi ha stoppato un grido di contestazione verso i Menarini: «Lasciamo da parte i dissapori verso la società e stringiamoci intorno al club, abbiamo una storia da onorare».
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 04/09/2009

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«Tre agenti aggrediti alla Dozza»  

-Tre agenti di polizia penitenziaria sono stati aggrediti nel carcere bolognese della Dozza da un extracomunitario, che brandiva un manico di scopa, e sono stati giudicati guaribili dai sanitari in sette giorni. L’episodio, di ieri pomeriggio, è stato reso noto dal coordinatore provinciale della Uil P.A., Domenico Maldarizzi, che ricorda anche il precedente di lunedì quando un altro agente era stato aggredito da un detenuto musulmano, interrotto durante una preghiera per il rientro in cella alla fine di un momento di socialità. «Ormai la situazione della Dozza è esplosiva - rileva la Uil P.A. - Cosa deve accadere ancora affinchè i nostri vertici e la politica prendano seriamente in esame il dramma che si consuma nelle carceri? Il personale in servizio è sfiancato, sfiduciato, depresso, demotivato. La situazione precipita di minuto in minuto e abbiamo piena consapevolezza che potrebbe divenire ingestibile». «Per denunciare con forza l’ondata di violenza e aggressioni quotidiane» dei detenuti nei confronti di agenti, la segreteria regionale del Sappe ha proclamato lo stato di agitazione in tutti gli istituti dell’Emilia-Romagna e chiede «l’apertura urgente di un tavolo di confronto al Provveditore regionale». Secondo i dati forniti dal segretario generale aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante, in Emilia-Romagna la carenza di personale «ammonta ad oltre 700 agenti: per un organico previsto di 2.400 unità, solo 1.650 prestano servizio nella regione». I detenuti sono invece «oltre 4.700 a fronte di una capienza di 2.200; oltre il 60% sono stranieri e circa i due terzi sono in attesa di giudizio».
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 04/09/2009

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Prezzi, stangata su benzina e divertimenti  

-Vacanze «care», ritorno (specie in auto, ma soprattutto in aereo) compreso. Ad agosto i bolognesi hanno dovuto affrontare prezzi più alti dello 0,2% rispetto al mese precedente. E ad aumentare sono state soprattutto le spese di trasporto e quelle per il tempo libero, compresi i pacchetti vacanza, i camping e le spiagge. Lo dice la rilevazione mensile sull’inflazione dell’ufficio statistica del Comune di Bologna. I dati sui prezzi del mese di agosto dicono comunque che rispetto ad un anno fa a Bologna si spende meno (-0,5%) per lo stesso paniere di prodotti e servizi. Ma rispetto a luglio alcune categorie di consumo stagionalmente «sensibili» hanno fatto un bel balzo in avanti. A cominciare dal capitolo dei trasporti. Viaggiare è costato complessivamente l’1,7% in più rispetto al mese precedente, sia per l’aumento del carburante sia per l’aumento dei biglietti per i trasporti stradali e marittimi e quelli degli aerei. Nel primo caso pesa tanto l’aumento della benzina, che è salita dell’1,9%, quanto quello del gasolio, che ha fatto segnare addirittura il 2,9% in più. Ma se possibile una «stangata» ancora peggiore è sui costi delle autostrade e dei traghetti. Soprattutto, però, dei trasporti aerei: una voce che è schizzata ad agosto ad un siderale +28,9%. Aumentano, come detto, anche i costi dei divertimenti. I rincari di alcuni «prodotti tipicamente stagionali» come l’ingresso ai camping, i pacchetti vacanze tutto compreso, gli stabilimenti balneari, gli impianti di risalita e i parchi di divertimento sono nell’ordine dell’1%. Aumentano nella stessa categoria anche giornali, periodici, articoli di cartoleria e prodotti per animali. IN CALO - In compenso si registra a Bologna un calo dell’1,1% nella categoria dei servizi ricettivi e della ristorazione. Qui sono gli alberghi a fare segnare tariffe di bassa stagione, un calo che come spiega l’ufficio statistica compensa «l’aumento degli altri servizi di alloggio». In realtà le consolazioni per i bolognesi, soprattutto quelli rimasti in città, arrivano da altre categorie di prodotti. In particolare, calano dello 0,2% gli alimentari, in particolare la frutta (-2,1%), verdura (-3%), olio (-1,7%), latte, formaggi e uova (0,2%). Leggeri aumenti invece per tabacchi e alcolici, lievitati dello 0,1%, e delle bollette per l’abitazione. In questa voce l’inflazione ha fatto segnare un +0,1% per effetto del rincaro del gasolio da riscaldamento.
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 02/09/2009

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Comune, aiuti ad atipici e autonomi  

Bologna City News-Il Comune di Bologna ha siglato un’intesa con i sindacati sul nuovo pacchetto di misure anticrisi: tra le novità principali, l’estensione della platea delle figure interessate dalle misure di sostegno al reddito (con l’inclusione di atipici e autonomi) e l’aumento dei posti disponibili negli asili nido per aiutare i genitori che hanno perso il lavoro. - Le misure destinate a chi ha perso il lavoro per la crisi e a sostegno dell’infanzia sono infatti tra le prime che saranno operative, per oggettive esigenze di calendario, e su cui il Comune ha deciso di concentrare in maniera prioritaria l’ attenzione. L’assessore alla scuola Simona Lembi ha parlato di tre ampliamenti rispetto alle misure che furono licenziate dalla giunta Cofferati. «Abbiamo ampliato i servizi interessati: non più solo nidi e refezione, ma anche assistenza pre e post scuola, servizi integrativi, nidi part time, spazi bambino e trasporto scolastico. -Quindi tutto ciò che ha a che fare con i bimbi, da quando escono di casa a quando rientrano, è soggetto a misura anticrisi, con diminuzione o esenzione della tariffa». Il secondo ampliamento è sui potenziali destinatari della misura: viene infatti «confermata tutta la misura precedente destinata al lavoro subordinato, e si aggiunge l’apertura ai precari (anche a chi non ha rinnovo di contratto) e ai lavoratori autonomi che hanno cessato la loro attività da 12 mesi». Inoltre, ha aggiunto Lembi, «stiamo pensando ad un aumento di posti nidi (del 10% sulla lista di attesa, ndr) per il 2009-10». Misura necessaria «per non creare un conflitto con chi è già in lista d’attesa». Soddisfazione è stata espressa da Cgil, Cisl e Uil. Anche il sindaco Flavio Delbono ha espresso soddisfazione, anche per l’operato dell’assessore Lembi. LA SCUOLA - L’iniziativa relativa ai servizi scolastici, la prima delle misure anticrisi oggetto dell’accordo che dovrebbe essere operativa, avrà bisogno comunque di almeno un mese di iter tra Consigli di quartiere e Consiglio comunale. Verrà presentata in Giunta venerdì e, ha spiegato Lembi, «contiamo che sia valida a partire dalla graduatoria dei primi di ottobre». Ma l’accordo siglato oggi con i sindacati sulle misure per sostenere le categorie in crisi prevede anche altri campi di intervento, come l’assistenza e il sostegno all’affitto, ha spiegato Alberto Schincaglia (Cisl). Le mutate condizioni fiscali saranno accertate tramite certificazioni Isee rilasciate dai Caf dei tre sindacati, ha aggiunto. Nell’accordo «si è convenuto della necessità di estendere le misure anche all’ intero territorio metropolitano», ha sottolineato, auspicando che anche altri Comuni del Bolognese si muovano nella stessa direzione dopo Bologna. Auspicio arrivato anche da Luciano Roncarelli (Uil) e Mauro Alboresi (Cgil). «È un lavoro che segue il principio indicato dal sindaco che ’nessuno resterà solò - ha sottolineato Lembi -. È importante che Bologna in un momento di crisi dia il segno di una scarsa conflittualità, anche con le organizzazioni sindacali. Infine c’è una promessa mantenuta: in tempi rapidissimi (perchè è solo due mesi che ci lavoriamo, e con l’estate di mezzo) era importante per noi partire con questo passo ad avvio di anno scolastico». L’ampliamento dei posti disponibili ai nidi servirà ad evitare che chi è già ai primi posti in graduatoria venga sorpassato da chi, grazie alle modifiche introdotte dalle misure anticrsi, vedrà migliorare la propria posizione in lista. In particolare se ora nelle graduatorie vengono privilegiate le famiglie in cui entrambi i genitori lavorarano, quelle in cui uno dei due ha perso il lavoro non verranno ’degradatè, e continueranno ad essere considerate come composte da due lavoratori. Conti alla mano, ha spiegato l’assessore al Bilancio Villiam Rossi, il 10% in più corrisponde a circa 50 posti nei nidi, e considerando che ogni bambino costa circa 7.000 euro all’anno, se tutti i nuovi posti venissero richiesti da persone in difficoltà economica tale da aver diritto all’ esenzione totale, il costo complessivo massimo sarebbe di circa 350.000 euro.
Fonte: Corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 02/09/2009

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Al via le tredici 'zone ambientali' Velocità ridotta a 30km/h e più marciapiedi  

Bologna City News-Sulla zona universitaria, e piu’ in generale sui nuovi Sirio e Rita, la giunta Delbono ha deciso una pausa di riflessione di sei mesi, prima di decidere se insistere o cambiare strada. Ma sul limite dei 30 all’ora, invece, non ci sono dubbi ne’ indugi: la nuova amministrazione andra’ avanti per realizzare il piano del traffico dell’ex assessore comunale alla Mobilita’, Maurizio Zamboni. - Si tratta di 13 zone “ambientali”, con il limite di velocita’ ai 30 all’ora, che verranno introdotte (su qualcuna di queste gli interventi erano gia’ incominciati) in citta’ nei prossimi mesi. Gia’ a settembre, come e’ stato parzialmente anticipato oggi da un quotidiano nazionale, il nuovo assessore Simonetta Saliera le valutera’ tutte, caso per caso, insieme ai tecnici della mobilita’ e ai presidenti dei quartieri interessati. “Per valutare non se, ma come realizzarle”, fanno sapere da Palazzo D’Accursio. -Ed allora eccole, le nuove zone “ambientali” previste dal Pgtu Zamboni anche alla luce della loro attuale pericolosita’ dal punto di vista della sicurezza stradale. Si andra’ piu’ piano alla Cirenaica di Francesco Guccini, in zona Martelli-Mattei a attorno al “treno” della Barca; al Reno velocita’ ridotta anche nella zona di via Giorgione. Al Savena sono interessate invece le zone Bellaria e A.Mario, mentre all’estremo opposto della citta’ la velocita’ si riduce al villaggio Ina. Al Porto ci sono le aree ambientali di via Timavo e quella di via Malvasia; a San Donato il Pilastro e via Garavaglia; al Navile la zona di via Saliceto. -Infine il piano che la giunta Delbono intende realizzare comprende il centro storico. Il quale, si spiega nel Pgtu, “pur essendo gia’ oggetto di limitazione della velocita’ (30 km/h), viene ricondotto ad una grande e articolata ‘isola ambientale’ e ‘zona 30’, con aree pedonali e a pedonalita’ privilegiata”. Insomma al di la’ della velocita’ permessa alle auto e alle moto, si cercheranno di tutelare ancora di piu’ i pedoni. Come questo verra’ realizzato, spetta ora alla nuova amministrazione. In tutto, comunque, nelle aree coinvolte dal piano delle zone 30 vivono poco meno di 100 mila bolognesi. -Ma Palazzo D’Accursio insiste anche su un altro fronte, per quanto affine: quello dei marciapiedi. Nei giorni scorsi e’ stato pubblicata una gara d’appalto (scadra’ il 1’ ottobre) per opere di “miglioramento sicurezza e ricucitura percorsi pedonali”. La cifra a base di gara per la realizzazione dei lavori e’ complessivamente di 910 mila euro.
Fonte: Resto del Carlino - Pubblicato il giorno 01/09/2009

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Bologna Ha la maglia nera Aggredito al festival Unità  

-Aggredito perché indossava una maglietta con il logo di Radio Bandiera Nera, la web radio di Casapound. È successo a Bologna, dove un 30enne romano ha denunciato di essere stato aggredito venerdì sera all’uscita dall’Estragon, dopo un concerto, situato nell’area in cui si tiene la festa dell’Unità, da quattro ragazzi e una ragazza. Soccorso in ospedale, il giovane ha avuto 5 giorni di prognosi. Il responsabile di Casa Pound Bologna Maurizio Guerra ha chiesto al Pd «di far luce sugli eventi e a condannare ufficialmente e pubblicamente l’accaduto, in nome del rispetto delle idee altrui di cui tanto si fanno portatori». «Chiunque conosca la posizione della sede di Casapound Bologna - ha aggiunto Guerra - non può non constatare che nei pressi di Giardini Margherita o di piazzetta Castiglione mai nessuno è stato aggredito nonostante in suddetta zona vi siano ragazzi di qualsiasi estrazione politica facilmente identificabili anche e soprattutto per la maglietta che indossano».
Fonte: Repubblica - Pubblicato il giorno 01/09/2009

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Diminuzione degli affitti per gli studenti  

-In quest’anno di crisi economica, i fuorisede che si preparano a cercare casa in città per il nuovo anno accademico trovano una sorpresa: per la prima volta, i prezzi degli affitti — anche quelli per gli studenti — sono calati. In media, secondo la stima della Fondazione Ceur, del 5 per cento. Ma c’è un’altra nuova tendenza, meno positiva: nelle famiglie degli universitari (che sono poi, nella maggior parte dei casi, quelle che pagano l’affitto) crescono le preoccupazioni sul tema sicurezza. Significa che, nella ricerca di una stanza, si fa più attenzione alla zona e alla vicinanza ai mezzi di trasporto. Fino ad arrivare, addirittura, a casi in cui i genitori ritirano il figlio dall’Alma Mater dopo aver fatto una passeggiata in piazza Verdi. Per avere dati ufficiali sull’andamento dei prezzi degli affitti bisognerà aspettare qualche mese. Ma già adesso gli addetti ai lavori hanno chiaro qual è lo scenario: «Un calo è assodato», dice Maurizio Carvelli, amministratore delegato della Fondazione Ceur, che tra collegi e servizio di incontro tra domanda e offerta di appartamenti per studenti, mette in circolo 3mila posti letto, pari al 20 per cento circa di quelli esistenti a Bologna. Se fino all’anno scorso, dunque, per una singola ci volevano in media 320 euro e per un posto in doppia 220, ora si potrà spendere un po’ meno. «In media circa il 5 per cento in meno», stima Carvelli. Ma in alcuni casi il ribasso sarà anche maggiore, «soprattutto sui monolocali» che potranno toccare quota «-10 per cento». A MONTE - Le cause? Innanzitutto la crisi, che ha fatto scendere il mercato immobiliare in generale e ora si fa sentire anche sulle case per studenti, che finora ne erano rimaste illese, sostenute nei loro prezzi alti da una domanda sicura e costante. Ma a determinare questo cambio di rotta, secondo Carvelli c’è anche un fattore nuovo, anche questo comunque legato alla crisi: «Chi cerca casa a Bologna si aspetta prezzi più bassi e questo sta giocando un ruolo assai nuovo. Per la prima volta, chi vuole affittare non conclude più subito». Insomma, anche gli studenti si sono messi a contrattare. In gergo tecnico, si chiama «resistenza al prezzo». Caratteristica che non è un’esclusiva delle matricole: «Anche chi è qui da qualche anno cambia casa in cerca di un prezzo più basso. Vale soprattutto per chi vive nei monolocali». La tendenza vale per Bologna, ma non per tutte le città universitarie: a Milano, per esempio, secondo il Sunia (sindacato inquilini della Cgil) gli affitti per gli studenti sono ancora in crescita, del 10 per cento. Ma la discesa bolognese nei prezzi è collegata anche a un altro fenomeno: il calo degli iscritti all’università, che l’anno scorso «si è particolarmente sentito», continua l’ad. Anche se quest’anno «reputiamo un calo meno drastico. Per ora notiamo un segno meno di qualche punto percentuale, soprattutto tra gli stranieri». Quanto all’irregolarità degli affitti, una delle piaghe cittadine, nonostante gli sforzi del Comune della Guardia di finanza sembra che la situazione fatichi a cambiare. Carvelli ammette che «sempre più studenti ci chiedono aiuto per fare un contratto» ed è d’accordo Mauro Colombarini, del Sunia, che però conclude: «C’è qualche contratto a canone concordato in più, ma non sono diffusi. Ci sono ancora molti irregolari». Al di là del prezzo e del contratto, poi, come si sceglie una casa per studenti? Tra le varie richieste, ce n’è una che «sta aumentando particolarmente», conclude Carvelli: quella relativa alla sicurezza. I genitori dei fuorisede «fanno più attenzione alla zona e alla vicinanza ai mezzi di trasporto». E in alcuni casi Bologna non riesce proprio a convincerli: «C’è chi ritira il figlio dall’università dopo aver visto piazza Verdi. Abbiamo avuto alcuni casi nei nostri collegi», racconta l’ad di Ceur.
Fonte: corriere di bologna - Pubblicato il giorno 31/08/2009

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La Lega ci prova: "Un candidato alla Regione"  

-Tutti in attesa di un cenno di Umberto Bossi, i leghisti dell´Emilia-Romagna sono pronti a lanciare la campagna d´autunno per portare un uomo del Carroccio alla sfida contro la corazzata di Vasco Errani alle regionali del 2010. Non tanto per vincere, ma per fare il pieno di voti continuando l´avanzata da ovest a est delle ultime tornate elettorali. Settembre sarà il mese della prima verifica nel centrodestra, dei summit per sbrogliare la matassa del toto-candidato. Già fissato un incontro dei vertici regionali all´inizio del mese prossimo. I nomi che circolano son quelli dei due parlamentari della Lega, Angelo Alessandri e Gianluca Pini, rispettivamente segretari del partito in Emilia e in Romagna. Stanchi di restare in mezzo al guado del Po, i leghisti faranno pesare il loro boom elettorale per chiedere di più, una escalation di consensi grazie alla quale, nell´arco di tre anni, in regione le "camicie verdi" son passate dal 3,9% delle politiche 2006, al 7,8% delle politiche 2008, all´11,1% alle europee 2009. «Il suo insediamento appare stabile e significativo soprattutto nelle province "occidentali" (Piacenza Parma, Reggio e Modena). La Lega non è più una novità, ma è ormai diventato un attore strutturale del sistema politico e nella configurazione dei partiti» è l´analisi dell´Istituto Cattaneo. Ma c´è il rischio tutt´altro che remoto che gli uomini di Bossi arrivino al confronto col Pdl divisi - anche sulla linea da tenere con l´Udc - come fa notare il coordinatore regionale Filippo Berselli per indebolire i due colonnelli di Bossi e per poi lanciare un nome di suo gradimento. Infatti sia Alessandri in Emilia che Pini in Romagna già si sentono candidati in pectore in competizione tra loro, pronti «se ce lo chiede Bossi» a scendere in campo contro Errani. Il Senatur l´ha già detto, «l´Emilia? A noi», ma la richiesta si inserisce nel risiko delle candidature che tocca tutte le regioni del Nord, soprattutto la Lombardia. «Che succederà? Mi tengo in disparte, decideranno Bossi e Berlusconi» dice l´ex consigliere regionale del Carroccio Maurizio Parma oggi vicepresidente della Provincia di Piacenza. «Non possiamo aspettare, apriamo il confronto col Pdl e individuiamo una rosa di nomi, poi si vedrà», ribatte invece Alessandri che nella sua Reggio ha portato la Lega in cinque anni dal 4 al 18%. «Abbiamo tutti i titoli per esprimere l´anti-Errani» aggiunge pensando (e non è l´unico) che tre candidati civici "inventati" all´ultimo minuto dal centrodestra, nelle passate tornate elettorali in via Aldo Moro, possono bastare. Dal sociologo Ganfranco Morra, al giornalista Gabriele Cané, all´ex assessore guazzalochiano Carlo Monaco, tutti immolati senza troppa convinzione e sostegno elettorale. «Basta berluschini» dice Pini, che, negli equilibri interni, manda un segnale ai leghisti emiliani. «Noi siamo stanchi di fare i portatori d´acqua, se passa l´idea di un nostro candidato alla presidenza della Regione allora bisogna partire da qui, dalla Romagna - continua Pini - ragazzi in gamba ne abbiamo. Il sottoscritto? Se Bossi chiama non mi tirerò indietro». Una cosa unisce il Carroccio da Piacenza a Rimini, la certezza che solo la Lega può «attrarre consensi anche tra i delusi di sinistra», mentre i civici del Polo nelle precedenti tre occasioni non ci sono riusciti. Qui nessuno sembra avere voglia di importare il leghismo gridato che altrove va per la maggiore, un po´ perché questo spaventerebbe l´elettorato che si vuol conquistare, un po´ perché, spiega Alessandri, «da otto anni lavoriamo per far crescere una nostra classe dirigente, oggi abbiamo 400 eletti nelle varie amministrazioni e da qui partiamo». A Bologna Manes Bernardini, che ha riportato la Lega in consiglio comunale, ha qualcosa da dire ai colleghi di partito: «Non chiudiamoci nei palazzi». Lui è pronto a riaprire la sede di via del Pratello (danneggiata dai vandali in campagna elettorale), «una scelta, per la sua collocazione, che è già un programma politico, non ci vedrete in galleria Cavour, ma in periferia, "apriremo bottega" dove i problemi son maggiori, ascolteremo i cittadini e cercheremo di dar loro risposte. Il Pd ha paura di noi, contro l´esibizione di Roberto Maroni al Porretta soul festival si è mobilitata la presidente della Provincia Beatrice Draghetti, solo un anno fa ci invitarono alla festa dell´Unità, stavolta...». Insomma, sfidare il Pd nel suo campo, sul territorio. «Se il partito ci crede si può fare» ha detto ai suoi Bernardini. Manca solo il segnale di Bossi, se arriverà.
Fonte: repubblica di BO - Pubblicato il giorno 29/08/2009

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Venti di crisi a E'-Tv: cassaintegrazione in arrivo?  

-PIANO di crisi per i giornali e cassintegrazione — se si troveranno spiragli nelle normative — per la televisione. Potrebbe essere lo scenario che nelle prossime settimane investirà il Gruppo Spallanzani di Reggio Emilia. Realtà che controlla il network televisivo E’-tv e i quotidiani marchiati ‘L’Informazione’, in edicola sotto le Due Torri e in piazze di ‘peso’ come Modena, Reggio Emilia e Parma. «Non abbiamo scelto nessuna operatività, ma forse la chiederemo» risponde Giovanni Mazzoni, direttore responsabile delle testate giornalistiche, ai chiarimenti sulla situazione di crisi. «Il problema qui riguarda l’editoria, tutti gli organi di informazione, non solo noi. Bisognerà vedere se si cercherà di porre rimedio ai problemi nel piano generale o se ognuno risolverà i suoi. Molti gruppi hanno operato dei tagli». I sindacati, però, non sono tranquilli. «Siamo in attesa che dalla proprietà arrivi un segnale per aprire, eventualmente, una discussione» spiega Camillo Galba, presidente regionale Aser, l’associazione della stampa dell’Emilia Romagna, che segue la situazione dei giornalisti. «Serve un incontro urgente, vogliamo capire quali sono i problemi nella società, se strutturali o no» incalza Alessio Festi, coordinatore regionale della Slc-Cgil, che si occupa dei lavoratori della comunicazione; il sindacalista ha spedito una lettera a Mazzoni chiedendo un summit «immediato». LA PUNTA dell’iceberg della crisi che starebbe investendo il gruppo editoriale è emersa di recente, con ritardi nel pagamento dello stipendio di luglio. «Di questo non so nulla» sottolinea Mazzoni. In pratica ai dipendenti della televisione è arrivata in tasca solo una tranche — si parla di 800 euro a testa — con la promessa di avere la seconda rata entro agosto. A questo si sommano i ritardi cronici nel pagamento dei collaboratori e dei dipendenti dei giornali. In totale, come gruppo, si tratta di circa 160 persone, tra giornalisti, alcuni part time, e tecnici. Tornando a E’-tv, l’intenzione della proprietà sarebbe il ricorso alla cassintegrazione da dicembre, nonostante non sia permessa per questa categoria di personale, trovando una ‘deroga’ nel decreto anti crisi del Governo. Per L’Informazione, invece, visto che a fine mese termina il contratto di solidarietà dei giornalisti della redazione di Bologna, si paventa di non prorogare la situazione per chiedere uno stato di crisi che abbracci Reggio e Modena. Sotto la Ghirlandina si parla di tagli: i contratti a termine potrebbero non essere rinnovati, riducendo le forze da 20 a 7 unità, i soli assunti a tempo indeterminato. A livello societario da segnalare le dimissioni di un membro del consiglio di amministrazione, Paolo Giovanardi: «Non c’è nulla di strano, è stata una scelta di vita» commenta. INTANTO, sono senza stipendi pure i giornalisti del quotidiano gratuito Il Bologna, del gruppo E Polis. Niente soldi a luglio col rischio che a settembre, dopo la sospensione delle pubblicazioni per la pausa di agosto, il giornale non sia in edicola. I dipendenti, infatti, si riuniranno in assemblea domani pomeriggio per decidere se scioperare o meno fino a quando gli arretrati non saranno versati.
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 28/08/2009

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Sosta, nuove strisce blu in zona Fiera  

-Scatta da martedì 1 settembre il pagamento della sosta su viale Aldo Moro e via della Fiera. Le tariffe delle nuove «strisce blu» cambiano a seconda delle giornate. Nei giorni di Fiera si paga un euro all’ora (ma solo fino a due ore di sosta) a tariffa piena e 0,80 con tessera o autoparchimetro. Il biglietto giornaliero, e per oltre due ore di parcheggio, costa 12 euro. Sosta più economica nei giorni in cui non ci sono manifestazioni fieristiche: un euro all’ora per tutto il giorno dalle 8 alle 18 (tariffa ridotta 0,80) e giornaliero da cinque euro. Sempre da martedì, annuncia Palazzo D’Accursio, «saranno eliminate le corsie preferenziali in viale della Fiera» e verrà istituito il «divieto di fermata in prossimità degli spartitraffico centrali dei viali Moro e della Fiera». Verranno inoltre «attuati interventi per migliorare l’accessibilità alle fermate del trasporto pubblico ed alla loro protezione dalla sosta veicolare». Una serie di misure, insomma, per il «miglioramento della mobilità in zona Fiera». La nota del Comune spiega la filosofia sottesa ai provvedimenti: «Invece che auto parcheggiate in mezzo alla strada che rallentano il traffico, i bolognesi possono usufruire dei posti auto disponibili nel parcheggio di via Michelino di cui si sta realizzando il secondo lotto». A lavori terminati i nuovi posti auto saranno 5.700 posti. «Entro l’autunno infine- annuncia la nota- saranno avviati i lavori di realizzazione della pista ciclabile all’interno dello spartitraffico centrale di viale Aldo Moro».
Fonte: CORRIERE DI BO - Pubblicato il giorno 28/08/2009

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Bright Ofori catturato a Milano  

-La polizia ha catturato a Milano la scorsa notte uno dei dei giovani evasi il 16 agosto dal carcere minorile del Pratello: è di Bright Ofori, il ghanese che a ottobre compirà 20 anni e che è in carcere per violenza sessuale, fine pena 2017. Con lui era riuscito a fuggire uno slavo di 17 anni in attesa del processo d'appello per scippo. Bright, un corposo curriculum carcerario alle spalle, aveva ottenuto il permesso di lavorare all'esterno di giorno per rientrare di notte in carcere, ma a fine marzo 2004 era rimasto a Reggio Emilia dove aveva picchiato e violentato una donna di 54 anni, addetta alle pulizie nella stazione ferroviaria. Fu rintracciato giorni dopo e arrestato. Nei giorni scorsi c'erano state alcune segnalazioni a Reggio Emilia: persone che conoscevano Bright avevano detto alla polizia di averlo visto nel parco cittadino delle Caprette. Il giovane ghanese, che domani sarà processato per direttissima, è stato riconosciuto intorno alle 4.30 di questa mattina in via Torino a Milano, all'angolo di via Lupetta, mentre stava cercando di raggiungere un chioschetto. A ravvisarne la somiglianza sono stati due agenti della squadra mobile di Milano, in possesso delle sue foto segnaletiche e allertata ieri dai colleghi di Bologna della possibilità che l'evaso si trovasse nel capoluogo lombardo. Gli agenti, che avevano da poco smontato il turno, si sono così avvicinati al ragazzo, chiedendogli i documenti. Lui, con la stessa maglietta che indossava quando è scappato dal carcere minorile, non li aveva ed è stato così accompagnato in Questura per l'identificazione. Dai controlli incrociati è quindi emerso che si trattava effettivamente del giovane ricercato che è stato quindi arrestato per evasione. "E' stata un'efficace collaborazione con i colleghi della squadra mobile di Bologna - ha detto il neo capo della Mobile di Milano Alessandro Giuliano - che dal momento dell'evasione non hanno mai smesso di cercare questo individuo". Giuliano ha anche attribuito il merito dell'arresto "alla bravura dei nostri ragazzi - ha aggiunto - che, di fronte all'ipotesi che l'evaso si trovasse a Milano, hanno saputo cercarlo bene".
Fonte: Repubblica - Pubblicato il giorno 27/08/2009

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Ressa davanti al consolato marocchino Volano manganellate e spintoni  

-Il tentativo di alcune persone in attesa stamani davanti ai cancelli del Consolato del Marocco a Bologna di irrompere nella sede consolare ha provocato qualche attimo di tafferugli con le forze dell’ordine che presidiavano i cancelli dell’ufficio. Attorno alle 11 in via del Carrozzaio c’erano già circa 200 persone in attesa, per le pratiche di rinnovo o rilascio di documenti. Una situazione che da qualche giorno si ripeteva. Per questo erano presenti polizia e carabinieri per un servizio di vigilanza. Ad un certo punto alcune persone nelle retrovie hanno iniziato a spingere, e per evitare un’irruzione di massa polizia e carabinieri hanno deciso per l’intervento. Tra i due fronti c’è stato un contatto, sono volate alcune manganellate e spintoni. Alcuni poliziotti e carabinieri sono rimasti contusi. Un marocchino di 29 anni è stato colpito alla testa, forse da una transenna, e ha riportato un taglio, medicato sul posto dal 118. Sarà probabilmente denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Controllato è risultato clandestino. Numerose persone in fila, ai microfoni del Tgr, hanno lamentato l’inefficienza del personale del consolato. Alcuni, davanti alle telecamere, hanno parlato esplicitamente di denaro richiesto per ottenere documenti.
Fonte: corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 27/08/2009

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Centro, il flop delle isole pedonali  

-Poteva essere eccellente per la sua gestione del traffico, per le modalità con cui far convivere centro storico e modernità, Medioevo e nuovo Millenio. E invece Bologna ha perso un’occasione. La promessa di diversità non è riuscita a mantenerla, anche se nell’84 i cittadini dissero a gran voce in un referendum che non volevano più le macchine in centro. Dopo il recente dibattito lanciato dal Corriere di Bologna su ciò che distingue, se c’è, o poteva distinguere il capoluogo emiliano dalle altre città italiane, abbiamo deciso di fare un viaggio nella città. Per scoprire dove sono le sue eccellenze o in quale campo l’eccellenza non è mai stata invece raggiunta. Siamo partiti dalle politiche del traffico, la questione del momento, viste le recentissime polemiche dei commercianti e degli osti della zona «U», che parlano di finta pedonalizzazione di un’area che aveva solo bisogno di regole e non di una chiusura 24 ore su 24 senza possibilità di appello. Il neo assessore al Traffico Simonetta Saliera per ora ha «congelato» il provvedimento del sua predecessore Maurizio Zamboni: ha deciso di vedere come vanno le cose per altri sei mesi. Ed è stata subito rivolta. Soprattutto degli esercenti che non mandano giù una misura che avrebbe pretese di pedonalizzazione, pur facendo passare auto e moto nelle strade limitrofe alla «zona rossa». A RITROSO - Ma quella della zona «U» è solo l’ultimo dei provvedimenti sul traffico che hanno tentato di dare un volto diverso a Bologna, di renderla un «esperimento» unico nel panorama italiano. Si è andati avanti anni per tentativi, ma l’obiettivo di ridurre il traffico è rimasto un obiettivo. Manca un piano organico dei trasporti: il people mover è ancora in fase embrionale e se ne parla da molti anni. Da ancora più tempo si parla del metrò che chissà quando verrà alla luce. Il Servizio ferroviario metropolitano procede a singhiozzo e ogni giorno fa deglutire bocconi amari agli utenti. E il Civis non porterà, se non nel mezzo, alcuna novità significativa nella circolazione. Ai parcheggi pubblici, che potrebbero alleggerire il carico sul centro, non è mai stata dedicata una politica ad hoc. Ci si è provato quindi seriamente accendendo Sirio e Rita. Risultato: una sfilza pressoché infinita di multe e una riduzione del traffico che non assomiglia lontanamente agli obiettivi che ci si era posti. Quindi le pedonalizzazioni o semi-pedonalizzazioni. Sono solo due i tentativi che funzionano: via D’Azeglio, qualche centinaia di metri appena, e piazza Galvani. Quando si è provato ad allargarsi ad aree più vaste si sono creati solo ibridi che hanno tutti i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le cose. E gli stop al centro soffrono della politica a «colabrodo»: le maglie sono strette dove non serve (vedi la notte nella zona universitaria), e sono larghe dove il traffico sarebbe meglio tenerlo fuori. Via delle Moline e via Altabella, per esempio: è pieno centro, qualcuno osa con i tavolini all’esterno, ma osa fino a un certo punto perché in quella che il Comune chiama «area pedonale» moto e macchine passano lo stesso. Alessandro Caiolo del locale «Bounty» in via Moline lo dice senza fronzoli: «Lo sanno tutti che alla fine si passa, e le moto spesso sfrecciano a tutta velocità: se facessero una vera pedonalizzazione, l’area potrebbe essere ulteriormente riqualificata». Stessa situazione a metà in via Oberdan. «Area pedonale questa? — dice Davide Abba, edicolante — Alla fine passano tutti, lo smog è identico ad altre zone del centro». GHETTO EBRAICO - Tanto è vero che poco più in là, nelle viuzze del ghetto ebraico, dove i cartelli di zona pedonale sono in bella vista, i motorini circolano tranquillamente e le macchine sono parcheggiate in ogni angolo. Per non parlare del primo tratto di via Zamboni, tutto un passare di auto, moto, camion merci. «Dovrebbe essere un’area pedonale — dice il gestore della tabaccheria — ma c’è un gran traffico. Con tutti questi residenti come si fa a pedonalizzare?». Per quello in zona universitaria non si riesce a centrare l’obiettivo, forse. Ma anche in via del Pratello non cambiano molto le cose: l’area pedonale non funziona. Una residente affacciata alla finestra ci dice: «Passano in troppi con la macchina, così non si può andare avanti». I furbi ci sono sempre, ma ci sono anche perché le maglie sono larghe, dove non ci sono telecamere. Basta vedere piazza San Domenico, aperta teoricamente solo per le Messe e le conferenze, ieri alle 14 aveva una fila di auto parcheggiate. Via D’Azeglio e piazza Galvani sono i «gioiellini». Quella è pedonalizzazione vera. Piccola piccola, ma vera. E Giancarlo Campolmi del «Gran Bar» ammette: «Noi qui siamo dei privilegiati, andrebbe chiuso tutto il centro e riempito di fiori». E pensare che all’epoca fu vera rivoluzione. Daniela Corneo daniela.corneo@rcs.it
Fonte: corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 26/08/2009

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Delbono, trecento lettere dai cittadini  

Bologna City News-Da quando si è insediato a Palazzo D’Accursio il sindaco Flavio Delbono ha ricevuto circa 300 lettere dai cittadini, per posta o e-mail. E la maggior parte di queste pongono questioni sul traffico o più in generale sulla manutenzione della città. Al netto infatti delle missive di congratulazioni (circa il 35% di tutte la posta recapitata nell’ufficio del sindaco), i bolognesi chiedono interventi precisi alla nuova amministrazione. Vince, come detto, il capitolo manutenzione della città, a cui è dedicato circa il 40% delle lettere che racchiudono vere e proprie richieste o segnalazioni all’amministrazione comunale. Tra queste, ad esempio, quelle inviate da alcuni cittadini in cerca di chiarimenti per i nuovi semafori che vengono montati in questi giorni in zona Fossolo. «Il sindaco- fanno sapere in municipio- ha risposto a tutti e lo farà per tutto il mandato. Il tempo di risposta è di tre giorni, salvo i casi in cui siano necessari approfondimenti». Nei quei casi lamentele e segnalazioni vengono girate agli uffici di competenza. Un altro tasto a cui a quanto pare i bolognesi sono molto sensibili è quello dei problemi sociali, la seconda tematica più presente con circa il 35% delle segnalazioni. Il picco per questo tipo di lettere è stato raggiunto a luglio, dopo l’annuncio del pacchetto anti-crisi che l’amministrazione varerà a settembre.
Fonte: corriere di Bologna - Pubblicato il giorno 26/08/2009

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Il caldo fa meno vittime del previsto  

--A Bologna non si muore di caldo. La città ha infatti, per l’Ausl, retto molto bene alla cosiddetta "ondata di calore", divampata la scorsa settimana. Tanto che si è registrato un tasso di mortalità del 25% inferiore alle attese. E, sia per quanto riguarda le chiamate al 118 che gli accessi degli anziani al pronto soccorso, lo "stress" è stato contenuto. Quando si toccano certe temperature (il termometro è arrivato a quota 38 gradi per più di una giornata), solitamente la media delle morti si innalza. Il caldo, spiegano dall’Ausl bolognese, non è una causa diretta dei decessi, ma, come anche il freddo, è un fattore che aumenta il rischio. E, a fine estate, ogni anno si va a vedere quanto hanno influito le calure stagionali sulla mortalità della popolazione. Ma, "Bologna da questo punto di vista ha sempre fatto un’ottima figura", spiega il dottor Paolo Pandolfi, responsabile dell’area epidemiologica. Il dato della scorsa settimana, da lunedì a venerdì "ci conforta". Si è evidenziata infatti, una riduzione dei morti rispetto a quello che ci aspettavamo, facendo il confronto con la tendenza delle estati degli ultimi sei anni". Quella appena passata è stata la settima delle "ondate", da maggio ad oggi. "Significa che la popolazione, in particolare quella anziana — prosegue Pandolfi — si è adattata — nei comportamenti, che sono più accorti. Ma vuol dire che anche il fisico della gente reagisce al caldo e si adegua alle temperature alte". Lo confermano le chiamate al 118, che hanno registrato un aumento, rispetto alla media, del 12,6% e gli accessi al pronto soccorso del Maggiore da parte di persone over-65 sono cresciuti del 10,6%. "Ma si sono mantenuti al di sotto della soglia di allarme", conclude Pandolfi.
Fonte: Repubblica di Bologna - Pubblicato il giorno 25/08/2009

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Aggressione e sequestro del taxista: l'evaso condannato a oltre un anno  

Bologna City News-E’ stato condannato a un anno e due mesi di carcere Valerio Marcellino, il 37enne leccese che, dopo essere evaso da una comunita’ terapeutica di Lecce il 13 agosto, l’altra sera ha aggredito e minacciato con un coltello un tassista della Cotabo di Bologna nell’intento di costringerlo ad accompagnarlo fino a Brindisi. Arrestato in flagranza per violenza privata aggravata, porto abusivo di arma, minacce gravi e aggravate e interruzione di pubblico servizio, questa mattina l’uomo e’ stato giudicato con il rito della direttissima e condannato a un anno e due mesi. E’ stato quindi portato alla Dozza, dove sarebbe comunque dovuto entrare in virtu’ dell’ordine di cattura per evasione emesso dalle autorita’ giudiziarie di Lecce: Marcellino il 13 agosto era sparito da una comunita’ terapeutica di Lecce dove stava scontando, ai domiciliari, una condanna per una rapina commessa nell’agosto del 2008. Aveva assaltato, con due complici, un supermercato a Trepuzzi, in Salento. Sabato sera, dopo essere salito a bordo di un taxi Cotabo in stazione a Bologna, ha ordinato al tassista di dirigersi prima verso la Dozza poi verso l’autostrada. Infine, ha sfoderato un coltello e ha minacciato il conducente intimandogli di condurlo fino a Brindisi, millantando tra l’altro di avere una borsa piena di tritolo. Il taxi e’ stato intercettato e fermato dalla Polizia sull’autostrada tra Ravenna e Forli’: provvidenziale e’ stato l’intervento di un cittadino bolognese che, in via Stalingrado, aveva notato che il tassista viaggiava sotto la minaccia di un coltello. E’ stato lui a telefonare al 113 segnalando la targa e permettendo cosi’ la cattura di Marcellino.
Fonte: resto del carlino - Pubblicato il giorno 25/08/2009

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In taxi con l'evaso e un coltello puntato alla gola  

-Da Bologna a Cesena al volante di un taxi che sfreccia in autostrada, una lama puntata alla gola, il conducente in balia di un evaso che dice di avere una borsa imbottita di tritolo ed è pronto a far saltare tutto in aria. A salvare il tassista, un conducente Cotabo che sabato notte ha preso a bordo l’e vaso davanti alla stazione, è stato un passante: lo ha intravisto mentre percorreva via Stalingrado ad alta velocità e col coltello puntato alla giugulare dal passeggero e ha chiamato la polizia. Settanta chilometri di paura, poi il lieto fine: all’altezza dell’a rea di servizio Bevano sull’A14, una volante della polizia, indirizzata dalla centrale radio taxi Cotabo che grazie al sistema gps seguiva passo passo tutti gli spostamenti della Fiat Bravo, ha bloccato il taxi con una manovra da film. Il conducente s’è lanciato dall’auto in corsa, e l’evaso, Valerio Marcellino, 37 anni, di Lecce, precedenti anche per rapina, fuggito il 13 agosto da una comunità in Puglia, è stato arrestato. Il tassista, 37 anni, una vita al volante nei turni di notte, e il presidente di Cotabo, Riccardo Carboni, ringraziano il cittadino che ha dato l’allarme. "Vogliamo ringraziarlo pubblicamente, non si è voltato dall’altra parte e la sua segnalazione è stata determinante". Il conducente ha passato la notte in bianco per la paura e racconta così il contatto ravvicinato con l’evaso. "L’ho preso a bordo alle 21,40 in stazione, si è seduto dietro e quindi non ho potuto vederlo in faccia, mi sono reso conto solo che aveva diversi tatuaggi. Mi ha chiesto di essere portato verso la Dozza, siamo partiti, poi mi ha chiesto informazioni per raggiungere l’a utostrada per Bari. Ho pensato "Sarà un camionista". E invece un attimo dopo mi sono sentito stringere al collo, ho sentito la punta di una lama alla gola e la sua voce da dietro che diceva "Fai tutto quello che ti dico e non succederà niente, altrimenti ti buco"". Il tassista ha imboccato l’A14 senza fiatare. "Aveva degli sbalzi d’/ umore, mi chiedeva se ero sposato e se avevo figli, poi tutt’a un tratto s’è messo a gridare. "Non ho niente da perdere, questa borsa è piena di tritolo, faccio saltare te e il taxi. Sono un latitante, portami a Brindisi, devo prendere una nave per l’Albania". Durante il tragitto il conducente ha ricevuto una chiamata via radio. "Rispondi che stai andando a Milano e non puoi prendere nessuno a bordo". Ma la spia satellitare ha mostrato che la macchina andava in direzione opposta. Un’oretta dopo, le volanti si sono affiancate all’auto bianca, il fuggiasco s’è messo a gridare "Vuoi farmi arrestare!", poi la trappola e la fine dell’incubo.
Fonte: REPUBBLICA - Pubblicato il giorno 24/08/2009

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Speranza del calcio resta paralizzato Indennizzo per la carriera sfumata  

-«SORRIDO comunque alla vita, nonostante quello che mi è successo». Enrico Spanarello oggi ha 25 anni. A 17 era una grande speranza del calcio bolognese. Poi, il 15 febbraio 2001, lo schianto in auto che ha infranto i suoi sogni. Da allora è costretto su una sedia a rotelle. Gambe e un braccio paralizzati, muove leggermente l’altro braccio. E’ invalido al cento per cento. Con grande fatica e speciali stampelle, riesce a percorrere qualche metro senza la carrozzina. ORA, nella sua dolorosa battaglia, un aiuto gli arriva dal tribunale di Bologna. Il giudice civile Lucia Ferrigno ha infatti emesso una sentenza in cui riconosce a Spanarello — come chiesto dall’avvocato Gabriele Bordoni — la cosiddetta «perdita di chance». All’ex difensore della Primavera rossoblù il giudice ha cioè riconosciuto un risarcimento specifico di 774mila euro per aver perso il suo probabile, quasi certo, futuro da calciatore. Una somma calcolata in base allo stipendio medio di un calciatore professionista moltiplicato per 15 anni di carriera. Quota che andrà ad aggiungersi al resto della somma che dovrà pagare l’assicurazione dell’auto su cui viaggiava il ragazzo (una parte è già stata pagata). Enrico, quel giorno, era sulla vettura guidata guidata da un compagno di squadra. Con loro c’erano tre amici. Erano stati in un pub a vedere l’Inter. Un modo per cercare di dimenticare, almeno per una sera, il grande dolore per la morte del compagno di squadra Niccolò Galli, 17 anni, figlio di Giovanni, deceduto pochi giorni prima, il 9 febbraio, in uno schianto in motorino. Mentre tornavano a casa, l’auto sbandò e travolse tre auto. Enrico rimase in coma due mesi. Si risvegliò paralizzato. Per lui il sogno del calcio era sfumato per sempre. «SPANARELLO — scrive il giudice nella sentenza — era considerato dai tecnici una concreta promessa». A favore di Enrico, nel processo, si sono spesi il suo grande amico Giacomo Cipriani, ex attaccante del Bologna, il tecnico Walter Mazzarri e l’ex direttore generale Oreste Cinquini, esaltandone le «doti tecniche, tattiche e fisiche». «Spanarello — conclude il giudice — faceva parte di quel ristretto e selezionatissimo gruppo di atleti convocato nella Nazionale juniores. Le concrete prospettive di un esordio nel mondo del calcio ad altissimo livello professionale appaiono pertanto sicuramente provate». «Vorrei che tutti i ragazzi — dice Spanarello, paragonabile a Zanardi per il modo in cui affronta la situazione — capissero che l’automobile è un pericolo immenso e che bisogna guidare con prudenza, perché l’errore di un istante ti può segnare per tutta la vita. Ogni minimo movimento per me è una vittoria. Il calcio lo guardo in tv, ciò che mi addolora è non poter più correre nei prati. Era la mia passione. Ma io sono stato comunque fortunato, perché sono vivo e ho voglia di combattere. Chi è stato davvero sfortunato è stato il mio grande amico Niccolò Galli».
Fonte: Resto del carlino - Pubblicato il giorno 24/08/2009

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